Data di uscita 3 marzo 2017
Genere Avventura
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme Wii U, Switch
Sviluppato da Nintendo Entertainment
Distribuito da Nintendo Entertainment
Versione testata Switch
Cover

Un risveglio in stato confusionale, il tintinnare di una strana tavoletta bluastra, la natura incontrastata che ci circonda, una minaccia centenaria che scatena la sua furia all’orizzonte e noi che non abbiamo idea del perché siamo lì. Una sensazione, nel nostro cuore, ci dice che siamo destinati a qualcosa di grande.

I need a Hero

Destati dal nostro sonno da una voce misteriosa ci svegliamo in una strana costruzione: le pareti sono ornate da particolari segni e apparentemente figlie di una tecnologia sconosciuta. Non sappiamo chi siamo, né perché ci troviamo lì, ma la voce ci chiama per nome. Dopo aver percorso pochi passi un grande portone di pietra si solleva davanti ai nostri occhi e caldi raggi solari ci accarezzano il volto. Usciamo all’esterno e facciamo correre lo sguardo sui rilievi di quell’orizzonte sterminato. Davanti ai nostri occhi si presenta così l’elemento chiave di tutto il gioco: il mondo.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

The Legend of Zelda: Breath of the Wild si piazza nel genere degli open world, segnando un punto di svolta nella storica serie Nintendo in cui, a parte l’apprezzato The Wind Waker, i progressi erano strutturati in modo piuttosto guidato. In questo caso, a parte la sezione introduttiva, in cui conosceremo un vecchio viandante che ci darà le prime nozioni di gioco (e poi di trama), la libertà di stabilire il nostro viaggio e le nostre tappe spetterà soltanto a noi.

Saremo costantemente chiamati all’esplorazione del vasto mondo di gioco, troveremo sempre elementi che richiameranno la nostra curiosità come api al miele, senza che ci sia bisogno di missioni o indicatori pronti ad indicarci la via. Inutile negarlo: The Legend of Zelda è la vittoria del game design. Ci ambienteremo presto nel mondo che ci circonda e con estrema naturalezza l’opera di Aonuma delizierà il nostro palato con una numerosa serie di dettagli. Magari anche solo una pagliuzza, ma che i nostri occhi abituati a scrutare quella soave geografia capteranno senza troppi sforzi: il merito di Breath of the Wild è proprio quello di rendere così semplice orientarsi ed esplorare nuove zone, senza però che questo risulti troppo banale, scontato o, in qualche modo, forzato.

Link, come da tradizione, è destinato a salvare Hyrule dalla calamità Ganon, una terribile minaccia per il mondo tenuta a bada, per ora, dalla coraggiosa Zelda. Ella attende speranzosa il nostro ritorno dopo un sonno lungo cento anni. Sopporta a fatica quell’immane sforzo, ma è ancora in grado di guidare i nostri passi. Salvare la principessa non è tuttavia un compito semplice: dopo il nostro risveglio, infatti, non siamo ancora nel pieno delle nostre forze, siamo spaesati e senza ricordo alcuno della battaglia avvenuta il secolo prima.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

Ecco quindi affiorare un secondo elemento tremendamente importante: la trama è divisa in oltre dodici ricordi da riottenere attraverso il raggiungimento di punti d’interesse. Al giocatore la scelta di acquisire la forza necessaria e scagliarsi contro Ganon oppure di fermarsi a ricordare perché la battaglia finale conta così tanto, e perché Link non si dovrebbe dare ad una agiata vita di pesca e caccia, piuttosto che rischiare la pelle.

Infine l’ennesimo punto di rottura con la lunga tradizione di The Legend of Zelda: i santuari. Tali costruzioni altamente tecnologiche presenti in gran quantità (120 in tutto), ci porranno a sfide di diversa entità, per lo più enigmi ben congegnati e combattimenti, che una volta completati ci daranno un “emblema dell’eroe”. Raccolti quattro emblemi potremo pregare presso particolari statue per ottenere un portacuore o della stamina aggiuntiva. Avete capito bene, i boss saranno presenti ma la maggior parte della nostra potenza arriverà attraverso i santuari, una totale rivoluzione nella serie che abbiamo adorato.

Sarà tremendamente facile cadere in un tunnel senza uscita, in cui faremo continue deviazioni dall’obiettivo che ci eravamo preposti per andare a esplorare zone della mappa. Questo perché molti santuari sono ben nascosti alla vista, e servirà un particolare sensore che otterremo dopo poche ore dall’inizio dell’avventura per scovarli tutti.
Infine è decisamente cambiato il rapporto del protagonista con tutto il mondo di gioco: il ciclo giorno-notte, le condizioni ambientali e la stessa struttura morfologica del terreno saranno tutti elementi a cui dover prestare attenzione. Il caldo ad esempio brucia le armi di legno, quando ci si trova nel bel mezzo di un temporale le armi in ferro rischiano di attirare mortali fulmini, mentre il freddo potrebbe farci morire per una lenta ipotermia.
Le chiacchiere stanno a zero miei cari, The Legend of Zelda: Breath of The Wild è un momento storico nell’intero genere degli open world, con una chimica ben precisa degli elementi e un ambiente che sa essere realmente ostile e selvaggio.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

Cliffhanger

Sul fronte del gameplay troviamo una struttura ben consolidata e affinata negli anni, il combattimento è forse l’elemento meno “rivoluzionato” nella ricca ricetta di Breath of The Wild. A cambiare piuttosto sono le dimensioni dei nemici, con svariati colossi a frapporsi sul nostro cammino, alcuni pericolosamente letali.

Nonostante il sistema sia consolidato da tempo, il mondo di gioco riesce ad influenzare anche questo elemento: col giusto ingegno è possibile sfruttare strategicamente gli effetti meteo e la morfologia del terreno. Certe volte è capitato che la telecamera non accompagnasse al meglio gli scontri contro nemici grandi il triplo di Link, ma nonostante alcune sbavature non siamo mai incappati in errori grossolani. Tenete anche presente che in The Legend of Zelda si fugge tanto, questo perché le morti non mancheranno, soprattutto contro le temibili macchine che infestano Hyrule.

Ultimo elemento di rottura col passato è la stamina, unico limite all’esplorazione verticale e subacquea, anch’essa migliorabile tramite i santuari. Una semplice aggiunta come questa ha completamente rivoluzionato il gameplay, influenzando tutti i movimenti. E la cosa non ci è dispiaciuta affatto.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

Nintendo ha sempre sfruttato la tecnologia delle proprie console e non sono mancati enigmi in cui a farla da padrone c’è il movimento del giroscopio, utile ad utilizzare anche l’arco (scelta che personalmente non amiamo, ma per certuni potrebbe risultare più naturale).

L’erba di Hyrule è sempre più verde

Il comparto grafico di The Legend of Zelda: Breath of The Wild risplende di un cell shading vivo e colorato, che mostra particolarmente i muscoli nella versione per Switch, sia su televisore che in handled. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo alcune piccole zone hanno messo particolarmente sotto sforzo il frame rate, parzialmente instabile nelle zone paludose ricche di miasmi gassosi. Tuttavia il colpo d’occhio c’è, e non manca di catturare anche dopo ore e ore passate a esplorare lande innevate o vulcani minacciosi, il design è poesia, e il comparto tecnico gli rende onore.

Potrebbe sembrare addirittura superfluo parlare del sonoro: la serie di Nintendo gode di musiche talmente famose e ben strutturate da meritare un concerto con orchestra al completo in giro per il mondo. Non mancano tracce inedite a condire un capitolo che sprizza aria di novità da tutti i pori, e come sempre accompagnano il giocatore per mano, indicando sempre il mood della situazione vissuta.

The Legend of Zelda Breath of the Wild

PRO
Mai visto un rapporto mondo/giocatore di questa qualità
Enorme, vasto e meraviglioso da vivere
Godibile sia su TV che in modalità handled
CONTRO
Minuscole sbavature nel sistema di combattimento e nel comparto tecnico

Commento

The Legend of Zelda: Breath of The Wild è la prima vera killer application di Nintendo Switch, è un gioco per tutti: completisti, romantici e avventurieri della domenica. Certi elementi riescono a rivoluzionare in parte il genere degli Open World, soprattutto grazie ad un design che tiene in gran considerazione la morfologia e le particolaritàdei territori, invitando nel modo più naturale possibile all’esplorazione. Potreste perdervi in questo mondo per il solo gusto di controllare una pietra dalla forma curiosa: la cosa migliore è che al 90% verrete premiati per questa curiosità. Per molti elementi Breath of The Wild è un’evoluzione, ed è soprattutto grazie a lui che Nintendo ha spalancato con forza le porte del mercato alla sua nuova console.
9.5