Sono ormai passati dieci anni dall’inizio delle avventure di Kazuma Kiryu, dal lontano esordio di Yakuza su Playstation 2. Da allora la serie Sega che narra le gesta di questo mafioso dal cuore d’oro si è evoluta in maniera inaspettata, portando nell’arco di tre console ben sette capitoli (compreso il recente prequel di grande spessore) e recentemente anche i remake dei primi episodi con la serie Kiwami. Ultimamente si è parlato anche delle versioni remastered dei restanti titoli del brand, che porterebbe Playstation 4 ad avere finalmente tutta la serie riunita in una sola console. Sembra strano in un momento storico che vede la saga “rinascere” parlare dell’epilogo di tutte le vicende finora raccontate, tuttavia è importante considerare che dopo gli eventi precedenti, così burrascosi e pieni di fervore, per il capitolo finale è stato scelto di rendere il tutto più tranquillo, pacato, quasi etereo. Questo perchè il drago di Dojima torna alle sue origini: ad un luogo e una famiglia che renderanno questo titolo toccante e colmo di sentimenti, scartando storie di vendetta e rabbia incontrollabile.

Di padre in figlio

Per coloro che si sono persi dei pezzi, o che sono nuovi a questa serie, fortunatamente è presente una sinossi di tutti i capitoli precedenti nel menù principale, anche se ovviamente è più consigliabile giocarli.

La storia di Yakuza 6 prende luogo direttamente dopo la conclusione del quinto capitolo, nel quale Kazuma era finito in prigione. Dopo tre lunghi anni di detenzione siamo nel 2016 e Kiryu torna all’orfanotrofio dove si trovano tutti i bambini di cui ha deciso di occuparsi, e dove la giovane Haruka, figlia adottiva originale del protagonista, decise di tornare dopo aver messo da parte la sua carriera da Idol. Tuttavia all’arrivo di Kazuma, il nostro redento ex-yakuza scopre che la ragazza è fuggita via da quel luogo tanto familiare per evitare i giornalisti, e pare che sia sparita nel nulla. Il nostro eroe scopre che la ragazza si trova in ospedale, a causa di un incidente nel quale ha protetto la vita di un bebè di nome Haruto, le cui origini sono misteriose. Di chi si tratta?

Yakuza 6 demo
Le indagini porteranno il nostro protagonista a viaggiare tra Onomichi e Kamurocho, alla ricerca del padre del bimbo e delle soluzioni alle stranezze che circondano l’intera città, il tutto avrà luogo con estrema lentezza, al punto che gli effettivi risvolti di trama prenderanno vita solamente verso l’ultimo quarto della storia. Ciò non è necessariamente un difetto, soprattutto considerato il fatto che Yakuza 6 è dedicato a coloro che hanno seguito le avventure di Kazuma Kiryu sin dai loro albori. Dopo una vita spericolata, il drago di Dojima (assieme a noi) ha finalmente la possibilità di socchiudere gli occhi, fare un respiro, percepire sin nelle ossa le atmosfere di Kamurocho, nonostante i pugni passionali, le faide e le situazioni scottanti non manchino. Parlare con i comprimari ormai ben conosciuti guardandoli con occhi diversi rispetto al passato ci permette di entrare in sincronia con i sentimenti stessi del protagonista, che si evolveranno in un vortice di emozioni nel corso dell’intera storia strappandoci una lacrima e un sorriso.

Minigiochi a profusione

Il gameplay di Yakuza si destreggia tra numerosi e lunghi filmati, pieni di sentimento e narrati in modo superbo, e sezioni libere nelle quali potremo muoverci per le città di Onomichi e Kamurocho. Tra missioni principali e secondarie, ogni situazione alla fine dei conti verrà inevitabilmente risolta usando la violenza: pugni e calci la faranno da padrone come Sega ci ha abituati ormai da 10 anni. Il sistema di battaglia torna molto più simile ai primi capitoli, con un unico stile di combattimento rispetto ai multipli approcci utilizzati ultimamente.

Yakuza 6: The Song of Life

Svolgendo le varie mansioni otterremo 5 diversi tipi di punti esperienza votati alle varie caratteristiche del personaggio: Forza, Agilità, Difesa, Fortuna e Volontà. Con essi potremo potenziare le singole statistiche di Kiryu o fargli imparare nuove tecniche di combattimento o bonus passivi.

Yakuza 6 calcioSe Yakuza fosse solo un continuo menare le mani, in ogni caso, si raggiungerebbe molto presto uno stato di inevitabile monotonia: è per questo che, come nei precedenti capitoli, è presente una quantità incredibile di minigiochi, per guadagnare facilmente denaro e punti esperienza. Avremo modo di andare a pesca, giocare a Virtua Fighter 5 e Puyo Puyo in sala giochi (in versione completa), fare partite a freccette o Mahjong, intrattenerci in un Hostess Club o fare amicizie in un pub. Sono state introdotte anche delle bellissime nuove aggiunte, come la possibilità di raccogliere gatti selvatici da portare in un ristorante a tema, trovare guai casuali da risolvere tramite l’applicazione Troublr sul nostro Smartphone, allenare una nostra squadra di baseball e infine gestire la nostra personalissima gang criminale, utilizzabile in battaglie tra bande in puro stile RTS. E’ possibile anche visitare una palestra in città, che permette di guadagnare moltissima esperienza in cambio di un’attenta alimentazione.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è davvero molta, e se all’inizio le battaglie sembrano ridondanti tra una combo e una schivata, molto presto sbloccheremo mosse in grado di offrire diverse strategie per ogni situazione e avversario.

Un Drago di grafica

yakuza-6-disponibileRispetto ai titoli precedenti, in Yakuza 6 si fa uso di un nuovo motore grafico chiamato Dragon Engine. Questo permette un livello di dettaglio estremamente migliorato, con modelli poligonali molto ben realizzati e animazioni create ex-novo. Oltre a questo, il Dragon Engine porta una vera e propria rivoluzione nell’esplorazione: l’assenza totale di caricamenti nel passaggio tra un luogo e un altro all’interno della città. L’evidente miglioramento grafico ha portato tuttavia un calo quantitativo di certi aspetti, come le zone visitabili della città (nella quale magicamente sono apparsi un sacco di posti di blocco causa lavori) le sidequest o le mosse disponibili in combattimento, entrambe numerose ma in maniera estremamente più limitata rispetto al passato.

Il doppiaggio giapponese è sempre di qualità sopraffina, e per la prima volta è presente all’interno di tutta la produzione per un full-dub che ci farà dimenticare le vecchie schermate testuali. La colonna sonora, dulcis in fundo, è in grado di evocare potenti emozioni durante i momenti più intensi. La durata delle cutscene è enorme, portando Yakuza 6 quasi al livello di un film, al pari di quello che accade nelle produzioni di Hideo Kojima.

Yakuza 6

PRO
Il degno finale di una serie decennale
Tantissime attività secondarie
Sistema intuitivo e allo stesso tempo profondo una volta ad alti livelli
Ottima gestione del nuovo motore grafico, a parte qualche collisione di troppo
CONTRO
Alcuni minigiochi tagliati rispetto a Yakuza 0 e Kiwami
Sistema di combattimento ad un solo stile
Panoramica Recensione
Valutazione
8
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Simone Cirimbilla
Videogiocatore per passione sin dai tempi di Atari e NES, non ho mai abbandonato questo amore e ho avuto tutte le console più importanti sul mercato da allora. Tra una recensione e l'altra mi diletto a nutrire il mio spirito Otaku e traduco per il mio gruppo fansub Italian Sentai Subranger.