Spesso, molto spesso, vari giochi di ruolo, che siano a turni o con battaglie in tempo reale, tendono a prendere la propria moneta di gioco e a metterla da parte, dando più importanza al farming e quindi all’esplorazione più sfrenata da parte del videogiocatore.

Moonlighter di Digital Sun prova ad accontentare entrambi gli emisferi, proponendo un Action RPG che strizza l’occhio a vari elementi del genere gestionale e che, al contempo, dispone di un punto di vista diretto verso le due facce della stessa medaglia: mercante di professione ed avventuriero per passione.

Dalle stelle…al bancone

La nostra storia ha inizio nel villaggio Rynoka, un villaggio come tanti, ma che nasconde una meta turistica alquanto peculiare: 4 dungeon che mantengono sigillata una “Quinta Porta”. Tuttavia, dopo che queste sfide hanno consumato decine e decine di coraggiosi eroi, i portali vennero chiusi e la città cominciò a perdere abitanti. Qui entriamo in gioco noi che, armati di una scopa e di uno zaino, veniamo incontro alla cruda realtà: non siamo abbastanza forti per completare il primo dungeon senza essere sopraffatti. Dopo l’ennesimo fallimento, veniamo avvicinati da Zenon, il custode del posto, che ci fa dono di una spada e di uno scudo. La nostra avventura inizia qui.

Ok, il prezzo è giusto

Moonlighter libroQuello fattoci da Zenon è stato il nostro primo ed ultimo dono. Da qui in poi tutto il resto dovremmo guadagnarcelo, con un po’ di sano olio di gomito e sacche di sporco denaro. La bottega Moonlighter è un buon punto di partenza, dove potremmo vendere, ai vari clienti che verranno a farci visita, tutto ciò che troveremo durante le nostre esplorazioni. Se in un normale RPG la vendita degli item è spesso molto lineare, Moonlighter nasconde un sistema di domanda, offerta e popolarità che non farà altro che premiare o punire il giocatore a seconda delle varie scelte: se il prezzo è troppo alto i clienti ci penseranno due volte prima di effettuare un acquisto; se invece è troppo basso la popolarità del negozio aumenterà, ma, al contempo, vedremo diminuire i nostri introiti. Sta quindi al giocatore trovare il giusto prezzo, che verrà poi memorizzato nell’inventario.

Ovviamente, come proprietari di un negozio, avremo a che fare anche con i classici furbetti, che cercheranno di rubare il primo oggetto che capiterà loro tra le loro mani e sarà quindi nostro compito fermarli. Tuttavia la questione si risolverà con la semplice pressione di un tasto, facendo scappare il malvivente senza alcuna ripercussione, trasformando il tutto in una simpatica, ma alle volte stucchevole, caccia alla talpa.

Il più cool della città

Il villaggio sarà il nostro hub principale dove potremmo, non solo incrementare i servizi disponibili, ma anche dialogare con i vari NPC che popoleranno il posto man mano che il nostro negozio diventerà sempre più popolare. Tra i vari abitanti potremo trovarne alcuni, come alchimisti, fabbri e rivenditori, che ci aiuteranno nelle nostre avventure, mentre altri, come il banchiere e l’arredatore, gestiranno gli aspetti economici ed estetici della nostra amata bottega. Tuttavia questi NPC, a lungo andare, cominceranno a imbarcarsi sempre gli stessi dialoghi, fatta eccezione per Zenon, che più di una volta ci aiuterà nel corso dell’avventura.

Moonlighter casa

La nostra bottega, in particolare, sarà il fulcro del villaggio e potrà essere aggiornata con potenziamenti atti ad aumentarne la redditività. Questo ovviamente può portare nel lungo andare alla noia, ma, una volta superato quest’ultima barriera, in poco tempo potremo ottenere la somma di denaro necessaria per esaudire i nostri più reconditi desideri da avventuriero, come quella spada con danno elementale un tempo troppo costosa. Il tutto viene comunque gestito in maniera piuttosto basilare: spendendo denaro si ottengono nuove strutture e upgrade, rendendo il procedimento altamente ripetitivo.

Pay to Leave

Se Moonlighter manca quindi di una reale interazione con l’hub principale ed i suoi abitanti, esso mostra invece i muscoli nell’esplorazione dei dungeon. Il gameplay di base è molto semplice e segue la falsa riga di titoli come i primi The Legend of Zelda o di The Binding of Isaac: farsi strada di stanza in stanza fino ad arrivare al boss di fine livello.

Moonlighter casa2In tutto questo, è stato aggiunto un twist rogue-like, che penalizza ogni nostra morte eliminando dal nostro inventario tutti gli oggetti ottenuti durante l’esplorazione. L’unico modo per poter mantenere il bottino è completare il dungeon oppure utilizzare i propri guadagni per essere teletrasportati di nuovo in città. Il giocatore può quindi scegliere se rendere la propria partita un “mordi e fuggi con l’oro” oppure optare per un’esperienza più Arcade, aumentando volontariamente il livello di sfida. Alcuni nemici possono inoltre sbaragliare il player meno esperto, intrappolandolo in combo letali senza alcuna possibilità di controbattere se non con il consumo bulimico di pozioni che, in alcuni casi, non può comunque salvare dalla sconfitta e dalla conseguente perdita del bottino il giocatore.

Ogni dungeon segue un tema specifico, basandosi sulle ambientazioni fantasy più gettonate degli ultimi anni: Golem, Forest, Desert e Tech. Seppur questi dungeon condividano alcune specie di nemici minori, differenziate solamente dal colore e da alcune modifiche al modo di agire, i mostri esclusivi e i boss sono invece caratterizzati da pattern unici che spingeranno il giocatore a migliorare e ad investire le proprie risorse in equipaggiamenti migliori e, di conseguenza, a potenziare il proprio negozio.

Moonlighter boss

Pixel Fantasy

Il lavoro di Digital Sun stupisce sia nel comparto grafico che nella colonna sonora. Lo stile in pixel art riesce infatti a rendere vivo ogni singolo sprite, mentre le ambientazioni presentano una perfetta attenzione ai dettagli, anche nelle stanze all’apparenza vuote. Le tracce utilizzate, infine, accompagnano il giocatore con transizioni da un ritmo di gioco calmo e sereno a momenti di adrenalina ed epicità, soprattutto durante le battaglie boss.

PRO
Rivoluziona il genere
Livello di sfida coerente e bilanciato
La Pixel art allo stato dell’arte
Battaglie coi boss al cardiopalma
CONTRO
NPC abbastanza dimenticabili
La parte gestionale pecca in profondità
Panoramica Recensione
Valutazione
9
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Piermatteo Bruno
Cresciuto a pane e Tekken 2, ora studia Game Design per poter esprimere la propria voglia di mettersi alla prova nell'industria che segue da 15 anni. Il suo sogno è lavorare per Lead Designer per le migliori software house nel mondo e portare a casa la pagnotta. Quindi sì, il lavoro di redattore è un ottimo inizio.