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    Recensione The Vanishing of Ethan Carter – Mistero a Red Creek Valley

    The Vanishing of Ethan Carter è un titolo uscito decisamente in ritardo su Xbox One rispetto alle controparti. Per farsi perdonare The Astronauts ha implementato il 4K nativo su Xbox One X, regalandoci un’esperienza visiva senza pari su console. Pregevole anche l’aggiunta della modalità “gioco libero”, che si rivela più interessante del previsto. Per quanto riguarda la conversione su Xbox One non c’è quindi nulla da obiettare e siamo contenti che non sia stata la classica trasposizione 1:1 delle altre versioni. The Vanishing of Ethan Carter è però più uno showcase di potenza grafica. Per i pochi che non l’avessero ancora giocato è un’esperienza unica. Potreste amarlo come odiarlo, ma di sicuro non potrete rimanere indifferenti alla ricerca del giovane Ethan e alla scoperta degli oscuri misteri di Red Creek Valley.

    Un fiume rigoglioso. Una pineta nascosta. Una profonda miniera. Red Creek Valley è un posto meraviglioso, un vero e proprio locus amoenus. Vasti campi in fiore tra cui correre felici, alte montagne su cui far scorrere la propria immaginazione. Sembrava un posto magnifico dove passare la propria infanzia, e magari lo era davvero. Non per Ethan Carter, purtroppo. Ethan era, o forse è ancora, un ragazzo amante della scrittura e del paranormale. Ma la sua enorme curiosità l’aveva portato a scoprire qualcosa che doveva rimanere celato, risvegliando qualcosa che non doveva essere disturbato. C’era una sola soluzione arrivati a quel punto: chiedere l’intervento di Paul Prospero, un sedicente indagatore dell’occulto. L’investigatore, dall’alto della sua esperienza, riconobbe subito la pericolosità della situazione in cui si era cacciato Ethan e, timoroso di quale oscura entità potesse aver infastidito, si mise subito sulle sue tracce.

    Mistero ed ermetismo

    E’ proprio nei panni di Paul Prospero, appena giunto a Red Creek Valley, che inizia la nostra avventura con The Vanishing of Ethan Carter. Toccherà a noi seguire la scia di sangue che ha indelebilmente macchiato quei magnifici luoghi e rintracciare il povero Ethan, la vera e propria chiave della storia, nonché l’unico a conoscere la verità. Una volta catapultati dentro l’avventura saremo soli, dannatamente soli. Dimenticatevi la minimappa e scordate l’indicatore di posizione del prossimo obiettivo. In The Vanishing of Ethan Carter ci sarete solo voi e il mistero che aleggia nella zona. Su tutto ciò avrete un avvertimento fin dal principio: “Questo gioco è un’esperienza narrativa che non ti conduce per mano”, così infatti veniamo accolti nell’opera dei ragazzi di The Astronauts. Tutto questo è un bene per molteplici motivi: aumenta la durata generale che, in presenza di indicatori, avrebbe faticato a superare l’ora di gioco. Buona parte dell’atmosfera è inoltre data dal dover scoprire da soli cos’è successo e dove è successo, facendoci immergere il più possibile nel ruolo dell’investigatore privato. L’ermetismo di The Vanishing of Ethan Carter è quindi un elemento portante e motivo di pregio.

    Non disperatevi però, tale ermetismo non implica assolutamente che vi troverete a vagare senza meta per le lande di Red Creek Valley alla ricerca di qualsivoglia indizio. Questo principalmente perché, nonostante l’impressione di una mappa di gioco vasta e ricolma di segreti, essa non è poi così enorme e i punti di interesse sono spesso facilmente riconoscibili. I puzzle e gli enigmi da risolvere saranno inoltre ben congegnati per sfidare il giocatore senza mai frustrarlo eccessivamente. Magari la soluzione non sarà esattamente dietro l’angolo ma di sicuro non vi sarà richiesto di spremere a fondo le meningi per trovarla. Questo aspetto, unito alla mancanza di un game over o pericoli, mostra chiaramente come il fulcro di The Vanishing of Ethan Carter non è tanto la sfida ma bensì l’esplorazione e l’aspetto narrativo. Non fraintendete però, questo non vuol dire che l’aspetto ludico sia stato ignorato, anzi. Gli enigmi sono molto diversi tra loro e ben studiati. Avremo inoltre a disposizione la capacità di scrutare nel passato, abilità che ci tornerà decisamente d’aiuto nella ricostruzione dei vari delitti in cui ci imbatteremo.

    Kalòs kai agathòs

    Come dicevamo però gli aspetti più riusciti sono altri: la narrazione è veramente ottima ed è accompagnata da un doppiaggio di primissimo livello, almeno per quello che riguarda Paul Prospero. Senza scendere troppo nei dettagli, per ovvi motivi, la ricerca di Ethan Carter ci regalerà dei momenti veramente memorabili, anche grazie ai vari racconti del povero ragazzo. Tali racconti ci permetteranno, in modo frammentario, di ricostruire cos’è effettivamente successo a Red Creek Valley. Menzione d’onore va inoltre al finale, che ci regalerà un colpo di scena decisamente notevole. Tale superba narrazione è accompagnata e sostenuta da un altrettanto notevole aspetto tecnico. Graficamente The Vanishing of Ethan Carter è un vero e proprio spettacolo rasentando il fotorealismo come mai nessuno prima d’ora su console. La forza bruta di Xbox One X, console su cui abbiamo testato il gioco, ci regala delle ambientazioni in 4k veramente dettagliate e degne di nota. Di fronte a tanta bontà sul lato tecnico non stupisce l’inserimento in questa versione di una modalità “gioco libero”, in cui il titolo viene spogliato di trama e elementi macabri. Sarete solo voi e Red Creek Valley, per godervi una lunga e rilassante passeggiata tra i suoi magnifici paesaggi. Anche il level design è di ottima fattura e ricolmo di segreti. Tirando le somme, The Vanishing of Ethan Carter è quanto di meglio visivamente parlando si possa trovare su console per paesaggi e location. Purtroppo i personaggi non sono stati realizzati con la stessa cura, né per quanto riguarda la mera realizzazione tecnica dei modelli né sul fronte delle animazioni. Fortunatamente di npc in The Vanishing of Ethan Carter ne vedremo pochi.

    PRO
    Graficamente sbalorditivo
    Trama e narrazione di primissimo livello
    Modalità gioco libero
    CONTRO
    Dura poche ore
    Modelli degli npc migliorabili
    Non adatto a tutti

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    Giacomo Todeschini
    Giacomo Todeschini
    Cultore dei shoot'em up e amante dei TPS, ritiene Metal Slug l'ottava meraviglia del mondo. Ama il proprio cabinato più di se stesso ma non disdegna le ultime trovate tecnologiche. Se lo cercate lo troverete con ogni probabilità su Fortnite o su qualche altro titolo di dubbio gusto.