Siamo arrivati al capitolo finale di questa epopea spaziale che ha fatto appassionare ed emozionare milioni di videogiocatori.

Data di uscita 10 novembre 2015
Genere Strategico in tempo reale
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Blizzard Entertainment
Distribuito da Blizzard Entertainment
Versione testata PC
Cover

Legacy of the Void è l’ultima espansione dedicata alla decennale saga di StarCraft. Questo brand venne partorito nelle fucine di Blizzard Entertainment nel lontano ’98 e già con il primo capitolo rivoluzionò le basi degli strategici in tempo reale, portando l’asticella della qualità ad un livello mai visto prima in prodotti di questo genere. Grazie proprio alla qualità dei contenuti, composti da una campagna caratterizzata da personaggi creati ad hoc, un gameplay accattivante e profondo ed una narrazione da fare invidia, riuscì negli anni a catturare una moltitudine di videogiocatori. Tutti gli amanti di questa saga erano in trepidante attesa di quest’ultima parte del gioco, ma probabilmente nessuno avrebbe immaginato che sarebbe stata così “definitiva”; infatti, come vedremo, Legacy of the Void chiude ogni spiraglio ad un possibile seguito. Nonostante ciò è piacevole sapere che un brand, seppur molto famoso come questo, non venga dissanguato fino a quando non sia più in grado di fruttare delle entrate considerevoli. Ma basta con le ciance, adesso godiamoci gli ultimi istanti di questa straordinaria avventura, contenti che quest’ultimo episodio sia riuscito a rispettare le aspettative, seppur con qualche piccolo difetto.

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En Taro Adun! En Taro Tassadar! En Taro Zeratul!

Prima di iniziare la campagna vera e propria dovremo affrontare il prologo, composto da tre missioni, nel quale vestiremo i panni di Zeratul, uno dei personaggi più conosciuti della saga, che ha il solitario e arduo compito di trovare tutti i frammenti della profezia Xel’Naga e comprendere quale pericolosa minaccia sta per travolgere l’intero settore Koprulu e come affrontarla. Portando a termine queste sfide preliminari avrà inizio la campagna di Legacy of the Void.
Nel corso di questa espansione interpreteremo Artanis, monarca dei Protoss, che dopo essere riuscito a riunire tutti i Protoss sotto un’unica bandiera, decide di liberare dagli Zerg il pianeta natale del suo popolo, Aiur. Qui vedremo ricomparire Zeratul, che riferisce ad Artanis il frutto delle sue ricerche e gli sconsiglia di perseguire i suoi intenti, suggerendogli di focalizzarsi sul loro vero nemico, lo Xel’Naga rinnegato Amon.

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Nonostante i presagi preannunciati da Zeratul, Artanis ordina di attaccare, ma qualcosa va storto. In questo sventurato momento, il monarca viene costretto a fuggire da Aiur e per riuscirci riattiverà l’antica Lancia di Adun, l’ultima arca rimasta delle tre costruite. Questa strabiliante astronave, seppur antichissima, è dotata di una tecnologia ancora molto avanzata e, come vedremo in seguito, è molto più di un semplice trasporto. In quest’ultima espansione saremo testimoni della nascita di un’alleanza che prima di oggi sarebbe stata impossibile, Protoss, Zerg e Terran che collaborano per distruggere il nemico numero uno di tutto il creato.
Al contrario degli episodi fino ad ora usciti di StarCraft, questo presenta alcuni elementi della narrazione realmente imprevedibili e che ben pochi si sarebbero potuti aspettare, anche se in genere la storia può risultare poco sorprendente. Quest’ultima è distribuita su 25 missioni (3 del prologo, 19 della campagna principale e altre 3 dedicate all’epilogo) che si possono portare a termine in circa 10-15 ore, a seconda della difficoltà a cui si sta giocando e della propria abilità.
Nonostante ciò Blizzard non è riuscita ad evitare un finale eccessivamente positivo, o mainstream, in grado di accontentare finanche troppo il videogiocatore, e che a noi ha lasciato, paradossalmente, un senso di insoddisfazione.

Alla faccia della lancia

Il team di Irvine si è impegnato molto per rinnovare il gameplay, prendendo spunto dal lavoro svolto per Heart of the Swarm e Wings of Liberty. La Lancia di Adun non fungerà solamente da mezzo per gli spostamenti tra un sistema solare e l’altro, bensì da vera e propria arma messa al nostro servizio. Proprio come nei precedenti episodi di StarCraft II troviamo varie aree all’interno dell’astronave, ognuna dedita ad un compito specifico: il Ponte, il Concilio di guerra e il Nucleo solare.

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Sul ponte dell’astronave troviamo la mappa stellare da cui possiamo selezionare quale serie di missioni iniziare e alcuni dei personaggi che ci accompagneranno lungo tutto il corso dell’avventura, con i quali potremo interagire al termine o prima di ogni incursione. Nella sala del Concilio di guerra incontreremo la nostra consigliera personale Rohana, la conservatrice che si fece ibernare all’interno dell’astronave quando questa venne costruita, e il Pannello di adunanza dal quale potremo scegliere come trasformare ogni singola unità. Esatto, non si tratta di un semplice potenziamento come in Heart of the Swarm, adesso potremo completamente trasformare le nostre unità in altre del tutto differenti, come nel caso dei Colossi, trasformabili in Trilobiti.

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Per finire troviamo il Nucleo solare dove possiamo modificare le abilità, quindi l’equipaggiamento della nostra Lancia di Adun. Queste abilità serviranno nel corso delle nostre missioni quando avremo bisogno di un aiutino, grazie agli attacchi orbitali, ad esempio, potremo distruggere un discreto numero di forze avversarie per resistere quel tanto che basta a portare a termine gli obiettivi.
La Lancia di Adun si dimostrerà quindi un’importante risorsa su cui dovremo spendere del tempo per creare la nostra combinazione perfetta e, quando necessario, modificarla per affrontare le missioni che troviamo particolarmente complesse.

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La strategia di Blizzard

Blizzard, come di consueto, ha ben pensato di rinnovare il gameplay, ma questa volta ha apportato delle modifiche più profonde rispetto al passato.
Come ogni strategico che si rispetti all’inizio di ogni missione o partita multigiocatore vi è la fase di raccolta delle risorse e costruzione della propria base, non bisogna però dimenticarsi di iniziare il prima possibile ad addestrare le proprie unità destinate alla difesa della base o ad attaccare quella avversaria. Le unità fanno sempre capo al classico sistema sasso-carta-forbice, questo significa che sono presenti delle unità predisposte a sconfiggerne altre e che, a loro volta, verranno sopraffatte da altri tipi di fanteria o navi.
Se in Heart of the Swarm vi dava fastidio l’eccessiva preponderanza della microgestione non dovete preoccuparvi, questa volta Blizzard si è impegnata per equilibrare il gameplay ed offrire una buona varietà di meccaniche delle mappe: ci troveremo a dover difendere delle postazioni dagli attacchi dei nemici, comandare in battaglia i nostri eroi preferiti, creare eserciti per affrontare le forze avversarie negli scontri o ci impegneremo in sfide a tempo che richiederanno grandi abilità strategiche. Come già precedentemente detto, una delle nuove meccaniche è rappresentata dalla Lancia di Adun, che ci permetterà di attivare una serie di abilità che potremo utilizzare nei casi di estremo bisogno per ribaltare la situazione a nostro favore.

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StarCraft II era il re incontrastato degli streaming, ma con l’avvento dei MOBA ha lentamente perso piede, lasciando il posto a titoli come League of Legends e DotA 2. In molti si aspettavano che Blizzard, per riaccaparrarsi l’utenza, rendesse più casual il suo strategico. La casa di Irvine ha però pensato bene di far diventare il comparto multigiocatore ancora più complesso e punitivo, rendendone di fatto traumatico l’apprendimento per i neofiti. I tempi morti ad inizio partita sono stati quasi del tutto eliminati, l’estrazione di risorse si è fatta più veloce, grazie anche alle 12 unità di raccolta che avremo a disposizione fin da subito, ed è diventato praticamente impossibile portare a compimento una partita online appoggiandosi ad una sola base. Questo significa che verremo spinti ad uscire dal nostro bozzolo sicuro della base iniziale per costruirne delle altre che ci permetteranno di velocizzare ulteriormente la raccolta delle risorse, in modo da rendere incessante la produzione di nuove truppe da inviare contro il nemico. Insomma, la classica “lentezza” delle partite è scomparsa e se si vuole vincere dovremo puntare su delle strategie prettamente aggressive, in modo da non lasciare il nemico libero di crearsi la propria armata per sbaragliarci. Ognuna delle razze giocabili può contare su delle nuove e potenti unità che, se messe nelle mani giuste, sono in grado di ribaltare le sorti di uno scontro o dell’intera partita.
Da quanto appena detto sorge spontaneo affermare che, ora più che mai, è importante far uso delle macro per gestire insieme basi e unità, altrimenti non si riuscirà ad andare da nessuna parte.
Noi crediamo che la strategia condotta da Blizzard sia intelligente, considerando che da poco si è immessa nel mercato dei MOBA, ed ha permesso al colosso di Irvine di approfondire ulteriormente le meccaniche di gioco senza “instupidirle” e stravolgerle.

Gli anni pesano

Cosa dire dell’impianto visivo se non che gli anni si sentono eccome? Blizzard ha però nuovamente giocato una carta a suo favore, rinnovando le texture ambientali e i modelli poligonali di moltissime unità. Non possiamo non evidenziare anche il buon impatto visivo della Lancia di Adun, in cui gli FPS non riescono a rimanere saldi a 60 giocando con le impostazioni settate al massimo concesso.

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Purtroppo però, se da una parte c’è stato un impegno da parte degli sviluppatori, dall’altra troviamo delle texture nettamente sotto tono se paragonate ad altre in diverse circostanze o applicate a differenti soggetti, come nel caso dell’armatura di Artanis messa a confronto con quella di Alarak, e dei modelli che sono scarsamente rifiniti.
Ma se non si bada troppo a queste cose, il gioco è pienamente godibile e le cinematiche, ulteriormente migliorate, ci permetteranno di farci vivere l’epopea spaziale e di immedesimarci nei panni del nostro personaggio preferito.

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i7 4770 3.9Ghz
Scheda Video AMD R9 380 4GB
Memoria 8GB DDR3
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core 2 Duo oppure AMD Athlon 64 X2
Scheda Video Nvidia 7600 GT oppure AMD Radeon™ HD 2600 XT
Memoria 2 GB
OS Windows XP o superiore
PRO
Meccaniche di gioco ancora più profonde…
La Lancia di Adun è ricca di contenuti e meccaniche secondarie
Narrazione e cinematiche eccezionali…
Blizzard stavolta ha equilibrato bene le missioni e le unità nella campagna
Eliminati quasi del tutto i tempi morti nelle partite online
CONTRO
…rendendone più difficile l’apprendimento ai neofiti
Il comparto tecnico risente un po’ del peso degli anni
…anche se il finale è eccessivamente mainstream

Commento

StarCraft II: Legacy of the Void è la degna conclusione della saga. Se non avete avuto l’occasione di giocarlo fino ad oggi, fatelo e vi assicuriamo che non vi pentirete affatto. Nel genere strategico in tempo reale non si può chiedere di meglio, un gameplay profondo che vi richiederà molto tempo per essere appreso in ogni sua piccola sfaccettatura ed una storia che, seppur non strabiliante, è narrata dannatamente bene, grazie alle numerosissime cinematiche realizzate da dio, e caratterizzata da personaggi che difficilmente vi dimenticherete.
9.5