Dopo otto lunghi anni DICE propone il reboot dell’innovativo Mirror’s Edge, rivisto in alcune meccaniche e reso open world.

Data di uscita June 9, 2016
Genere Survival, Sparatutto in prima persona
Modalità di gioco Action-adventure, platform
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da EA DICE
Distribuito da Electronic Arts
Versione testata PC
Cover

Catalyst è il seguito a lungo atteso dell’innovativo Mirror’s Edge arrivato a fine 2008. Con il primo capitolo DICE ha sfidato il concetto di esperienza in prima persona, fino ad allora relegato agli FPS, con un nuovo concept connesso al parkour.
Un progetto coraggioso dove la fuga era preferita al combattimento, condito da esplosioni e raffiche di proiettili. Il risultato non fu dei migliori, con una trama insipida e missioni ripetitive, ma chiunque ha notato del potenziale, che nel corso del tempo ha avvicinato una ricca schiera di fan a cui DICE, otto anni dopo, ha risposto con il reboot Mirror’s Edge Catalyst, rivisto in alcune meccaniche e reso open world.
Basteranno questi ultimi accorgimenti a far rivalutare il progetto e dare una nuova partenza al brand di EA?

Mirror's Edge Catalyst Recensione

Nata per correre

L’avventura si svolge a Glass, una città distopica e immacolata dove dopo anni di conflitto e violenze il governo è finito sotto il dominio del Conglomerato, un insieme di società dove la Kruger Holding, la più potente, ha monopolizzato le forze dell’ordine della città grazie alla divisione di agenti KrugerSec. È questo il plot che narra le vicende della nostra Faith, una runner che come altri rifiuta di essere oppressa e connessa costantemente alla rete di sicurezza, lavorando e vivendo tra i tetti dei quartieri come corriere per trasportare documenti segreti.

Sin dalle prime fasi di gioco capiamo che il passato e l’infanzia di Faith avranno molta rilevanza in campo narrativo, ma i continui flashback, anche se ben girati, rimangono comunque abbastanza confusi e alquanto illogici con quanto rappresentato verso la fine dell’avventura. Inoltre i vari esponenti della ribellione che incontreremo durante le diverse missioni, sembrano presentarsi solo come pretesti per fornire a Faith il prossimo incarico da completare: vuoti e poco caratterizzati, non offrono, tranne in rari casi, colpi di scena, per un appiattimento generale della storia che si riprende solo nella seconda metà.
Apprezzabile l’idea di inserire nelle attività secondarie la possibilità di sentire alcuni stralci di vita raccontati da persone comuni, che ci informano su come sopravvivono sotto il regime brutale della KrugerSec.

Mirror's Edge Catalyst Recensione

L’atteso open world

Cerchiamo di mettere da parte la trama (che come detto non risalta nella produzione globale del gioco) e concentriamoci su ciò che ha reso Mirror’s Edge realmente iconico ed emozionante: il parkour in prima persona unito ad una location ispirata dal bianco scintillante, non più lineare e raccolta nei vari capitoli ma completamente esplorabile.
Le meccaniche parkour viste nel gioco originale fanno ritorno formalmente inalterate anche in Catalyst. Rimane infatti l’utilizzo di un unico tasto per effettuare salti, attacchi a mezz’aria e svariate acrobazie che ci consentiranno di superare i vari impedimenti; questo rende più fluido e facilitato il gameplay senza cadere nel tranello della noia e della poca sfida nell’affrontare ogni ostacolo.

Questi ultimi sono stati ben studiati e posizionati nella mappa dagli sviluppatori, consentendo ai più esperti di completare interi percorsi senza mai fermarsi o rallentare. DICE, per andar incontro alle esigenze di tutti gli utenti, ha inserito due sistemi di aiuto che, in modo più o meno scaltro, ci potranno guidare verso il nostro obiettivo. Se infatti imposteremo dal menu l’aiuto classico, tutte le superfici che permetteranno di effettuare balzi, scivolate e camminate sui muri, verranno evidenziate con un rosso acceso. Se selezioniamo l’aiuto completo, a guidare i nostri movimenti e a tracciare il percorso giusto si presenterà una scia rossa richiamabile anche tramite un apposito tasto. Entrambi i sistemi di aiuto possono essere disabilitati, noi comunque consigliamo, al limite, di abilitare solamente il supporto classico, che comunque riesce a far esprimere al meglio le vostre capacità di runner, mentre con il sistema completo spesso perderete velocità e fluidità nel tentativo di rintracciare la scia indicativa.

Come unica new entry nel sistema di spostamento, DICE ha introdotto la corda MAG, il classico rampino, che Faith si legherà sull’avambraccio. L’adozione anche in Catalyst di questa feature, ormai sempre più familiare in molti titoli free roaming, e l’abuso d’utilizzo della stessa, ci ha fatto inizialmente storcere il naso. Fortunatamente l’uso di questo dispositivo è legato a poche aree della città, mentre sarà utile per terminare qualche missione secondaria. Dunque, combinata con le classiche meccaniche parkour, la corda MAG di tanto in tanto contribuisce a diversificare il sistema di spostamenti grazie alla possibilità di agganciarla a determinati punti dello scenario, aprendo opportunità uniche di interazione con l’ambiente.

Mirror's Edge Catalyst Recensione

Fight Faith, Fight

In questo secondo capitolo il team di sviluppo ha deciso di inserire un sistema di abilità basato sui progressi del giocatore, infatti ad ogni missione che completeremo ci verranno dati punti potenziamento, che l’utente potrà consumare in tre distinti rami di apprendimento. Potremo abilitare nuove mosse di movimento, combattimento e gadget o attrezzature come il rampino.
Questo espediente sicuramente contribuisce a creare un modo per esplorare e padroneggiare la complessa serie di movimenti di Faith, accompagnando l’utente meno esperto nelle prime ore di gioco, oltre a creare una sinergia tra la crescita del personaggio, che nelle varie missioni apprende nuove abilità, e lo sviluppo delle capacità del giocatore stesso. Se da un lato il sistema dei progressi è uno strumento apprezzabile per i principianti, per contro questa decisione sicuramente ha scontentato i runner veterani che, avendo giocato a Mirror’s Edge, all’inizio sentiranno la mancanza di movimenti fondamentali come il giro rapido e la capriola.
Abbiamo prima citato il sistema di combattimento, una delle grosse pecche del primo capitolo: DICE ha da sempre riconosciuto questa mancanza e durante le fasi di promozione di Catalyst ha più volte sottolineato l’impegno del team di sviluppo nel garantire un’esperienza migliore sotto questo aspetto, mostrandoci le svariate possibilità d’approccio di Faith contro il nemico.

Nello specifico infatti sono state introdotte nuove meccaniche da utilizzare in maniera diversificata in base al numero di nemici e alla tipologia di questi ultimi. Abbiamo la possibilità di sferrare attacchi leggeri con pugni che consentiranno anche di disarmare gli avversari (non potremo maneggiare le armi), oltre agli attacchi pesanti da effettuare tutti con i calci.
Su questi ultimi sono state spese più energie da parte degli sviluppatori, con l’inserimento di svariate mosse che ci consentiranno ad esempio di realizzare calci direzionati, i quali colpiranno un lato della testa del nemico direzionandone la sua caduta, calci in scivolata e colpi alle spalle. Queste meccaniche portano all’esecuzione di piccole combo che metteranno al tappeto più nemici contemporaneamente. La mole di mosse a nostra disposizione aumenta la sua efficacia se le combiniamo con l’ambiente che ci circonda, tramite azioni parkour infatti accresceremo la loro potenza.

Mirror's Edge Catalyst Recensione

Il combat system, in definitiva, sulla carta è più vario e completo rispetto a quanto abbiamo visto nel primo capitolo, e una volta che verrà sbloccata la maggior parte delle abilità corpo a corpo di Faith, anche gli incontri più frenetici saranno facilmente gestibili.
Il vero punto dolente risiede nell’I.A. dei nemici, a dir poco esilarante e incerta in alcuni frangenti. Spesso potremo attaccare l’avversario uno alla volta, mentre tutti gli altri aspetteranno il proprio turno. Le animazioni del nostro personaggio risultano molto fluide e ben concatenate, questo non possiamo dirlo per gli avversari, spesso ingessati nelle loro posizioni d’attesa e con buffe animazioni di caduta. A portare ancor più scompiglio nella testa degli agenti della Kruger vi è la possibilità di effettuare schivate girando alle spalle dei nemici. Tramite una combinazione di tasti infatti, faremo momentaneamente perdere le nostre tracce per effettuare attacchi alle spalle rendendo inerti gli avversari.
Se accettiamo la fuga come mezzo di difesa, Faith avrà uno scudo virtuale che si attiva con il continuo movimento: questa caratteristica la rende invulnerabile nei confronti dei nemici armati che ci spareranno mentre fuggiamo.

Oltre alla scarsa intelligenza degli agenti, sono presenti altri problemi evidenziati da ambienti troppo aperti per favorire questa forma dinamica di scontri. Spesso infatti saremo costretti a schivare i nemici su un’area che offre pochi appigli per sfruttare delle combo parkour, rendendo tedioso lo scontro. Infine la volontà presente nel primo capitolo di rendere opzionale lo scontro preferendo la fuga, viene messa da parte in alcune missioni principali e secondarie, dove più di una volta siamo stati rinchiusi in un’arena costretti a sconfiggere un numero prestabilito di nemici.

Una delle innovazioni adottate con il reboot di Mirror’s Edge, risiede nella location dove si svolgono gli avvenimenti; come tutti saprete DICE ha introdotto una mappa open world per la città di Glass, questa a sua volta è divisa in vari distretti ma il giocatore in realtà può muoversi solo in alcuni quartieri, che si sbloccheranno con l’avanzare delle missioni principali. Quindi rispetto ai comuni giochi che utilizzano questa feature, in Catalyst la mappa ha in realtà dimensioni più piccole che comunque ottimizzano l’esperienza esplorativa. Dopo qualche ora di gioco infatti effettueremo free running attraverso le medesime aree talmente tante volte da accentuare la familiarità con i migliori percorsi, il che rende molto più intuitivo e fluido l’attraversamento con soluzione di continuità, dei vari quartieri; questo anche grazie all’eccellente lavoro di game design di tutte le strutture dove Faith potrà arrampicarsi. In definitiva l’ampiezza della mappa è commisurata alle 8-10 ore di attività principali, senza rendere troppo monotono lo spostamento, ma certamente per un’esperienza che prosegue al di là della trama principale, sarebbe stato utile avere più zone da esplorare.

Mirror's Edge Catalyst Recensione

Il tempo stringe

Esplorando Glass apriremo la via per accedere alle varie missioni di gioco; per quanto riguarda la campagna, diverse di queste tendono a ripetere alcune routine, come il terminare incarichi di consegna utili per sbloccare nuove aree, anche se a diversificare questi compiti vi è l’aggiunta di puzzle ambientali e i tanto criticati combattimenti.
In Mirror’s Edge Catalyst, oltre ai 15 compiti che compongono la narrazione principale, avrete sempre qualcosa da fare, grazie alle infinite prove aggiuntive, che si possono dividere in missioni secondarie e attività secondarie. Le prime sono sicuramente meglio strutturate e ci porteranno a conoscere anche nuovi personaggi tra runner e componenti della resistenza: spesso dovremo salvarli dalla Kruger liberandoli dai posti di blocco o portare a termine incarichi senza lasciarci fermare dalle forze dell’ordine. Le attività secondarie invece riempiranno velocemente la vostra mappa, alcune saranno semplicemente noiose, traducendosi nel dover portare un oggetto dal punto A al punto B o nel trovare alcuni segnalatori sparsi per la città, altre possono sfociare nella frustrazione con sfide a tempo, altre ancora ci richiederanno di criptare le insegne pubblicitarie che inneggiano al potere della Kruger oppure afferrare dei collezionabili.

A portare un po’ di sfida e divertimento certamente ci pensa la “modalità social”, infatti anche se non è presente alcuna modalità cooperativa, il titolo presenta un multiplayer in cui il giocatore può creare vere e proprie sfide a tempo, liberamente posizionabili nella mappa della città. Questi percorsi checkpoint o “punti di controllo” possono essere attivati da qualsiasi persona, sfidando l’utenza a gareggiare e fare il miglior tempo. I giocatori sono anche in grado di collocare nella città un segnalatore, sfidando gli altri utenti a rintracciarlo, un’attività di esplorazione simile alla caccia la tesoro.

Mirror's Edge Catalyst Recensione

La città di vetro

Sotto il piano tecnico si nota lo sforzo produttivo di DICE nel realizzare meticolosamente una vera e propria città di vetro: con un level design futuristico, Glass è sicuramente la vera protagonista del titolo. La divisione in quartieri offre l’opportunità al team di sviluppo di caratterizzare in maniera diversa ogni distretto. Opportunità ben sfruttata come ad esempio per Anchor, una delle aree più ricche della città con locali alla moda, centri commerciali e ragazzi che accendono la vita notturna della zona; o il quartiere portuale con alti palazzi dove sui tetti sono situate piscine e cascate artificiali. L’immedesimazione del giocatore con il personaggio controllato viene sicuramente favorita dall’ottimo lavoro fatto sulle animazioni di Faith, le braccia e le gambe che oscilleranno dentro e fuori della cornice, come la testa che ciondola avanti e indietro, ci permettono di vedere il mondo attraverso gli occhi della protagonista.
Uno speciale apprezzamento va al sound designer che ha perfettamente catturato i vari suoni che un runner può emettere correndo con le sue scarpe da corsa, come il feedback negli spostamenti sulle diverse superfici di ghiaia, cemento, vetro o lo stridio dello scivolare sulle pareti con la tuta in nylon. La colonna sonora rispecchia i brani scelti nel primo capitolo con l’intervallo di soundtrack quasi angeliche e delicate contrapposte a brani più elettronici.
La versione PC da noi testata gode di un frame rate alto e stabile anche con settaggi al massimo per un’ottimizzazione generale lodevole.

Mirror's Edge Catalyst Recensione

Configurazione di prova

Processore Intel Core i7-6700K, 4.00Ghz
Scheda Video AMD Radeon 380
Memoria 16 GB
OS Windows 10 Pro 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel i3-3250 or equivalent or AMD FX-6350
Scheda Video NVIDIA GeForce GTX 650 Ti 2GB o superiore / AMD Radeon R9 270x o superiore
Memoria 6GB
OS Windows 7 64-Bit
PRO
Parkour fluido e appagante
Ottimizzazione e comparto tecnico perfetto
Game design artisticamente accattivante
Ampia ambientazione esplorabile
CONTRO
Trama e caratterizzazione dei personaggi incerta
I.A. inadeguata
Combattimenti legnosi
Attività secondarie ripetitive e noiose

Commento

La manovra di EA per risollevare la saga di Mirror’s Edge sembra aver funzionato solo a metà: se da un lato si è voluto spingere per una deriva open world, lo sfruttamento di questa feature è incompleta riempiendo la mappa di sfide a tempo e missioni ripetitive. Le funzionalità multiplayer possono prolungare la longevità del gioco, ma si sente la mancanza di competizioni in coop, potendo sfidare fianco a fianco gli altri runner.
Con “Catalyst”, EA doveva osare dando una direzione ben decisa al brand, dopo 8 lunghi anni i passi in avanti non sono molti e permangono gli errori commessi nel primo capitolo, ma come per i suoi difetti anche i pregi vengono consolidati, rendendo questi ostacoli non sufficienti per cancellare la bellezza di questo free running fluido e brillante.
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