Si ritorna nell’universo di Trine, ma stavolta si rimane con un po’ di amaro in bocca

Data di uscita 20 agosto 2015
Genere Action RPG, Puzzle, Platform
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Frozenbyte
Distribuito da Frozenbyte
Versione testata PC
cover

Trine 3: The Artifacts of Power è il prosieguo della serie sviluppata da Frozenbyte, capitolo che avrebbe dovuto segnare una svolta per la saga, con l’aggiunta di una nuova feature, la terza dimensione. Non è casuale che gli sviluppatori abbiano associato il numero tre, in un gioco dove si gestiscono tre diversi personaggi, all’inserimento di questa nuova componente; come già fatto in passato da altre IP che hanno sfruttato la numerologia per marcare una o più novità introdotte da un determinato episodio della saga.
Purtroppo però la sorte ha voluto che il titolo non fosse portato a termine, a causa dell’eccessiva ambizione degli sviluppatori che, evidentemente, senza accorgersene hanno progettato un prodotto al di fuori della loro portata economica, che per essere completato richiedeva molto più dei 5 milioni di dollari che il team aveva a disposizione.

Trine 3

Un progetto troppo ambizioso

A dispetto della durata del titolo, nel corso delle prime missioni di Trine 3 ci è possibile entrare più in profondo nelle menti dei nostri tre eroi: il mago Amadeus, il cavaliere Pontius e la ladra Zoya, che mostrano in modo ancor più marcato il loro lato umano e la volontà di tornare ad una semplice, ma ricca, vita mortale, mettendo quindi in discussione il potere di cui sono entrati in possesso grazie all’artefatto delle anime. Tutto ciò per poter dedicare maggior tempo alle proprie attività e alla famiglia. È proprio questo l’incipit che porta alla distruzione dell’artefatto delle anime e alla conseguente liberazione di ciò che vi era imprigionato, l’anima del nemico più pericoloso mai esistito, Sarek. Questa non è altro che l’introduzione di questo capitolo, ma al momento della release è risultata rappresentare la quasi totalità della trama, che, ovviamente, era stata progettata per essere ben più longeva e frastagliata.
Nonostante ciò, la storyline riesce a regalare qualche momento di ilarità, specialmente durante le fasi del gioco dedicate a Pontius, e dopo qualche ora di gioco inizia a catturare il nostro interesse, che viene poi letteralmente distrutto dalla mancanza di due terzi del gioco.
Ma i problemi, per Trine 3, sono appena iniziati.

Trine 3

Il passaggio dal gameplay strutturato in 2D a quello in 3D avrebbe dovuto rappresentare una rivoluzione per la saga, aprendo le porte a nuove meccaniche di gioco, ma alla prova dei fatti si tratta di un riadattamento del gameplay dei precedenti capitoli, senza novità sconvolgenti. Ogni personaggio possiede delle nuove capacità, studiate per sfruttare, anche se solo in parte, la possibilità di muoversi anche in profondità; ad esempio Zoya può utilizzare come perno gli oggetti statici presenti nell’ambiente in modo da fissare le piattaforme o altri elementi dinamici che fanno da ostacolo alla soluzione del puzzle. Però, anche in questo caso, c’è un problema nella realizzazione: non si riesce bene ad identificare a quale profondità si trova il personaggio rispetto ad una piattaforma, come nel caso del quadro di Pontius in cui si perderà più tempo a tentare di camminare senza cadere piuttosto che concentrare la propria attenzione sulle reali difficoltà dettate dalle meccaniche di gioco. Le abilità di tutti i personaggi sono state rese più reattive, per meglio adattarsi alla nuova struttura del gameplay. Nonostante l’adattamento abbia enfatizzato, almeno in parte, le capacità di ogni personaggio, vi è un forte sbilanciamento verso Amadeus e Zoya, che rubano la scena al salvatore delle pecore Pontius. Quest’ultimo, nei vecchi capitoli, veniva utilizzato spesso negli scontri contro i nemici, ma in Trine 3 le sue abilità vengono sfruttate, per forza di cose, quasi esclusivamente nei livelli bonus a lui dedicati, in quanto i poteri di Amadeus e Zoya sono più che sufficienti per affrontare qualsivoglia avversario che ci si pare davanti nel corso delle nostre disavventure.
I livelli di Trine 3 presentano dei puzzle piuttosto semplici, ad eccezion fatta per qualcuno che può dare un po’ di filo da torcere, e lo stesso discorso vale per i combattimenti, che risultano piuttosto elementari e scarsamente variegati, anche il boss finale si riesce a sconfiggere senza troppi problemi al primo tentativo. La difficoltà sembra interamente concentrata all’interno dei livelli bonus dedicati ai singoli personaggi, dove la caratteristica da Trial and error ci farà sudare sette camicie per arrivare ad un completamento del 100%.

Trine 3

Come già abbiamo lasciato intendere il gioco ha una durata piuttosto esigua, ponendo un po’ di attenzione durante lo svolgimento dei livelli in 5-6 ore è possibile portare a termine tutte le missioni. In realtà il titolo potrebbe durare molto di meno, ma gli sviluppatori hanno pensato di inserire un blocco dei livelli per allungare un po’ il brodo, richiedendo un numero forse un po’ eccessivo di frammenti per essere sbloccati. Questi frammenti sono degli oggetti raccoglibili all’interno dei vari livelli che fungono anche da punteggio per determinare il grado di completamento di ognuno. Ovviamente i frammenti sono posizionati in modo da renderne complicata la raccolta, talvolta sono veramente ben nascosti e difficilmente raggiungibili.
Presumibilmente la serie di problemi sopracitati sono tutti derivati dalla scarsa quantità di fondi che il team aveva a disposizione per lo sviluppo del gioco e, magari, anche da una mancanza, in sede di realizzazione, di un’analisi più approfondita delle potenzialità del gameplay basato sulla tridimensionalità.

Trine 3

Artisticamente straordinario

Trine 3: The Artifacts of Power è il degno seguito, almeno dal punto di vista artistico, della saga Trine. Frozenbyte ha veramente superato se stessa nella realizzazione dell’impianto visivo, anche se il comparto tecnico è afflitto da alcuni bug minori, come compenetrazioni poligonali ed animazioni che si bloccano, e possiede una gestione della fisica che talvolta sembra proprio campata in aria. Le ambientazioni sono molto evocative e il culmine lo si raggiunge verso la fine del gioco, dove è presente un livello interamente ambientato all’interno di un libro. L’ottimizzazione non è assolutamente eccezionale, durante la nostra prova abbiamo giocato con le impostazioni al massimo, ma il frame rate si attestava sempre attorno ai 25-30.

Trine 3

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i7 4770 3.9Ghz
Scheda Video AMD HD 7950 3GB
Memoria 8GB DDR3
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore AMD Dual-core 2,0Ghz o Intel Core i3 1.8 GHz
Scheda Video Radeon HD 4000 series, NVIDIA GeForce 260
Memoria 4 GB
OS Windows Vista o superiore
PRO
Comparto artistico e visivo ben realizzato
Alcune idee e meccaniche davvero interessanti
Storia intrigante e qualche volta divertente…
CONTRO
3D a volte confusionario
Il comparto tecnico soffre di qualche bug
…ma il gioco è incompleto
Il level design privilegia privalentemente Amadeus e Zoya
Backtracking e Trial and error talvolta fastidiosi

Commento

Trine 3 è un titolo con delle ottime potenzialità, ma che per via della scarsa quantità di fondi e per un team di sviluppo che non ha ben ponderato se poteva o meno portare a termine questo progetto con i soldi a disposizioni, si è rivelato una prodotto incompleto. Malgrado ciò il gioco presentato ha un comparto artistico invidiabile e una trama che, anche se piuttosto banale, riesce a farsi apprezzare. Purtroppo, per via di alcune scelte dettate dal voler a tutti i costi incrementare le ore di gioco, il titolo soffre di un backtracking decisamente fastidioso, qualora non si porti a compimento i livelli raccogliendo tutti i frammenti già dalla prima volta. Il grado di difficoltà è, inoltre, generalmente basso, ad eccezion fatta per i livelli dedicati ai personaggi che sono, a nostro parere, eccessivamente Trial and error. Determinare il valore di Trine 3 è risultato difficile: le idee e la qualità si vede, ma purtroppo non è in alcun modo possibile vedere come si sarebbero dovute sviluppare le meccaniche e la trama nei livelli avanzati del gioco. Un’avventura per certi versi affascinante quella di Pontius, Amadeus e Zoya, che a contatto con le perverse, e a volte illogiche, leggi del mercato si trasforma in un’occasione mancata. Peccato.
8