Data di uscita 29 Agosto 2017
Genere Action/Beat’em up
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PlayStation 4, PlayStation 4 Pro
Sviluppato da Sega
Distribuito da Deep Silver
Versione testata PlayStation 4
Cover

Nell’ormai lontano 2005, Sega ci fece una grossa e gradita sorpresa. Uscì infatti su Playstation 2 Ryu ga Gotoku, portato poi in occidente col nome di Yakuza, che riscosse un grosso gradimento da parte di molti grazie alla sua componente di action/picchiaduro ben studiata, ad una storia appassionante e una forte longevità. Tale successo permise alla serie di proseguire con addirittura altri 6 capitoli, tra i quali un prequel, e per festeggiare il decimo anniversario della saga uscì in Giappone un completo remake del primo gioco per Playstation 4. Abbiamo dovuto aspettare quasi due anni per vederlo arrivare da noi occidentali, ma ecco finalmente Yakuza Kiwami.

Recensione Yakuza Kiwami

10 anni più grande

Essendo un remake, Yakuza Kiwami ripropone naturalmente la stessa trama del gioco originale. Kazuma Kiryu è uno yakuza estremamente famoso, adorato e temuto da tutti a causa della sua rinomata invincibilità in battaglia, ma soprattutto per il suo spiccato senso dell’onore. Purtroppo le cose vanno storte e Kazuma è costretto ad affibbiarsi la colpa di un omicidio nel quale era del tutto innocente: finisce così in prigione per ben 10 anni (guarda caso anche il tempo passato tra Yakuza e Yakuza Kiwami). Una volta fuori di galera non potrà fare a meno di notare che il mondo della mafia è estremamente diverso da come lo ricordava, con giochi di potere più subdoli e dove il manico del coltello è dalla parte di volti nuovi. Si ritroverà così, suo malgrado, immerso fino al collo in un mistero legato ad una giovane ragazza, Haruka, e alla scomparsa di 10 miliardi di Yen, che sono circa 80 milioni di Euro. Per chi non avesse già giocato in passato il primo capitolo evitiamo eventuali spoiler, e ci limitiamo ad applaudire alla storia che, già bella un tempo, viene arricchita da circa 30 minuti di filmati inediti.

Recensione Yakuza Kiwami

Picchiare con Stile

Yakuza, originariamente, era un picchiaduro a scorrimento con impostazione open-world della città, dove tramite maestri e punti abilità potevamo acquistare nuove mosse e skill per impreziosire il nostro repertorio di combo e sanguinosi massacri. Yakuza Kiwami però abbandona il vecchio modello, adottando di fatto il sistema già visto sul prequel Yakuza 0. Abbiamo dunque 3 diversi stili di combattimento, intercambiabili utilizzando al volo le frecce direzionali: lo stile Rush prevede colpi leggeri e veloci e rapide schivate, il Beast si focalizza su colpi lenti e pesanti e sull’utilizzo di oggetti da usare come arma, mentre il Brawler è una via di mezzo tra le due. Inedito è il nuovo arrivato stile Dragon, molto potente e con le mosse che Kazuma ha sempre usato nei primi capitoli, ma potenziabile in maniera diversa dagli altri stili. Se di base, infatti, ogni stile può essere sviluppato incrementando il livello dei rami Soul (per usare le distruttive mosse speciali), Tech (per acquisire nuove mosse e combo) e Body (per aumentare potenza di attacco e punti salute), il ramo dello stile Dragon può essere sviluppato solamente sconfiggendo Goro Majima – personaggio della serie molto importante ma poco usato originariamente nel primo Yakuza – che ci seguirà con insistenza e ci affronterà all’improvviso nei momenti meno opportuni, permettendoci di sbloccare una abilità con ogni vittoria.

Oltre alle battaglie, potremo cimentarci come sempre anche in innumerevoli attività secondarie, quali minigiochi e miniquest. Molti dei minigiochi originali sono stati rimossi: in Yakuza Kiwami ci sono una serie di attività già introdotte con Yakuza 0, come il bowling, il Pocket Circuit Fighter, lo shogi, e molto altro. Peccato che le hostess da conquistare siano state ridotte a 2 rispetto alle solite 6, e siano stati rimossi i titoli Sega giocabili in sala giochi. In compenso è stato aggiunto un nuovo minigioco chiamato MesuKing, dove sfideremo a morra cinese delle ragazze insettoidi che sprizzano sensualità da tutti i pori.

Recensione Yakuza Kiwami

Lifting facciale di 10 anni

Inutile dire che la bontà del lavoro tecnico su Yakuza Kiwami è impossibile da contestare. Il gioco originale viene riproposto perfettamente su PlayStation 4 con una grafica del tutto nuova, grazie a modelli poligonali e animazioni estremamente dettagliate dove le espressioni facciali la fanno da padrone. La colonna sonora non differisce molto dalla versione originale, con riproposizioni remixate delle tracce del primo Yakuza, e un doppiaggio del tutto nuovo da parte dei doppiatori storici. Per chi non lo sapesse, oltretutto, il quartiere Kamuro-cho dove si svolge la storia è una riproposizione fedelissima del quartiere a luci rosse Kabuki-cho, al punto che girare tra le strade del gioco non fa la minima differenza dal passeggiarci di persona.

PRO
Nuovi contenuti e migliorie teniche
Trama approfondita
CONTRO
Yakuza 0 era tecnicamente superiore
Alcuni minigiochi e contenuti rimossi rispetto alla versione PS2
Sottotitoli solo in inglese

Commento

Yakuza Kiwami è un titolo imperdibile, probabilmente da parte di tutti. Sia per i fan di vecchia data che per le nuove leve, il titolo di Sega ripropone il primo capitolo della serie Yakuza in una veste del tutto nuova e con attività e scene inedite, rendendolo il titolo perfetto per cominciare, così come per versare una lacrimuccia di nostalgia. Con un gameplay divertente e ormai ben rodato, una storia bella e colma di colpi di scena, e un lato tecnico ottimo (seppure inferiore a Yakuza 0), Yakuza Kiwami supera il suo esame a pieni voti.
8