Il nuovo esperimento digitale di Ubisoft ci porta a rivivere la Grande Guerra

Data di uscita 25 giugno 2014
Genere Avventura grafica
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme Windows – Xbox 360 – Xbox One – PS3 – PS4
Sviluppato da Ubisoft Montpellier
Distribuito da Ubisoft
Versione testata Ps4
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Ubisoft negli ultimi anni ha generato sentimenti di amore/odio nei cuori di noi giocatori, commercialmente è uno studio che vanta mezzi potentissimi e una qualità molto alta, ma al contempo, ha dato la forte impressione di fossilizzarsi sui propri brand, per esempio Assassin’s Creed, sviluppandolo annualmente e migliorandolo senza mai rivoluzionarlo, con conseguenti attacchi dalla moltitudine di utenti che navigano in rete.

Negli ultimi mesi, come se volesse rispondere a queste critiche, Ubisoft ha iniziato a sviluppare progetti minori paralleli, appositamente per il mercato digitale, dando “carta bianca” ai propri sviluppatori e creatori. Pochi mesi fa usciva Child of Light, che vantava un comparto artistico estremamente piacevole, ora tocca a Valiant Hearts: The Great War, scopriamo insieme se la “seconda anima” di Ubisoft ha colpito nuovamente nel segno.

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Storie di guerra

Il primo aspetto di cui parlare è anche l’aspetto principale del gioco: la narrativa. Valiant Hearts è ambientato durante la prima guerra mondiale, un tempo in cui gli uomini che venivano chiamati in guerra, non immaginavano gli orrori a cui avrebbero assistito, questo periodo è estremamente complicato da rappresentare, poiché a differenza del secondo conflitto mondiale, mancava la figura del cattivo per eccellenza, come lo furono appunto i tedeschi nella seconda guerra. Risulta apprezzabile, quindi, la scelta di rappresentare un periodo complicato, dove la linea tra giusto e sbagliato era confusa.

L’idea di basare tutta la narrazione sulle vicende umane, senza badare a bandiere, razze e credi, risulta azzeccatissima, i protagonisti della nostra storia apparteranno a diverse nazionalità e, man mano che la storia andrà intrecciandosi, saranno legati tra loro, dal filo del destino che sarà sempre più forte.

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Cambia la tua guerra con un click

Il gioco si presenta come un’avventura grafica classica e qui veniamo al primo difetto sostanziale, la semplicità degli enigmi. La maggior parte degli enigmi si baserà sul collocare l’oggetto giusto nel posto giusto, proprio per questo consigliamo di giocarlo in modalità “veterano” (attivabile dal menu di pausa) sin da subito, in modo, quantomeno, da non usufruire anche dei suggerimenti già attivi di default. Questa scelta operata da Ubisoft è dettata dalla volontà di non rompere il ritmo della narrazione.

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Vi saranno anche fasi diverse del gioco, come piccole sezioni di guida che ricorderanno piacevolmente i livelli musicali di Rayman Legends e un mini-gioco rhythm game legato ad uno dei protagonisti. Presenti anche dei collezionabili nei vari capitoli, ma che non aumentano complessivamente la longevità del titolo.

Quando l’occhio vuole la sua parte

Lo stile grafico di Valiant Hearts è molto piacevole, interamente rappresentato come se fosse un fumetto, l’unica critica sensata da muovere sul particolare stile grafico scelto potrebbe essere la sua buffonaggine involontaria, che a volte si sposa male con le drammatiche vicende che vengono narrate. Una volta che si soprassiede allo stile grafico, l’empatia che portano le disavventure dei personaggi, riusciranno a smuovere anche il più burbero dei giocatori.

PRO
Narrativa ben strutturata e coinvolgente
Grafica piacevole…

CONTRO
Enigmi troppo semplici
…che a volte si sposa male con i drammi della Grande Guerra

Commento

Valiant Hearts è un altro esperimento riuscito di Ubisoft, una bella storia, raccontata in modo interessante, soprattutto appassionante, consigliato a chiunque si voglia avvicinare per la prima volta al genere e più in generale a chiunque cerca una narrazione convincente ed emozionante in un videogioco.
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