Purtroppo non tutte le ciambelle escono con il buco: può capitare di sbagliare ricetta, di scegliere ingredienti scadenti o, ancora, di dimenticare qualche passaggio. Magari la buona volontà c’è tutta, ma spesso da sola non basta: sono necessarie l’esperienza e, perché no, anche una buona dose di fortuna.

The Watchmaker è un po’ come un dolce preparato con tanto amore e dedizione ma che, più lo si assaggia, più si comprende come si potesse fare molto di meglio. La guarnizione, all’apparenza invitante, è scarna, il gusto stufa dopo qualche morso, la fetta resta sullo stomaco. Non è un dolce da prendere e buttare completamente: il retrogusto non è malaccio, ma si può trovare di molto meglio in giro. Una pietanza preparata con tante aspettative ma ampiamente dimenticabile: questo è purtroppo in sostanza The Watchmaker, titolo di Micropsia Games edito da 1C Company.

Il custode del tempo

Alexander è il custode della torre dell’orologio e le sue giornate sono scandite dal rigoroso ticchettio delle ore. L’enorme struttura è completamente nelle sue mani: ogni piccolo meccanismo dipende dalle sue cure, il flusso del tempo stesso ne è vincolato. Un onore – ma soprattutto un onere – incredibile quello di essere il tutore del tempo, e Alexander ne è ben consapevole: la sua meticolosità è ormai leggendaria e il suo senso del dovere non è da meno.

Vista la sua enorme dedizione alla causa fu veramente un colpo per lui svegliarsi e trovare la sua creatura nel caos: qualcuno aveva distorto il corretto scorrere del tempo e sabotato la sacra torre. La vita stessa di Alexander era in pericolo, i minuti per lui erano diventati mesi, le ore anni ed invecchiava a vista d’occhio. Doveva assolutamente trovare il sabotatore e riportare le cose al loro giusto ordine. Doveva farlo in fretta o da lì a poco di Alexander sarebbe rimasto solo uno sbiadito ricordo.

Zaino in spalla

L’avventura di Alexander inizia così, con una torre da salvare e uno zaino in spalla. Lo zaino ci farà da hud per tutta la durata dell’avventura, in una soluzione che ricorda molto la tuta di Dead Space. Grazie ad esso abbiamo sempre sott’occhio l’età di Alexander e la quantità di energia disponibile. L’età può facilmente essere assimilata ad una barra della salute, con l’incessante scorrere degli anni come indicatore. Raggiungere le 90 primavere significherà, in The Watchmaker, tirare le cuoia. Invecchiare non sarà inoltre solamente un avvicinarsi al game over ma comporterà anche un decadimento delle nostre capacità fisiche, stamina in primis. L’unico modo per mettere un freno a questo inesorabile deterioramento è attraverso i checkpoint o grazie a degli item monouso.

The Watchmaker zaino

La barra dell’energia è invece una sorta di indicatore del mana: si consuma ogni volta che si fa uso dei vari poteri di cui è dotato il nostro alter-ego, tutti più o meno direttamente collegati al controllo del tempo. Possiamo, ad esempio, rallentare lo scorrere degli eventi o tornare indietro di qualche istante, soluzioni già viste e riviste in migliaia di titoli, ma comunque sempre di effetto.

Purtroppo non tutto funziona alla perfezione e questi tasselli non riescono a comporre degnamente il puzzle finale, lasciando diversi punti vuoti e non ben definiti. La manipolazione del tempo non è sempre precisa e capita spesso di dover ripetere più e più volte la stessa azione prima di riuscire a portarla degnamente a compimento. Non è raro inoltre incappare in zone dove non è facile capire cosa fare e dove andare, il tutto per colpa di un level design troppo confusionario e poco chiaro. A peggiorare il quadro generale è inoltre la scarsa fluidità, che rende i movimenti e le interazioni ambientali legnose e poco scorrevoli.

A spasso per l’orologio

The Watchmaker checkpointIl viaggio nei meandri dell’orologio non sarà per fortuna solo un lungo calvario, e spesso ci imbatteremo in ambientazioni degne di nota. Sono 5, in particolare, le zone in cui metteremo piede nel corso dell’avventura, tutte ben pensate e con una propria identità. Passeremo da enormi ingranaggi sospesi per aria a una gigantesca casa delle bambole, da una fluttuante e oscura città a uno sorta di tempio vagamente ellenico. A fare da filo conduttore a tutte queste aree, che tra di loro poco hanno da spartire, è l’aria onirica che si respira in ognuna di esse, un’aria che molto ricorda il celebre romanzo di Lewis Carroll.

Dove The Watchmaker riesce inoltre a distinguersi positivamente è negli enigmi, enigmi che senza timore alcuno possiamo definire il fulcro del gioco stesso. Non stiamo certamente parlando di puzzle dalla genialità incredibile o dalla difficoltà elevata ma, nel loro piccolo, riescono a dare quel quid in più a The Watchmaker. Come se non bastasse alcuni di essi si dipanano per l’intera durata di un livello. Tutto questo tradisce, senza imbarazzo alcuno, un grande amore degli sviluppatori, facendoci capire come The Watchmaker non sia un titolo realizzato tanto per, ma che, dietro una facciata imperfetta, si nasconde molto lavoro.

The Watchmaker Alexander

L’altra faccia della medaglia

Purtroppo sono tanti i difetti presenti nel titolo di Micropsia Games e superano di gran lunga gli aspetti positivi. Innanzitutto è presente una quantità industriale di bug, delle più diverse forme: i sottotitoli cambiano lingua dal nulla, il personaggio di punto in bianco non risponde più ai comandi, alcuni oggetti sono attivabili solo da strane e precise posizioni. Ad essi si aggiunge inoltre un’IA avversaria che definire deficitaria è un complimento: l’unico pattern a disposizione dei nemici consiste infatti in un attacco frontale ,che spesso li porta ad incastrarsi in un elemento dello scenario.

Se tutti questi sono aspetti che, per quanto negativi, possono comunque essere corretti con futuri update, ve n’è un altro che è invece indifendibile. Il sistema di combattimento è infatti da gettare completamente, è stato concepito male alla radice e non presenta nessun pregio. I combattimenti in The Watchmaker sono noiosi, imprecisi e scarni. Potremo solamente far arretrare di qualche metro i nemici: nessuna combo né abilità alcuna, solo un singolo tasto da premere – noiosamente – all’infinito, di fronte ai pochi ed anonimi avversari che troveremo nel nostro cammino. Il tutto è stato così mal pensato che sarebbe stato senza ombra di dubbio meglio non inserirlo affatto.

The Watchmaker bambola

Graficamente il titolo è molto semplice, nonostante l’utilizzo dell’Unreal Engine 4, e punta soprattutto alla grande verve creativa degli art director più che a texture e animazioni ricercate. Troveremo elementi ripetuti più e più volte ma non ci sentiamo di condannare eccessivamente il titolo sotto quest’aspetto, vista la sua natura indie. In definitiva The Watchmaker, tecnicamente parlando, non è male, ma si rivela fin troppo pesante per quello che offre. Nulla di eccezionale, ma un po’ di ottimizzazione in più non avrebbe guastato.

 

PRO
Buon comparto artistico
Enigmi ben pensati
CONTRO
Combattimenti imbarazzanti
IA deficitaria
Bug di ogni tipo
Panoramica Recensione
Valutazione
5
Articolo precedenteUscito un nuovo trailer gameplay per One Piece World Seeker
Articolo successivoAnnunciati Pokémon Let’s Go Pikachu! e Pokémon Let’s Go Eevee!
Giacomo Todeschini
Cultore dei shoot'em up e amante dei TPS, ritiene Metal Slug l'ottava meraviglia del mondo. Ama il proprio cabinato più di se stesso ma non disdegna le ultime trovate tecnologiche. Se lo cercate lo troverete con ogni probabilità su Fortnite o su qualche altro titolo di dubbio gusto.