È tempo di tornare a sbaragliare eserciti in compagnia di Rufy e della sua ciurma!

Data di uscita 27 agosto 2015
Genere Azione, musou
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PlayStation 4, Playstation 3, Playstation Vita, PC
Sviluppato da Omega Force
Distribuito da Bandai Namco
Versione testata PlayStation 4
Cover

Sono pochi i manga che, a livello di successo mondiale, possono equipararsi all’epopea piratesca concepita da Eiichiro Oda e dopo 15 anni di storia (e altrettanti per arrivare alla sua conclusione) l’interesse verso le gesta del pirata di gomma non accenna a diminuire, come attestano i numeri relativi alle vendite di ogni cosa legata al franchise di One Piece, e la serie di musou targati Omega Force non fa eccezione. Tuttavia il secondo capitolo, uscito due anni fa, complice una trama slegata dal manga originale e un ritorno a meccaniche di gioco più semplicistiche, ci aveva lasciati con una punta di amaro in bocca, ma i “papà” di Dynasty Warriors, lungi dall’abbandonare quella che ormai è la loro produzione di punta, riprendono la Rotta Maggiore forti ora della nuova “ammiraglia” Sony.
Per chi non lo sapesse il musou è una categoria videoludica un po’ di nicchia, dove nei panni di un possente guerriero dovremo farci strada tra le ebeti schiere dell’avversario di turno a suon di attacchi apocalittici, fino ad arrivare di fronte alla nostra nemesi per sconfiggerla e mettere così fine alla battaglia. Dire che alla lunga il tutto possa risultare ripetitivo è superfluo ma è altrettanto vero che nessun altro genere si adatta meglio al mondo di One Piece, dove i maestri dell’Ambizione e i possessori dei poteri dei frutti del diavolo si affrontano a suon di pugni in grado di affondare flotte e colpi che possono congelare, incenerire o distruggere completamente un’isola.

One Piece Pirate Warriors 3-1

“Li affronterò tutti quanti!”

Meglio mettere subito in chiaro una cosa: non c’è stato alcuno stravolgimento per quanto riguarda il gameplay e neppure il tanto auspicato ritorno alle meccaniche del primo capitolo, ma si è invece provveduto a raffinare quelle del secondo. L’IA e la forza delle truppe di base è sempre equiparabile a quella di una patata lessa (consiglio di impostare la difficoltà al massimo già dal primo avvio) e gli ufficiali hanno nuovamente dei “tempi di invincibilità” che dovremo interrompere a suon di attacchi concatenati, tuttavia, rispetto al passato, questi avversari sono molto più mobili e tendono a scivolarci alle spalle nel bel mezzo di una serie di attacchi, rendendo il combattimento a tratti frustrante. Di bello c’è che all’Azione Stile di Pirate Warriors 2, la barra caricabile con cui era possibile attivare i poteri specifici dei lottatori e utilizzare temporaneamente un nostro compagno, si è sostituito il Kizuna Rush il quale, oltre a darci il medesimo potenziamento, fa sì che i protagonisti che ci accompagnano intervengano a dare il colpo finale in una nostra combo. La differenza fondamentale è che non abbiamo mai il controllo diretto dei nostri compagni (e non possiamo neanche sceglierli prima della battaglia), tuttavia è possibile ottenere l’assistenza di ben quattro guerrieri per volta i quali, una volta caricata al massimo la barra Kizuna, scenderanno in campo al nostro fianco portando morte e distruzione sul campo di battaglia, per chiudere magari il tutto con un quintuplo attacco speciale, facendo terra bruciata di intere mappe. Tutto questo può sembrare un po’ esagerato ma, dal momento che gli “special” (gli attacchi musou attivabili col tasto cerchio) sono stati debitamente depotenziati e che il numero dei nemici su schermo e stato portato da 100 a 200, il Kizuna Rush ci salverà la vita in più di un’occasione quando, di fronte a noi, vedremo avanzare un’orda di 200 marine capeggiati da un ammiraglio con un paio di giganti per contorno. Purtroppo c’è da dire che tutto questo caos e questa devastazione a volte sono molto difficili da seguire e in più di un’occasione ci ritroveremo a tirare colpi a caso in una tempesta di fuoco, ghiaccio, fumi, luci e corpi di avversari volanti. Ma in fondo lo spirito del musou è questo, no?

one piece pirate warriors 3-2

Verso il Nuovo Mondo

Dando prova di aver dato ascolto alle critiche dei fan, gli sviluppatori hanno ripreso la trama del fumetto originale, includendo anche avvenimenti pre-timeskip che non erano stati trattati nei titoli precedenti. Attraverso la modalità principale, Diario della Leggenda, è infatti possibile rivivere quasi ogni momento in cui i “Mugiwara” hanno dovuto menare le mani, dalla liberazione di Zoro agli episodi di Dressrosa (scritti apposta per il gioco), passando per la fuga da Logue Town, lo scontro con Kuro e la “lezione” impartita da Rufy a Bellamy, in battaglie della durata media di circa 25 minuti ciascuna. Ho detto “quasi” non a caso dal momento che qualche omissione c’è stata anche stavolta, come il primo incontro della ciurma con la Baroque Works e i duelli contro gli ufficiali di Hody sull’isola degli uomini pesce, ma bisogna dire che per il resto Omega Force ha fatto un ottimo lavoro nel riportare nelle battaglie tutti gli eventi accaduti nel manga. Ad esempio prima di liberare Zoro dovremo andare a cercare le sue amate spade e riportargliele o correre contro il tempo per scongiurare la distruzione di Alabasta ad opera della bomba piazzata da Crocodile. In più, soddisfacendo determinate condizioni, al completamento di questi e altri eventi (chiamati Eventi Tesoro) verremo premiati con monete d’oro che ci serviranno per massimizzare le statistiche dei nostri personaggi o sbloccarne nuovi moveset e mosse speciali. A questo proposito l’economia di gioco è stata rivista; le monete ora sono solo di bronzo e d’oro, non hanno livelli e non vengono più assegnate tutte in modo casuale. Per ottenere le prime basta utilizzare o sconfiggere un certo lottatore, e la maniera in cui lo facciamo determina il numero di monete ottenute a fine battaglia, mentre il modo per avere le pregiate monete d’oro è sempre chiaramente indicato e non bisogna più scervellarsi per combinarle nel modo giusto ma dovremo semplicemente spenderne il numero indicato comprando, di fatto, i potenziamenti.
A completare l’offerta, oltre a Diario della Leggenda, troviamo altre tre modalità: Diario Libero, Online e Diario dei Sogni. Nelle prime due possiamo affrontare le battaglie della storia principale senza vincoli nella scelta del personaggio mentre nella terza dovremo “viaggiare” tra varie isole sulle quali ci attendono altrettante sfide (di breve durata e di difficoltà variabile) che, una volta completate, sbloccheranno quelle successive, contenenti magari personaggi bonus o monete altrimenti introvabili. Tutto questo, unito ad un roster di personaggi giocabili salito a 37 (64, contando anche quelli solo di supporto) e ad un raddoppiamento delle dimensioni e della complessità delle mappe, fa sì che la longevità del titolo si attesti tranquillamente intorno alle 30 ore di gioco.

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Per qualche poligono in più…

Dal punto di vista tecnico il lavoro svolto dal team nipponico su PlayStation 4 non fa gridare al miracolo ma è stato più che buono. È indubbio che la maggior parte della potenza del nuovo processore sia stata destinata a raddoppiare il numero di personaggi su schermo ma il numero dei poligoni che li compongono è aumentato di pari passo, così che le fastidiose scalettature siano quasi inesistenti, permettendoci di gustare appieno il pregevole lavoro fatto sul cell shading e sugli effetti particellari e di luce. Per di più il tutto scorre fluidamente a 60 fotogrammi al secondo, con cali occasionali solo nei momenti più concitati (come nel caso di 4 o 5 protagonisti che si affrontano a suon di attacchi speciali nel mezzo di un campo di battaglia gremito di nemici) ma saranno episodi abbastanza sporadici e in nessun caso pregiudicheranno l’esperienza di gioco. Molto belle anche le scene di intermezzo, realizzate in un misto di C.G.I. e fumetto, sebbene abbiano la cattiva abitudine di avviarsi nel bel mezzo di una combo da record.
Niente di nuovo per quanto riguarda il comparto audio che è sempre supportato dai doppiatori originali dell’anime e da brani in stile Dynasty Warriors che fanno sempre il loro dovere nel ricreare l’atmosfera dei vari luoghi e nell’accompagnare gli eventi. Peccato non si possa dire lo stesso del pietoso sottotitolaggio italiano che sembra realizzato da un fansubber di 12 anni con problemi di concentrazione. Da apprezzare, invece, il lavoro svolto nel level design che, a grande richiesta, è stato maggiormente curato nei dettagli, come anche i moveset dei personaggi provenienti dai capitoli precedenti le cui diverse versioni sono presenti come costumi e non come modelli a parte.
In conclusione, se dovessi dire cosa mi è piaciuto di più, al di là della spropositata quantità di nemici da immolare con un singolo colpo, direi che sono le new entry nel roster dei personaggi giocabili, che finalmente può annoverare tra le sue fila la Flotta dei Sette al gran completo e il terrificante ammiraglio Fujitora, tanto per citarne alcuni. Quello che mi ha deluso è stata invece la pessima gestione della telecamera e dell’agganciamento, che non ha subito miglioramenti rispetto al passato ma che è stata invece peggiorata proprio da quello che il gioco ha di meglio da offrire, ossia schermate piene di avversari e mappe complesse. Bisogna comunque dire che non succede così spesso e la giocabilità non ne viene intaccata più di tanto, permettendo al titolo di posizionarsi al secondo posto nella classifica delle opere videoludiche legate a One Piece e decisamente al primo in quella dei musou “puri” legati all’opera di Oda.
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kinguinad

PRO
Beh… I personaggi di One Piece!
Un numero folle di avversari su schermo
Appagante, colorato e frenetico…

CONTRO
…a volte anche troppo
Gestione della telecamera da rivedere

Commento

Per chi sperava in una rivoluzione nella saga sicuramente Pirate Warriors 3 sarà una delusione, ma per ogni fan di One Piece che possieda una PlayStation 4 e non abbia la nausea dei musou… è ora di tornare a bordo della Thousand Sunny! Qualche difetto ancora c’è e nonostante tutte le aggiunte il titolo è ancora lungi dall’avere carattere enciclopedico ma il passaggio a un hardware più potente si vede, le meccaniche di crescita dei personaggi sono state rese più appaganti e intuitive e la schiera di abitanti del Grande Blu utilizzabili compensano abbastanza la ripetitività del gameplay.
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