StarCraft 2StarCraft 2: Wings of Liberty venne rilasciato nell’ormai lontana estate del 2010; il secondo capitolo di una saga iniziata timidamente nel 1998 con StarCraft e la successiva espansione Brood War. Lo strategico marchiato Blizzard, il più giocato al mondo a livello competitivo, si appresta a ricevere l’ultima delle espansioni previste, Legacy of the Void. In occasione di questo evento abbiamo deciso di recuperare le recensioni dei primi due episodi, Wings of Liberty e Heart of the Swarm, prima dell’uscita dell’ultima ed entusiasmante avventura nel settore Koprulu.

 

L’inizio della rivoluzione

Il primo episodio di StarCraft 2 narra gli eventi che avvengono quattro anni dopo l’espansione Brood War, quindi ci troviamo precisamente nel settembre del 2504.
James Raynor, la testa alla guida dei Randagi, è rimasto profondamente scosso a seguito della perdita della sua amata Sarah Kerrigan, causata da Arcturus Mengsk, ora divenuto imperatore del Dominio Terran.

Le vicende del primo capitolo, narrano di come il movimento rivoluzionario, capeggiato da Arcturus, arrivò su Tarsonis, il pianeta che ospitava la capitale dell’impero della Confederazione, sul quale vennero attirati miliardi di Zerg, in modo da devastare le difese della Confederazione. Qui entrò in azione Kerrigan, che venne incaricata da Mengsk di proteggere le creature dagli attacchi delle forze Protoss arrivate sul pianeta per fermarle. Una volta portata a termine la missione, Mengsk decise di sacrificarla lasciandola in balia degli Zerg che, invece di ucciderla, la catturarono e la portarono su Char, dove Abathur, che obbediva all’Unica Mente, plasmò il corpo di Sarah, trasformandola in quella che oggi si fa chiamare la Regina delle Lame.

StarCraft 2
Ma non è finita qui per James Raynor, che ai tempi seguiva ed aiutava Mengsk a distruggere l’impero d’oppressione creato dalla Confederazione, aiutando colui che riteneva un alleato e un amico a fondare un regno ben peggiore, dove il controllo dei sudditi viene mantenuto grazie alle bugie, il pugno di ferro e il terrore.
Questi sono i motivi che hanno spinto Raynor a creare il movimento rivoluzionario dei Randagi e a non abbandonare questa causa, che adesso aveva un nuovo obiettivo: uccidere l’imperatore Arcturus Mengsk.
Con questi presupposti ha inizio Wings of Liberty, il primo episodio di una storia ben più articolata e complessa, che vedrà altre due nuove espansioni e moltissime ore di gioco per arrivare alla tanto desiderata conclusione di questa epopea durata decenni, iniziata con il primo capitolo del ’98 e che, presumibilmente, terminerà con l’espansione Legacy of the Void.

James Raynor si trova nella colonia di Mar Sara, di cui una volta era Sceriffo, quando ad un tratto appare Tychus Findlay all’interno del bar da cui gestisce le sue operazioni sul pianeta. Si tratta di un amico di vecchia data di Jim, che venne arrestato e condannato all’ergastolo al posto di Raynor, uscito dalla prigione grazie ad un patto con il diavolo, che gli impedisce di togliersi l’armatura in cui è presente un dispositivo in grado di ucciderlo nel caso non rispetti i termini dell’accordo. Tychus ha anche contrattato con la Fondazione Moebius, guidata dal Dottor. Narud, per dei manufatti Xel’Naga – una civiltà molta avanzata ritenuta estinta, considerata come divinità dai Protoss – sparsi per i pianeti del settore Koprulu. Questo contratto permetterà a Raynor di finanziare la rivoluzione, ma non troppo tardi scopriremo che gli artefatti che stavamo recuperando fanno in realtà parte di un arma creata dagli Xel’Naga, in grado di distruggere la presenza Zerg in un’area circoscritta e di ripristinare la forma umana di Kerrigan. Ma la Regina delle Lame è tornata attiva ed è ha iniziato a muovere lo Sciame contro le colonie esterne del Dominio, invadendo e distruggendo tutto ciò che incontra, e che, per coincidenza oppure no, si trova quasi sempre in prossimità degli artefatti Xel’Naga.
Tra battaglie, cutscene e dialoghi, la trama di StarCraft 2: Wings of Liberty scorre piacevolmente sotto ai nostri occhi, con qualche colpo di scena e personaggi davvero ben caratterizzati che ci faranno appassionare ancor di più a questa storia.

StarCraft 2 Wings of Liberty

Koprulu, o lo ami o te ne vai

Dove andare se Koprulu non fa per noi? Ovvio, nel territorio del Protettorato Umojano!
Una delle perle di StarCraft 2 è la divisione tra lo stile di gioco della campagna e quello del multigiocatore, che condividono le stesse basi ma non lo stesso modo di agire e le strategie, oltre alle unità che si differenziano per i tempi di produzione e le abilità che possiedono. Addirittura nel comparto multiplayer non sono disponibili alcune unità di quelle presenti, invece, nel singolo giocatore. Inoltre il gioco riceve costantemente delle patch che apportano continue modifiche al bilanciamento per ogni genere di statistica e perfino per i tempi di produzione di ognuna delle fazioni giocabili: Zerg, Protoss e Terran.
Le meccaniche base non sono cambiate rispetto al passato, ma le novità sono tali da influenzare ogni altro aspetto del titolo.
Una delle dinamiche di gioco che costituiscono le fondamenta di ogni strategico degno di questo nome è senz’altro la raccolta delle risorse, che in StarCraft sono rappresentate dai minerali e il gas vespene, risorse che solitamente sono sempre a portata di mano già dall’inizio delle missioni. In certi casi non basteranno o le meccaniche delle mappe, che vedremo in seguito, ci spingeranno a trovarne delle altre per proseguire l’addestramento delle truppe necessarie per portare a termine gli obiettivi. Questi ultimi si differenziano tra principali e secondari: i primi, come dice il nome stesso, sono quelli che ci permetteranno di portare a termine l’incarico, mentre i secondi ci garantiranno lo sblocco di alcuni achievement, l’accesso ad un misterioso livello segreto o, più frequentemente, serviranno per far progredire la ricerca tecnologica sulle altre due razze che ci troveremo ad affrontare nel corso della campagna, i Protoss e gli Zerg. La ricerca sulle reliquie, che troveremo quasi ad ogni incarico che svolgeremo, permetterà di accedere a potenziamenti delle strutture, nuove unità oppure a delle pseudo abilità passive, come la possibilità di trasformare le fabbriche di vespene da manuali (cioè che richiedono gli SCV per l’estrazione) ad automatiche.

StarCraft 2 Redstone
Come poc’anzi accennato, nel gioco sono presenti anche alcune meccaniche delle mappe: queste sono legate soprattutto alla campagna, mentre nel multigiocatore, purtroppo, sono assenti. Le meccaniche si differenziano molto l’una dall’altra, ad esempio, sul pianeta Redstone saremo costretti ad affrontare continue ondate di lava che invadono i livelli più bassi della mappa, impedendo alle unità o alle strutture di poter sopravvivere e spingendo così il giocatore a scegliere bene il momento in cui attaccare, mentre deve anche gestire e proteggere dai nemici gli SCV, obbligati a scendere nei livelli più bassi per accedere alle risorse.
Le particolarità delle mappe, sono spesso un’ottima scusa per introdurci a nuove unità che possiedono speciali abilità o capacità che gli permettono di sopravvivere più facilmente o di aggirare del tutto gli ostacoli che si frappongono fra noi e il nostro obiettivo. StarCraft 2 è stato rimpinzato di nuove unità, mentre quasi tutte quelle che già esistevano sono state modificate per adattarsi meglio al nuovo stile di gioco introdotto da questo secondo capitolo della saga. Dovremo destreggiarci tra decine di tipologie di truppe: tra unità aeree e terrestri, tra fanteria e mezzi corazzati, insomma ce n’è per tutti.
Nello specifico, le nuove forze che sono state introdotte, spesso sono dotate di abilità speciali (la cosiddetta microgestione), che richiedono energia oppure dipendono dal tempo di ricarica: gli Incrociatori, ad esempio, sono equipaggiati con il Cannone Yamato, in grado di infliggere una gran mole di danni ad un nemico localizzato, che richiede di essere esplicitamente utilizzata, dopo aver selezionato un Incrociatore oppure tutti quelli presenti tra le nostre truppe, mediante il tasto Q (quello predefinito nel gioco).

StarCraft 2

Una rivoluzione sotto tutti i punti di vista

In StarCraft 2 la Blizzard ha infuso tutte le proprie capacità coltivate negli anni, specialmente nel campo delle cutscene: che infatti sono tra le più spettacolari e ben realizzate che abbiamo avuto modo di vedere fino ad oggi, ben pochi possono dire di raggiungere un livello di qualità così elevato.
Purtroppo, essendo uno strategico in tempo reale, il comparto tecnico non è di certo paragonabile ad un qualsiasi gioco di un altro genere, anche se al di fuori delle missioni, soprattutto quando si è sulla Hyperion, è in grado di regalare qualche piccola perla. D’altronde Blizzard ha sempre perseguito la politica di una buona scalabilità del comparto tecnico delle sue IP e StarCraft non fa eccezione, tant’è che gli altri titoli del genere usciti in questi ultimi anni riescono senza problemi a surclassarne l’aspetto visivo. Sul fronte dell’ottimizzazione non vi è nulla da evidenziare, in quanto il gioco viene eseguito a dovere senza particolari problemi anche con le macchine più avanti con gli anni.

StarCraft 2 Hyperion
Ciò che più ci ha colpito nella campagna è la capacità dell’intelligenza artificiale del gioco, in grado di dare veramente del filo da torcere anche ai giocatori più avvezzi a questo genere. Alcune missioni risulteranno addirittura quasi impossibili se impostate a difficoltà “Brutale”, qualora non si è un giocatore di alto livello. La casa di Irvine ha dimostrato di saper gestire alla grande il suo strategico di punta. Il titolo dispone di un ottimo sistema di matchmaking, in particolar modo quello dedicato alle partite classificate, e viene periodicamente “rinfrescato” con aggiornamenti dedicati al lato competitivo.

PRO
Meccaniche di gioco ancora più profonde e complesse
Storyline e cinematiche memorabili
Tante buone idee per rivitalizzare la saga
Ottima la giocabilità e l’ottimizzazione
CONTRO
La microgestione può risultare piuttosto complessa ai non avvezzi
Per comprendere a pieno gli eventi talvolta è necessario leggere i libri oppure il wiki dedicato
Panoramica Recensione
Valutazione
9
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Alessandro Finizio
Nato nel '92 e cresciuto a forza di FPS e GDR, oggi è un PCista convinto esperto di Sparatutto, Platform, MMO e RPG. Appassionato tanto ai videogiochi quanto all'informatica, Kley gestisce ogni aspetto tecnico di Gamesquare.it e scrive articoli sull'universo videoludico. Il gioco che ha amato di più è Lineage 2, ma oggi sbava al solo vedere StarCraft 2 e Ori and the Blind Forest!