Il survival horror di Ubisoft perde la U e approda su PC e console di ultima generazione. Sarà ancora appetibile come tre anni fa?

Data di uscita 18 Agosto 2015
Genere Survival Horror
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PlayStation 4, Xbox One, PC
Sviluppato da Ubisoft Montpellier
Distribuito da Ubisoft
Versione testata PC
Cover

ZombiU era una buona idea, un gioco che andava a rafforzare la (povera) line-up al lancio del Wii U in un modo divergente con la politica di Nintendo: buttava nel calderone di un’apocalisse zombie fiumi di sangue, tanti smembramenti e temi forti, elementi mai abbracciati dai giochi della grande N che da sempre cerca di fornire un intrattenimento colorato, leggero e adatto ai più piccolini. Il gioco di Ubisoft venne ricordato non tanto perché i survival horror su console Nintendo si contano sulle dita di due mani, quanto per il l’uso intelligente che faceva del GamePad, elemento indispensabile per l’orientamento, per la gestione dell’inventario e anche per le schermaglie a distanza. Purtroppo però le leggi di mercato sono spietate e ZombiU ha condiviso la magrezza di vendite con Wii U rivelandosi un “fallimento commerciale“, proprio per questo Ubisoft ha dovuto pianificare un rilascio anche su PC, PlayStation 4 e Xbox One, rimuovere la “U” dal nome e ripensare molte delle funzioni relegate al pad della console nipponica. Scopriamo come ne è uscito il gioco.

Recensione Zombi (3)

London Bridge is Falling Down

John Dee, intellettuale appassionato dell’occulto vissuto tra il XIV e XV secolo alla corte di Elisabetta I, scrisse una profezia apocalittica nota come “La Profezia Nera“, una serie di vocaboli all’apparenza sconnessi, farfuglianti e deliranti su una apocalisse che avrebbe dovuto colpire Londra nel XXI secolo, una moderna peste distruttrice. Solo un manipolo di uomini appartenenti ad una setta segreta chiamata “I Corvi di Dee” si erano preparati all'”Afflizione“, una piaga che il Regno Unito e l’umanità intera avrebbe ricordato per sempre. Per le strade di Londra gli uomini si trasformavano in carcasse putrefatte, miasmi di morte riempivano i vicoli e gli appartamenti, innamorati in procinto di esprimere la loro passione con un bacio si trasformavano in entità affamate che dispensavano morsi. La città inglese si era trasformata in una giungla insidiosa nella quale bisognava sacrificare una parte di umanità per non perderla tutta.
Qui entriamo in gioco noi, un sopravvissuto, uno dei tanti, con un nome e una professione, dei cartellini che accentuano ancora di più la nostra banalità. Durante la nostra fuga “The Prepper“, un uomo misterioso che sembra saperne una più del diavolo, ci guida nel suo rifugio, un’oasi sicura situata nella metropolitana londinese. Il misterioso sopravvissuto ci insegnerà come uscire vivi da situazioni complicate, ci fornirà un letto dove dormire (e salvare), una pistola e una mazza da cricket (L’alba dei morti dementi?). Il dono più grande è il Prepper’s Pad, uno strumento che permette di orientarci grazie ad una mappa, di scansionare l’ambiente in cerca di nemici od oggetti e un sacco di altre cose funzionali alla nostra sopravvivenza. Il chiaro riferimento al pad di Wii U è, in quest’edizione per console di ultima generazione e PC, perso del tutto. Gli sviluppatori hanno provato ad ovviare alla mancanza di un supporto adatto che permettesse alla loro idea di fiorire come sulla console Nintendo ponendo la mappa in basso a destra e riempiendo l’interfaccia di indicatori che prima si trovavano solo sul pad. Anche alcune azioni come guardare nell’inventario o la scansione a raggi UV ora vengono mostrate in sovrapposizione alla scena, in molti casi il risultato è un pastrocchio scomodo e brutto da vedere, a dimostrazione che l’idea era valida su Wii U e non basta un rabberciato riadattamento per riproporre le buone sensazioni scaturite nel 2012. Il lavoro che andava eseguito sarebbe dovuto essere di tutt’altra pasta, non una riproposizione 1 a 1 delle meccaniche, spostate dal “paddone” allo schermo, ma un riadattamento completo e totale delle stesse e, nel caso dello scanning ad esempio, anche di uno snellimento per rendere il gioco più fruibile su piattaforme diverse da quelle su cui era stato pensato in partenza.
Tutto questo non vuol dire che Zombi sia un gioco da buttare, è solamente la constatazione che un titolo del genere, pur con i suoi indiscutibili pregi e le sue intuizioni, non riesce a stagliarsi in un panorama, quello dell’horror zombesco, che ha i suoi pilastri quasi inamovibili nei giochi di Techland. Ancor di più se tutte le idee in grado di farlo apparire una voce fuori dal coro, di fatto, sono state quasi azzerate.

Recensione Zombi (4)

Quanto a lungo sopravviverai?

La domanda che campeggia al centro dello schermo appena avviato Zombi non deve essere intesa come monito, ma come una genuina curiosità che innesca un meccanismo di sfida e un istinto di sopravvivenza virtuale nel giocatore. Il titolo horror targato Ubisoft è infatti un survival nel vero senso della parola, non ci regala nulla, men che meno le munizioni per le bocche da fuoco sparse per la mappa, e ci costringe a guardare con sospetto ogni corpo che potrebbe rialzarsi o qualsiasi anfratto in cui potrebbe nascondersi un non morto (o un “Afflitto” se vogliamo usare il linguaggio proprio del gioco). Il game over non esiste, a meno che non stiate giocando in modalità Sopravvivenza, e ogni morte per mano degli ammassi di carne putrefatta non ci farà caricare dall’ultimo checkpoint, bensì innescherà la meccanica più interessante che il titolo ci offre: il nostro coraggioso sopravvissuto diverrà “uno di loro“, i potenziamenti alle abilità verranno persi così come l’equipaggiamento, da recuperare eliminando il nostro precedente amico oramai alla mercé dell’infezione. Non sarà facile evitare la morte la quale potrà arrivare anche per distrazione (come colpire uno zombie esplosivo in uno scontro corpo a corpo), ma per tutto il corso dell’avventura Zombi non metterà mai sotto torchio più di tanto le nostre abilità, dispensando medikit in quantità e frapponendoci nemici in numero e potenza limitati. Ci sarà qualche Gettysburg in versione putrefatta o situazioni in cui i morti deambulanti saranno troppo numerosi, in quei momenti la scelta migliore sarà agitare le nostre appendici motorie inferiori con la velocità di un centometrista in procinto di conquistare la medaglia d’oro, sempre se si vuole salvare la pellaccia.
Il trascinarci tra i vicoli e le zone centrali di Londra, come Buckingham Palace o la Torre di Londra, ci intratterrà nonostante la linearità delle ambientazioni e alcuni passaggi eccessivamente forzati. Le mappe sono collegate tra loro da un sistema di viaggio rapido che andrà sbloccato fisicamente dal nostro protagonista, ma la planimetria del territorio non sarà inizialmente disponibile nella mappa in basso a destra del nostro schermo. Per sbloccarla sarà necessario scansionare con il nostro “Pad” una centralina che controlla le telecamere della zona. La scansione subirà diversi upgrade durante l’avventura e ci spingerà a tornare in posti già esplorati per aprire una porta con un codice o hackerare un cancello chiuso, una dinamica che dà una spruzzatina di metroidvania a Zombi. I luoghi chiave sono ben costruiti e qualche zona in particolare ci rimarrà impressa poiché realizzata con dovizia, purtroppo il numero di località è piuttosto esiguo e, soprattutto nelle battute finali dell’avventura, saremo costretti ad un backtracking ideato per allungare artificialmente l’avventura che altrimenti si sarebbe potuta completare in sei ore non dedicandosi troppo all’esplorazione e al raccoglimento di generi di prima necessità. Tenendo presenti questi “escamotage furbetti” il gioco non non supererà le 10 ore di durata tutte caratterizzate da un buon mordente nonostante la trama non brilli affatto e i personaggi abbiano lo stesso carisma di Tonio Cartonio.

 

Recensione Zombi (2)

Sangue e proiettili

Zombi appartiene alla categoria di survival horror più incentrati sulla sopravvivenza che sul combattimento, nonostante ciò per tutta la durata della campagna avremo l’opportunità di menare le mani in numerosi casi. È chiaro che realizzare un combat system in un gioco di zombie con l’intento di imitare Dead Island (che uscì un anno prima di ZombiU) avrebbe potuto rivelarsi una scelta suicida, si è deciso quindi di puntare più sulle armi da fuoco come pistole, fucili d’assalto, SMG o fucili a pompa, relegando ad un’arma da mischia (la mazza da cricket all’inizio, poi sostituita da altre due versioni più letali) il compito di ultima risorsa. Qualcosa deve essere andato storto nel bilanciamento, in quanto nella nostra avventura le armi da utilizzare come ultima risorsa erano proprio quelle da fuoco, sulla carta più potenti, ma in realtà meno pratiche. La mazza da cricket fornitaci all’inizio dell’avventura si è rivelata eccessivamente efficace e più comoda non necessitando di munizioni e non usurandosi dopo un utilizzo intenso, tanto che al termine del gioco eravamo pieni di armi, alcune mai utilizzate, e proiettili che prendevano polvere nel nostro zaino.
La situazione prenderebbe un’altra piega se si scegliesse di utilizzare le armi da fuoco per puro gusto personale. In questo caso le dinamiche da survival funzionerebbero: le munizioni sono poche, gli zombie sono resistenti ed alcuni tipi, come quello in tenuta antisommossa, sono duri da abbattere. Nascosti per i territori ci sono anche dei potenziamenti che incrementano il danno, la velocità di fuoco, la capienza e la gittata delle nostre sparaproiettili i quali, insieme ad un sistema di levelling che tiene conto di quanti zombie abbiamo ucciso con una determinata tipologia di arma, rendono più semplici gli scontri a fuoco con i non morti. Resta il fatto che per la maggior parte degli utenti Zombi avrà un sistema di combattimento à la Dead Island, in versione più lenta, monotona e senza il danno localizzato agli arti, eppure bastava limitare il danno inflitto dalle armi da mischia.

Recensione Zombi (1)

Fumo di Londra

Stiamo parlando di un gioco che uscì nel 2012 su Wii U, quindi, anche se con qualche miglioramento qua e là, era facile aspettarsi un comparto tecnico sottotono. E infatti nella sua incarnazione per PC (quella che abbiamo testato) non risplende in quanto a dettaglio globale e conta poligonale. Il gioco era bruttino anche nel 2012 ed ora, nel 2015, la sensazione si è moltiplicata: i menù hanno uno stile non irreprensibile, i personaggi e gli oggetti sono spigolosi e tutto è coperto da effetti posticci che tentano di mascherare texture non proprio definite, ma che hanno il demerito di “impiastrare” lo schermo rendendo il tutto brutto da vedere.
Su PC non è neanche possibile impostare alcunché dal menù delle opzioni, eccezion fatta per la risoluzione, certo il gioco si è rivelato sempre solido per quanto riguarda le prestazioni, ma il risultato visivo ci ricorda un titolo di dieci anni fa.
Dal punto di vista dell’audio il gioco si difende bene, il titolo è tradotto in italiano per quanto riguarda i testi ed il doppiaggio, l’edizione italiana di quest’ultimo è curata da Synthesis con Ivo De Palma nei panni di “The Prepper“.

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core 2 Duo E7300 @ 2.6 GHz o AMD Athlon II X2 240 @ 2.8 GHz
Scheda Video nVidia GeForce GTS 450 o AMD Radeon HD5770
Memoria 4 GB
OS Windows 7 SP1 (64 bit)

PRO
Avrete paura di morire
Alcune meccaniche survival ben realizzate
Diverse buone idee…

CONTRO
…sminuite da una conversione un po’ rozza
Combattimento mal bilanciato e monotono
Finale troppo ripetitivo e noioso
Graficamente molto sottotono

Commento

Zombi è un buon survival horror che patisce una conversione un po’ brutale che ne annichilisce le belle idee di base: il nocciolo da survival rimane, la “non morte” pure, tuttavia l’assenza del GamePad si fa sentire fin troppo. A parte la rozza conversione il gioco di Ubisoft ha altri problemi, primo tra tutti un combattimento sbilanciato troppo sulle armi da mischia e che dà troppo spesso adito alla monotonia, un finale troppo ripetitivo e noioso e, in ultimo, un comparto tecnico già vecchio nel 2012 che nel 2015 patisce ancora di più il peso degli anni. Da acquistare solo se non lo avete giocato su Wii U e non siete ancora sazi di giochi a base di cadaveri ambulanti, altrimenti prendetevi una vacanza nell’isola tropicale di Banoi o nella ridente cittadina di Harran.
6.5