I creatori di Amnesia hanno confezionato un’avventura sci-fi davvero ben fatta, scoprite perché.

Data di uscita 22 settembre 2015
Genere Avventura, Horror
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4
Sviluppato da Frictional Games
Distribuito da Frictional Games
Versione testata PC
Cover

Conobbi Frictional Games con Amnesia: The Dark Descent e fu amore a prima vista, il gioco aprì davanti a me le porte per l’horror d’atmosfera e mi fece vivere degli attimi di inquietudine sana e avvolgente, senza ricorrere a mezzucci per innalzare il livello corporeo di ossitocina. Gli anni sono passati e ho assistito alla progressiva maturazione del team svedese, partito con buone idee e scarsi mezzi ed arrivato ad avere un po’ entrambi, pur non disponendo di budget stratosferici. Ebbene SOMA è la concreta dimostrazione di come gli horror dovrebbero essere, è un affronto alla torma urlante di creazioni che spopolano su YouTube, che rappresentano un agglomerato di idee rasenti allo zero e di originalità sotto le suole delle scarpe. Certo, se amate gridare di terrore o cambiare il pannolino ogni dieci minuti, SOMA non riuscirà a garantirvi il carico d’orrore di cui necessitate, ma se siete disposti a fidarvi di chi scrive dovreste fare più che un pensierino in merito alla creatura partorita nel freddo nord dell’Europa, non ve ne pentirete.

Soma Recensione 2

20.000 leghe sotto i mari

Discernere il confine tra realtà e illusione è spesso molto difficile, specialmente quando intorno a noi si concretizzano fatti ai quali è difficile credere, come quelli a cui assiste Simon Jarrett, svegliatosi in uno strano laboratorio costruito nelle profondità oceaniche. Il classico trucco del pizzicotto o della secchiata d’acqua in faccia non sortiscono alcun effetto, è lì, nel bel mezzo di un luogo deserto e misterioso, una bara sepolta da tonnellate d’acqua salata. Le sale illuminate dalla luce fioca, i pigolii metallici e la tecnologia che sembra uscita direttamente da un film di Alien sono così distanti, eppure familiari, e non solo perché gli autori si sono chiaramente ispirati a film, letteratura e videogiochi per partorirli. Philip K. Dick andrebbe a nozze con la storia di SOMA, così come BioShock o i vecchi System Shock danzerebbero un macabro valzer con le ambientazioni. Ciò non vuol dire, però, che il gioco di Frictional sia un guazzabuglio di già visto mescolato in un qualcosa che vuole apparire come nuovo, SOMA non ha le pretese di inventare nulla, non vuole essere visto come l’horror rivoluzionario che cambiò le sorti del videoludo, nella sua modestia fa benissimo il suo lavoro, riesce a raccontare una storia, a farlo creando spunti di riflessione intelligenti e profondi, regalandoci una scrittura che solo pochi capolavori sci-fi hanno avuto la galanteria di sfoggiare. Tutto, gameplay compreso, è immolato sul sacro altare della narrazione, a testimonianza del fatto che il gioco è prima di tutto un’esperienza narrativa e poi un videogioco nel senso più ampio del termine.
Vorrei parlarvi di come il titolo riesce ad illuderci alla grande inducendoci a trarre alcune conclusioni nelle prime battute dell’avventura, vorrei dirvi come ci si sente scoprendo quello che realmente ci circonda e perché esiste, vorrei descrivervi il senso di straniamento che ci indurrà a rimanere attoniti di fronte al monitor a rimuginare. Vorrei, ma rischierei di rovinare quella che è, a conti fatti, una delle migliori narrazioni che mi sia capitato di vivere negli ultimi anni, e non mi riferisco esclusivamente al mondo dei videogames.

Soma Recensione 1

Un oscuro scrutare

Anche dal punto di vista del gameplay SOMA non vuole prendere troppo le distanze dagli Amnesia. L’impostazione è quasi la medesima, con la possibilità di interagire con quasi tutti gli oggetti a schermo e di trascinarli a piacimento semplicemente muovendo il mouse (o gli stick analogici). Nonostante la fisica sia generalmente ben calcolata e credibile, gli enigmi basati su di essa sono quasi assenti, mentre tornano preponderanti quelli risolvibili con il reperimento di particolari oggetti o in cui servirà un minimo utilizzo della materia grigia. Non siamo di fronte ad un gameplay elaborato quanto The Dark Descent, ci avviciniamo più che altro ad A Machine of Pigs, ma tutto è stato ben studiato per non risultare troppo frustrante o impegnativo. Il livello di sfida è quindi molto basso, i nemici, pochi nel gioco, appariranno in determinate sessioni per renderci la vita più difficile, senza riuscirci particolarmente bene. Abbiamo imprecato quando abbiamo scoperto che, dopo essere caduti vittima di una delle mostruosità che abitano la stazione di Pathos-II, avevamo la possibilità di rialzarci e di “ritentare“, come se uno degli sviluppatori ci avesse dato una pacca sulla spalla invitandoci a stare più attenti la prossima volta.
Non dovete quindi aspettarvi da SOMA quello che non è e non può essere, il 2010 è lontano non solo cronologicamente e Frictional Games ha abbandonato (forse) definitivamente la strada degli albori, portando l’eperienza orrorifica su un altro piano dove l’importante non è fare paura, ma inquietare con mezzi strettamente legati alla narrativa e all’atmosfera. In questo senso contribuiscono anche alcune scelte che gli sviluppatori ci pongono d’innanzi, spesso sofferte e obbligate, altrettanto spesso libere, ma ancora più difficili da sopportare. Gli esistenzialisti ritenevano la scelta una condanna caduta sulle teste dell’umanità, in SOMA assaggerete l’amaro sapore della libertà e la crudezza dell’inevitabilità: il mouse e la tastiera sotto le vostre mani cominceranno a scottare, vorrete liberarvene e desidererete che quello davanti ai vostri occhi si tramuti in un semplice film di fantascienza, da guardare crucciandosi, ma con le mani pulite.
L’avventura non durerà molto, la fine può essere raggiunta anche in 8 ore, ma non è escluso che si possa arrivare anche a 10. Abituati come si è a valutare i giochi in base alla durata qualcuno di voi avrà sicuramente da ridire, eppure la longevità è parsa ben calibrata, lunga abbastanza da accalappiare senza risultare eccessiva. Il ritmo è perciò buono e sono assenti fasi che fungono da riempitivo, anche se incontreremo sezioni che ci richiederanno di fare un po’ di backtracking, giustificato ai fini dell’avventura e mai tedioso.

Soma Recensione 3

Questioni SOMAtiche

Un gioco horror senza un’atmosfera adatta è come un pianista senza mani, può suonare con i piedi, certo, ma a meno di addestramenti sovrumani il suono che uscirebbe fuori sarebbe qualcosa d’inudibile. SOMA riesce a creare un clima eccezionale nonostante il motore grafico appaia estremamente arretrato. Guardando bene si può notare la scarsa quantità di poligoni e delle texture, slavate e in bassa risoluzione, fortunatamente i giochi di luce ed alcuni effetti particellari riescono a coprire con un velo la pochezza di alcuni dettagli, evidente soprattutto in zone illuminate. Resta il fatto che la resa di alcuni scenari, soprattutto verso il termine dell’avventura, vi farà strappare i capelli dall’esaltazione per quanto bella ed opprimente. I fondali oceanici da esplorare seguendo degli indicatori luminosi e cunicoli creati da artisti che sembrano essere stati ispirati direttamente da Hans Ruedi Giger (in grado da soli di farci esclamare il proverbiale “wow”) non bastano però a coprire del tutto alcune mancanze nella realizzazione tecnica, che è il punto debole della produzione.
Tutto peggiora quando si analizzano le prestazioni, pessime calcolando che tutto quello che c’è a schermo non richiede un hardware stellare. Il PC su cui è stato effettuato il test (di cui vedete le specifiche qui in basso) non riusciva a mantenere la fluidità in molte situazioni, con casi di freeze momentanei e crash in numerosi situazioni, specialmente in quelle subacquee. Questi ultimi ci hanno infastidito particolarmente, costringendoci a ripetere anche lunghe sessioni e, dopo aver provato un po’ di tutto, non siamo riusciti a capire come risolvere il problema. Al momento della stesura della recensione è stata rilasciata una patch per GOG Galaxy (su cui abbiamo testato il gioco), ma non siamo certi abbia risolto le magagne che tuttavia non sono condivise da tutti gli utenti.
Chiudiamo la recensione parlando del comparto audio, ottimo dal punto di vista delle sonorità ambientali, registrate, nel caso dei passaggi ambientati nelle profondità oceaniche, direttamente in acqua, e da quello del doppiaggio, esclusivamente in inglese. I bip, gli sbuffi e i suoni meccanici, che rimandano molto alla “colonna sonora” di Alien: Isolation, daranno un contributo fondamentale per favorire l’immersione in un mondo di fantascienza sporco e malato.

Soma Recensione 4

kinguinad

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore 2.0 GHz Intel Core i3 / AMD A6
Scheda Video NVIDIA GeForce GTX 460M Series / AMD Radeon HD 5770 (1GB RAM)
Memoria 4 GB
OS Windows 7 64-bit

PRO
Narrazione stratosferica
Niente mezzucci per spaventare il giocatore

CONTRO
Problemi tecnici e di stabilità
Alcune scelte di gameplay discutibili

Commento

SOMA è un capolavoro narrativo, un’avventura che vi catturerà dall’inizio alla fine per la tensione ed il pathos che riuscirà a mettere a schermo. Un viaggio tra l’etica, la metafisica e la fantascienza che si stamperà nei vostri ricordi. Non è un gioco privo di difetti, soprattutto tecnici, e alcune scelte di gameplay non piaceranno a chi da un horror si aspetta terrore e morte, sarebbe un peccato, tuttavia, lasciarsi scivolare tra le mani un esempio così possente di cosa una manciata di cervelli e qualche soldo siano in grado di creare. Siamo di fronte ad uno degli esponenti più carismatici dello sc-fi videoludico, un’esperienza che tutti gli appassionati dovrebbero provare.
8.5