Piranha Bytes vuole portare sui nostri schermi un degno erede di Gothic, ci sarà riuscita?

Data di uscita 15 agosto 2014
Genere Action/RPG
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox 360, PlayStation 3
Sviluppato da Piranha Bytes
Distribuito da Deep Silver
Versione testata PC
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In una industria videoludica dove il genere degli RPG è fortemente situato in due punti geografici, America e Giappone, il vecchio continente si sta alzando dalle ginocchia molto rapidamente. CD Projekt RED, Software House polacca che ha messo la sua firma sulla saga di The Witcher, ha concentrato le attenzioni del popolo degli RPG sulla sua nuova promettente creatura The Wicher 3: Wild Hunt, mentre Larian Studios, piccolo studio belga, ha rilasciato l’ottimo Divinity: Original Sin, che non ha nulla da invidiare a titoli su cui sono stati investiti molti più soldi. È ora il turno di Piranha Bytes, la software house tedesca dietro ai primi tre Gothic, che con Risen 3: Titan Lords prova a far spiccare il volo ad una saga che non ha mai brillato. L’uccellino avrà imparato a volare oppure dovrà rimanere nel nido per altro tempo?

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You are a pirate!

Risen 3: Titan Lords ci riporta nella stessa atmosfera piratesca che aveva caratterizzato Risen 2: Dark Waters, i due titoli sono infatti molto simili e condividono buona parte delle ambientazioni e delle meccaniche fondamentali. Se non vi è piaciuto Risen 2, difficilmente troverete pane per i vostri denti nel terzo capitolo, se invece lo avevate trovato un buon gioco anche Risen 3 vi farà la stessa impressione. Anche se le somiglianze con Risen 2 si sprecano, i Piranha Bytes hanno cercato di avvicinarsi ai primi Gothic, come avevano ampiamente fatto intendere con i video pre-lancio che annunciavano un ritorno alle origini. Il protagonista sarà una new entry, che condivide con gli eroi del passato solo la completa anonimia, saremo noi a plasmarlo e a decidere per lui.

400 stile libero

400 stile liberoIn un gioco di pirati come si deve, la rozza ciurmaglia deve per forza saper nuotare, altrimenti se un kraken gigantesco rovescia la nave che si fa? Fortunatamente se in Risen 2: Dark Waters era impossibile nuotare per lunghi periodi, in Risen 3: Titan Lords il nostro protagonista potrà nuotare per lunghi tratti e raggiungere così zone altrimenti inaccessibili. Ah dimenticavo, visto che essendo a mollo si è praticamente indifesi i nostri nemici non potranno toccarci, nemmeno animali acquatici come alligatori o granchi ci sfioreranno, dimostrando paradossalmente di non saper nuotare. Oltre al nuoto il nostro eroe ha mantenuto le abilità da scalatore e una mobilità generale elevata, ma non è mai consigliabile uscire dal percorso, si potrebbe rimanere bloccati oppure morire in maniera non dignitosa.

La nostra avventura comincia dopo un sogno che auspica un cattivo presagio, una ciurma di demoni comandata da un temibile capitano fantasma attacca la nostra nave. Fortunatamente quando la situazione stava per peggiorare ci svegliamo nella nostra cabina, vivi e vegeti, ma ancora per poco: mentre siamo alla ricerca di cose sbrilluccicanti racchiuse in un forziere insieme a nostra sorella Patty, un Signore delle Ombre spuntato fuori da un portale di cristallo ci ucciderà e ruberà la nostra anima. Un bel pasticcio, che trova una parziale risoluzione grazie a Bones, un pirata pratico nelle arti vudù che ci farà risorgere. Ma non è cosi semplice, la nostra anima è intrappolata nel regno delle Tenebre e non sarà facile riappropriarsene e inoltre il mondo è in una situazione disastrosa, che vede portali di cristallo aprirsi ovunque dai quali escono disgustose mostruosità. Il compito è degno di un eroe senza macchia e senza paura ed è qui che l’idea iniziale degli sviluppatori sembra meno banale: con il furto dell’anima è stato inserito un sistema di “karma” simile a quello che troviamo in Mass Effect o Fallout. Rispondendo in maniera sgarbata o gentile avvicineremo il nostro personaggio al regno dei demoni o a quello degli uomini, facendo sì che anche altri personaggi reagiscano in base a quanta Anima si guadagna o si perde.

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No, you are a porter…

La nostra storia si svolgerà in un arcipelago composto da diverse isole ognuna con un microclima, paesaggi, fauna e personaggi parzialmente differenti. Potremo raggiungerle tramite la nostra nave, che inizialmente sarà una piccola bagnarola, ma che diventerà un bel galeone una volta alleati con una delle tre fazioni disponibili: i Guardiani, dei combattenti che usufruiscono della magia dei cristalli, i Demon Hunter, oscuri guerrieri che prediligono un combattimento fisico e brutale con l’aiuto di magie runiche o i Vodoo Pirates, che miscelano l’abilità con i coltelli e pistole dei pirati e le conoscenze vudù dei nativi.

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Nei primi momenti del gioco, Risen 3: Titan Lords si rivelerà confusionario: le tantissime missioni che ci verranno assegnate non ci permetteranno di capire bene quali andranno ad influenzare la storia principale, saremo costretti a procedere a tentoni, completando quanto più possibile, per poi scoprire che le missioni sono veramente troppe e troppo ripetitive. Quelle della storia principale sono leggermente meglio, fornendoci una manciata di boss fight in cui bisogna usare la testa oltre che l’abilità. Non pensate di arrivare alla fine trascinati dal flusso degli eventi, perchè la storia è troppo blanda per tenervi incollati al monitor e quando cerca di sorprendervi con quei pochi colpi di scena presenti finisce solo per cadere ancora di più nella banalità. Ciò nonostante un amante degli RPG non cerca questo come caratteristica fondamentale, ma vuole in primisuna profonda malleabilità del personaggio. Un punto a favore di Risen 3.

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L’eroe perfetto

La personalizzazione del proprio eroe è uno dei punti di forza di Risen 3: Titan Lords, potremo creare il nostro combattente dei sogni scegliendo una fazione (che influenzerà magie ed equipaggiamento), una o più vocazioni e che tipo di combattimento portare avanti. Le possibilità sono davvero tante e la parte del leone la fanno i punti Gloria, che otterremo uccidendo nemici e completando missioni. Non ci sono veri e propri livelli del personaggio, accumulando i punti Gloria, però, potremo potenziarne le statistiche prediligendo la magia piuttosto che il combattimento in mischia o viceversa. Non è tutto, come negli altri Risen nel mondo di gioco sono sparsi dei “maestri” che potranno farci acquisire particolari abilità o potenziare quelle di cui già disponiamo, previo pagamento ovviamente. Al fianco di questo sistema di abilità a pagamento e incremento delle statistiche tramite punti Gloria, abbiamo a disposizione anche un sistema di crafting che riguarda diversi campi. Usufruendo delle abilità necessarie, saremo in grado di creare armi più potenti, distillare pozioni o alcol in grado di guarirci e creare magie. La prerogativa per chi vuole dedicarsi al fai da te in game è raccogliere gli ingredienti necessari, si può farlo dai cadaveri di animali o mostri, oppure avventurandosi nelle giungle alla ricerca di piante specifiche (per facilitarci la vita potremo utilizzare la visione astrale che evidenzia nemici, erbe o oggetti di valore, solo se abbiamo bevuto delle pozioni oppure abbiamo a disposizione un prisma dei Guardiani). Non sarà raro durante le nostre lunghe passeggiate di piacere (è presente anche un sistema di teletrasporti che va sbloccato con alcune pietre) imbatterci in luoghi segreti che per essere raggiunti richiedono al giocatore di risolvere semplici puzzle ambientali in cui talvolta si deve comandare un pappagallo o una scimmia alla ricerca di tesori colmi di ricchezze. E non preoccupatevi di raccogliere tutto ciò che vedete, come negli altri Risen l’inventario è illimitato.

Elite Crew

Elite CrewIn Risen 3 saremo al comando di un galeone, che useremo per spostarci e, sporadicamente, per affrontare noiose battaglie contro dei mostri marini o navi comandate da altri capitani. L’utilità principale della nostra nave, oltre a quella di mezzo di trasporto, è il suo fungere da punto di ritrovo di una ciurma multietnica composta dai migliori guerrieri che riusciremo a racimolare compiendo missioni qua e là. Vi capiterà di arruolare uno gnomo con il vizietto del furto, un Cacciatore di Demoni con un passato burrascoso oppure lo spettro di una vecchia conoscenza. Il più simpatico di tutti rimarrà il pappagallo Polly che ci dirà di….raderci (!?).

Se non vi piace diporre di cianfrusaglie fatte in casa entrano in gioco i mercanti, numerosissimi nell’intero corso dell’avventura. Ogni mercante che incontrerete avrà una differente disponibilità di merci: ci sono i venditori di ingredienti alchemici, venditori di pozioni, venditori di armi ed equipaggiamento oppure quelli che vi venderanno un po’ di tutto. È importante visitare i mercanti per ottenere equipaggiamenti migliori, che non si troveranno sui corpi dei nemici, e per fare scorte qualora non aveste le abilità e le formule necessarie per distillare alcolici in grado di curarvi.Potenziando opportune abilità sarà possibile incrementare il prezzo di vendita degli oggetti ed abbassare quello per gli acquisti, facilitando la vita a chi crede nel potere dei soldi e non ha mai visto una puntata di MacGyver.

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Tirare di scherma

Il combat system di Risen 3: Titan Lords è pressoché identico a quello del predecessore, con i suoi pregi e soprattutto i difetti. Non sarà strano se nelle prime ore qualche neofita dei titoli Piranha Bytes si metterà ad imprecare per la frustrazione. Essendo il combattimento action e basato sulla parata e schivata, a cui si aggiungeranno più tardi i contrattacchi, la situazione potrà essere ingannevole. Non si tratta di un sistema che padroneggerete all’istante, richiedendo tempo e una giusta dose di pura statistica. Agli esordi il vostro personaggio sarà molto lento e soffrirà di uno spaventoso imput lag, destinato a migliorare man mano che spenderete punti sull’abilità opportuna. Si potranno alternare colpi rapidi ma veloci che, se eseguiti di conseguenza, vi porteranno a realizzare una combo, e colpi più potenti, in grado di spezzare la guardia nemica e di causare ingenti danni. L’estrema difficoltà negli scontri iniziali in solitaria vi porterà a tirarvi dietro un compagno d’avventura facente parte della vostra ciurma (ne parlo in un box), che utilizzerete come carne da macello e che vi faciliterà non poco le dispute contro più nemici. I combattimenti all’arma bianca sono resi più tattici dalla possibilità di infierire sul nemico anche sparandogli con una pistola, oppure lanciandogli dei coltelli, sarà un escamotage molto utile quando riconoscerete che il nemico è troppo forte per essere battuto “lealmente“.

Coltelli, braccio di ferro e Rum!

Coltelli, braccio di ferro e Rum!Durante le nostre razzie piratesche, in Risen 3: Titan Lords incapperemo in alcuni personaggi che ci sfideranno in alcuni minigiochi non proprio riusciti. Quello più godibile è senza dubbio il lancio dei coltelli, dove si deve cercare di far più punti del nostro avversario mirando nella giusta direzione e dosando la forza. Poi abbiamo il braccio di ferro, che consiste semplicemente in un Quick Time Event nel quale dovrete premere la giusta sequenza di tasti. In ultimo abbiamo la gara più diffusa tra i pirati, quella di bevute. Sinceramente non ho ancora ben capito il funzionamento di questo minigioco in cui bisogna cliccare su una serie di bottiglie più rapidamente dell’avversario, stando attenti a non mancare il bersaglio perché troppo ubriachi.

Anche se fin’ora il mio discorso vi sembrerà tutto rose e fiori, il combattimento è un vero e proprio calvario. Non c’è la possibilità di agganciare il nemico che vogliamo prendere di mira e questo fa sì che il nostro eroe colpisca a casaccio negli scontri più numerosi, non sarà raro vedere un game over solo perché il nostro protagonista colpiva il nemico sbagliato tirandosi dietro le ire di un intero accampamento, oppure si concentrava su un nemico anziché un altro. A sollevare un po’ di frustrazione sovviene un altro difetto non di poco conto, che facilita in maniera abnorme gli scontri: la schivata. Schivare ci renderà invulnerabili ai danni e non richiederà nemmeno risorse, ciò porterà ad abusare della rotolata e a tradurre gli scontri in un mordi e fuggi in attesa che l’abilità di cura si ricarichi o che il nostro compagno abbatta il nemico.

Fortunatamente in Risen 3 non si sarà costretti a fare gli spadaccini, la magia e il combattimento a distanza offrono valide alternative meno frustranti al combattimento in mischia. Nel caso delle prime sarà opportuno conoscere gli incantesimi e poi inserire quelli che dispongono di cooldownnella barra di selezione rapida in basso, mentre gli incantesimi senza tempo di ricarica andranno nello slot dell’arma primaria. Se invece vorrete arruolarvi tra i moschettieri e combattere a distanza, ci saranno balestre e moschetti a farvi felici e, se non fosse per la scarsa utilità in mischia, sarebbero le armi ideali da utilizzare.

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Chi dorme non piglia pesci

Ve l’hanno mai ripetuto questo proverbio? No? Be’ neanche ai personaggi che popolano il mondo partorito dai Piranha Bytes a quanto pare. L’IA in Risen 3 è un altro dei punti critici e non risulta soddisfacente né quella dei nostri compagni, che finiscono troppo spesso per incastrarsi o rimanere immobili come ebeti, né quella dei nemici e degli NPC che popolano le città. In realtà i problemi più importanti riguardano il comportamento degli NPC durante le fasi stealth e ciò ci costringe a bocciarle senza riserve.

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In Risen 3 la vita del ladro è molto facile, oltre a scassinare serrature e tentare di borseggiare gli amichevoli compagni di conversazioni in un inverosimile “sfida“, si potrà entrare negli altrui domicili per fare razzia di qualunque cosa abbia valore. Qui entra in gioco la furbissima IA che muove i valorosi difensori della giustizia contro le ruberie, che ci scoprirà sempre se entreremo semplicemente passeggiando in una zona vietata, se dico sempre è sempre, anche quando il diretto interessato si trova al piano di sotto oppure in quello di sopra senza nessuna possibilità di sentirci o vederci. La situazione cambia se entriamo in modalità furtiva, farci scoprire in questa situazione è veramente un impresa e, anche se spareremo pistolettate contro i suppellettili, non verremo colti in flagrante. E se ci beccano cosa accade? Qui sta un grande difetto di Risen 3: Titan Lords, che si limita a rendere aggressivi coloro ai quali si sta rubando, ma che dopo la sconfitta di questi ultimi non punisce il giocatore, anzi lo premia con punti Gloria. Calcolando che abbattere i personaggi non è un problema poiché non moriranno definitivamente, il farlo dà punti Gloria (qualora si verrà sconfitti ve ne verranno tolti un po’, ma non morirete) e non ci sono penalità per il giocatore, è facile prevedere che ognuno di voi utilizzerà l’approccio meno cauto per rubare che consiste nello sguainare la spada, picchiare come un fabbro e successivamente parlare con i personaggi che inspiegabilmente fanno finta di nulla.

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La furtività potrà essere usata anche per aggirare gruppi di nemici aggressivi, che però oltre alla stupidità hanno anche problemi di vista e di udito, in quanto non ci vedono ad un palmo dal naso e non ci sentono mentre siamo impiegati in cruente scaramucce. La modalità furtiva vi sarà utile solo se vorrete schivare nemici particolarmente prorompenti e non si tratta di una scelta di gameplay che si può intraprendere (tra l’altro non è possibile neanche aumentarla nelle statistiche, ma va imparata da un maestro) data l’assenza di bonus critici qualora si colpisca un nemico inconsapevole.

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Una reliquia del passato

Dal punto di vista tecnico, il gioco della software house teutonica si presenta come un mero aggiornamento di Risen 2: Dark Waters. Le ambientazioni sono evocative e varie, ma i personaggi soffrono di una mancanza di poligoni vistosa e di texture piuttosto slavate che, soprattutto nei dialoghi, si fanno vedere in tutta la loro bruttura. Aggiungiamo al miscuglio un comparto animazioni molto goffo e legnoso e diversi problemi di compenetrazioni e bad clipping e avrete un’idea di come Risen 3: Titan Lords non faccia virtù di un comparto grafico al passo con i tempi. Non mancano comunque degli effetti gradevoli, come quelli dell’acqua e dell’erba e il Physix di nVIDIA (almeno su PC) che è a volte causa di piccoli rallentamenti e microscatti. In generale però il titolo rimane fluido, anche nelle fasi più concitate, permettendoci di godere al meglio dell’esperienza che i Piranha Bytes hanno pensato per noi.

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Dove gli sviluppatori non hanno sbagliato è invece sulla scelta delle tracce audio che accompagneranno le nostre sessioni, anche se non in un numero elevato, riescono comunque a colmare con la loro qualità. Qualità che invece manca nel doppiaggio, molto altalenante e con voci molto spesso inespressive (quella del protagonista l’ho trovata odiosa) che ricalcano dei dialoghi alle volte vacui e con formule ripetute, confermando la scarsa capacità di scrittura del team.

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore 2.4 GHz Dual Core Processor
Scheda Video NVIDIA GeForce 8500 / ATI Radeon HD 2600
Memoria 2 GB
OS Windows XP SP3

PRO
Meccaniche RPG ottimamente studiate
Buona personalizzazione dell’eroe
Tantissime missioni
Mappe vaste

CONTRO
Combat system da rivedere
IA non lusinghiera
Ripetitivo
Graficamente vecchio
Trama e dialoghi banali

Commento

Con Risen 3: Titan Lords, i Piranha Bytes hanno dimostrato di essere troppo ancorati al passato. La loro qualità di partorire videogiochi di ruolo dalle meccaniche ruolistiche ben oliate e funzionali è fuori luogo, ma nei loro ultimi prodotti si sente troppo forte il peso degli anni. Un comparto tecnico datato e con alcuni problemi e un combat system con diverse mancanze che lo fanno apparire piuttosto tedioso e macchinoso, lo rendono fruibile appieno solo allo zoccolo duro dei fan degli RPG. Tutti coloro che non hanno grande familiarità con i giochi di ruolo andranno a sbattere contro un’enorme barriera, che nasconde sì un prodotto alla fin fine valido e divertente, ma che va scalata con non poche difficoltà. Rysen 3: Titan Lords è un gioco di ruolo dedicato a coloro con un po’ di anni sulle spalle, più smaliziati e meno attenti alle rughe e alle mancanze del titolo, tutti quelli abituati ad essere accompagnati per mano e a godere di prodotti più moderni e rifiniti, ma non per forza migliori, faranno bene a guardare altrove nel panorama degli RPG, che ha molte perle da offrire.
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