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    Recensione The Witch and The Hundred Knight 2

    Se ciò che state cercando è un gioco di ruolo action con uno stile di combattimento veramente unico e strategico, allora The Witch and the Hundred Knight 2 fa per voi. Tuttavia questo vale per i fan sfegatati del team Nippon Ichi, perché il titolo ha ancora così tante pecche da poterlo difficilmente consigliare a chicchessia.

    Molti anni fa, ai tempi di PlayStation 3, la sempre tanto amata Nippon Ichi ci propose The Witch and the Hundred Knight, titolo action caratterizzato da meccaniche fin troppo complicate, come ci ha sempre abituato il team di sviluppo. Il gioco era piacevole, tuttavia aveva pesanti problemi di design e gameplay, e la monotonia che ne derivava rendeva difficile proseguire nella storia, tantomeno arrivare al finale.

    Non contenti, i ragazzi di Nippon Ichi ci hanno riprovato su PlayStation 4, portando una versione del gioco rimasterizzata e con alcune aggiunte. Nulla di tutto ciò però ha aiutato a salvare il titolo dal suo destino di sufficienza. Nessuno si sarebbe aspettato, inoltre, l’uscita di un secondo capitolo: The Witch and the Hundred Knight 2 è appena approdato su Playstation 4, riuscirà a risollevare l’opinione della saga?

    Recensione The Witch and The Hundred Knight 2

    Una malattia stregata

    Il numero “2” dopo il titolo potrebbe far sorgere un’importante domanda: la storia è un seguito del primo gioco? E’ importante aver giocato The Witch and the Hundred Knight per godersi appieno questo nuovo capitolo? La risposta è no: la storia è del tutto staccata e a sé stante, lasciando come unico comune denominatore la presenza dell’Hundred Knight, nonostante esso conti come un’entità diversa.

    Protagonista della storia è Amalie, giovane ragazza (talmente irritante da venir voglia di smettere di giocare per la sua sola presenza) che abita in un mondo in cui è presente una terribile malattia: la Witch Desease, che come dice il nome trasforma in streghe chiunque venga contagiato. Questo è il destino che tocca a Milm, la sorella di Amalie, dalla quale s’impossessa la strega Chelka, costringendo la protagonista a entrare in un’organizzazione votata a combattere la malattia. Non avrebbe mai immaginato però che la forza dei sentimenti che prova per la sorella avrebbe tramutato un portafortuna regalatole da Milm nell’Hundred Knight, creatura dalle strambe fattezze in grado di battersi contro le streghe.

    Recensione The Witch and The Hundred Knight 2

    Un po’ alla Diablo

    Recensione The Witch and The Hundred Knight 2Il gameplay di The Witch and the Hundred Knight 2 si fonda su un hack & slash a visuale isometrica, in modo del tutto simile a ciò a cui ci ha abituati la saga di Diablo. L’Hundred Knight può equipaggiare fino a 5 armi diverse (ognuna delle quali sarà più o meno efficace contro i vari tipi di nemici), e premere il pulsante quadrato darà via ad una combo nella quale verranno usate suddette armi a rotazione per un singolo attacco.

    Saranno presenti anche attacchi speciali, usabili al costo di AP, ma la caratteristica più problematica del gioco è quella dettata dalle Gigacalories. In pratica esse sono l’energia dell’Hundred Knight, che si abbasserà man mano che esploreremo i livelli o verremo colpiti da attacchi nemici. Essa è ripristinabile solo utilizzando certi oggetti o “mangiando” nemici indeboliti, finendo però con l’occupare parte del nostro inventario (rappresentato dalla nostra pancia).

    Recensione The Witch and The Hundred Knight 2

    Ci sono molti checkpoint in ogni livello che rendono il titolo abbastanza semplice, almeno fino al raggiungimento della metà, in cui la difficoltà tenderà ad alzarsi di parecchio.
    I dungeon sono ben strutturati e le animazioni di battaglia sono fluide e piene di carisma, tuttavia ci sono pochissimi tipi diversi di nemici che tenderanno a diventare tutti uguali entro poco, salvo un cambio di palette nei loro colori che indicherà semplicemente una versione più potente di tale mostro.

    Le musiche sono fantastiche e orecchiabili come in ogni titolo Nippon Ichi, che da quel punto di vista non delude mai, ed è presente anche la scelta tra doppiaggio giapponese e doppiaggio inglese, entrambi ben fatti. E’ sicuramente un passo avanti rispetto al primo gioco, ma le scelte di design per le strutture e i nemici affondano il tutto in una monotonia che prenderà piede dopo le prime ore di gioco.

    PRO
    Strategia e complessità made in Nippon Ichi
    Storia raccontata con bellissimi artwork
    Sistema di combattimento divertente e migliorato rispetto al precedente gioco
    CONTRO
    Narrativa così così
    Monotono

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    Simone Cirimbilla
    Simone Cirimbilla
    Videogiocatore per passione sin dai tempi di Atari e NES, non ho mai abbandonato questo amore e ho avuto tutte le console più importanti sul mercato da allora. Tra una recensione e l'altra mi diletto a nutrire il mio spirito Otaku e traduco per il mio gruppo fansub Italian Sentai Subranger.