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    Recensione Sega Mega Drive Classics – Un tuffo nel passato

    Se dovessimo imbarcarci in una discussione sulla bontà ludica di tutto il ben di Dio presente in Sega Mega Drive Classic probabilmente ci avvicineremmo ad un perfect score, ma non è questo il caso. Il fascino dei vecchi tubi catodici non è questionabile, e siamo fermamente convinti che l’unico vero modo per riaffacciarsi all’epoca d’oro del Genesis è comprarsene uno e giocare su una tv dell’epoca. Ma questo è un difetto che, giustamente, esula dalle colpe di Sega. A noi arriva comunque un’ottima collection che, nonostante alcune gravi mancanze, merita di essere tenuta in grande considerazione.

    Non esiste luogo più sacro per un ragazzo della propria camera: campo di battaglia e piccolo parco giochi, essa è il giardino segreto di ogni giovincello. Ogni angolo è colmo di gioia e divertimento, ogni spazio è ricoperto da giocattoli. In tutto questo euforico marasma trova spesso spazio la madre di tutte le avventure: la tanto adorata console. Oggi sono soprattutto Xbox One e PlayStation 4 a ricoprire questo ruolo, con un deciso prevalere del prodotto di casa Sony, ma diversi anni fa la situazione era ben diversa. Prima ancora del dominio PlayStation e dell’affacciarsi nel mercato videoludico da parte di Microsoft, erano Sega e Nintendo a darsi animatamente battaglia per entrare nelle case e nel cuore di milioni di piccoli videogiocatori.

    Il Sega Mega Drive era il sogno proibito di quasi tutti i ragazzini nei primi anni ’90, estasiati dalle veloci gesta di Sonic The Hedgehog, il porcospino blu più famoso di tutti i tempi. Possedere la console di casa Sega significava l’invidia dei propri amici, anch’essi desiderosi di poter mettere le mani su cotanta bellezza. Con essa i pomeriggi passavano veloci, felici e spensierati. Sembra quasi preistorico oggi pensare a quel periodo, non così lontano nei tempi ma molto nei modi. Sega ha pensato di fare saggiamente leva sui nostri sentimenti, sulla nostra onnipresente nostalgia, prendendoci per mano e riportandoci nella nostra amata giovinezza con Sega Mega Drive Classics, studiata raccolta per PC, Xbox One e PS4 comprendente più di 50 titoli della console che, seppur per un breve periodo, riuscì a togliere il trono a Nintendo e Super Mario.

    Sega Mega Drive Classics room

    La cameretta dei sogni

    Dopo aver inserito il disco nella console o aver completato il download del gioco – maledetti tempi moderni – ci troveremo di fronte una delle più belle scelte mai adottate per il menu di un videogioco. Ci si parerà infatti il prototipo della cameretta perfetta, per la quale avremo da piccoli dato il mondo. Alle pareti variopinti poster dei nostri eroi, sulla libreria la nostra leggendaria collezione di giochi e poi, splendente al centro, lei: la nostra amata console. Come indiscusso protagonista il Sega Mega Drive si posiziona appena sotto un altro grande ricordo della nostra infanzia: Il tanto amato/odiato schermo a tubo catodico. Prendere una cameretta dell’epoca è riutilizzarla come menu del titolo è stato sicuramente il colpo di classe più evidente dell’intera collection e, per quanto possa sembrare futile come cosa, concorre enormemente a ricreare l’atmosfera di un tempo. Poter andare a selezionare il proprio gioco preferito tra uno scaffale ricolmo di cartucce e inserirlo poi nella console rende mille volte di più del classico e scialbo menu a cascata. Un hub centrale veramente azzeccato.

    Street of Rage

    In Sega Mega Drive Collection avremo veramente tanto con cui giocare: potremo prenderci a mazzate tra i vicoli con l’immortale trilogia di Streets of Rage, correre veloci insieme a Sonic o, ancora, divertirci con Virtua Fighter II. Non mancheranno inoltre diverse e avvincenti avventure come i Wonder Boy, Alex Kidd e Phantasy Star. A questo grande calderone si devono aggiungere poi Shinobi 3, AlteredBeast, Golden Axe e molti altri ancora, fino a raggiungere la considerevole cifra di 53 titoli. Di carne al fuoco ce n’è tantissima e sarà dura, molto dura, rimanere delusi da questa grande offerta videoludica. Ma, perché c’è sempre un ma, quando il piatto è così ricco le eventuali mancanze spiccano in maniera decisamente più rilevante. Accorgersi della assenza di titoli come Out Run o AfterBurner lascia decisamente l’amaro in bocca e rende il tutto decisamente meno appetibile. Queste piccole dimenticanze sono purtroppo un vero e proprio pugno nello stomaco e inibiscono Sega Mega Drive Classic dal raggiungere vette ancora più alte.

    Ritorno al passato (o quasi)

    Altered BeastAi vari giochi sono stati ovviamente aggiunti dei filtri e dei bezel per renderli adatti alle caratteristiche delle moderne tv ad alta definizione e in 16:9. Queste migliorie estetiche concorrono sicuramente a rendere meno evidente il peso degli anni ed incrementare l’impatto visivo, ma non sono purtroppo sempre sufficienti. Mentre alcuni titoli come Streets of Rage giovano parecchio da queste modifiche, altri ne escono quasi peggiorati (leggasi Sonic 3D). Fortunatamente potremo decidere noi a mano nelle opzioni quali filtri impostare e, soprattutto, se attivarli. Disattivando questi effetti l’esperienza sarà sicuramente più fedele all’originale, ma preparatevi a perdere qualche diottria sulle moderne televisioni in 4K o Full HD. Attivarli, del resto, significherà perdere buona parte di tutta quella magia offertaci dai 16 bit. A voi l’ardua scelta in ogni caso, filtri o non filtri, è purtroppo impossibile beneficiare a pieno di quella che era l’esperienza audiovisiva di una volta.

    Sul lato ludico la collection di Sega ci offre invece tante e apprezzate migliorie, con il multiplayer in primis. Giocare online con le vecchie glorie del passato è un’esperienza anacronistica e fantastica allo stesso momento. Altre apprezzate aggiunte sono i trofei e la possibilità di salvare praticamente in ogni momento. Ah giusto, dite addio alla paura di finire i gettoni: qua potrete finalmente impostarli come infiniti (allo stesso modo è disponibile una funzione di salvataggio rapido).

    PRO
    Tanta bella roba
    Hub geniale
    La storia a portata di mano
    CONTRO
    Diverse assenze di rilievo
    Alcuni titoli sono invecchiati male

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    Giacomo Todeschini
    Giacomo Todeschini
    Cultore dei shoot'em up e amante dei TPS, ritiene Metal Slug l'ottava meraviglia del mondo. Ama il proprio cabinato più di se stesso ma non disdegna le ultime trovate tecnologiche. Se lo cercate lo troverete con ogni probabilità su Fortnite o su qualche altro titolo di dubbio gusto.