In The Old Blood ritorneremo nel castello Wolfenstein nei panni di B.J. per uccidere tonnellate di nazisti

Data di uscita 5 Maggio 2015
Genere FPS, Action-Adventure
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox One, PS4
Sviluppato da MachineGames
Distribuito da Bethesda Softworks
Versione testata PC
Cover

Proprio un anno fa parlavamo di Wolfenstein: The New Order, l’atteso ritorno di B.J. Blazkowicz che ci trasportava in un mondo distopico governato con il pugno di ferro dai nazisti. Un gioco che i ragazzi svedesi di MachineGames avevano realizzato con maestria, accontentando sia gli appassionati di FPS moderni, che i videogiocatori con qualche annetto sulle spalle. Visto l’unanime successo di critica e pubblico, l’idea di realizzare un contenuto che si ispirasse a The New Order ma che cambiasse location è balzata nei cervelli degli svedesi ed è stata tradotta in realtà. Pochi mesi fa, un po’ a sorpresa a dir la verità, Bethesda ha infatti annunciato Wolfenstein: The Old Blood, un DLC standalone ambientato nel 1946, diversi anni prima delle vicende di The New Order. Quale migliore occasione per tornare a prendere a calci in culo i nazisti?

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Ritorno al castello

La guerra per gli Alleati non sta andando come dovrebbe, è il 1946 e l’esercito americano non riesce a far fronte alle truppe del Terzo Reich, superiori tecnologicamente. Con una mossa azzardata i servizi speciali statunitensi inviano il loro uomo più affidabile, William “B.J.” Blazkowicz, alto, nerboruto e ammazzanazisti di professione. Il suo compito è di infiltrarsi in uno dei luoghi più fortificati della Germania, il castello Wolfenstein, dove deve recuperare dei documenti che attestino la posizione del complesso di Deathshead. Ben presto la sua fragile copertura finisce per saltare e, non essendo il nostro eroe famoso per le buone maniere, Blazkowicz decide di impugnare le armi e di aprirsi la strada lastricando i pavimenti della fortezza di cadaveri. Tuttavia la divisione paranormale capitanata da Helga Von Schabbs non si rivelerà tanto semplice da fronteggiare: nelle profondità della terra giace un arcano potere ed Helga farà di tutto per controllarlo ed usarlo per dare una sferzata finale alla guerra.

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Queste premesse rimandano allo Wolfenstein del 2009 sviluppato da Raven Software, ispirato anch’esso a poteri paranormali e sacrifici oscuri. Le similitudini finiscono qua, perché lo sparatutto di MachineGames appoggia le sue basi sull’impianto solido di The New Order, raccontando una storia con escursioni sul paranormale interessanti e convincenti. La trama si sviluppa in due atti, il primo ambientato in gran parte nel castello, molto simile a quello visto in Return to Castle Wolfenstein; il secondo nel paesino di Wulfsburg, splendida cittadina montana teatro di catastrofici eventi e maledizioni. Nella rincorsa al dossier tra il castello e il paesino B.J. vivrà un’avventura drammatica, che lo porterà a perdere numerose amicizie: il tono drammatico, già utilizzato da MachineGames in The New Order, è in The Old Blood meno convincente. L’errore dei ragazzi svedesi è stato quello di presentarci i personaggi e farli morire dopo pochissimo tempo, senza darci l’opportunità di affezionarci. È tutto un apparire di facce amiche nuove che dopo poche battute muoiono in maniera atroce. Sarebbe stato meglio dosare il numero di compagni ed approfondire di più quelli presenti, senza sprecare comparse (perché alla fine è quello che sono) per dare vita a scene drammatiche che lasciano quasi indifferenti. Se questa cosa fa dispiacere gli appassionati delle belle storie, potrebbe interessare meno a chi si gode il gioco per la sua vera essenza. Dobbiamo ricordare che Wolfenstein è innanzitutto uno sparatutto.

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Li smembro, li massacro o li squarto?

Il gunplay si mantiene sugli ottimi livelli dettati dal titolo principale. Le bocche da fuoco sono sempre risicate, ma il feeling è quello, ottimo, che ci ha fatto apprezzare The New Order. Sparare in The Old Blood è una goduria, non solo per le ottime reazioni delle armi e i feedback dei nemici, ma anche per la violenza sprigionata dal nostro piombo che impatta sugli esili corpicini nazisti, con smembramenti e sangue a fiotti, marchio di fabbrica di Wolfenstein. Il gunplay rimane squisito come il gameplay vero e proprio, il quale ci garantisce una varietà di approcci sempre ottima. Tornano gli ufficiali da uccidere per evitare che chiamino rinforzi, e tornano le spettacolari uccisioni furtive, ma stavolta con un tubo, utilizzato anche per scalare alcune pareti.
La possibilità di procedere in maniera furtiva o ad armi spianate è figlia di un level design studiato egregiamente: ci sono anfratti dove poterci nascondere e poi spuntare alle spalle dei nemici, o posizioni vantaggiose dove poter fare un tiro al piccione con conseguenze disastrose per le fila nemiche. Purtroppo l’intelligenza artificiale rimane sugli standard di The New Order, non troppo lusinghieri: poco reattiva, poco percettiva e che non fa un granchè per aggirarci o stanarci a suon di granate. Siamo testimoni, dalla seconda parte in poi, anche di una gestione della difficoltà un tantino lacunosa, nel secondo atto il livello di sfida è caratterizzato da alti e bassi, sezioni che possiamo completare ad occhi chiusi ed altre decisamente più impegnative. Noi abbiamo finito il gioco a “Io Sono il Mietitore”, la quarta difficoltà su cinque, e siamo riusciti a terminare l’avventura senza problemi in circa otto ore, dedicandoci in maniera non troppo incisiva all’esplorazione e alla raccolta dei collezionabili. Siamo sicuri che al livello di difficoltà “Über” e con una buona dose d’esplorazione si potranno passare agevolmente le dieci ore, non male per un DLC standalone venduto al prezzo di poco inferiore ai venti euro.

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Se la campagna non vi basta potrete cimentarvi in una serie di nove sfide a punti ispirate agli eventi vissuti nella storia. Per guadagnare punti dovremo uccidere i nemici in maniera creativa (ed esplosiva) ed inanellando serie di uccisioni. Una volta completati gli obiettivi della sfida, che spesso rimandano a quelli della campagna, verremo inseriti in una classifica globale e in una nella quale ce la batteremo con gli amici di Steam ed inoltre ci verrà assegnata una medaglia che riflette il nostro punteggio.

Rosso sangue

Il motore di gioco, l’Id Tech 5, si comporta in maniera simile a quanto testato in The New Order. Permangono i problemi di pop-up, di scarsa pulizia generale e di texture spesso non all’altezza, in compenso, però, i particellari e l’illuminazione sono molto più che soddisfacenti partecipando a rendere evocative le location. Si passa dalle stanze medievali del castello Wolfenstein, cupe e opprimenti, perciò oltremodo affascinanti; poi si va tra i vicoli sporchi del villaggio di Wulfsburg, si scende nei cunicoli sotto il paese e si arriva alla cripte, intrise di un fascino arcano. La nostra configurazione di fascia media ha gestito bene tutto questo, ma abbiamo dovuto sacrificare qualcosa sulle ombre e sull’anti-aliasing, dopodiché tutto è andato liscio a 60 frame granitici.
Il doppiaggio italiano gestito da Synthesis si è rivelato essere buono, deludendo solamente su un paio di voci. Nulla di particolare da dire sul comparto musiche, orfano delle fantastiche soundtrack di The New Order.

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel core i5 o AMD FX-8320
Scheda Video Nvidia GTX 560 o AMD Radeon HD 6870
Memoria 4 GB
OS Windows 7 o superiore

PRO
Rapporto prezzo contenuti elevato
Deriva sovrannaturale apprezzabile
Gameplay sempre divertentissimo

CONTRO
Rimangono i difetti di The New Order
Livello di difficoltà nella seconda parte di gioco incostante
Personaggi comprimari poco incisivi

Commento

Wolfenstein: The Old Blood è un ottimo DLC standalone che ad un prezzo contenuto vi regala tante ore di sano divertimento. Ovviamente non ha come obiettivo quello di risolvere le magagne del titolo principale, ma solo di ampliarne la narrazione e offrire nuove idee di gameplay. La deriva soprannaturale ci è piaciuta, ma ha avuto il demerito di rendere il livello di difficoltà ballerino macchiando un po’ il gameplay quasi impeccabile di The New Order. Ehi nazista torna qui! Billy Boy vuole giocare!
8