Dopo tre anni di morte apparente viene riesumato uno dei franchise più amati dello scorso decennio. Torniamo a imbracciare la nostra chitarra di plastica e vediamo se la resurrezione ha avuto successo.

Data di uscita 6 ottobre 2015
Genere Rhythm game
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Harmonix
Distribuito da Mad Catz
Versione testata PlayStation 4
Cover

Se state leggendo queste righe è perché probabilmente anche voi avete accolto con la morte nel cuore la scomparsa dei rhythm games dal panorama videoludico, magari a fronte delle spese sostenute per acquistare le costose periferiche indispensabili per giocarci, e anche i vostri occhi hanno ripreso luce alla notizia del ritorno di un Rock Band su next gen, pienamente retrocompatibile con i vecchi strumenti e con i DLC dei capitoli precedenti. Chi vi scrive almeno è tra questi, così, speranzoso e cautamente ottimista, ho provveduto a procurarmi una copia digitale del gioco su Playstation Store e a dare un’energica spolverata al mio vecchio set di strumenti di Band Hero per darvi, nel modo più accurato possibile, un resoconto delle sensazioni che mi ha trasmesso questo “revival” del celebre party game.

rock band 4-0

Un tuffo nel passato… o quasi

Al primo avvio di Rock Band 4 si inizia subito a sentire una fitta di nostalgia ma, avendo imbracciato la mia plasticosa “sei corde”, mi è saltata subito all’occhio la voce “Extra – assoli di chitarra”, la nuova caratteristica del gameplay tanto pubblicizzata da Harmonix, che permetterebbe di improvvisare gli assoli, nel caso in cui una canzone ne contenga uno o più.
Abbastanza dubbioso e titubante mi lancio in questo tutorial al termine del quale mi ritrovo sorridente ma con ancora molti interrogativi che penso di risolvere testando questa nuova “feature” nel suo ambiente naturale, ossia all’interno di una canzone. Per farla breve: a meno di non conoscere a menadito il pezzo e non avere già un’idea di massima della melodia che vogliamo eseguire, il nostro assolo da rock star risulta il più delle volte in una disordinata e disarmonica cacofonia di suoni che fa crollare il moltiplicatore del punteggio e disegna sul nostro viso (e su quello di eventuali ascoltatori) un’espressione di profondo disgusto.
Come se non bastasse questi “assoli freestyle” rendono anche più inattendibile del solito l’indicatore di difficoltà del brano, (nel caso in cui la classificazione di “impossibile” dello stesso sia data proprio dalla difficoltà dei primi) dal momento che durante queste fasi è attiva l’immunità.
Per fortuna è possibile disattivare del tutto gli assoli liberi e giocare a Rock Band alla vecchia maniera e, indovinate un po’? Niente di nuovo. L’annoso problema del franchise, ossia quella sensazione di non suonare tutte le note che sentiamo, è rimasto tale e quale. Inoltre per la prima volta in un rhythm game (tra i vari Rock Band e Guitar Hero acquistati negli anni) ho sentito la reale necessità di sincronizzare lo schermo (sempre lo stesso) alla console, ma al ventesimo tentativo andato a vuoto ho pensato bene di andare sul sito del supporto di Harmonix dove, per fortuna, ho trovato i valori di latenza da immettere manualmente. Fatto questo la situazione è migliorata notevolmente, tuttavia a volte tutti gli strumenti sembrano possedere una volontà propria e decidono arbitrariamente di saltare intere sequenze di note e questo problema sembra affliggere anche i nuovi strumenti creati ad hoc per il titolo. Ah, per inciso, gli utenti Xbox One che desiderano utilizzare le vecchie periferiche della 360 sono obbligati ad acquistare un bundle con apposito adattatore.
Considerato anche che chitarra e tastiera Pro e le relative modalità del capitolo precedente non sono più supportate non si può certo considerare un’ottima prima impressione…

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“Start a band”

Cercando di non farmi prendere troppo dallo sconforto ho abbandonato Partita Veloce, ideale per provare qualcosa o fingere al volo di suonare quella canzone della tracklist che ci piace tanto, per dare un’occhiata alle altre modalità: Suona in Concerto e Vai in Tour. Quest’ultima è la classica carriera di Rock Band che consiste, come di consueto, nel creare una band e portarla dalle stalle alle stelle. Iniziamo quindi col dare un nome al gruppo e a scegliere i suoi membri tra i personaggi predefiniti o creandoli da zero, ed ecco che ci accorgiamo di altre decurtazioni rispetto al passato. Prima di tutto la band non ha più un logo. “E beh?”, direte voi, personalmente trovavo carino vedere durante i concerti la mia nocciolina-con-la-falce stampata orgogliosamente sui manifesti e sulla grancassa della batteria. Se questo vi lascia indifferenti sappiate che anche l’editor per creare il nostro alter ego è stato ridotto all’osso, lasciandoci letteralmente con un pugno di opzioni di personalizzazione, (rispetto alla scelta addirittura esagerata di Rock Band 3) rendendo fondamentalmente inutile la modalità stessa, dal momento che le canzoni non vanno sbloccate e sono tutte disponibili da subito. Un peccato, dal momento che lo svolgimento del tour è stato reso meno rigido attraverso una serie di scelte che dovremo fare all’inizio di ognuna delle otto fasi che lo compongono. Fondamentalmente la nostra scelta sta nel restare fedeli ai princìpi del rock, e avere una certa libertà nella composizione delle scalette da suonare, ottenendo così più fan (necessari per progredire nella carriera), oppure avere un approccio più commerciale e guadagnare più soldi, a discapito del nostro potere decisionale. Questo “potere” lo potremo esercitare in due modi: prima degli spettacoli oppure durante gli stessi, magari a fronte di una richiesta del pubblico, e ci viene presentata come cinque opzioni, più o meno vaghe, che possono andare dal titolo specifico di un brano al “suona qualcosa di punk” o “del 1984”.
Un’idea carina, in effetti, che è stata mantenuta nella modalità Suona in Concerto, la quale, alla luce di quanto scritto sopra, assume il ruolo di modalità principale, soprattutto se è nostra intenzione utilizzare il gioco esclusivamente come party game, in quanto ogni giocatore potrà esprimere il suo voto tramite la pressione del relativo tasto.

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Lancio di bottiglie

Dal punto di vista grafico sicuramente si può apprezzare una maggiore pulizia e nitidezza delle texture (finalmente sulle chitarre e sui bassi si vedono le corde, wow…) ma dal momento che il design dei personaggi è rimasto quello caricaturale proprio della serie, si può dire che il passaggio a next gen abbia giovato esclusivamente alle tasche dei produttori. Neppure l’audio, che dovrebbe essere il punto di forza del titolo, si salva da critiche dal momento che non è possibile regolare il volume per i singoli strumenti e spesso ci si ritrova col proprio in sordina rispetto al resto del gruppo (spesso anche durante assoli e fill di batteria), e regolare le poche opzioni audio disponibili giova a poco.
A questo punto probabilmente starete pensando “ok, non sarà il gioco dell’anno e hanno tolto molte cose ma è sempre Rock Band, potrò comunque divertirmi a rockeggiare con la gustosa tracklist e con tutte le canzoni che ho scaricato negli anni!”. Doppio errore. In primo luogo Rock Band 4 ha una lista brani che conta circa 60 tracce (contro le oltre 80 canzoni del terzo episodio) e di pezzi veramente rock ce ne saranno una decina, non tutti molto conosciuti, e seppelliti sotto una montagna di spazzatura pop/funk/indie che neanche mia sorella (fan di Britney Spears!) ha saputo apprezzare e non è più possibile neppure assegnare un voto ai singoli brani per organizzarli secondo i nostri gusti.
Se invece è sui vecchi dlc che state contando sappiate due cose: la prima è che se siete passati a next gen cambiando produttore (da Sony a Microsoft o viceversa) potete scordarvi di riavere gratis i vecchi brani. La seconda è che degli oltre 1400 presenti nel vecchio Music Store al momento ne sono stati resi disponibili circa la metà e dovete andarveli a cercare uno per uno (i filtri sono praticamente inutili) per poi magari scoprire che il 50% delle vostre vecchie canzoni risulta come da acquistare. Harmonix ha promesso di risolvere quest’ultimo problema ma ha anche scaricato parte della colpa sugli store delle due console, dal momento che la situazione è rimasta pressoché invariata a due settimane dall’uscita del titolo penso di avere tutti i diritti di sentirmi in qualche modo derubato.

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PRO
Retrocompatibile con i vecchi strumenti e dlc…
CONTRO
…ma solo se non avete cambiato produttore di console
Nuove e vecchie caratteristiche implementate pessimamente
Problemi e bug di varia natura

Commento

Il tentativo di resurrezione è risultato in uno zombie putrescente, l’intero progetto di Rock Band 4 sembra essere basato sul principio del cercare di ricavare qualche profitto investendo il meno possibile. Di nuovo c’è poco o niente, e neppure quello che funzionava tanto bene in passato è stato re-implementato a dovere, rendendo forse questo quarto capitolo il peggiore della serie, spin-off esclusi. Dal momento, poi, che viene sfacciatamente proposto a un prezzo da “tripla A” posso consigliare l’acquisto soltanto a chi guarda con immensa tristezza i suoi vecchi strumenti di plastica che prendono la polvere da eoni e a chi organizza spesso “droga party” in casa.
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