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    Recensione Megadimension Neptunia VIIR – Entriamo nel regno virtuale

    Megadimension Neptunia VIIR è essenzialmente lo stesso identico gioco uscito tre anni fa seppur con un leggero miglioramento grafico. L'aggiunta di alcuni extra compatibili con Playstation VR non riesce a giustificare l'acquisto per coloro che avevano già giocato a Megadimension Neptunia VII. Se avete già giocato al titolo originale tempo addietro, infatti, non otterrete veramente nulla di più con questa versione; se invece non lo avevate mai acquistato è molto probabile che siate nuovi alla saga di Neptunia in generale, quindi poco inclini ad apprezzare il tipo di umorismo e fanservice presente. Consigliato unicamente ai fan della saga che si sono lasciati scappare la versione originale di questo capitolo, gli unici a cui suggeriamo questo "upgrade".

    Compile Heart e Idea Factory hanno tirato fuori dal cilindro la saga di Hyperdimension Neptunia ormai molti anni fa, ai tempi di una neonata Playstation 3. Neptunia aveva tutte le carte in regola  per conquistare una schiera di fan: belle ragazze inclini al fanservice, gameplay da gioco di ruolo ben rodato, e battute dispettose sulla console war e all’industria dei videogiochi in generale.

    Il successo che ne è derivato ha portato all’uscita di una quantità incredibile di capitoli nel corso di soli otto anni: ben dodici produzioni tra episodi ufficiali, spin off e remake. La tredicesima incarnazione risulta perlopiù una versione “definitiva” dell’ultimo capitolo uscito, Megadimension Neptunia VII, in questa edizione con la sigla finale VIIR (vi-tu-ar) per indicare la compatibilità con Playstation VR. Come si presenta quindi “ai nostri occhi”? Ecco le nostre impressioni.

    Recensione Megadimension Neptunia VIIR

    Gamindustri version up

    Recensione Megadimension Neptunia VIIRLa storia di questa nuova versione non ha ricevuto alcun tipo di cambiamento, restando ancorata alla trama che già conosciamo dalla precedente iterazione. Tuttavia la campagna Megadimension Neptunia VIIR presenta una delle migliori trame dell’intera saga, costellata come al solito da parodie, battute e Recensione Megadimension Neptunia VIIRfanservice, che però in certi casi si dilungano fin troppo in infinite chiacchiere inutili.

    Per coloro che non hanno mai giocato alla vecchia versione, le vicende ruotano attorno a un disastroso periodo per Gamindustri, chiamato CPU Shift Period. Le CPU, divinità che rappresentano le varie console e che governano ogni isola di questo mondo, rischiano infatti di venire destituite e sostituite a causa di brutte voci che circolano tra gli abitanti. Come se non bastasse Neptune e Nepgear, due tra le entità più importanti, sono sparite per finire loro malgrado in un mondo sull’orlo della catastrofe: la Zero Dimension.

    Qui incontrano Tennouboshi, ultima CPU sopravvissuta in questo mondo alternativo, impegnata in una lotta senza fine contro un potente nemico: Dark CPU. Naturalmente Neptune e compagne sono disponibili ad aiutare, tuttavia i guai della Zero Dimension mostreranno ben presto i loro risvolti anche sulla stessa Gamindustri.

    Recensione Megadimension Neptunia VIIR

    Polvere per il visore

    Ma andiamo al dunque di questa recensione: il supporto a Playstation VR. Non vedete l’ora di entrare nel mondo di Gamindustri di persona e osservare personaggi e ambientazioni con i movimenti che più desiderate? Resterete più che delusi.

    Megadimension Neptunia VIIR è una vera fregatura: il gioco di ruolo in sé non può essere giocato con il VR, o meglio, l’effetto utilizzato è quello da “cinema”. In pratica una di quelle soluzioni che adattano il visore a qualsiasi altro gioco non supportato. Ciò che è compatibile con il visore è la sola aggiunta di alcune scenette opzionali selezionabili dal menù principale, nelle quali ci si trova in una stanzetta assieme a una delle protagoniste, che intrattiene con monologhi immensi, ai quali si può rispondere in certe occasioni solamente con banali cenni della testa.

    Oltretutto la risoluzione in queste scene è tremenda, e osservare la stanza attorno a noi e i personaggi con un effetto “blurry” così marcato rischia di dare più fastidio che soddisfazione. Naturalmente la “fregatura” di cui parliamo è circoscritta all’utilizzo che fa il gioco del visore Playstation e delle misere aggiunte rispetto alla versione precedente, non parliamo della pregevole fattura dell’opera in toto, che rimane ancora oggi uno dei migliori JRPG su Playstation 4.

    Recensione Megadimension Neptunia VIIR

    Combo, mostri giganti, e tette qua e là

    Il titolo di must have per tutti gli appassionati del genere è da ricercare sicuramente nell’interessante gameplay. Attraverso delle mappe si seleziona una delle possibili destinazioni, suddivise tra città e dungeon. Nelle città  si può dialogare con gli altri personaggi, effettuare compere nei negozi o potenziare gli aspetti cittadini come le industrie o l’economia, il che porta a vantaggi nel lungo termine come l’ottenere oggetti esclusivi o sconti speciali nell’acquisto di alcuni oggetti. Un aspetto sicuramente utile e remunerativo, ma affibbiato ad una lunga sfilza di menu, senza lasciarci veramente vagare per le strade.

    Recensione Megadimension Neptunia VIIRNei dungeon si svolge invece il cuore dell’azione, brulicanti di mostri pronti allo scontro. Attaccarne uno permette alle nostre eroine di sfruttare un vantaggio di turnazione al momento della battaglia, ma al contrario, se si viene colti di sorpresa, si è costretti a subire un intero turno di angherie e immenso dolore. Recensione Megadimension Neptunia VIIRDurante la lotta le protagoniste possono spostarsi singolarmente, seguendo turni basati sulla loro velocità e quella dei mostri. Ogni personaggio, durante il suo turno, può muoversi nell’arena di battaglia entro un certo raggio e dispone di un’area d’attacco ben precisa. Durante il proprio turno ogni eroina spende dei punti azione: dall’effettuare una combo agli attacchi speciali, oppure utilizzare oggetti o trasformarsi nella propria forma divina per potenziare a dismisura le proprie capacità combattive. Insomma una rosa di scelte piuttosto ampia, peccato che non sussista mai una vera e propria sfida.

    Il gioco risulta piuttosto permissivo, a parte gli scontri con alcuni boss in cui è necessario individuare e distruggere il punto debole prima di poter effettuare danni massicci. Sono presenti in ogni caso alcuni nemici giganteschi molto impegnativi, che costringono i personaggi a battersi obbligatoriamente in forma CPU e a muoversi senza sosta per l’area di gioco, per evitare attacchi che coprono intere sezioni del campo di battaglia.

    Sul fronte grafico troviamo una rifinitura più pregevole rispetto alla vecchia versione del gioco: modelli poligonali dei personaggi e illuminazione sono stati migliorati in maniera non troppo marcata, ma abbastanza evidente per gli occhi più attenti. Anche la progressione risulta più leggera, dando la possibilità di correre durante i dungeon per risparmiare tempo durante le sezioni di farming, soprattutto nel postgame. Nonostante ciò sono evidenti  alcuni peggioramenti all’hub durante la battaglia, che risulta talmente invasivo da rendere confusi gli scontri.

    PRO
    Grafica leggermente migliorata
    Riproposizione del miglior titolo della saga
    CONTRO
    Hub diventato troppo confuso e invasivo
    Le parti in VR sono solo scenette extra
    Nessuna aggiunta alla storia o ai contenuti veri e propri
    Essenzialmente è una presa in giro verso gli utenti

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    Simone Cirimbilla
    Simone Cirimbilla
    Videogiocatore per passione sin dai tempi di Atari e NES, non ho mai abbandonato questo amore e ho avuto tutte le console più importanti sul mercato da allora. Tra una recensione e l'altra mi diletto a nutrire il mio spirito Otaku e traduco per il mio gruppo fansub Italian Sentai Subranger.