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    Speciale Global Game Jam 2018 – Diario di un Game Designer

    Salve gente da favola, in questi anni vi sarete accorti della mia passione per lo sviluppo di giochi e, soprattutto, videogiochi.
    Da diversi anni, infatti, mi dedico allo studio del game design e ho anche avuto diverse occasioni (più o meno fortunate) di mettermi alla prova.
    Tra i miei sogni, tuttavia, c’è sempre stato quello di partecipare alla Global Game Jam. Ebbene, appena qualche giorno fa, grazie all’impegno di Cave Canem, ho avuto la possibilità di cimentarmi in questa magnifica esperienza.
    Siete pronti a scoprire tutto su questo breve ed entusiasmante viaggio? Allora bando ciance e immergetevi nella lettura!

    Speciale Global Game Jam 2018 01

    Cosa è la Global Game Jam?

    E’ un evento unico nel suo genere che si ripete ogni anno, in cui viene richiesto ai partecipanti di radunarsi in una delle sedi designate, formare un team di sviluppo e realizzare un progetto ludico (non necessariamente un videogioco) basato su un tema uguale in tutto il mondo.
    L’unico limite? Fare tutto ciò in quarantotto ore.

    Giorno uno: brainstorming, speranze e ansia

    Giunto al sito della Global Game Jam di Palermo, il ventisei di gennaio, ho scoperto di non essere l’unico che stava partecipando all’evento per la prima volta. Anzi, la quasi totalità dei partecipanti era nuova alle Jam.
    Dunque eccoci, poco dopo aver preso i nostri badge siamo entrati nella grande stanza adibita ad area di sviluppo e sistemata per lo scopo.
    Tuttavia, mancavano ancora diverse ore alla comunicazione del tema di quest’anno, quindi cosa fare? Semplice, fare quattro chiacchiere con chi ancora non conoscevo. In nostro aiuto sono arrivati anche gli organizzatori, che hanno cercato di favorire il più possibile la circolazione di idee ancor prima della comunicazione del tema.
    Infine, è giunto il momento fatidico. Dinanzi a noi si è avviato un video, una breve sequenza di clip a cui è seguito un unico termine: “transmission”. Quella parola è piombata su tutti noi, il tema tanto atteso era arrivato.
    Ogni team in men che non si dica si è fiondato in una fase di brainstorming, trovando e scartando idee. Lo stesso valeva per me e la mia squadra, con cui ho discusso ogni singola idea e valutato le possibilità di riuscita entro lo scadere delle quarantotto ore. Dopo quasi due ore tutti sembravano aver trovato la propria via. Di lì a poco tasti, mouse e penne hanno iniziato a muoversi.
    La Global Game Jam era davvero iniziata e noi tutti eravamo i protagonisti.

    Speciale Global Game Jam 2018 The Zapping Show 01

    Giorno due: sonno, fame e lavoro

    Il secondo giorno è sicuramente stato quello più pesante. Anche se il concept era stato deciso, ogni altro aspetto di tutti i giochi doveva essere ancora definito.
    Il grosso dello sviluppo doveva essere concentrato in quell’unico giorno, indipendentemente dalla stanchezza o da altri fattori, per sfruttare al meglio le ore di lavoro.
    Tutti i partecipanti hanno cominciato a svolgere i propri compiti e a lavorare con i compagni di squadra, senza negarsi una pausa ogni tanto certo, ma sempre concentrati nel corso dello sviluppo. La giornata è stata lunga e stressante, per alcuni più che per altri. Tuttavia, nonostante qualche defezione e un bel po’ di sonno, tutto è proceduto a pieno ritmo. Così, ogni progetto ha preso forma e acquisito la propria identità. Sono addirittura iniziati ad emergere i primissimi prototipi.
    Alla fine della giornata eravamo tutti distrutti e con poche certezze, saremmo riusciti a portare qualcosa di concreto per la fine della Global Game Jam?

    Speciale Global Game Jam 2018 Drone Madness 01

    Giorno tre: Stress, felicità e ricordi

    Eccoci quindi al terzo e ultimo giorno della Global Game Jam, un ultimo sprint verso la meta.
    Avevamo giusto poche ore per completare i nostri lavori. Non si trattava semplicemente di ritocchi, ma vere e proprie aggiunte che andavano implementate entro la conclusione.
    Per quanto riguarda me e i ragazzi con cui ho avuto l’onore di lavorare, posso dire che è stata anche la giornata dei “tagli”. Infatti, pur di presentare qualcosa di funzionante e coerente, abbiamo dovuto rinunciare a molti ottimi concept art e ridurre drasticamente una meccanica centrale.
    Alla fine, però, tutti i team erano pronti a caricare i propri progetti sul portale web dedicato, nonostante quest’ultimo abbia dato non pochi grattacapi.
    A sviluppo concluso ci siamo messi a chiacchierare tra noi dei nostri progetti, scambiandoci idee e guardando le opere più o meno complete degli altri partecipanti. In questa occasione ho anche avuto modo di assistere alla curiosità di diversi presenti nei confronti del progetto a cui avevo lavorato anche io. E’ stato fantastico far giocare gli altri con la nostra piccola demo e, soprattutto, vedere le loro facce mentre lo facevano. Allo stesso modo, ho avuto il grandissimo piacere di dare un’occhiata a tutti i progetti e constatare che tutti nutrivamo profonda curiosità e stima relativamente al lavoro portato avanti dagli altri team.

    Speciale Global-Game Jam 2018 The Call 01Dopo questa breve “pausa” abbiamo tutti partecipato ad una conferenza live, in cui ogni team ha avuto l’occasione di presentare il proprio progetto. Ovviamente, tutti hanno mostrato la loro passione e il sincero impegno messo in campo. Ogni gioco era diverso e aveva in sé qualcosa di fantastico.
    Prima di dichiarare chiusa la nostra piccola avventura, siamo stati protagonisti di una premiazione. La stampa e gli organizzatori hanno deciso i premi e i loro destinatari. Ogni premio era meritato e ogni progetto ha vinto qualcosa. Tuttavia, credo di poter parlare a nome di tutti quando dico che il semplice aver vissuto tutto ciò è stata la più grande delle vittorie.

    Cosa rimane infine?

    Mentirei se dicessi che questa esperienza non mi ha cambiato. Dal punto di vista “lavorativo” ho vissuto cosa voglia dire creare con tempi stretti e dover fare dei tagli pur di rispettarli. Ho visto con i miei occhi amici superare ogni limite psico-fisico per realizzare la migliore opera possibile.
    Tuttavia, nonostante tutto ciò sia importantissimo, questa è solo la metà di quanto la Global Game Jam 2018 ha lasciato dietro di sé. Ho anche potuto confrontarmi con persone fantastiche con la mia stessa passione e fare amicizia con loro.
    Quindi, cosa rimane di questa esperienza? Un quaderno pieno di appunti, tanti nuovi amici, la promessa di rivederci anche l’anno prossimo e sei fantastici progetti: The Call, Sylence, Drone Madness, The Zapping Show, TRSMN e (how I’ve found my) Tresure.

    Speciale Global Game Jam 2018 02

    E il nostro progetto?

    Prima di concludere vi voglio lasciare una piccola chicca, che spero possa soddisfare la curiosità di qualche lettore, la spiegazione del videogioco realizzato da me e dai miei compagni.
    Sylence, questo il nome del gioco, è un titolo 2D in pixel-art con un gameplay ispirato al ben più noto The Binding of Isaac, benché siano presenti una diversa struttura dei livelli e un bilanciamento estremamente differente.
    La protagonista del gioco è proprio Sylence, una ragazzina incapace di trasmettere emozioni e pensieri nei modi che noi tutti conosciamo. Ciò, insieme ad una serie di altre problematiche, la costringe a rifugiarsi in un mondo di fantasia generato da ricordi più o meno distorti della sua vita.
    Alla conclusione della partita, dopo aver sconfitto il boss e idealmente aver aiutato Sylence a superare il suo deficit, si trova un foglio di carta su cui scrivere. Da qui il giocatore ha la possibilità di creare un piccolo messaggio selezionando una serie di termini, generando la partita di un altro giocatore, definendone la quasi totalità degli aspetti.

    Speciale Global Game Jam 2018 Sylence 01

    Per concludere questo breve diario di viaggio non posso che ringraziare le persone che hanno permesso tutto ciò. Innanzitutto ringrazio tutti i partecipanti della tappa palermitana, in particolar modo i miei compagni più stretti: Davide, Claudio, Riccardo, Marco, Giuseppe e Salvatore.
    Inoltre, sottolineo nuovamente l’impegno messo in campo da Cave Canem per rendere questo evento possibile. Un ringraziamento speciale credo vada fatto anche a Sylphe Labs, i cui membri hanno contribuito alla Global Game Jam con la loro partecipazione. Infine, ringrazio voi che avete trovato il tempo per leggere questa piccola avventura.
    Per oggi è tutto gente da favola, direi che ci vedremo anche l’anno prossimo con un nuovo appuntamento della Global Game Jam.

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    Fabrizio Rizzo
    Fabrizio Rizzo
    Accanito videogiocatore da quando aveva tre anni, InkWolf ama studiare l'arte che si cela dietro lo sviluppo di un gioco, così come l'applicazione di innovative o peculiari pratiche di game design. InkWolf è profondamente legato a molti generi, giochi e sviluppatori diversi. Il suo sogno è quello di salire sul palco dell'E3 per presentare un suo progetto...un giorno...