Ecco a voi la recensione dell’attesa avventura dinamica targata Supermassive Games

Data di uscita 27 Agosto 2015
Genere Avventura Dinamica
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PS4
Sviluppato da Supermassive Games
Distribuito da Sony Computer Entertainment
Versione testata PS4

David Cage è stato colui che ha portato più di tutti il concetto di film all’interno dei videogiochi, plasmando le sue opere puntando alla creazione di veri e propri film interattivi con standard qualitativi superbi.
Quando la settima arte incontra i videogiochi il pubblico si spacca molto spesso in due, da una parte gli amanti della storia sono felici di assistere a questo binomio, dall’altra i giocatori casual o il pubblico più avvezzo ai titoli competitivi boccia questo genere di prodotti.
E’ innegabile però che sempre più spesso stiamo assistendo all’approdo sul mercato di prodotti di questo tipo, in grado, seppur non sempre, di intrattenere il videogiocatore e renderlo artefice di ciò che succede su schermo, facendolo sentire padrone della trama e in grado di decidere cosa è giusto e cosa no per i personaggi virtuali.
Supermassive Games ha così deciso di sfruttare questo filone videoludico per coinvolgere emotivamente i giocatori, creando un teen horror in cui saremo noi a decidere le sorti di ogni singolo personaggio e in cui un nostro errore o un piccolo tentennamento in un QTE possono risultare fatali.
Venne così annunciato Until Dawn, titolo prima pensato per essere giocato con il controller di movimento di casa Sony, ma poco tempo dopo Supermassive Games ha deciso di abbandonare l’idea Playstation Move e più in generale la PlayStation 3 buttandosi sulla nuova generazione, più precisamente su PlayStation 4.
Supermassive Games ha così sviluppato in esclusiva per l’ultima ammiraglia dell’azienda di Tokyo il suo primo vero titolo tripla A, con aspettative altissime e con un budget di sviluppo invidiabile.
Sarà riuscita la casa di sviluppo inglese a mantenere le aspettative?

Until Dawn Recensione 1

Otto amici e un’emblematica montagna

Difficile parlare della trama di un titolo come Until Dawn, per certi versi ogni informazione che potremo darvi potrebbe essere da una parte errata oppure uno spoiler, ora vi spiegheremo meglio il perché.
Until Dawn è un avventura dinamica come poche se ne sono viste, il giocatore è messo davanti a scelte complicate che modificheranno in modo permanente lo svolgimento della trama, dando vita ogni volta ad un’avventura unica e potenzialmente differente per ogni giocatore, anche se la trama, ovviamente, parte dallo stesso presupposto per ognuno.
Un gruppo di 10 amici si ritrova come da tradizione in una baita in montagna, purtroppo questa volta uno scherzo di cattivo gusto a sfondo sessuale causa una serie di eventi inaspettati e la morte di Hanna e Beth.
Dopo un anno Josh, fratello di Hanna e Beth decide di organizzare nuovamente questa ritrovata sulla baita sia per ritrovare i propri amici, ma sopratutto in onore delle due sorelle decedute proprio in quel luogo. Così gli otto amici si ritroveranno tutti in questa baita dopo esattamente un anno.
Faremo la conoscenza degli otto malcapitati, Chris: ragazzo intelligente con una cotta per Ashley, che sfrutta questa occasione non solo per fare un piacere al proprio miglior amico Josh, ma anche per passare del tempo e far sbocciare l’amore con la ragazza dei suoi desideri.
Troveremo anche la coppietta Matt e Emily, anche se quest’ultima sembra ancora legata al suo ex, Mike che ora si è fidanzato con la bella, ma ancora immatura Jessica.
Manca all’appello Sam, forse la meno interessante tra gli otto amici, ragazza acqua e sapone con un intelligenza superiore alla media, dotata di molta sensibilità, ma di un basso senso dell’umorismo.
Dopo essersi ritrovati nella baita tutto comincerà ad andare storto, un assassino sembra aggirarsi tra i cupi e inquietanti boschi al di fuori della baita e il gruppo non si rivelerà così unito come sperava Josh.
Non mi spingerò oltre con lo svelarvi i fatti, che da questo punto cominceranno ad ingranare e diventare più complessi e intricati di quanto immaginavamo, tenendovi incollati allo schermo per sapere come andrà a finire.
La trama è quindi ben scritta e subirà un impennata finale importante diventando decisamente più disturbante di quanto ci si poteva aspettare e facendo aumentare la tensione provata dal giocatore anche grazie alla consapevolezza che un nostro piccolo errore potrebbe causare la morte di uno dei nostri pupilli virtuali.
Il problema principale dei primi capitoli di Until Dawn è l’abuso di jump scare, che diventano quasi scontati, il tutto migliora quando il pericolo diverrà reale e non dettato da un mattacchione con una maschera da carnevale che ci urlerà contro uscendo da un armadio per poi rivelarsi, ovviamente, l’ennesimo scherzo di uno degli otto amici.
La recitazione dei personaggi, tutti attori veri digitalizzati, è di livello alto, forse un po’ troppo caricaturale quella dell’analista, ma sì sposa bene con il tipo di personaggio.

Until Dawn Recensione 2

Butterfly System

Until Dawn è un’avventura dinamica che punta molto sulla trama, riducendo all’osso il gameplay, ma rendendolo molto funzionale per il genere: ci ritroveremo sostanzialmente a compiere scelte che influenzeranno lo svolgimento della trama.
Molte di esse saranno marginali e le conseguenze variano da una ferita leggera o un bisticcio tra i protagonisti, altre invece avranno un peso decisamente maggiore e gli esiti saranno pesanti, potrebbero costarci addirittura la morte di determinati personaggi o, perché no, di tutti gli otto amici.
L’obiettivo principale è quello di sopravvivere fino all’alba attendendo l’arrivo dei soccorsi sulla montagna, che stanno aspettando la fine della bufera.
Passeremo più tempo del previsto ad esplorare diverse location simili tra loro, ma non scontate e noiose, per la maggior parte dell’avventura saremo al chiuso, ma non mancheranno capitoli ambientati nella cupa boscaglia. Non mancano nemmeno alcune fasi shooting su binari discretamente realizzate, mentre si registra una mole massiccia, a tratti persino esuberante, di QTE.
I QTE hanno la stessa importanza, se non di più, delle scelte fatte, infatti un paio di errori nelle fasi finali dovuti a un tentennamento saranno fatali per i personaggi, molti potrebbero storcere il naso dopo aver passato le pene dell’inferno per curare i rapporti personali dei malcapitati amichetti, ma la consapevolezza che un nostro errore o un movimento del controller potrebbe causare tutto ciò aumenterà la tensione nelle parti finali. Nel titolo infatti non sono presenti checkpoint, il passato una volta scritto non può essere modificato.
In giro per i livelli sono presenti anche dei collezionabili, ma che si renderanno utili nel finale, si tratta di indizi che serviranno per ricostruire il puzzle e unire i tasselli per avere una visione completa della trama.
Non ci sono solo i collezionabili da trovare, ma anche dei totem che si dividono in 4 categorie: pericolo, guida, fortuna e morte, essi una volta raccolti faranno partire una breve cut-scene che funge da preavviso di ciò che sta per accadere e ci aiuteranno a fare la scelta giusta.
La struttura del titolo è lineare e molto rigida, se dovessimo per esempio dimenticare un oggetto decisivo per un determinato personaggio saremo fritti e non potremo fare più nulla per recuperarlo se non ricaricare il capitolo una volta che il titolo sarà concluso.
Until Dawn è molto rigiocabile cosa che giustifica le 9 ore scarse necessarie per portare a termine l’avventura se non contiamo il DLC presente nella versione extended da noi testata.

Until Dawn Recensione 3

Vera Next-Gen

Il gioco sorprende positivamente e graficamente parlando, siamo su livelli altissimi, i volti sono veramente eccezionali e rimarrete ammaliati nel guardarli, le animazioni dei personaggi sono ben fatte così come i loro modelli poligonali.
Le ambientazioni sono di ottima fattura complici delle texture ottime, anche se a volte caricate leggermente in ritardo, sono ottimi anche gli effetti particellari e l’illuminazione in generale.
L’unico neo è un pizzico di aliasing su determinati oggetti in secondo piano e un frame-rate non proprio fluido, la colonna sonora è invece di alto livello, sempre azzeccata alla situazione.
Parlando del doppiaggio, invece, si registrano dei problemi nella variante italiana: alcuni personaggi non sono doppiati al top, ma il problema principale risiede nel campionamento audio. Troppe volte i personaggi sembreranno parlare con la testa infilata in un anfora, il tutto potrà essere sistemato con eventuali aggiornamenti, ma comunque è una magagna che ci siamo sentiti di segnalare

Until Dawn Recensione 4

PRO
Trama ben scritta
Graficamente ben fatta
Recitazione di alto livello
Diversi finali e alta rigiocabilità

CONTRO
Comparto audio migliorabile
Abuso di jump scare

Commento

Until Dawn è un ottimo titolo, ha qualche difetto che gli preclude il massimo della valutazione, ma è comunque una delle migliori avventure dinamiche presenti sul mercato, un’esclusiva Sony di peso che non ha nulla da invidiare ai titoli più blasonati. Bisogna togliersi il cappello dinnanzi a questa casa di sviluppo che ha rispettato le aspettative, e forse le ha pure superate, nonostante la travagliata gestazione del titolo.

8.5