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    Recensione Shape of the World: Attraverso gli occhi di un viaggiatore

    Shape of The World appaga il senso di sollievo e di relax per liberare dallo stress quotidiano, o semplicemente godersi un viaggio pacifico per mondi colorati. Quello che non può essere appagato in alcun modo è il desiderio di sfida. L'ambiente e gli animali inondano lo schermo come una pioggia di colori, e la musica e i suoni rafforzano il senso di pace. Interessante per occupare un pomeriggio o nei momenti di fuga dalla realtà.

    Shape of the World è letteralmente un viaggio. Ma non si tratta di uno qualsiasi, con lo zaino in spalla, mappa alla mano e l’odore di aria fresca che si respira. Certo, troviamo anche qui foreste e ruscelli, montagne e paludi, persino animali, ma nulla è come l’abbiamo mai visto con occhi “normali”. E noi, estranei mistici in terre mai toccate prima d’ora, siamo esploratori di questo mondo fantastico, forse i primi, forse gli unici, e ci troviamo qui con lo scopo di perlustrare fino all’angolo più remoto questo territorio.

    Gioco sviluppato da Hollow Tree Games e pubblicato da Plug In Digital, Shape of the World è un indie esplorativo in prima persona. Presentato su Kickstarter nel 2015, il progetto è cresciuto ed approda su Steam, Playstation 4 e Xbox One. Il titolo si pone l’obiettivo di rilassare e regalare qualche ora di serenità e pace, esplorando un mondo irreale e colorato. Dà all’occhio e alla mente il giusto necessario per giocare senza porsi domande o caricarsi di informazioni, anzi: non ce ne saranno proprio. L’intento è nobile, ma come sarà il risultato? Andiamo a dargli un’occhiata più da vicino.

    Dove mi trovo?

    Una volta iniziata la partita ci ritroveremo in un ambiente completamente bianco, il cui unico punto di riferimento è un triangolo in lontananza. Cosa simboleggi è un mistero, ma la prima impressione comunicata dal simbolo geometrico è stata proprio quella di combattere il timore di perdersi già a inizio avventura. Domande come “chi stiamo interpretando” e “dove ci troviamo” sono altrettanto incisive in questi primi cinque minuti di gioco, tuttavia ben presto smettiamo di porci quesiti, in quanto nulla troverà risposta (e non è nemmeno utile saperlo). Anche testando la visibilità della figura a tre punte che si confonde con lo sfondo allontanandoci da essa, la ritroveremo sempre lì, a distanza, ad osservare ed attendere. Man mano che procediamo verso il simbolo, il mondo attorno a noi comincia ad acquisire sempre più colore, regalandoci una visuale accogliente e meno fredda.

    Shape of the WorldPossiamo divertirci a interagire con questo spazio dipinto, ad esempio rivelando percorsi invisibili attraverso il tocco di cristalli e pietre, oppure sfruttando gli alberi per correre più velocemente. E ancora, anche gli animali curiosi di questa terra reagiscono alle nostre interazioni nei modi più buffi, talvolta spintonandoci indietro per impedirci di proseguire lungo il sentiero.

    Un altro curioso mistero di questo mondo sono i semi. Compaiono casualmente, ma si fanno sentire (e scoprirete perché) e li troviamo ammucchiati nel nostro tragitto. Questi semi, presenti in diverse tipologie, una volta raccolti permettono di piantare alberi in base al tipo di territorio circostante. Non hanno un vero e proprio scopo, se non quello di essere collezionati ed arricchire l’ambiente di piante a proprio piacere. Purtroppo però non sono infiniti, perciò una volta usati tutti non si può più seminare in giro, e sono cumulabili solo per singola varietà (raccoglierne un tipo inedito farà perdere la scorta raggranellata precedentemente).

    Shape of the World

    In marcia!

    L’esplorazione completa dei vari territori può essere considerata una sorta di missione secondaria. Infatti è possibile procedere lungo la via principale, per passare al livello successivo dell’ambiente, o perdersi tra gli innumerevoli percorsi nascosti per accedere a luoghi segreti. Aree che troveremo a dir poco incantevoli, non solo per le tinte sfavillanti, ma anche per il paesaggio pacifico che si presenta davanti a noi. La perlustrazione delle varie zone avviene attraversando le figure chiave di questo mondo: i triangoli. Essi permettono all’ambiente di mutare, cambiando al contempo colore del cielo, del terreno, degli animali, e le tipologie di piante abbinate. Ci rendiamo conto di proseguire lungo il percorso primario quando, oltre a cambiare colorazione, il luogo si evolve: ad esempio, spostandosi da una a valle a una palude, o da un ruscello ad una grotta. Il recupero dei semi sparsi per il mondo, invece, permette solo di cambiare le tinte di questa terra in base al seme raccolto.

     

    Ancora cinque minuti, solo cinque minuti

    Il game designer definisce il suo progetto come un tentativo di portare in superficie un luogo colorato e sorprendente, per permettere alle persone di rilassarsi dopo una giornata impegnativa. L’idea di fondo si ispira proprio al suo modo di alleviare lo stress, attraverso escursioni e giri in bicicletta per le antiche foreste del Pacifico Nord Occidentale. Bisogna ammettere che la sua impresa è ben riuscita: in Shape of The World non si affrontano pericoli, non c’è nemmeno un livello di difficoltà, e la possibilità di perdersi in questo mondo è talmente remota da non essere calcolabile. Attraverso questa esperienza possiamo permetterci di abbassare la guardia, distrarci, stenderci e abbandonare ogni pensiero per fare spazio ai dolci suoni della natura.

    Shape of the World

     

    Il titolo, alla fine dei conti, ci offre poche funzioni e pochi obiettivi. Non stiamo effettivamente osservando un gioco complesso, ricco di elementi tecnici di gameplay o con un comparto narrativo esauriente che immerge all’interno di un racconto. Eppure è capace di attirare con le sue sole abilità grafiche ma soprattutto di immaginazione. Quello che compie è fornirci gli strumenti indispensabili per iniziare, e poi gettarci in questo universo parallelo ospitale, dove niente e nessuno si trova lì per correggerci, indicarci la via, o anche solo per parlarci. Siamo noi che decidiamo cosa fare e dove andare, senza nessuna fretta.

    Shape of the WorldAccompagnati da una musica calma e rilassante, esploriamo in tutta quiete le aree di questo mondo fantastico. Osserviamo gli animali che ci circondano, raccogliamo i semi per piantare alberi nei dintorni, e sguazziamo in acqua per goderci la melodia rilassante delle onde. Ogni angolo di questo terreno è stato studiato con l’unico scopo di rilassare la mente e aprirci le porte del viaggio e dell’esplorazione in maniera totalmente originale, e perché no, anche creativa. Non è certamente un titolo che consigliamo a chi ricerca tante ore di intrattenimento, quest secondarie e prove d’intelletto e strategia. Bensì è adatto ai pazienti, e a chi cerca un titolo innovativo con cui rilassarsi un pomeriggio in completa tranquillità.

     

    PRO
    Ambientazione ricca di colori
    Grafica minimalista al punto giusto
    Musica e suoni rilassanti
    Addio stress
    CONTRO
    Troppo breve
    Sfida inesistente
    Pochi obiettivi

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    Letizia Ferrari
    Letizia Ferrari
    Appassionata di scrittura con l'amore per i videogiochi: la passione l'ha coltivata ogni giorno sin dalla tenera età, scrivendo fanfiction e racconti per hobby; l'amore invece è nato a prima vista a otto anni con l'incontro del suo primo videogame, Final Fantasy 9. Ha impiegato un po' ad espandere il suo bagaglio culturale videoludico, ma arriva oggi con una sfrenata passione per i giochi di ruolo, in particolare i JRPG (ovviamente!) gli Action RPG, una piccola e dolce nota per gli MMORPG, e tanta voglia di scrivere.