Per coloro che hanno già alcuni anni sulle proprie spalle, il panorama dei giochi di ruolo per PC è costellato di ricordi, basati principalmente su titoli come Baldur’s Gate e Icewind Dale. Ultimamente questi ricordi sono riaffiorati prepotenti grazie all’arrivo di quel gioiellino di Pillars of Eternity, ma c’è un titolo del passato che alcuni appassionati aspettavano da tempo.
Nel 2003, infatti, si affacciò timidamente al mondo Spellforce, un gioco di ruolo atipico che, mischiato a meccaniche da RTS, aveva incuriosito e attirato diverse persone finendo però poi nel dimenticatoio a causa dei molti problemi che lo affliggevano. In seguito uscì una versione decisamente migliore, un secondo capitolo del 2006 che conquistò molti appassionati e fu supportato da diverse espansioni. Giungiamo ora al 2017: dopo tutto questo tempo mettiamo mano al terzo capitolo che fa grandi promesse. Le avrà mantenute?

Spellforce 3

L’eredità di un mago

La storia di Spellforce 3 è un prequel, e quindi non richiede una particolare conoscenza dei primi 2 capitoli (seppur averli giocati è utile per quanto riguarda riferimenti, citazioni, e puro fanservice), risultando quindi in un perfetto punto di partenza per i neofiti. Durante la guerra, il mago Isamo Tahar decide di ribellarsi e di radunare un esercito formato dalle casate del nord per attaccare il regno e vendicarsi delle angherie subite dai maghi, uccisi e perseguitati in maniera indiscriminata. Sulle sue tracce c’è però Sentenza Noria, generale delle armate della regina Aielith, che riesce a trovarlo e a ucciderlo.
Nel suo covo Tahar si stava preparando a giustiziare suo figlio, che aveva rinnegato il padre perché in disaccordo coi suoi metodi brutali: il giovane riesce a salvarsi proprio grazie all’intervento di Sentenza e della sua squadra.
Anni dopo inizia la vera storia, nella quale vestiamo i panni del figlio del mago ribelle. Ormai parte integrante dell’esercito reale, verrà inviato a investigare sulla misteriosa malattia Ardisangue, che ha contagiato non solo umani, ma anche elfi e orchi.

Spellforce 3

Tra Baldur’s Gate e Warcraft

Spellforce 3Il gameplay di Spellforce 3 è molto particolare e soprattutto originale. Se avete già giocato i titoli sopracitati come Baldur’s Gate o il più recente Pillars of Eternity vi accorgerete di trovarvi nella medesima situazione: i personaggi sono del tutto controllabili e potenziabili tramite alberi di abilità, statistiche numeriche e grandi quantità di oggetti da raccogliere ed equipaggiare. Diversamente da un blando fantasy di tutti i giorni, le classi selezionabili non sono cliché mirati, quanto piuttosto interessanti ibridi con i quali costruire il tipo di personaggio che più ci aggrada: alla creazione del personaggio potremo infatti scegliere tra ben 3 alberi di abilità tra i 6 disponibili, così da ottenere una perfetta polivalenza nelle situazioni che preferiamo tenere sotto controllo.

L’esplorazione dei dungeon e dei territori si rifà quindi al tipo di giochi già descritto, ponendoci in una comfort zone non indifferente, tuttavia a volte ci capiterà di trovarci in enormi mappe nelle quali potremo erigere un centro cittadino. Da questo punto in poi il gioco e la gestione delle battaglie si trasformeranno magicamente in un RTS, nel quale potremo controllare le unità singolarmente o in gruppo per affrontare combattimenti, gestire risorse, costruire edifici, ottenere potenziamenti e reclutare nuovi soldati. Questa modalità di gioco, però, presenta molti problemi: se da una parte ci sono cose su cui si può chiudere un occhio, come il non poter gestire direttamente i lavoratori o la difficoltà di utilizzare le abilità attive degli eroi in situazioni concitate, dall’altra ci sono fattori terrificanti come un palese uso di imbrogli da parte della CPU, che invierà a raffica unità nemiche comparse magicamente dal nulla senza darci nemmeno la possibilità di reagire in maniera strategica. Il risultato è una difficoltà del tutto sbilanciata tra RPG e RTS: una troppo semplice, l’altra troppo complessa.
A parte ciò, è anche impossibile valutare il gioco dal punto di vista tecnico a causa di bug molto gravi che minano l’avventura nella sua totalità. Potremmo dirvi che il comparto grafico è interessante e dettagliatissimo seppur la visuale sia posta lontana e dall’alto, o che la colonna sonora è azzeccata e profonda e il doppiaggio è ottimamente realizzato, ma tutto passa in secondo piano quando ci sono quest così profondamente piene di problemi da impedire nella maggior parte dei casi non solo il completare alcune missioni, ma addirittura il giungere ai titoli di coda. A causa di ciò al momento valuteremo Spellforce 3 con una sufficienza: il gioco è di indubbio spessore e speriamo che future patch sistemino i problemi. Quando ciò accadrà, potrete considerare la valutazione del titolo superiore di almeno un paio di punti e mezzo.

PRO
Campagna lunghissima
Storia interessante
RPG e RTS nello stesso gioco
Tecnicamente molto gradevole
CONTRO
Bug terribili che minano l’intero gioco
Difficoltà troppo sbilanciato tra i due generi
Panoramica Recensione
Valutazione
6
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Simone Cirimbilla
Videogiocatore per passione sin dai tempi di Atari e NES, non ho mai abbandonato questo amore e ho avuto tutte le console più importanti sul mercato da allora. Tra una recensione e l'altra mi diletto a nutrire il mio spirito Otaku e traduco per il mio gruppo fansub Italian Sentai Subranger.