Odi et amo, il bianco e il nero, lo yin e lo yang. Il wrestling è un prodotto particolare, un prodotto che non lascia indifferenti. Si può amarlo alla follia o considerarlo una delle cose più insensate mai concepite, ma difficilmente non crea reazioni in chi lo guarda o in chi ne sente parlare. Sono proprio le emozioni il punto focale attorno al quale ruota tutto il carosello di Stamford, un circo ben orchestrato che ha ormai monopolizzato il settore. Purtroppo la controparte videoludica di un così ben oliato meccanismo non è stata negli ultimi anni all’altezza delle aspettative, complice soprattutto l’ultimo episodio che si è rivelato una mera copia dell’anno precedente. Sembrano ormai lontani i fasti di un tempo, in cui i titoli WWE spopolavano ovunque, ma quest’anno Yuke’s e Visual Concepts sembrano decisi a invertire la rotta e a rimettersi in careggiata, regalando finalmente al fantastico mondo del wrestling un prodotto degno del nome che porta. Ci saranno riusciti?

You just made the list!

Più di 200 elementi del roster, un aspetto grafico completamente rivisto e una quantità di novità decisamente considerevole. I punti a favore di WWE 2K18 sono numerosi, importanti e portano sicuramente molta carne al fuoco. Un aspetto critico del titolo negli scorsi capitoli era decisamente l’aspetto tecnico, che definire superato era quasi un complimento. Quest’anno il miglioramento è evidente e porta il titolo ad un livello apprezzabile, anche se non all’altezza di altre produzioni simili, ad esempio UFC 2. Non siamo infatti di fronte ad una resa grafica completamente soddisfacente: certi capelli, per esempio, sembrano ancora un corpo unico e l’attenzione data ad alcuni personaggi è quantomeno deprecabile.

Vista l’enormità del numero di personaggi giocabili si potrebbe soprassedere a qualche elemento sottotono, ma quando le mancanze colpiscono wrestler di spicco e la quasi interezza del roster femminile, è chiaro come il tutto sia poco difendibile. Alla faccia della tanto celebrata womenrevolution che sta imperversando ultimamente nella WWE. I progressi rispetto all’anno precedente su questo campo, comunque, si vedono chiaramente e confidiamo che, con il prossimo capitolo, esso verrà arricchito ulteriormente. Sul lato animazioni invece non sono stati fatti molti passi avanti.

Mentre le mosse principali, quali le prese o le finisher, sono scriptate ed eseguite alla perfezione, con fluidità nei movimenti e un grande impatto scenografico, i colpi più semplici sono spesso imprecisi e creano delle collisioni non esattamente pulite. Su questo aspetto c’è sicuramente ancora molto da lavorare per ottenere un esperienza quantomeno verosimile. Quest’anno poi ci sono delle sezioni, nella modalità carriera, in cui gireremo con il nostro alter-ego nei backstage delle arene. Bene, sappiate che queste sezioni sono la morte di anni di progressi. Rammento a fatica animazioni più legnose e forzate di quelle viste in questi momenti, se poi aggiungiamo al tutto gli npc sparsi nella zona, immobili come statue a fissare spesso il vuoto, è facile comprendere come questa novità sia stata implementata un po’ troppo velocemente. Peccato, perché poteva essere sicuramente un valore aggiunto di tutto rispetto.

Glorious

Come ben saprete però il wrestling non è solo qualche scazzottata in mezzo a un ring, con magari un bel tavolo in mezzo, non è solo una tombstone piledriver alla fine di un incontro combattuto, non è solo una tamarra cintura da campione, ma è molto di più. Il wrestling è teatro, è un insieme di personaggi ben studiati e di storyline spesso indimenticabili, è la rappresentazione dell’eterna lotta tra il male e il bene, tra hell e face.

Il cuore di tutto questo spettacolo sono sicuramente le entrate delle superstars, alzi la mano chi non si è mai emozionato al rintocco delle campane di Undertaker o chi non ha mai desiderato scolarsi una birra con Stone Cold Steve Austin. Tali esperienze, a volte addirittura più attese dell’incontro stesso, sono state ricreate magistralmente in WWE 2K18 ed è bellissimo fendere la nebbia insieme a Finn Balor o lasciarsi trasportare dall’inquietante torcia di Bray Wyatt. Va quindi sicuramente sottolineato come tale aspetto sia stato curato e come ci si senta quasi in colpa a saltare qualche entrata ogni tanto. Anche le movenze dei personaggi, con le varie signature e mosse caratteristiche, sono state ricreate fedelmente e aumentano l’immedesimazione del giocatore. Peccato solo per le già citate animazioni che rovinano quella che poteva essere un’esperienza imprescindibile per gli amanti di questo show.

Who’s next?

Il gameplay di WWE 2K18 è praticamente quello storico della serie, a cui siamo tanto abituati. Come sempre saranno i Quick Time Event a determinare buona parte delle azioni dei nostri beniamini, a partire dalle contromosse fino ad arrivare ai tentativi di schienamento, passando per le varie prese di sottomissione. Il sistema di puntamento presente quest’anno, in larga parte ereditato dal precedente capitolo, promette di farci districare meglio in situazioni con più avversari, come ad esempio durante una Royal Rumble. Dobbiamo purtroppo constatare come esso non riesca a svolgere pienamente la sua funzione, costringendoci spesso a situazioni confusionarie. Capiterà inoltre qualche volta di eseguire una mossa diversa da quella voluta o di effettuare un azione non desiderata. Questo purtroppo è un difetto storico della serie, causato da una mappatura dei comandi talvolta eccessivamente complessa e poco intuitiva nelle azioni più elementari. Tale senso di confusione, inoltre, cresce ulteriormente in presenza di più lottatori sul ring o in caso di scontri nel backstage, dove mancano i classici riferimenti del ring e si resta spesso incastrati tra gli elementi dello scenario.  L’esperienza di combattimento è inoltre macchiata da un gran numero di glitch, che saranno presumibilmente risolti a breve ma che, nel frattempo, creano situazioni colme di ilarità e non esattamente gradite.

In definitva non troviamo quest’anno novità eclatanti e l’esperienza offerta da WWE2K18 è in linea con quella dei predecessori. Un’esperienza quindi colma di counter e di fasi in cui i personaggi sono a terra doloranti. Sicuramente un biglietto da visita non troppo incoraggiante per un neofita, ma che è sicuramente fedele a quella che è l’anima del wrestling professionistico.

Redesing. Rebuild. Reclaim.

Le modalità di gioco presenti quest’anno sono diverse e colme di variabili. In esibizione sarà infatti possibile prendere parte a un gran numero di match diversi: per esempio triple threat, fatal-4-way o handicap, la scelta aumenta con i particolari Steel Cage, Falls Count Anywhere, TLC e molte altre ancora. Se a questo gran numero di possibilità aggiungiamo il già citato roster, è chiaro come l’esperienza di un match al volo con gli amici sia quest’anno esauriente e ricca di possibilità come mai prima d’ora.

Il fulcro di WWE2K18 è comunque la modalità carriera, in cui creeremo un nostro personale wrestler con il quale dovremo scalare le gerarchie, passando da NXT fino ad arrivare nel main roster e, perché no, magari un giorno competere per il titolo mondiale nel main event di Wrestlemania.

L’editor del personaggio offertoci quest’anno è di assoluta qualità e ci permette di creare la propria personale superstar fin nei minimi dettagli. Oltre alle classiche caratteristiche fisiche avremo infatti la possibilità di determinare il nostro stile di combattimento: picchiatore, tecnico, rissoso, stile potente, possente, gigante, esibizionista e gran saltatore. Dopo aver scelto accuratamente come distribuire i nostri punti abilità, acquisibili con l’incedere della carriera, potremo inoltre customizzare anche la signature del personaggio scegliendo entrata, mosse caratteristiche e anche un soprannome con il quale venire annunciati. Per partecipare ai pay-per-view sarà inoltre necessario accumulare dei punti ottenibili nella nuova modalità Road to Glory, che altro non è che una competizione online nel quale guideremo il nostro wrestler personale contro le creazioni degli altri giocatori. Ultima parte, ma non per importanza, è Universe, una modalità in cui potremo seguire fedelmente uno show televisivo della WWE, NXT, Smackdown o RAW che sia, potendolo personalizzare a piacere con wrestler del presente e passato, andando a creare dei veri e propri dream match. Ovviamente tali scontri non saranno fini a se stessi, in quanto andranno ad alimentare una lunga serie di rivalità e storyline fra i vari elementi del roster. Novità di quest’anno è la ormai immancabile, televisivamente parlando, power rankings: una particolare classifica in cui i vari wrestler sono classificati in base alle recenti prestazioni offerte sul ring. Dobbiamo purtroppo segnalare che quest’anno le microtransazioni sono presenti in massa nel titolo e che certi elementi di spicco, quali per esempio gli Hardy Boyz e l’attuale NXT champion Drew McIntyre, non siano stati inclusi nella roster di partenza, ma annunciati come DLC.

 

PRO
Roster immenso
Ottimo editor dei personaggi
Grafica aggiornata
CONTRO
Animazioni non sempre perfette
Gameplay talvolta confusionario
Diversi glitch
Panoramica Recensione
Valutazione
7
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Giacomo Todeschini
Cultore dei shoot'em up e amante dei TPS, ritiene Metal Slug l'ottava meraviglia del mondo. Ama il proprio cabinato più di se stesso ma non disdegna le ultime trovate tecnologiche. Se lo cercate lo troverete con ogni probabilità su Fortnite o su qualche altro titolo di dubbio gusto.