L’episodio conclusivo di una saga davvero straordinaria che è riuscita ad appassionare milioni di giocatori.

Data di uscita 19 maggio 2015
Genere Action, RPG
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox One, PlayStation 4
Sviluppato da CD Projekt RED
Distribuito da Bandai Namco
Versione testata PC
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In molti attendevano quest’ultimo e conclusivo capitolo dedicato alle vicende del Lupo Bianco di The Witcher, saga nata dagli omonimi libri di Andrzej Sapkowski. Le aspettative dei fan, nei confronti di questo titolo, erano veramente molto alte e CD Projekt RED ha cavalcato l’onda rilasciando filmati spettacolari del gioco, che a seguito del lancio hanno destato non poche critiche. Questo terzo episodio riprende la storia a pochi mesi dagli eventi narrati in The Witcher 2, con Geralt che viaggia insieme a Vesemir sulle tracce di Yennefer di Vengerberg, la famosa e potente maga, nonché amante, del nostro strigo preferito. Fin dagli albori il team polacco desiderava poter sviluppare un open world ben strutturato, ma a causa dei pochi fondi non gli è mai stati possibile realizzarlo fino ad oggi.
Saranno riusciti a creare un titolo che non tradisca le aspettative dei fan e allo stesso tempo a realizzare un open world degno di nota? Per rispondere a queste e a molte altre incognite, ecco la nostra recensione.

The Witcher 3

Il destino di Cirilla

The Witcher 3: Wild Hunt ha inizio con Geralt di Rivia e Vesemir accampati per la notte nei pressi di Bianco Frutteto, un paese di campagna afflitto dalla guerra tra i paesi del nord e l’impero di Nilfgaard. Durante la notte sogna di essere a Kaer Morhen con la dolce compagnia di Yennefer di Vengerberg, la sua amante nonché ex-membro della Loggia delle maghe. Dopo una serie di eventi che coinvolgono la piccola Ciri, ai tempi del suo addestramento tra i witcher del lupo, e il tutorial, che ci introdurrà al rinnovato sistema di combattimento del gioco, accade qualcosa di inaspettato: appare la nave della Caccia Selvaggia, un evento a cui ben pochi possono dire di aver malauguratamente assistito ed essere sopravvissuti, che mette in seria minaccia la vita delle persone a lui più care.
Il Lupo Bianco e Vesemir sono in viaggio per ritrovare Yennefer di Vengerber, che grazie ad una sua lettera Geralt è venuto a sapere che si trova nelle zone limitrofe di Vizima. Svolte alcune missioni a Bianco Frutteto il Lupo Bianco entra in possesso di un’informazione cruciale per la sua ricerca, la sua amante si trova alla corte di Vizima. Qui lo strigo viene a sapere del patto di Yennefer con Emhyr var Emreis, l’imperatore di Nilfgaard, che le ha chiesto di ritrovare Cirilla e condurla da lui. Secondo le fonti dell’imperatore Ciri sarebbe stata avvistata nel Velen, a Novigrad e Skellige, in fuga continua dalla Caccia Selvaggia. Così inizia la lunga sequela di viaggi nel disperato tentativo di ritrovare Ciri e scoprire per quale motivo la Caccia è sulle sue tracce.
Non molto dopo l’introduzione del gioco scopriremo che in realtà la guerra tra il nord e Nilfgaard fungerà quasi esclusivamente da background narrativo per le vicende che coinvolgeranno direttamente lo strigo, Yennefer e soprattutto Cirilla, la ragazza dai capelli biondo cenere dotata di poteri straordinari, derivanti dal Sangue Ancestrale ereditato dalla madre, che fin da piccola venne addestrata da Vesemir alle arti dei witcher e da Yennefer alle arti magiche.
In questo terzo e decisivo episodio della trilogia, avremo modo di scoprire finalmente cosa si cela dietro all’evento della Caccia Selvaggia e qual è lo scopo del potere del Sangue Ancestrale di Ciri.
Se c’è una cosa sulla quale è impossibile criticare questo titolo, è la qualità della trama: scritta e narrata in maniera straordinaria e con la capacità di non deludere nessuno, grazie alla presenza di molteplici finali e la frequente possibilità di scegliere come influenzare l’andamento della storia. Anche la caratterizzazione dei vari personaggi che incontreremo nel corso della trama è ottima, avremo a che fare con antagonisti che ci faranno veramente venir voglia di ammazzarli sul momento, ed una volta finito il gioco sentirete di certo la mancanza di personaggi come Zoltan, Dandelion, Triss e Vesemir.

The Witcher 3

Un mondo vasto e pregno di contenuti

Vasto, emozionante e longevo, queste sono le tre parole per descrivere The Witcher 3. Le cose da fare di certo non mancano, i contenuti sono davvero tanti tra la storyline principale, le missioni secondarie, le missioni da Witcher e l’esplorazione della mappa con le relative attività. Le missioni secondarie sono molto variegate, comprendendo anche missione dedicate alle attività minori come il Gwent (il gioco di carte di The Witcher 3), le corse dei cavalli e gli incontri di pugilato. La mappa è estremamente vasta, suddivisa in due grandi zone esplorabili e altre aree minori, e ricca di compiti e luoghi d’interesse, nei quali potremo svolgere cacce al tesoro, liberare i villaggi invasi dai nemici, distruggere le tane dei mostri, batterci con boss minori e via discorrendo.

I contenuti non fanno sicuramente parte dei punti deboli di questo titolo, ma gli sviluppatori, non soddisfatti dell’immane quantità di cose da fare, hanno ben pensato di programmare l’uscita di ben 16 DLC gratuiti: molti dei quali riguardano nuove capigliature o aspetti alternativi per alcuni personaggi, armature e armi, carte di Gwent e anche due missioni aggiuntive. Ad oggi sono usciti già 12 di questi pacchetti gratuiti, non si tratta di contenuti indispensabili, ma i contenuti free aggiuntivi sono sempre ben accetti.

Il Gwent

GwentCome già accennato nella recensione, CD Projekt RED ha introdotto in The Witcher 3: Wild Hunt un nuovo ed avvincente gioco di carte per sostituire il vecchio poker con i dadi. Nuovo gioco, nuove regole, e voi aspiranti campioni di Gwent dovrete imparare alla svelta le nuove regole per completare missioni e sconfiggere avversari con mazzi decisamente più potenti del vostro. Imparare a padroneggiare questo gioco è essenziale per i completisti che vogliono sviscerare ogni aspetto del gioco, come è indispensabile disporre di buone carte per vincere i match: per ottenere mazzi sempre più potenti vi basta sfidare mercanti, fabbri e armaioli oppure completare missioni dedicate; basterà un po’ di pazienza ed esercizio e il vostro assembramento di carte sarà micidiale.

Lo scopo del Gwent è di superare il punteggio dell’avversario con il proprio esercito rappresentato da carte. Ogni carta possiede un punteggio che ne determina la forza, mentre alcune possiedono degli effetti utili. Bisogna sconfiggere l’avversario per due volte avendo in mano 10 carte (che possono essere incrementate con delle speciali abilità). Può essere giocata solo una carta alla volta e si può passare il turno quando si vuole.
Il campo è diviso in tre linee, una nella quale vengono posizionati i combattenti in mischia (caratterizzati dall’icona di un pugnale), un’altra che ospita quelli a distanza (caratterizzati da un arco) e l’ultima in cui prendono posto le armi d’assedio (distinguibili da un piccolo logo con una catapulta). Ogni carta occupa una determinata linea, fatta eccezione per alcune con abilità speciali ed altre che possono agire in tutto il campo.
Avremo a disposizione quattro tipologie di mazzo: Regni Settentrionali, Impero di Nilfgaard, Mostri e Scoia’Tael, ognuno caratterizzato da unità di fazione che possono essere integrate con carte speciali (che producono effetti in tutto il campo) e carte neutrali (che possono essere inserite in ogni mazzo, poiché non hanno limiti di fazione).

Comprese queste regole di base e le tattiche più efficaci, giocare a Gwent sarà un piacere. Preparatevi a sconfiggere ogni giocatore presente nel mondo di gioco e ad ambire al titolo di campione.

Data l’ingente mole di missioni e attività presenti in gioco il nostro strigo non faticherà affatto nel progredire di livello, anzi salirà anche troppo. Durante la nostra prova è capitato ben più di una volta che, nonostante ci stessimo concentrando principalmente sulle missioni della campagna, eravamo di livello eccessivamente alto per affrontare alcune missioni, perdendo così la possibilità di guadagnare punti esperienza. Nonostante il sistema di levelling ci permetta di salire fin troppo velocemente, specialmente dopo la metà del gioco, è stata ugualmente inserita all’interno della mappa una considerevole quantità di santuari, dai quali è possibile acquisire ulteriori punti abilità, necessari per sbloccare o potenziare le abilità. Tutto questo porta ad una estrema semplificazione e ad uno squilibrio di potenza nei combattimenti, soprattutto se ad essere potenziato è il ramo dei segni. In The Witcher 2 i combattimenti non erano di certo eccezionali o difficili, ma richiedevano almeno un minimo di gestione delle pozioni e una certa attenzione durante gli scontri. Tutto questo in The Witcher 3, potenziando i segni, è quasi inesistente poiché non è indispensabile fare uso delle pozioni della rondine, questo a causa dell’eccessivo sbilanciamento portato dal segno Quen, che può anche diventare in grado di assorbire come punti vitalità buona parte dei danni degli avversari.

The Witcher 3 Recensione-08
Il sistema di combattimento è migliorato sotto molti aspetti, se paragonato ai predecessori. Le animazioni, seppur ancora legnose e imprecise, sono più fluide, i segni e le bombe si gestiscono meglio e sono più rapide da utilizzare. Anche se c’è stato un netto miglioramento, il combattimento è ancora ben lungi dall’essere perfetto e la fluidità nell’uso dei segni è tutt’ora uno dei punti deboli di questo sistema.
Purtroppo sono il bilanciamento della forza dei tre rami di abilità e quella dei nemici che inficiano gli scontri. I tre rami delle abilità in questione sono Combattimento, Magia e Alchimia, con l’aggiunta del pannello Abilità, in cui si trovano una serie di skill uniche, che permettono di ottenere alcuni bonus davvero interessanti, e quello dedicato ai Mutageni.
Quei nemici che dovrebbero essere i più difficili da battere, in realtà spesso e volentieri sono quelli più semplici: con pattern d’attacco monotoni e strategie ripetitive. Tra tutte le tattiche, dominano quelle con Igni e Axii accompagnate dal Quen. Invece, alcuni gruppi di alcuni gruppi di Drowner o Nekker di livello anche molto inferiore al nostro, sono riusciti ad ucciderci diverse volte grazie alle loro letali tattiche di accerchiamento e ai danni ripetuti.
L’esperienza di gioco subisce una brusca virata verso il basso quando si inizia a navigare in barca per il mare di Skellige, tra sirene che si uccidono con un colpo o due di balestra, l’acqua con le caratteristiche della plastica fusa e compenetrazioni poligonali a destra e a manca.

The Witcher 3

A trotto dentro le colline

Una delle novità di The Witcher 3 è senz’altro il cavallo chiamato Rutilia (lo strigo ha la grande fantasia di dare a tutti i suoi cavalli lo stesso nome) utile per viaggiare ed esplorare le zone, oltre che ad accompagnarci nei combattimenti all’aperto.
La gestione del cavallo condivide con quella del personaggio la scarsa precisione dei movimenti, in più Rutilia è afflitta da svariati problemi, tra cui il ritardo dei salti, i blocchi continui su pareti invisibili, la compenetrazione con i dislivelli del terreno durante il trotto e via dicendo. Tutto ciò influisce negativamente negli scontri a cavallo, che già sono estremamente sbilanciati: i danni di Geralt quadruplicano fintanto che è in sella al proprio cavallo, permettendogli di disarcionare gran parte dei nemici con un sol colpo, e scagliare all’infinito dardi di balestra senza dover ricorrere alla mira manuale. Fortunatamente gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire un sistema che vieti l’abuso del cavallo durante schermaglie, infatti Rutilia si spaventerà man mano che si subiscono attacchi da parte dei nemici, facendoci cadere dal nostro destriero.

The Witcher 3

Ciri, la super guerriera immortale pacifista

In quest’ultimo episodio di The Witcher avremo la possibilità di vestire i panni dell’allieva di Vesemir e Geralt, Cirilla. In queste sessioni di gioco, in cui impersoneremo la prima “striga” della storia, dovremo affrontare orde di nemici che sembrano non finire mai, ma ci renderemo presto conto che Ciri è dotata di una potenza smisurata, tanto da far sembrare il Lupo Bianco un semplice soldatino Temeriano, derivante dai suoi poteri derivanti dal Sangue Ancestrale e all’addestramento dei witcher, ricevuto dai suoi maestri della scuola del lupo, e alla magia, insegnatale da Yennefer di Vengerberg. Questi intermezzi, anche a difficoltà elevata del gioco, sembrano quasi delle cinematiche che molto spesso non richiedono nemmeno di combattere veramente, ma solo di raggiungere un certo punto a forza di schivate fulmine saltando tutti gli avversari.

The Witcher 3

Una controversia nata dal malinteso

Nonostante CD Projekt RED non abbia potuto investire tantissimo sulla realizzazione di questo titolo, il videogioco che ne è uscito fuori è veramente impressionante, sia in termini di grandezza che contenuti. Per completarlo al 100% sono necessarie circa 200 ore di gioco, più di quanto non serva per finire The Elder Scrolls: Skyrim. Noi abbiamo giocato la bellezza di 75 ore, trascorse a completare la storyline principale, svolgere qualche missione secondaria e quasi tutte quelle dei compagni e personaggi comprimari.
Durante i mesi che hanno preceduto il lancio del gioco, la software house ha rilasciato molti video e immagini dai quali molti hanno estrapolato il messaggio sbagliato, credendo di vedere la versione finale del prodotto che sarebbe stato poi rilasciato nei negozi. Insomma, le aspettative per questo titolo erano veramente molto alte e, come spesso accade, qualcuno è rimasto un po’ deluso dai risultati. In realtà la saga di The Witcher non è mai stata presa come punto di riferimento tecnico. A conti fatti il prodotto è più che buono e, per essere un open world, riesce a mantenere un livello piuttosto alto se confrontato con la concorrenza dello stesso genere. Questo perché presenta delle eccellenti texture e modelli dei personaggi principali, però lo stesso non vale per i personaggi minori e quelli secondari che talvolta presentano persino lo stesso modello poligonale (un difetto che permane dal primo The Witcher). Parole positive, almeno in parte, per la vegetazione che risulta discretamente credibile, fatta eccezione per l’effetto prodotto dal vento su di essa. Gravi i problemi di compenetrazione poligonale soprattutto durante le sessioni di navigazione in barca nell’arcipelago di Skellige. Belli anche i panorami resi più poetici dal sistema di illuminazione generalmente buono, fatta eccezione per i tramonti e alcune zone in cui sembra veramente irreale.

The Witcher 3

Purtroppo si raggiunge i picchi più bassi con le animazioni, che risultano legnose e in alcuni casi anche realizzate male, e l’acqua, una delle peggiori mai viste negli ultimi anni.
In realtà, il vero problema di questo titolo riguarda le tecnologie di Nvidia che vi sono state implementate, rendendolo più pesante di quello che realmente è (ma per questo non si può di certo dare la colpa al team di CD Projekt RED), e la qualità dell’acqua che ha sollevato moltissime critiche più che giustificate. Se da questo lato è controverso, dal punto di vista dell’ottimizzazione il titolo non delude. Noi, come potete vedere dalla tabella in fondo alla recensione, abbiamo testato il prodotto con una scheda video AMD che soffre di qualche calo di FPS a causa dell’ottimizzazione prevalente su Nvidia. C’è anche da considerare che noi giocavamo con le impostazioni ad estremo e godevamo nella maggior parte delle situazioni di 30 frame per secondo piuttosto stabili. Non saranno i fatidici 60 FPS che tutti desidereremo, ma d’altronde bisogna tenere sempre a mente che si tratta di un open world vero e proprio, con macro zone in cui è assente qualsiasi genere di caricamento, se non quelli durante i viaggi rapidi. Sicuramente l’ottimizzazione è migliorabile e ben lungi dall’essere perfetta, infatti sia Nvidia che gli sviluppatori stanno tutt’ora lavorando e facendo uscire nuove patch per migliorarla.
Un particolare elogio alla colonna sonora di The Witcher 3 realizzata e diretta in maniera straordinaria. Sono stati capaci di caratterizzare perfettamente ogni area del gioco, il culmine lo si raggiunge a Novigrad.

The Witcher 3

Configurazione di prova

Processore Intel Core i7 4770 3.4Ghz
Scheda Video AMD HD 7950 3GB
Memoria 8GB DDR3
OS Windows 8.1 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-2500K o AMD Phenom II X4
Scheda Video Nvidia GTX 660, AMD HD 7870
Memoria 6 GB
OS Windows 7 o superiore
PRO
Mondo vasto e ricco di contenuti
Tecnicamente molto bello…
Colonna sonora memorabile
Narrazione matura e curata bene, anche nelle missioni secondarie
Ben congegnata la personalizzazione dei talenti di Geralt e il crafting
CONTRO
IA scadente dei nemici
…se non si considera l’acqua plasticosa e la scarsità di modelli
Le sessioni con Ciri sembrano quasi delle cutscene
Il sistema di combattimento a cavallo è legnoso
La balestra è estremamente sbilanciata

Commento

The Witcher 3: Wild Hunt è un titolo enorme, con una trama scritta e diretta in maniera straordinaria con rivelazioni e colpi di scena che gettano finalmente un po’ di luce su alcuni degli avvenimenti avvenuti nei precedenti capitoli e sulla Caccia Selvaggia.
C’è a chi il combattimento è sembrato addirittura peggiorato rispetto al secondo capitolo, ma possiamo assicurarvi che non è assolutamente così, seppur con più di qualche problema di bilanciamento, gli scontri cruciali riescono a donare anche un po’ di soddisfazione. Graficamente di certo non stupisce, ma si lascia giocare senza troppi problemi e con una stabilità generale più che buona, anche se l’acqua e gli effetti legata ad essa sono veramente orrendi. Infine, per tirare le somme su questo mastodontico titolo, vi consigliamo fortemente di giocarlo, soprattutto dopo aver completato i predecessori.
8.5