Ci siamo immersi nel piccolo mondo di Seasons after Fall rimanendone affascinati, ancora una volta un indie riesce a stupirci

Data di uscita 2 settembre 2016
Genere Puzzle Platform
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Swing Swing Submarine
Distribuito da Focus Home Interactive
Versione testata PC
Cover

In un’industria videoludica fin troppo piena di titoli che fanno della loro forza il solo impatto mediatico, gli indie sono stati spesso considerati l’unico barlume di speranza, grazie alle loro semplici ma altrettanto ispirate idee. Seasons after Fall, insieme ad altri pochi eletti, sembra dare manforte a questo modo di vedere le cose. Il piccolo puzzle platform 2D riesce a portare a termine uno degli obiettivi principali di un videogioco: allontanare il giocatore dalla propria realtà caotica e frenetica per fargli scoprire un nuovo mondo, in particolare un mondo governato dalla natura e dallo scorrere delle stagioni. Sviluppato da Swing Swing Submarine, uno studio composto da cinque persone alcune delle quali hanno lavorato presso Ubisoft, Seasons after Fall fa dell’art direction e del comparto audiovisivo uno dei propri punti di forza, senza tralasciare un gameplay che, a detta degli stessi sviluppatori, vuole essere più puzzle che platform. Durante le nostre ore di gioco la cura per le ambientazioni e la storyline, le meccaniche limpide e la sinergia tra le varie zone hanno reso questo titolo una vera e propria esperienza sensoriale all’interno della quale perdersi con la consapevolezza che non ci si è veramente smarriti.

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La foresta dormiente

Fin dal primissimo istante Seasons after Fall lascia il segno, infatti basta passare da una voce all’altra dei menu per sentire una piacevole melodia di violino, strumento che spesso insieme ad un violoncello accompagnerà l’incedere della nostra avventura. Chi siamo noi? Una simpatica volpe che, attirata da un misterioso fascio di luce, si addentra in una foresta che per qualche inspiegabile motivo è sopita, a provocare lo strano fenomeno è un seme, avete capito bene un seme, che richiama dal sottosuolo di un santuario uno spirito puro. Il tutto diventa più chiaro quando il Seme consegna allo Spirito una missione: prendere possesso del corpo della volpe e recuperare i poteri delle stagioni presso i Guardiani dell’inverno, dell’autunno, dell’estate e della primavera, anch’essi dormienti, il tutto per svolgere un qualche rituale. Senza che i Guardiani ci diano troppa noia recuperiamo i poteri, che ci forniscono la possibilità di passare da una stagione all’altra in modo tale da riuscire a risolvere i vari puzzle, ma nel momento in cui proviamo a svolgere il rituale qualcosa va storto ed uno dei Guardiani sembra svegliarsi, cosa che non rende particolarmente contento il Seme. Infatti quest’ultimo pare conoscere bene queste entità che sotto forma di animali vegliano su tutta la foresta in modo da salvaguardarne l’ordine ed il mantenimento. Questi elementi uniti alle atmosfere alquanto suggestive fanno di Seasons after Fall un vero e proprio inno alla vita ed alla natura, nel quale l’esplorazione e le meccaniche da Metroidvania la fanno da padrone.

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Inverno, Autunno, Estate, Primavera

Prima di completare il proprio viaggio la furba volpicella dovrà destreggiarsi in un ispirato scenario di gioco, all’interno del quale riuscirà a raggiungere i luoghi più insospettabili grazie alla facoltà di passare con un solo tasto dall’inverno all’autunno, senza dimenticare l’estate e la primavera. Sia chiaro in Seasons after Fall non vi saranno creature da uccidere o che ci vorranno fare del male, il fulcro del gioco è l’esplorazione di aree dai colori e dagli effetti di luce sbalorditivi, il cui attraversamento è scandito dalla risoluzione di rompicapo e puzzle ambientali. Come abbiamo detto il gameplay gira attorno al potere delle stagioni, infatti nel corso dell’avventura passare dalla primavera all’inverno ghiaccerà laghi e colonne d’acqua, mentre l’estate farà sbocciare rampicanti e funghi giganti consentendoci di avanzare. Sarà inoltre possibile sfruttare un altra dinamica, la nostra cara volpe potrà abbaiare conquistando l’amicizia di simpatiche lucciole e azionando antiche reliquie ed altari grazie allo Spirito che risiede al suo interno. Non vi sono abilità o potenziamenti sbloccabili, il nostro animaletto dal pelo rosso dovrà fare affidamento solo sulla sua enorme forza di volontà che lo farà scorrazzare e saltare da una parte all’altra della foresta. Seasons after Fall si propone di essere un percorso dalle forti emozioni nel quale immergersi senza pensieri, guidati da una volpe che vuole farci riscoprire le misteriose quanto incantevoli forze della natura, rompendo la routine fatta da sparatutto concitati e action game dalla grafica pompata, ma sterili.

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Un dipinto in movimento

Swing Swing Submarine ha dedicato quasi 6 anni di sviluppo per Seasons after Fall, il titolo si mostrò per la prima volta nel 2010 e da allora il comparto grafico è mutato tantissimo, diventando un vero e proprio dipinto che prende vita, dai lineamenti soffici e sottili come si confà ad un piccolo studio francese. Le atmosfere che abbiamo incontrato sono molto ispirate ricordandoci per certi versi quelle di Ori And the Blind Forest anche se lo stile e gli asset sono completamente diversi, gli alberi secolari, i prati verdi, il fogliame variegato e le cascate impetuose fanno di Seasons after Fall una vera goduria per gli occhi. Il tutto non annoia mai il giocatore che in qualsiasi momento può trasformare uno specchio d’acqua calda dai colori accesi in una lastra di ghiaccio innevata o tramutare un’umida pioggia autunnale in una fresca rugiada primaverile. La cosa che più ci ha sorpreso è il modo nel quale i ragazzi di Swing Swing Submarine hanno creato le varie aree della foresta, non vi sarà alcun taglio netto tra una zona e l’altra, potremo percorrere l’intero mondo di gioco come pare a noi alle volte pensando di esserci persi ma ritrovando sempre la strada di casa: in Seasons after Fall tutto sembra essere collegato ed avere un fine ultimo, come un universo all’interno del quale “nulla si crea e nulla si distrugge”.

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La simpatica volpe ci ha accompagnato in un’avventura della durata di circa 8 ore, nella quale come abbiamo detto il comparto audiovisivo la fa da padrone, anche se le melodie potevano essere un po’ più variegate. È possibile completare il titolo anche non esplorando l’intero mondo di gioco, ma noi ce lo siamo goduti fino all’ultimo collezionabile e vi consigliamo di fare lo stesso perché verrete ricompensati con un finale “segreto” capace di strapparvi un sorriso. Le uniche critiche che si possono rivolgere a Seasons after Fall riguardano dei piccoli cali di frame presenti solo in due o tre frangenti del gioco, dovuti forse ad un’ottimizzazione che secondo noi sarà sicuramente migliorata; infine, per la gioia degli hardcore gamers, si sarebbe potuto osare un po’ di più nella difficoltà dei rompicapo ambientali, ma l’opera di Swing Swing Submarine non vuole frustrare il giocatore ma cullarlo affinché possa sognare un mondo dalle fatture idilliache.

Configurazione di prova

Processore AMD FX-8350 4Ghz
Scheda Video nVidia GTX 960
Memoria 16 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core 2 Duo E4500 (2.2GHz)/AMD Athlon 64 X2 5600+ (2.8GHz)
Scheda Video AMD Radeon HD 6750/NVIDIA GeForce GT 640
Memoria 4 GB
OS Windows 7, 8, 10
PRO
Atmosfere ed ambientazioni fantastiche
Storia coinvolgente
Dialoghi curatissimi
CONTRO
Musiche evocative ma poco variegate
Il livello di difficoltà poteva essere maggiore
Potevano essere aggiunte più dinamiche di gioco

Commento

Se amate le belle atmosfere Seasons after Fall è un acquisto da fare assolutamente, è uno dei migliori platform, insieme ad Ori, presenti sul mercato. Ed il fatto che entrambi siano stati sviluppati da team indipendenti (anche se appoggiati da due colossi come Focus Home Interactive e Microsoft) ci lascia veramente di stucco e dovrebbe far riflettere, sarò sincero prima dell’avvio non sapevo neanche dell’esistenza di questa perla e ciò mi ha lasciato con l’amaro in bocca e con la consapevolezza che spesso, evitando grandi annunci e grossi polveroni, basta una buona idea e tanto lavoro per realizzare un buon prodotto che segni nel profondo il giocatore. Che dire Seasons after Fall è un titolo diverso da tutti gli altri, speriamo che spinga sempre più software house a disabituarci con nuovi spunti ed iniziative.
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