Singularity un FPS, tra fantascienza, viaggi nel tempo e congegni dai poteri sconfinati 

Data di uscita 19 luglio 2010
Genere Sparatutto in prima persona
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PlayStation 3, Xbox 360, PC
Sviluppato da Raven Software
Distribuito da Activision
Versione testata PC
Cover

La singolarità è un tema già trattato nel panorama fantascientifico visto in molte rappresentazioni sul grande schermo, un po’ meno per quanto riguarda il campo videoludico. Certamente entrano in gioco variabili che la scienza non è ancora in grado di verificare come quella dei viaggi del tempo, affascinante tema che muove la mente e l’immaginario collettivo.
Voi cosa fareste potendo tornare indietro nel tempo? quale scelta cambiereste? e quale conseguenza questa avrebbe nel presente? Scopriamo come i ragazzi di Raven Software supervisionati da Activision hanno affrontato questo tema adattandolo alle meccaniche di un sparatutto in prima persona come Singularity.

Non toccare nulla, non parlare con nessuno, non lasciare tracce

In Singularity l’intelligence Americana continua, come nella moderna realtà, a spiare un po’ tutto il globo terreste attraverso i suoi satelliti in orbita, uno di questi viene seriamente danneggiato a causa di strane onde elettromagnetiche provenienti dalla costa orientale della Russia.
Nel 2010 Il capitano Nathaniel Renko, nostro alter ego, viene cosi inviato con un elicottero ad indagare sui strani fenomeni che sembrano intensificarsi sull’isola di Katorga-12, usata dai sovietici durante la guerra fredda come base per una misteriosa stazione di ricerca, ora apparentemente abbandonata.

Esplorando la base ci troveremo spesso a viaggiare attraverso il tempo, spostandoci dalla moderna realtà al 1955, anno in cui una catastrofe, la Singolarità, modificò la struttura genetica delle persone presenti sull’isola grazie a radiazioni di E-99.
Renko, da bravo soldato americano, è l’unica persona che attraverso il CMT, un congegno che sfrutta l’E-99 donatogli dal Dr. Demichev responsabile del disastro, può manipolare il tempo e cambiare il corso degli eventi.
Come viene suggerito Singularity di certo non elemosina in quanto a disegno narrativo, che alterna momenti di prevedibilità a colpi di scena che riescono a lasciare quell’espressione di stupore sul volto.

singularity recensione

La mano sinistra di Dio

Giocando a Singularity sin dalle prime battute avrete una sensazione di déjà vu, qualcosa di già visto che vi accompagnerà per tutta la durata della campagna (8-10 ore), infatti i ragazzi di Raven Software sembra si siano lasciati ispirare da alcune meccaniche di gioco già sperimentate in altri titoli, oserei dire capolavori, che lo hanno preceduto.
Senza entrare nel dettaglio è palese la volontà di ricalcare alcune meccaniche presenti nella saga di Bioshock e Half-Life 2, certamente dandogli un’impronta unica e matura favorita da una trama che ne modifica gli aspetti concettuali.

CMT, questa è la parola magica, il congegno che sposta gli equilibri in battaglia e che si fisserà letteralmente sulla vostra mano sinistra fin dalla prima ora gioco.
Il dispositivo permette di entrare in possesso di un gran numero di abilità; lo scopo principale, non in combattimento, sarà quello di poter viaggiare aprendo fenditure temporali nel continuum spazio-tempo che ricollegheranno la moderna realtà con il 1955. Questa opportunità sicuramente poteva essere meglio implementata, in quanto le fenditure temporali sono circostanziate in alcuni punti prestabiliti all’interno del gioco, quindi non avremo una libera possibilità di esplorare le due realtà comunicanti; questo ci fa capire quanto il titolo segua una linearità scandita dal volere degli sviluppatori, non dando adito ad iniziative personali del giocatore.
Altra peculiarità offerta dal CMT è la possibilità di sollevare e spostare oggetti, utile in combattimento per fermare proiettili o scagliare barili infiammabili contro i nostri nemici, ma inserita anche come elemento fondamentale per superare enigmi ambientali, come ad esempio il dover spostare pesi per controbilanciare meccanismi come ascensori.

singularity recensione

Giungiamo alla vera anima offerta dal nostro guanto metallico durante gli scontri, come abbiamo capito indossiamo tra le mani la possibilità di alterare il tempo, questo espediente ci permette di invecchiare o ringiovanire letteralmente qualunque cosa sia entrata in contatto con le radiazioni di E-99. Usandola contro i sovietici potremo “rinsecchirli” dandogli rapida morte, mentre l’effetto contro i mutanti varia in base alle 7 specie diverse inserite nel titolo, alcune verranno semplicemente rallentate, altre deperiranno come nel caso degli umani. Anche gli oggetti che ci circondano, se irradiati da E-99, potranno essere alterati dandoci le possibilità di rigenerare scale, interruttori e qualsiasi struttura rovinata dal tempo.
Il CMT nel corso della nostra avventura si evolverà con innesti che permetteranno di utilizzare chicche sempre più interessanti, come l’opportunità di lanciare un impulso in mischia che stordisce il nemico, o il creare bolle temporali che fermano il tempo a chiunque le attraversi o ancora lanciare una Crono-sonda che permette di rivelare le nostre impronte trovando la giusta strada da seguire.
Singularity mantiene anche la sua natura da classico FPS, dunque Renko viene ben dotato con artiglieria leggera e pesante che potremo recuperare dai nostri nemici o ci verrà donata dai personaggi secondari. Il nostro armamentario è vario avendo a disposizione dal semplice revolver passando per fucili di precisione, armi automatiche e terminando con armi speciali come il Seeker Rifle, fucile di precisione che permette di scagliare proiettili rivestiti da E-99 consentendo di modificare la traiettoria di quest’ultimo una volta esploso il colpo, entrando in una sorta di time-lapse.
Purtroppo a questa varietà fa pegno il poco feedback dell’arma con un rinculo pressoché identico sia che si utilizzi una pistola che un mitragliatore pesante; niente di cosi trascendentale, in fondo potrete sempre dissolvere chiunque vi capiti a tiro utilizzando il CMT. Poca attenzione è stata apportata anche all’intelligenza artificiale dei nostri nemici, anche se in questo caso dobbiamo differenziarli in umani e geneticamente modificati.
Infatti mentre i soldati dell’esercito russo non faranno altro che schierarsi dietro le coperture rimanendo pressoché fermi nella loro posizione, o alternativamente prenderanno decisioni isolate affrontandoci a viso aperto senza la minima protezione. Ragionamento differente meritano i mutanti che si diversificano in tipologie ben distinte, con caratteristiche peculiari e pattern d’attacco semplici ma efficaci. Alcuni si spostano nel tempo rendendosi invisibili per qualche secondo, altri non potranno vedervi ma verranno guidati dal rumore dei vostri passi, costringendovi ad aggirarli per evitare uno scontro frontale.

singularity recensione

Una punta di GDR

Sparse per la mappa di gioco troveremo in abbondanza i classici medikit, che andranno ad aumentare la barra della salute e le celle energetiche per ricaricare il CMT; qui entra in gioco l’unica parte GDR presente nel titolo, modificata ad arte e resa possibile grazie a potenziamenti chiamati “Tecnologia E-99”, “formule” e “cianografie” che ci permetteranno di potenziare le nostre armi e le abilità del CMT.
Non di rado infatti ci troveremo di fronte ad una stazione, nel gioco viene chiamata in maniera originale “potenziatore”, che funge anche da inventario per le armi, permettendo come accennato, di consumare ad esempio la Tecnologia E-99 trovata, acquistando potenziamenti per le abilità legate al CMT come quella impulso, o, nel caso delle armi, di poter aumentare la quantità di munizioni trasportate, i danni inflitti e tanto altro.
Non neghiamo che, grazie a questo stratagemma, se inizialmente combattere contro l’esercito russo o, ancor peggio, contro i mutanti è una sfida ben impegnativa anche a difficoltà normale, dopo la metà della nostra avventura risulteremo essere fin troppo forti per i nostri avversari, andando a perdere quella tensione che veniva suggerita alla sol vista di un essere geneticamente modificato.

Singularity recensione

Un salto nel passato

I ragazzi di Raven Software utilizzano l’Unreal Engine 3 come motore grafico che muove Singularity, questo se da un lato incide piacevolmente per quanto riguarda l’illuminazione globale degli ambienti, mantenendo una relativa leggerezza nella versione PC, con un frame rate elevato anche su vecchie configurazioni, mette in mostra anche i piccoli difetti che da sempre contraddistinguono questo engine.
Troviamo infatti modelli poligonali dei personaggi secondari piuttosto plasticosi e animazioni legnose e poco curate, soprattutto quelle facciali dei nostri comprimari e nemici, mentre risultano convincenti e ben realizzati i mutanti pur mantenendo animazioni d’attacco incerte.

Certamente il team statunitense ci mette del suo permeando le intere ambientazioni con texture a volte alquanto imbarazzanti, compromettendo in parte il buon lavoro di level design che, anche se molto lineare, sfoggia interessanti cambi di scenario caratterizzati dalla stessa trama del gioco.
Punto di vanto dell’opera è infatti la coerenza data alle ambientazioni e oggetti quando si viaggia da un’epoca all’altra, in questo caso notiamo come anche i semplici medikit cambiano forma e texture adattandosi all’epoca visitata, stessa cosa accade con le stanze, corridoi e tutto quello che ci circonda.
Buoni gli effetti restituiti con l’utilizzo del CMT, con particellari convincenti e giochi di luce ben curati.
Le musiche e gli effetti sonori risultano nella media, accompagnano l’intera avventura animandosi durante uno scontro. Nella media anche il doppiaggio italiano che, se non eccelle in quanto ad espressività, risulta essere ben sincronizzato con il labiale dei nostri comprimari.

kinguinad

Configurazione di prova

Processore Intel Core i3-540 3,07Ghz
Scheda Video AMD Radeon HD 5770
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Pentium D 2.8GHz o AMD Athlon X2 4800+
Scheda Video 3D con 256 MB di Ram, compatibile con le DirectX 9.0
Memoria 1 GB
OS Windows XP, Vista, Windows 7

PRO
Trama ben orchestrata
Gameplay caratteristico e divertente …
Level design concettualmente interessante

CONTRO
Tecnicamente carente (texture imbarazzanti)
… ma poco innovativo

Commento

Singularity è certamente un titolo da tenere in seria considerazione, soprattutto se siete amanti della fantascienza, vi troverete di fronte ad un tema che intrigherà con colpi di scena che solo questo genere può restituire e un gameplay valido anche se ispirato ad altri illustri giochi, da cui prende comunque le distanze variando il contenuto. In molti tratti dovrete soprassedere a quella esperienza visiva che si meriterebbe un titolo tripla A, a causa di mancanze tecniche talvolta inspiegabili che fanno scendere Singularity da quel podio che si meriterebbe.
8