Insominac Games ci porta ad esplorare le profondità del mare nei panni di una intrepida ragazzina in cerca del padre

Data di uscita 12 luglio 2016
Genere Action Adventure
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, XboxOne, PlayStation 4
Sviluppato da Insomniac Games
Distribuito da GameStop
Versione testata PlayStation 4
Cover

Si sa, i mesi estivi sono quelli un po’ più scarni di titoli da giocare, ecco quindi arrivare produzioni minori che sulla carta dovrebbero ricoprire il mero ruolo di riempitivo, ma che tuttavia riescono a ritagliarsi uno spazio in cui poter dire qualcosa. Sicuramente tra i titoli più interessanti di questo caldo luglio c’è Song of the Deep, titolo che ha catturato una certa curiosità, non fosse altro che per lo studio da cui è stato partorito, gli Insomniac Games (Sunset Overdrive, Rachet & Clank). Scopriamo quindi se Song of the Deep merita il sacrificio di qualche giornata di mare per restare a casa a giocare.

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The Brave

Il titolo parte come una fiaba in cui la giovane Merry, figlia di un umile pescatore vive le giornate serenamente con il padre, lui la mattina prende il mare e lei lo attende. La loro vita scorre felice, sono poveri ma possono contare l’uno sull’altra, fino al giorno in cui il padre di Merry non fa ritorno, la ragazzina disperata prende una candela e lo attende tutta la notte sul promontorio scrutando l’oceano, ma ormai giunta all’alba crolla per terra in un sonno profondo, e proprio in quel momento che in sogno avrà una visione del padre, disperso nelle profondità del mare. Senza perdersi d’animo la giovane Merry costruisce con le sue sole forze un sottomarino alquanto sgangherato, ma utile al suo scopo, e si prodiga alla ricerca del padre, affrontando i misteri e le creature marine.
Ovviamente la trama di Song of the Deep è un mero pretesto per gettarci nell’esplorazione della (enorme) mappa, ed il tono fiabesco riprende produzioni come Ori and the Blind Forest e Child of Light, tenete bene a mente il titolo dei Moon Studios, le similitudini saranno innumerevoli. Nel suo viaggio Merry incontrerà creature particolari che l’aiuteranno nella sua disperata ricerca, ma anche abomini abissali che cercheranno di eliminarla.

Non ci dilungheremo oltre sulla narrazione, da segnalare il fatto che gli intermezzi narrativi sono tutti esposti con disegni colorati, molto semplici, appunto come se stessimo sfogliando un libro di fiabe. Il target di Song of the Deep sembra quindi un pubblico un po’ più giovane, tuttavia il livello di sfida non sempre è abbordabilissimo, a conti fatti risulta un titolo buono per tutti i gusti.

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“In fondo al maaaaar”

Song of the deep è un titolo incentrato fortemente sull’esplorazione, la similitudine con Ori and the Blind Forest è molto forte, vi ritroverete spesso strade bloccate che necessiteranno di una determinata abilità, ad esempio proiettili infuocati per sciogliere pareti ghiacciate. C’è da dire che la narrazione è piuttosto lenta soprattutto nelle prime fasi di gioco, inoltre il livello di sfida è basso agli inizi per poi innalzarsi nelle fasi finali.
La mappa è molto ampia, più del pluricitato Ori, che ormai nominiamo ad ogni sospiro perché pensiamo seriamente che i ragazzi di Insomniac vi abbiano attinto a piene mani per lo sviluppo di Song of Deep. L’ampiezza della mappa tuttavia, porta una certa confusione dalle fasi centrali in poi, anche perché gli sviluppatori in un paio di occasioni hanno voluto inserire delle missioni incentrate sul backtracking. Piazzare tre oggetti agli angoli della vasta mappa ci è parso solo uno scarso tentativo di allungare le ore di gioco, tra l’altro un tentativo ripetuto anche in un’altra occasione. Sono stati inseriti dei teletrasporti per facilitare un po’ gli spostamenti, ma il mondo di gioco è abbastanza arzigogolato tra serpentine e vaste aree, alcune con ostacoli difficili da superare, ad esempio meduse insorpassabili a meno che non cerchiate la morte.
Tutto ciò rende gli spostamenti piuttosto tediosi, un vero peccato perché il titolo offre spunti interessanti, ma che sono stati sfruttati male in certi casi, appunto con un misero backtracking. Sono presenti anche alcune boss fight non proprio memorabili, e delle fasi ad enigmi, in assoluto le nostre preferite.

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“Salutate il mio piccolo amico”

Il gameplay di Song of the Deep ricorda vagamente produzioni come Pixeljunk: il sottomarino “scivola” leggermente nei cambi di direzione o nelle frenate, appunto perché siamo immersi in acqua, questa mancanza di precisione nei movimenti (ovviamente voluta dagli sviluppatori) richiederà molta attenzione, soprattutto negli scontri con i nemici o nelle innumerevoli fasi in cui dovremo districarci tra ostacoli mortali.
Nel nostro arsenale avremo un gancio (che acquisirete da subito) utile per colpire fisicamente i nemici e per raccogliere oggetti da lanciare, possibilità consigliata per nemici immobili dato che colpire nemici in movimento avrete molta difficoltà; a nostra disposizione avremo poi dei siluri, e qui la storia è diversa, poiché la mira assistita ci darà qualche aiutino.

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“Glu glu”

Graficamente Song of the deep mostra i limiti della sua produzione, gli sviluppatori hanno cercato di mantenere al minimo indispensabile i modelli 3D per implementare tecniche come i fondali disegnati, tuttavia nelle zone ricche di elementi il frame rate fatica notevolmente, fortunatamente queste zone non combaciano con le fasi più intricate del gioco, altrimenti avremmo scritto questa recensione con qualche santo sulla coscienza.

Per quanto riguarda le musiche le nostre orecchie avranno di che rallegrarsi, la colonna sonora è piacevole ed in tema con le profondità marine, manca un po’ di varietà, soprattutto se vi vorrete soffermare in una zona per esplorarla al meglio, ma la soundtrack è molto godibile.

PRO
Ottimo per gli appassionati di esplorazione
Fasi ad enigmi molto piacevoli
CONTRO
Tedioso in alcune fasi
Backtracking superfluo nella trama principale
Qualche problemino grafico

Commento

I maligni potrebbero definire Song of the Deep una “pallida copia” di Ori and the Blind Forest, ed effettivamente ricorda enormemente il titolo dei Moon Studios, ma potrebbe non essere un male. Se avete apprezzato le avventure del piccolo Ori vi ritroverete a casa con Merry ed il suo sottomarino, anche se i ragazzi di Insomniac hanno provato a dare a Song of The Deep una sua identità, perdendo colpi a tratti, potreste comunque farci un pensierino in questo periodo abbastanza vuoto.
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