Data di uscita 20 Febbraio 2018
Genere azione, Indie
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC – Playstation 4 – Xbox One
Sviluppato da Phantom 8 Studio
Distribuito da Phantom 8 Studio
Versione testata PC
Cover

L’indie tripla A avrà un futuro nel mercato videoludico? Il team di sviluppo “Ninja Theory” ha dimostrato come questo concetto sia possibile grazie a Hellblade: Senua’s Sacrifice, un titolo che solo apparentemente sembra realizzato da un grande publisher dal ricco budget. Hellblade, come abbiamo visto, ha ottenuto un buon successo, grazie ad una trama solida e alla rappresentazione artistica e talvolta spiazzante della psicosi, posta come fondamenta dell’intero racconto. Questo tema è stato utilizzato in molte altre opere di successo, creando mondi ed esperienze in cui realtà e immaginazione si fondono spesso con un effetto magnetico.

Past Cure, indie game del team di sviluppo tedesco Phantom 8, cerca di catturare lo stesso tipo di magia. Lo studio ha più volte affermato di volersi ispirare a titoli come The Evil Within, cercando di modellare Past Cure come un thriller psicologico che contenesse la stessa vena artistica vista anche in pellicole simili ad Inception.
Possiamo definire Past Cure come il prossimo indie tripla A di successo? Sfortunatamente per Phantom 8 i paragoni tra questo gioco e le opere elencate in precedenza svaniscono sin dalle prime battute di gioco.

Recensione Past Cure

Inizio da incubo

Recensione Past CurePast Cure è un thriller psicologico cinematografico basato sulla narrativa, che mette i giocatori nei panni di Ian, un ex soldato che soffre di una profonda amnesia relativa ad un periodo di tre anni della sua vita. In questo frangente un’oscura organizzazione ha operato alcuni esperimenti sul suo corpo. Finalmente libero, il soldato si ritrova con alcune abilità straordinarie che userà per rintracciare i suoi rapitori e vendicarsi mentre combatte i propri demoni interiori.
Il titolo sembra offrire una premessa narrativa piuttosto avvincente, che mescola i momenti di Recensione Past Curelucidità del protagonista con quelli disperati, oscuri e onirici vissuti quando dorme. Il vero problema si manifesta nella sceneggiatura: disordinata, frettolosa e in alcuni casi confusionaria. In più di un’occasione, nel corso delle otto ore di gioco, vi capiterà di sentirvi confusi pensando che vi sia sfuggito qualcosa, ma no, si tratta solamente di una cattiva narrazione.

Le prime fasi di gioco si svolgono all’interno di un caseggiato fatiscente; dopo una breve esplorazione degli ambienti, capiamo subito che la scena si svolge all’interno di un incubo, con la comparsa di minacciosi manichini di ceramica bianca che tentano di attaccarci. Oltre alla fuga, possiamo respingere l’assalto grazie ad una pistola che ci permetterà di avanzare fino al nostro risveglio, catapultati finalmente nella realtà.
Sicuramente le sezioni oniriche dell’avventura sono quelle meglio riuscite. Queste sono ambientate in strutture spesso tenebrose dalle forti tinte horror, dove le figure scultorie dei manichini dagli occhi rosso sangue, creano una sensazione di tensione che riesce a distrarci dalla legnosità dei movimenti del protagonista e dei nemici. Inoltre la presenza di alcuni puzzle ambientali, anche se molto semplici e poco originali, riescono a spezzare la monotonia delle fasi ambientate nei momenti di lucidità del protagonista.

Past Cure cerca di integrare vari generi di gioco nello stesso titolo, alternando fasi action da sparatutto in terza persona a momenti meno concitati, con meccaniche stealth e più ragionate quando dobbiamo risolvere qualche enigma. Sfortunatamente il risultato finale è pessimo sotto molti aspetti: il gioco soffre di una vera e propria crisi di identità, armeggiando tra i diversi stili di gioco invece di concentrarsi e puntare il massimo su uno solo.

Recensione Past Cure

Idee annebbiate

Recensione Past CureLe fasi di shooting sono spesso frustranti a causa della scarsa intelligenza artificiale dei nemici. Infatti se alcuni si nasconderanno dietro le coperture, alzando la testa ad intervalli regolari per colpirci, altri agiranno come veri e propri kamikaze; noncuranti dei nostri proiettili e del fuoco amico, avanzeranno verso di noi disarmati cercando uno scontro fisico.
Il sistema di combattimento corpo a corpo si basa su una serie di combo, delle animazioni a dir poco imbarazzanti, da eseguire tramite la pressione del giusto tasto. Sbagliando il QTI saremo alla mercé dell’attacco avversario, che quasi sempre comporterà la nostra morte.

Inoltre il gioco non offre una buona varietà di armi, con la possibilità di trasportarne solo due nel nostro inventario, oltre ai kit medici e alle pillole che ricaricano i nostri poteri.
Le sparatorie vengono facilitate dall’utilizzo delle abilità sovrannaturali, infatti in queste fasi possiamo rallentare il tempo per qualche secondo. Questo espediente ci consente di rimediare all’assenza di un sistema di copertura automatico, oltre al poter mirare con più accuratezza.

Le fasi stealth si trascinano all’infinito ostacolate dall’IA poco brillante del nemico, incapace di essere naturale, con le guardie di pattuglia che seguono percorsi chiari e ben stabiliti. L’ausilio del nostro secondo potenziamento ci permetterà di agevolarci nelle missioni di infiltrazione, potendo letteralmente proiettarci fuori dal nostro corpo per disabilitare le telecamere di sicurezza senza essere visti.
La monotonia delle fasi stealth ci ha portati, in più di un’occasione, ad eliminare i nemici sparandoli più che evitarli o abbatterli in modo furtivo.

Recensione Past Cure

Bloccato nel passato

L’opera prima di Phantom 8 non si esalta neanche sotto l’aspetto tecnico, nonostante l’utilizzo dell’Unreal Engine 4, la qualità grafica e visiva offerta dalla produzione è alquanto mediocre.
Il level design delle varie ambientazioni risulta piatto e privo di qualsivoglia elemento che agevoli l’immersività del giocatore nelle atmosfere trattate.
I modelli poligonali dei personaggi e le animazioni lasciano a desiderare, con l’applicazione di texture a bassa risoluzione degne di un gioco della prima Xbox.
Anche il doppiaggio risulta sottotono, sia dal punto di vista recitativo che nel lip sync di alcune cut scene, con problemi altalenanti nei sottotitoli che scompaiono e ricompaiono in inglese.
Dal punto di vista puramente tecnico la versione PC non consente la modifica di nessuna impostazione grafica, saremo quindi impossibilitati a cambiare risoluzione, sbloccare il frame rate (impostato a 60 fps) e modificare qualsivoglia settaggio grafico. Certamente queste mancanze non possono passare inosservate da parte di coloro che possiedono una configurazione di fascia alta e vogliano sfruttare al massimo il proprio hardware.

Configurazione di prova

Processore Intel Core i7-6700k 4.00Ghz
Scheda Video Nvidia GTX 1070 Ti
Memoria 16 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-2400/AMD FX-8320 or better
Scheda Video GeForce GTX 670 2GB/Radeon HD 7870 2GB
Memoria 4gb GB
OS Windows 7/8/8.1/10 x64
PRO
Elemento horror ben implementato
Trama inizialmente interessante…
CONTRO
Gameplay interamente da rivedere
…ma lenta, contorta e inconcludente
Comparto grafico sottotono
Modelli poligonali inespressivi e animazioni legnose
IA imbarazzante

Commento

Past Cure è un insieme di pessime scelte di design, amalgamate per giustificare un gameplay e una storia estremamente poco convincenti. Il gioco fallisce come sparatutto, come thriller psicologico e come stealth game. I poteri mentali di Ian vengono sviluppati in maniera poco creativa e coinvolgente, a causa dell’incapacità di unire questi elementi con il resto della produzione.
È sempre difficile scrivere una recensione negativa, sapendo le centinaia di ore di lavoro che il team di sviluppo ha investito nella creazione del gioco. Sfortunatamente, Phantom 8 sembra aver rifiutato di ridimensionare le proprie ambizioni iniziali, non riuscendo a rifinire i diversi aspetti del gioco. Past Cure è un’occasione sprecata, un’esperienza videoludica da dimenticare.
4