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    Recensione Onrush: un racing game dirompente

    Onrush è un grande e divampante falò intorno al quale si accende una grande festa, una festa piena di attrazione e divertimento. In essa si possono incontrare strani personaggi e provare mirabolanti avventure, dando libero sfogo alla parte più selvaggia dell’animo. Onrush è una corsa impetuosa che tutto travolge, un canto che tutti ammalia. Onrush cattura e diverte, è lo svago nella sua più pura incarnazione. Come in ogni grande festa, tuttavia, la paura della sua fine è sempre dietro l’angolo. Codemasters dovrà dimostrarsi in grado di riuscire ad alimentare il suo maestoso falò e a non farne esaurire la frenetica verve. Onrush è una festa che non deve finire e che, si spera, non finirà.

    Cosa hanno in comune il sole e il giorno, l’afa e l’estate, l’amore e la gioia? Facile a dirsi: sono tutti concetti connessi da un legame indissolubile che ne caratterizza a fondo l’essenza. Senza sole, il giorno sarebbe indistinguibile dalla notte e perderebbe una grande parte della sua importanza. Senza il caldo, l’estate sarebbe una stagione anonima, colma di piogge e priva delle tanto agognate vacanze. Ecco, forse il legame tra amore e gioia è leggermente diverso: certamente più potente e spesso ma anche più sensibile alle perturbazioni. Innegabile, comunque, come l’amore sia fonte di gioia, e come da quest’ultima si generi altro amore. Tre concetti tra loro profondamente diversi ma, al contempo, simili e difficili da immaginare disgiunti.

    Se parliamo di corse è fisiologico pensare a lunghe piste, più o meno cicliche, che in fondo hanno un traguardo, una meta. Quella tra le corse e il traguardo è una simbiosi millenaria, nata nell’antichità e giunta in pompa magna ai giorni nostri. Difficile pensare ad un legame più indissolubile che questo, un legame consacrato da lacrime e sangue, gioia e dolore. Del resto vi immaginereste mai Ben Hur sulla sua celebre quadriga a rincorrere il nulla o Anakin Skywalker fluttuare sul suo sguscio senza meta? La risposta è facilmente intuibile, ed equivale ad un secco no. Onrush si fa beatamente beffa di tutto ciò, sfidando il volere divino e regalandoci un’esperienza di corsa squisitamente arcade, dove la linea di arrivo non è contemplata e la tamarraggine la fa da padrona. Benvenuti in Onrush: qui non esistono regole.

    Il demone della velocità

    Recensione Onrush 2345Tagliamo subito la testa al toro, il demone della velocità non risente negativamente di questa clamorosa assenza e, anzi, ne è quasi responsabilizzato: si sente chiamato in causa e sale prepotentemente in cattedra, imponendosi come assoluto protagonista. Una trascinante colonna sonora ne accompagna le scorribande, nascondendone i limiti e amplificandone l’impetuosa marcia. Non ci sono né calma né quiete in Onrush: la folle corsa non può essere fermata e la fame di velocità non può essere saziata. Inesorabile e accattivante, l’ultima opera di Codemasters, è un tripudio, una festa esplosiva, un inno alla frenesia.

    Recensione Onrush pista

    Tutta questa baldoria ha origine da una semplice premessa: un piccolo manipolo di piloti, stufo di vedere la propria verve ingabbiata in limitanti regole, decide di cominciare ad organizzare da sé folli competizioni, liberandosi finalmente da tutti quei limiti stringenti. Come ogni altra strana attività in cui si mette a repentaglio la propria vita, anche questa non passa certo inosservata e, in men che non si dica, i confini della competizione si allargano sempre più: la bisboccia, dunque, diviene ben presto globale.

    Quattro, in particolare, sono i tipi di evento presenti in questa pazza e mortale attrazione. In Overdrive bisogna dare libero sfogo alla nostra vena artistica, spingendo sul pedale del gas e esibendoci in azzardate acrobazie al fine di incrementare il punteggio della squadra. Purtroppo l’accumulo di punti non è sempre chiaro e la confusione la fa un po’ troppo da padrona, di conseguenza questa modalità è forse la meno riuscita del gruppetto. Sicuramente più divertenti e concrete sono invece le rimanenti competizioni: nella classica Checkpoint si devono attraversare dei portali per aumentare il tempo a disposizione mentre in Lockdown è necessario inseguire una zona in movimento, in una sorta di Re della Collina in versione automotive. La modalità che colpisce maggiormente è, infine, Switch ossia una rivisitazione del classico Cerca e Distruggi in un climax di potenza distruttrice: si parte infatti dalle più semplici motociclette fino ad arrivare ai pesanti suv. Scopo della modalità, neanche a dirlo, il totale annientamento dell’odiata squadra avversaria.

    Recensione Onrush spiaggia

    Hero based Racer

    A Onrush non è bastato eliminare la bandiera a scacchi per placare la sua fame di rivoluzione. Come un ciclone tropicale, il gioco impatta sulla scena racing, distruggendone le fondamenta e costruendone altre fortemente influenzate da diversi generi tra loro apparentemente inconciliabili. Con un’idea tanto pazza quanto geniale Onrush reinventa il tutto, creando una sorta di Hero Based Racer, dove i protagonisti sono i mezzi a motore. Ogni macchina ha la sua abilità, la sua vena caratteristica, i suoi poteri innati. Un possente impulso strategico che, in maniera tanto inaspettata quanto efficace, s’innesta in un titolo arcade.

    Recensione Onrush auto sterratoDai titoli come Overwatch, Onrush non prende solamente lo schema di gioco ma anche le ormai immancabili possibilità di customizzazione e le tanto odiate lootbox. Tra divise dei piloti, acrobazie e skin per i veicoli ci si può insomma sbizzarrire, e sarà difficile trovare qualcosa che esteticamente non ci aggrada. Un lavoro maggiore si sarebbe potuto invece fare per quanto riguarda il numero dei veicoli, ora attualmente fermo a otto. Nulla di troppo negativo, vista anche la forte individualità di ognuno di essi, ma una manciata di mezzi in più male non avrebbe fatto.

    Il maggior punto interrogativo di Onrush è da ricercare proprio in questa sua incarnazione hero based, tanto ammaliante quanto, potenzialmente, stancante. Se il supporto post game si rivelerà infatti incerto o scadente e, al contempo, il bilanciamento non verrà mantenuto costante, il gioco rischierà di andare velocemente incontro ad una morte prematura. La palla è nelle mani di Codemasters: Onrush è un potenziale gioiello, secondo solo a Mario Kart nella sua tipologia, sta a loro non gettare tutto alle ortiche.

    Frenesia iridescente

    Onrush è una fragorosa esplosione di colori e sprizza allegria da tutti i pori. Ogni tracciato è un piccolo capolavoro di level design e direzione artistica, tanto che sfrecciare seminando distruzione nei vari circuiti è sempre un piacere. Frenetico ed irriverente, spietato ed avvincente: il gameplay di Onrush è la quintessenza dei racing arcade. Non c’è nessuna vena simulativa nel lavoro di Codemasters, e ciò non può che essere un bene vista la natura del titolo. Niente calibrature né profondi tecnicismi: bisogna solamente premere a fondo sul pedale e lanciarsi con più forza possibile sul malcapitato avversario.

    Recensione Onrush tubi gara

    Di fronte a cotanto dinamismo è quindi cruciale avere un framerate granitico e una risposta ai comandi pressoché immediata. Onrush fortunatamente non delude su nessuno di questi aspetti ed anzi colpisce per la sua grande solidità sul piano tecnico. Tanti colori, tanta azione e una maestosa colonna sonora ad accompagnare il tutto: che la festa abbia inizio!

    PRO
    Squisitamente arcade
    Frenesia al comando
    Comparto audiovisivo trascinante
    CONTRO
    Al momento poche auto
    Fortemente dipendente dal supporto post-lancio

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    Giacomo Todeschini
    Giacomo Todeschini
    Cultore dei shoot'em up e amante dei TPS, ritiene Metal Slug l'ottava meraviglia del mondo. Ama il proprio cabinato più di se stesso ma non disdegna le ultime trovate tecnologiche. Se lo cercate lo troverete con ogni probabilità su Fortnite o su qualche altro titolo di dubbio gusto.