Nel corso degli anni siamo sempre stati inondati da una enorme quantità di giochi di ruolo giapponesi: abbiamo avuto alti e bassi, con eccezionali picchi di qualità e quantità su SNES e sulla prima PlayStation, ma anche una certa penuria durante le ultime due generazioni. Fortunatamente il genere non è scomparso del tutto, e a volte, nelle difficoltà, nascono alcune perle del tutto inaspettate e piacevoli da scoprire, soprattutto durante queste calde vacanze estive.
Shining Force è una serie di giochi di ruolo a turni dei quali solamente pochi capitoli sono stati importati in occidente; l’ultimo capitolo uscito su PlayStation 3 non ricevette purtroppo tale onore. Solamente ora possiamo finalmente trovare sui nostri scaffali Shining Resonance Refrain, una versione rimasterizzata del gioco per l’attuale generazione di console, arricchita di alcuni elementi che lo distinguono dal gioco originale. In questi anni dove la tipologia occidentale di gioco di ruolo sta predominando, con open world infiniti o con un approccio action, fa tirare un sospiro di sollievo vedere come ci sia tuttora un apprezzamento verso i titoli classici a turni, come Octopath Traveler, o giochi in puro stile anime, come appunto Shining Resonance Refrain.

Draghi e strumenti musicali

Shining Resonance rece 6C’era una volta una terra prosperosa chiamata Alfheim. Qui draghi ed elfi coesistevano in pace, fino al giorno in cui un’entità misteriosa, chiamata Deus, decise di distruggere tale landa per poter costruire un nuovo mondo sulle sue rovine. La guerra che ne derivò fu disastrosa e, nonostante la vittoria, gli elfi furono costretti ad abbandonare le rovine del loro paese per andare a vivere altrove. Ben presto giunsero gli umani, che occuparono la distrutta Alfheim e costruirono al suo posto il grande regno di Astoria, ottenendo così prestigio e potere senza limite alcuno. Tuttavia di recente l’Impero della Lombardia (eh… sì, si chiama proprio così) si rivelò essere una nuova minaccia alla pace conquistata, attaccando Astoria con una spietata sete di conquista. Gli elfi però decisero di non rimanere a guardare mentre la loro amata terra veniva devastata una seconda volta e tornarono a difendere la propria patria forti degli Armonics, armi a forma di strumenti musicali forgiati dallo Shining Dragon, potete e antico drago dagli immensi poteri.

Lo Shining Dragon, fino ad allora scomparso, si è infatti reincarnato nell’anima di un giovane ragazzo di nome Yuma, catturato e torturato dai lombardi per condurre esperimenti riguardo il suo latente potenziale magico. A salvarlo però giungono Sonia, principessa del regno di Astoria, e Kirika, elfa arciera in grado di manomettere le leggi della natura. Con Yuma al loro fianco sono certe di poter vincere la guerra, convinte che ciò equivalga ad avere lo Shining Dragon come alleato. Scopriranno presto però che la realtà è ben diversa e che controllare il potere di un drago tanto potente è tutt’altro che semplice.

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Original o Refrain?

Shining Resonance rece 7All’avvio, il gioco ci chiederà se vogliamo iniziare in modalità Original o Refrain. La descrizione spiegherà che la versione Original è come il titolo era inteso da essere giocato dai creatori sin dall’inizio, mentre la versione Refrain è una modalità per esperti indicata a chi ha già completato la versione originale. Questa descrizione è totalmente fuorviante nonché assolutamente errata. Che la modalità Original sia la versione “vanilla” del titolo è indubbio, tuttavia la modalità Refrain non ha difficoltà più alte, né tanto meno possiede qualche ostacolo ulteriore. L’unica vera differenza tra i due tipi di gioco (a parte il fatto che per ottenere tutti i trofei Playstation è necessario giocare in Refrain Mode), è che nella modalità Refrain si uniranno al party due personaggi che originariamente erano dei DLC, ma che in questo caso ci accompagneranno sin dai primi capitoli. Avere questi due personaggi con noi apparirà molto strano e poco ortodosso, difatti sono due guerrieri presenti durante la storia in qualità di antagonisti. Nonostante faranno parte delle nostre fila, la storia non terrà minimamente conto della loro presenza, arrivando a situazioni anche assurde come il dover combattere contro quel personaggio mentre allo stesso tempo fa parte della nostra squadra. Tolta questa “stranezza” che può essere attenuata conoscendo la situazione, in ogni caso, non c’è veramente alcun motivo per giocare prima la versione Original piuttosto che la Refrain.

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Canzoni di guerra

Shining Resonance rece 9Il sistema di combattimento di Shining Resonance Refrain non è a turni (come magari qualcuno auspicava), ma si rifà molto da vicino al tipo di battaglia presente negli ultimi capitoli della serie Tales of. Sfideremo i nostri avversari all’interno di un campo circolare, una sorta di “arena” nella quale avremo il controllo del nostro personaggio preferito mentre gli altri membri del gruppo ci supporteranno guidati da una (piuttosto decente, a dire il vero) intelligenza artificiale. Ogni membro del party dispone di attacchi normali e attacchi break (questi ultimi necessari a rompere la parata del nemico e a renderli immobili e vulnerabili ai nostri assalti se usati in concomitanza alle loro debolezze elementali), e ognuno di questi attacchi è utilizzabile in una combo lunga fino allo scadere dei nostri AP, o punti azione. Disporremo infatti di un certo numero di AP, visualizzabili tramite un cerchio giallo intorno al nostro eroe che sparirà man mano che svolgeremo azioni, e che possono essere velocemente ricaricati facendo una semplice pausa nella pressione dei pulsanti.
Utilizzare Magie o Attacchi speciali non consumerà invece AP ma implicherà invece un consumo di Punti Magia, i quali sono recuperabili attaccando normalmente i nemici, e formando così una sorta di perfetto circolo vizioso tra attacchi normali e speciali.

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Se tutto si riducesse a questo, in ogni caso, apparirebbe come un normale JRPG come ce ne sono a iosa. Fortunatamente sono presenti anche diverse meccaniche molto interessanti, che portano strategia e varietà a livelli piuttosto elevati.
Yuma può trasformarsi a piacimento nello Shining Dragon, ottenendo attacchi estremamente potenti e senza la limitazione dell’uso di AP. I suoi attacchi useranno tuttavia gli MP, che si consumeranno inoltre anche con lo scorrere del tempo. Una volta esauriti i Punti Magia, Yuma perderà il controllo e cadrà in modalità Berserk, modalità che lo porterà ad attaccare indiscriminatamente sia gli alleati che i nemici. Questa è una meccanica molto interessante, che consente al giocatore di utilizzare in maniera equilibrata i grandi poteri del drago senza però farci affidamento in maniera costante.
Shining Resonance rece 11Un’altra caratteristica unica di Shining Resonance Refrain è il cosiddetto B.A.N.D. System, che permette al gruppo di intonare una canzone usando gli speciali strumenti musicali che i personaggi usano come armi. Le canzoni sono attivabili dopo aver riempito una apposita barra attaccando i nemici, e c’è una canzone diversa per ogni membro del party, a seconda di chi stiamo controllando. Ogni melodia genererà un diverso effetto positivo per l’intera squadra, come, ad esempio, un aumento dell’accuratezza fino a un boost dei danni inflitti dai nostri assalti. Il tutto viene infine corredato dalla Resonance, che è in pratica l’affetto che c’è tra i vari personaggi. Esso è incrementabile tramite le scelte di dialogo durante la storia o durante speciali eventi notturni nei quali, intorno al fuoco, potremo parlare con chi più ci aggrada. Un meccanismo molto interessante e utile: un personaggio che dispone di un elevato affetto per l’eroe attualmente controllato dal giocatore può infatti attivare casualmente un supporto speciale durante la battaglia.

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Una remaster a tutto tondo

Shining Resonance era, sin dai tempi della PlayStation 3, un titolo molto interessante tecnicamente. Personaggi e ambientazioni sono infatti pieni di colori e il design, così come le animazioni dei personaggi, ricordano molto da vicino gli anime. Il passaggio su PlayStation 4 ha sicuramente rifinito le texture e i modelli, ma, grazie all’ottimo lavoro fatto al tempo, non è stato necessario effettuare particolari cambiamenti per far risultare il titolo godibile ancora al giorno d’oggi. La colonna sonora presenta tracce molto variegate e orecchiabili, aspetto ancor più importante in questo gioco a causa della sua natura musicale. Il titolo è molto longevo, grazie a una storia di diverse decine di ore ma soprattutto grazie a un post-game piuttosto corposo, come un’arena molto difficile da portare a termine e addirittura un time-attack mode.

PRO
Comparto tecnico già ottimo all’epoca, rimasterizzato per PS4
La modalità Refrain ci metterà alla guida di 2 personaggi extra, originariamente DLC
Personaggi ottimamente caratterizzati e ambientazione ben congegnata
Colonna sonora di sicuro impatto
CONTRO
La storia non considera la presenza dei DLC nel nostro party
Yuma è un protagonista poco caratterizzato
Panoramica Recensione
Valutazione
7
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Simone Cirimbilla
Videogiocatore per passione sin dai tempi di Atari e NES, non ho mai abbandonato questo amore e ho avuto tutte le console più importanti sul mercato da allora. Tra una recensione e l'altra mi diletto a nutrire il mio spirito Otaku e traduco per il mio gruppo fansub Italian Sentai Subranger.