Rimlight porta il suo ZHEROS anche su PC, questa volta è andata decisamente meglio.

Data di uscita 16 gennaio 2016
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer (co-op locale)
Piattaforme PC, Xbox One, PlayStation 4
Sviluppato da Rimlight Studios
Distribuito da Microsoft
Versione testata PC
Cover

Parlammo di ZHEROS circa un mese fa, allora il buon GabrielKennedy redazionale aveva partorito un giudizio tutt’altro che positivo sul picchiaduro dei catanesi di Rimlight Studios, pur non bocciandolo totalmente. Il gioco è arrivato a suon di sganassoni anche su Steam, senza alcuni dei difetti che erano stati segnalati a suo tempo sulla versione Xbox One e noi ci siamo presi la briga di rientrare nei panni di Mike e Dorian, alle prese con le temibili orde del folle Dottor Vendetta. Possiamo svelarvi fin da subito che il gioco ci è piaciuto e nell’articolo scoprirete il perché.

Duro e puro

L’uomo è una creatura bizzarra. Nel corso dei secoli, dei millenni, ha sempre conservato quell’atteggiamento da “si stava meglio quando si stava peggio“. La storia, la letteratura, qualsiasi tipo di arte o opera è intrisa di testimonianze che rivelano come il passato, che sia mostruoso o glorioso, è sempre venerato. Ci hanno provato psicologi, filosofi, poeti a spiegare il perché dell’incontentabilità dell’uomo, riuscendoci pure, ma realizzando che alla fine il motivo non serve davvero a niente. È un dato di fatto, tra cinquant’anni ci sarà sempre qualcuno che rimpiangerà i tempi in cui i giochi avevano un livello di sfida ridicolo, quando si giocava a Candy Crush sulla metropolitana oppure quando gli utenti si scannavano per qualche pixel di differenza. Questa glorificazione dei vecchi tempi, questa nostalgia, è altamente presente e riscontrabile nell’odierno mondo dei videogiochi e spesso è addirittura il leitmotiv di numerosi progetti ludici, ZHEROS compreso.

Zheros review 1

L’errore in cui sovente si incorre è, però, quello di costruire il proprio prodotto come un altare dedicato ai tempi che furono, il cui unico scopo è ripescare a piene mani da una cultura archiviata per un motivo o per un altro. Rinnegare le innovazioni, anche quelle che effettivamente migliorano la fruibilità di un determinato prodotto, sta diventando una moda che si sta diffondendo sempre più di frequente che a volte è utilizzata come giustificazione per ruvidità tutt’altro che volute. ZHEROS non rientra nella categoria sopracitata, tuttavia in più di un frangente abbiamo avuto il presentimento che gli sviluppatori abbiano realizzato il loro gioco con il solo obiettivo di riportare i giocatori in un’altra epoca, dimenticandosi quasi del tutto di rapportarsi con i tempi moderni; questi ultimi, per quanto possano essere considerati beceri e insulsi, devono essere forzatamente presi in considerazione.
ZHEROS è difficile e punitivo, ma è soprattutto frustrante, e l’aggettivo “frustrante” non dovrebbe mai essere incluso (men che meno volontariamente) in un videogame di qualsiasi tipo. Qual è l’origine di così tanto tedio? È presto detto, come segnalato anche nella recensione della versione Xbox One, si può assistere ad impennate improvvise ed ingiustificate del livello di sfida, le meccaniche difensive non funzionano alla perfezione, anche se la capriola direzionabile è stata finalmente aggiunta, e i checkpoint sono rarissimi. Già a livello normale il beat’em up di Rimlight è in grado di dare parecchio filo da torcere, di fatto quella che è definita difficoltà “Normale” è a tutti gli effetti un “Difficile” dei giorni nostri, da intendersi, ancora più fedelmente alla realtà, come un coacervo di imprecazioni di vario genere (anche blasfeme) intervallate da qualche sprazzo di ilarità. Non mettiamo in dubbio che qualcuno possa trovare tutto questo interessante, eppure tra una morte e l’altra avremmo voluto, bonariamente s’intende, che al posto dei nemici di turno ci fossero stati gli sviluppatori.

Zheros Rece 3

Il button mashing è da fighette

Se all’elevato gradiente di difficoltà fosse stato accompagnato un combat system insufficiente si parlerebbe di una clamorosa debacle. Ma è qui che ZHEROS tira fuori le carte vincenti: il combattimento è più profondo di quello che appare nei primi minuti di gioco e il button mashing fugge come un demone bagnato con l’acqua santa. La pittoresca similitudine funge solo da avvertimento, se avete intenzione di andare avanti nei livelli premendo tasti a caso probabilmente il demone invece di fuggire busserà alla porta della vostra stanza, attirato dalle urla strazianti. L’unico modo di procedere dignitosamente (e senza cornuti coinquilini) è quindi quello di padroneggiare le combo e, soprattutto, utilizzare con criterio la parata, la schivata e la mitragliatrice a disposizione. Non ripeteremo di nuovo il funzionamento di queste meccaniche, dato che abbiamo già illustrato tutto nella prima recensione su Xbox One, ma ci limiteremo a sottolineare l’importanza dello scudo, che va attivato con il giusto tempismo per deflettere proiettili oppure aprire una breccia nella guardia del nemico, e della schivata, utile sia per eludere attacchi imparabili che per coprire grandi distanze più velocemente e controllare al meglio il campo di battaglia. È questo il cuore delle meccaniche difensive di ZHEROS, un cuore soggetto a pericolose aritmie. Lo abbiamo già scritto, ma ci sembra giusto ripeterlo, la tanto richiesta schivata direzionabile è stata implementata proprio con questa versione PC, quindi ora capiterà sempre più raramente di finire uccisi da una caduta o da una trappola, ciò nonostante la vita per i poliziotti spaziali non è diventata eccessivamente più facile. Il problema della mancanza di frame di invulnerabilità è ancora reale e pesa soprattutto contro particolari nemici, i quali ci sbatteranno in un angolo al primo errore e ci colpiranno con un tripudio di mosse e contromosse, senza darci nessuna possibilità di scamparla.
Che il divertimento del saper padroneggiare alcune combo sia affiancato da un costante senso di impotenza nei confronti di alcuni nemici è un peccato, visto anche che la varietà dei minion del Dottor Vendetta denota una certa dedizione del team di sviluppo nel cercare di rendere gli scontri sempre diversificati. In un certo senso questo avverrà, la nostra esperienza con ZHEROS, infatti, avrà un andamento discontinuo, zone contro nemici “cuscinetto” che possono essere battuti senza troppi patemi e inferni fiammeggianti in cui si fronteggiano avversari che non perdonano il minimo errore e contro i quali non varrà neanche la pena provare a difendersi. Inoltre dobbiamo segnalare che la scelta di dividere in vere e proprie arene la progressione dei livelli è spesso limitante: a tratti ci ritroveremo a combattere in stretti budelli circondati da un numero preoccupante di cattivi, un’alchimia da cui si potrà uscire in salute solo evitando di gettarsi troppo nella mischia ed utilizzando la schivata per tenere sotto controllo i movimenti dei nostri rivali.

Zheros Rece 1

La bella e il bestione

Dal punto di vista artistico ZHEROS è palesemente ispirato al capolavoro della Pixar noto come “Gli Incredibili“. Mike è un nerboruto agente, tanto forte e devastante quanto stupido, il Capitano Dorian invece è una donna esperta, veloce ed agile, che colpisce rapidamente con i suoi letali calci. Il duo non ha nulla di originale né tenta di conquistare il giocatore in nessun modo, nonostante alcune animazioni prima di ogni livello (soprattutto per quanto riguarda Mike) strappino qualche sorrisetto, tuttavia lo stile deformed adottato per la caratterizzazione visiva dei protagonisti è piacevole, anche quando sono impegnati in combattimenti all’ultimo pugno.
In generale i nemici e le ambientazioni sono tratteggiati con abilità e colorati con una palette sgargiante, ZHEROS è quindi piacevole da vedere anche se non sfoggia virtuosismi tecnici di nessun tipo. L’unico problema riguarda la scarsezza di varietà nei diciotto scenari divisi in due mondi che compongono l’avventura: ogni livello assomiglia fin troppo a quello successivo e non basta passare da una sterile fabbrica a una giungla di lava per sentirsi soddisfatti, gli occhi si poseranno sempre sulla solita e monocorde sequela di elementi. Forse l’introduzione di un terzo mondo, che era in programma come ci dissero gli sviluppatori alla Milan Games Week, avrebbe addolcito il problema.
La conversione su PC è stata effettuata discretamente bene, non è possibile impostare praticamente nulla dal menu delle opzioni, tuttavia i cali di framerate e i lunghi caricamenti che vessavano la versione Xbox One qui paiono esser risolti. Abbiamo però riscontrato un grave bug, fortunatamente eliminato con tempestività da una patch, che si verificava in uno dei livelli finali impedendoci di procedere con l’avventura.

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core 2 Duo E4500 @ 2.2GHz or AMD Athlon 64 X2 5600+ @ 2.8 GHz
Scheda Video NVIDIA GeForce 260, Radeon HD 4000 Series, Intel HD Graphics 4000
Memoria 4 GB
OS Windows 7
PRO
Impegnativo, anche a livello normale…
Combat system profondo e appagante
Stile piacevole
CONTRO
…con costanti cadute nella frustrazione
Design delle ambientazioni monocorde

Commento

ZHEROS è un buon biglietto da visita per i ragazzi di Rimlight, un gioco che contribuisce ad ampliare il crescente panorama indipendente italiano. Dopo averlo provato per diverse ore, però, siamo sicuri che poteva esser fatto di meglio, era solo necessario addolcire la spasmodica ricerca di offrire le stesse sensazioni dei beat’em up di un tempo, sostituendo il carico di frustrazione con qualcosa di più affine ai videogiochi. Giocare non deve essere visto alla stregua di una passeggiata sui carboni ardenti e riconoscerlo non è un segno di debolezza, bensì sintomo di scaltrezza e di apertura mentale.
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