Lo studio catanese Rimlight tenta di riportare in auge i beat ‘em up dei bei tempi che furono. Ci saranno riusciti?

Data di uscita 16 gennaio 2016
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer (co-op locale)
Piattaforme PC, Xbox One, PlayStation 4
Sviluppato da Rimlight Studios
Distribuito da Microsoft
Versione testata Xbox One
Cover

Ci sono generi di videogiochi che segnano un epoca, che restano ancorati ai ricordi di migliaia di giocatori facendoli invecchiare con frasi in stile “ai miei tempi”, impreziosite da un effetto nostalgia che rende tutto più bello e affascinante. I beat ‘em up, o picchiaduro se preferite, hanno avuto il loro momento dorato negli anni ’90, mentre le console raddoppiavano la loro potenza da 8 a 16 bit e la guerra delle vendite era tra SEGA e Nintendo. All’epoca comandavano i vari Street of Rage, Altered Beast, le Tartarughe Ninja e tanti altri esponenti: se non si saltava come Mario o Sonic ci si menava. Bei tempi.
Il genere andò incontro ad un grosso calo con il passaggio al 3D, le grandi aziende non vollero più rispolverare un genere paragonabile ad un vecchio cimelio per ripresentarlo al pubblico, dato che nel frattempo si era evoluto fondendosi con meccaniche Hack ‘n’ Slash, un frutto di questa trasformazione furono i vari Devil May Cry, Bayonetta e compagnia.
Fortunatamente arriva in nostro soccorso il mondo indie, che non ha paura di ripescare a piene mani dal passato, miscelando vecchio e nuovo, nell’obiettivo di dare a tutti qualcosa che sia divertente, che sia videogioco.
I ragazzi catanesi di Rimlight Studios ci hanno provato con ZHEROS, ecco a voi il nostro giudizio su un gioco che ha un piede nel passato ed uno sguardo aperto sul futuro.

ZHEROS 2

Starman

Che ZHEROS sia l’ultimo esponente dei beat ‘em up si è capito, e come tale sembra racchiudere sin da subito le caratteristiche peculiari del genere. Una volta iniziata una partita (in singolo o co-op), aver selezionato un personaggio tra il nerboruto Mike e l’elastica Dorian, uno dei tre slot di salvataggio disponibili e la difficoltà, ecco che avrà inizio la nostra avventura. Il canovaccio narrativo è alquanto semplice, abbiamo il cattivone di turno che vuole conquistare un pianeta con l’ausilio di un esercito di robot e alieni, ma Mike e Dorian arrivano prontamente a mettergli i bastoni tra le ruote, da lì saranno solo botte e legnate a profusione. Da questo momento l’azione prenderà il sopravvento, non avremo conversazioni o altri risvolti della trama, ci risulta quasi difficile capire il ruolo dei protagonisti e dell’antagonista.
Che la trama sia appena abbozzata per permettere al giocatore di non cincischiare e gettarsi nella mischia ci può stare, fa parte delle caratteristiche del genere, quindi non lo additeremo come difetto.

Zheros review 1

“Botte, schiaffi, pugni, calci in c…”

Il gameplay di ZHEROS rappresenta il cuore del gioco e potremmo riassumere il tutto con la frase “tante buone idee, ma alcune mal sfruttate, ma andiamo con ordine. Il sistema base di combattimento presenta due tasti adibiti all’attacco, uno leggero ed uno pesante, un tasto per schivare, uno per lo scudo ed infine uno per una mitraglietta dal consumo limitato, utile per tirarsi fuori da grossi guai.
E’ possibile concatenare combo che vengono sbloccate con l’aumentare di livello del personaggio (sul sistema di crescita parleremo in seguito) ed il lavoro fatto dai ragazzi di Rimlight Studios è piacevole, combinazioni aree, lanci in aria, attacchi in schianto, danni ad area e colpi caricati, c’è né per tutti i gusti. La gradita varietà aiuta a gestire le diverse situazioni che ci troveremo ad affrontare.
Il problema principale di ZHEROS è rappresentato dalle mosse difensive, lo scudo è direzionabile e se usato con il giusto tempismo permette di riflettere l’attacco del nemico, restituendolo al mittente, purtroppo la finestra di riflesso è molto breve e richiederà grande pratica e tempismo per essere sfruttata. Quello che tuttavia ci ha fatto storcere il naso è la schivata, non direzionabile. Nel momento in cui premerete il tasto adibito, il vostro combattente si lancerà in una capriola nella direzione in cui guarda, il difetto sembra da poco, ma oramai qualsiasi gioco che abbia una schivata permette di direzionarla. Purtroppo in ZHEROS non è stato previsto e il risultato restituisce un feeling poco naturale tra giocatore e gameplay. Insieme al buon InkWolf siamo finiti più volte in fondo ad un burrone o contro dei laser nel tentativo di schivare i colpi nemici e risparmiare energia vitale.
La mole di nemici da affrontare è molto vasta, a partire dalla difficoltà “normale” avrete ben più di un grattacapo per giungere sani e salvi alla fine del livello, l’insufficienza delle mosse difensive rende di fatto i protagonisti pungiball per i nemici, soprattutto quando si viene circondati, situazione in cui è impossibile usare lo scudo sapientemente.

ZHEROS 1Ed è proprio parlando della difficoltà che giungiamo ad un altro difetto di ZHEROS, la struttura. Il gioco al livello normale risulta veramente arduo da completare, purtroppo nell’accezione sbagliata. Man mano che si prosegue nei livelli si incapperà in situazioni frustranti e mal calcolate, i nemici richiedono molte combo per essere buttati giù e i danni subiti sono troppo elevati, tutto ciò unito all’insufficienza delle meccaniche difensive ed ad una cattiva gestione dei checkpoint fa intuire quanto stress sarà costretto a subire il giocatore. Alla difficoltà minore il gioco risulta a tratti troppo semplice per poi avere picchi di difficoltà in alcune zone, e dopo ancora riabbassarsi, ci troviamo quindi di fronte ad una cattiva gestione dell’intera struttura di gioco.
Come far fronte quindi alle diverse situazioni da affrontare? Sfruttando il sistema di crescita del personaggio. Lungo i livelli, sconfiggendo i nemici e rompendo casse è possibile ottenere la valuta del gioco, alla fine dello stage questi punti andranno a riempire una barra con due obiettivi prestabiliti, una volta raggiunto il punteggio necessario si sbloccheranno punti RP, utili per la crescita del personaggio. Gli RP potranno essere spesi in tre rami: combo, scudo o mitragliatrice. La scelta che non abbiamo gradito da parte degli sviluppatori è stata quella di rendere questo sistema indipendente livello per livello, i punti non saranno accumulati lungo l’avventura, ogni stage sarà indipendente, con la propria barra RP da riempire. Tutto ciò potrebbe allungare la longevità del gioco, spingendoci a completare nuovamente un livello per ottenere tutti i punti, tuttavia abbiamo notato che in co-op la quantità di valuta in ogni stage non è sufficiente a far ottenere entrambi gli RP a tutti e due i giocatori. Questo comporta che per non avere squilibri nel duo sarete costretti a rigiocare parte dell’avventura.
L’ultimo difetto che ci sentiamo di far notare è la mancanza di qualsivoglia frame di invulnerabilità: nel momento in cui si viene colpiti non vi è possibilità di fuggire o muoversi. Sembra una cosa banale ma non lo è, in presenza di nemici molto forti o trappole articolate, si subiranno tutti i danni essendo di fatto inermi, anche quando il personaggio è a terra.

Zheros review 2

“We can be Zheros, just for one day”

Sul fronte tecnico purtroppo il gioco risulta largamente insufficiente, ad ogni situazione caotica, come in presenza di esplosioni, il frame rate calerà drasticamente, soprattutto in co-op (solo offline). E’ un peccato perché la scelta stilistica e la palette di colori sono piacevoli allo sguardo, e la caratterizzazione di personaggi e dei nemici ha un proprio stile ben riconoscibile, tuttavia, soprattutto nelle cutscene, è possibile notare texture poco definite e sgranate, un effetto davvero poco gradevole.
Ogni tanto abbiamo anche potuto riscontrare bug nelle animazioni di protagonisti e nemici, ma mai così gravi da minare pesantemente l’esperienza. Un altro difetto sono i caricamenti, all’inizio di ogni livello dovremo attendere oltre una ventina di secondi prima di iniziare a giocare, inoltre prima dell’inizio dello stage c’è una sorta di “effetto freeze” tra caricamento e gameplay. Ultimo aspetto poco curato è quello degli effetti particellari, in alcuni frangenti appariranno come “appiccicati” sul gioco, niente di grave, ma è un ulteriore pecca che si aggiunge a quelle precedenti. Nulla da riferire sul comparto sonoro, le musiche fanno il loro dovere senza essere memorabili.

PRO
Un beat ‘em up in tutto e per tutto
Divertente in co-op
Nemici variegati e fantasiosi
CONTRO
Diversi problemi con le meccaniche difensive
Difficoltà mal calcolata
Numerosi difetti tecnici

Commento

ZHEROS paga uno sviluppo frettoloso, probabilmente a causa delle scadenze fissate da Microsoft ai ragazzi di Rimlight Studios, il gioco ha infatti difetti strutturali, di gameplay e tecnici. E’ davvero un peccato perché sotto la mole di problematiche le idee si vedono: nemici con pattern diversificati, combo varie ben fatte ed utili, tutto sommerso dai macigni di cui abbiamo parlato sopra. In poche parole un’occasione sprecata.
5.5