Max è tornato, imbottito di antidolorifici e con un aspetto trasandato. Ma è sempre il solito Max.

Data di uscita 18 maggio 2012
Genere TPS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PlayStation 3, Xbox 360, PC
Sviluppato da Rockstar Vancouver
Distribuito da Rockstar Games
Versione testata PlayStation 3
Cover

Max Payne è una di quelle saghe controverse e che ha spezzato in due il pubblico di giocatori dell’epoca, Rockstar dopo aver preso in mano il brand ha promesso di creare un capitolo degno della saga capace di innovare, ma allo stesso tempo rimanere ancorato alle basi solide del brand.
Vediamo quindi se è riuscita a creare un terzo e forse ultimo capitolo di questa saga all’altezza delle aspettative.

Max Payne 3 Recensione 2

Sao Paulo

Ogni minimo dettaglio della trama in un titolo come Max Payne 3 è un possibile spoiler, perciò cercheremo di darvi un’infarinatura generale di quello che troverete nel titolo che punta decisamente molto sull’aspetto narrativo.
Max, dopo le vicende del secondo capitolo, è un uomo distrutto, senza uno scopo per vivere e senza un identità ben precisa, quello che un tempo era un detective giovane e di bel aspetto, ora è soltanto un misero ricordo.
Max infatti è un alcolizzato, invecchiato molto, forse troppo rispetto a quando era un semplice poliziotto, ora non è più nemmeno quello, si è ritrovato ad essere una guardia del corpo per un importante uomo d’affari brasiliano, Rodrigo Branco.
San Paolo è una meta turistica del divertimento e dello sballo, cosa che Max ha ben presto imparato a conoscere dovendo proteggere i figli e la moglie del signor Branco.
Max Payne 3 riesce nell’intento di mostrare la doppia faccia di San Paolo, quella divertente e spassosa dei ricchi, fatta di droga, sesso e musica e quella disagiata e criminale delle favelas, mostrando una realtà cruda anche sul mondo del calcio, lo sport per eccellenza in Brasile, considerato ai livelli di una religione.
Durante un party qualche cosa va storto, Max per colpa dello stato fisico e mentale pietoso dettato dall’alcool fallisce nell’intento di proteggere la famiglia Branco che viene rapita.
Da qui comincia una serie interminabile di eventi che porteranno Max all’interno di un qualche cosa più grande di lui.
La trama è la cosa più riuscita di quest’opera, difficilmente in questi anni abbiamo potuto apprezzare una storia così ben architettata e ben presto impareremo ad affezionarci ai personaggi del titolo e anche a provare empatia per il povero Max, il tutto all’insegna di un realismo incredibile.
La caratterizzazione dei protagonisti è superba, Rockstar è riuscita a creare dei personaggi virtuali in grado di trasmettere emozioni forti al videogiocatore avvalorando la tesi che dice che i giochi non sono semplici passatempi, ma sono in grado di trasmettere storie potenti per mezzo di un linguaggio sottovalutato dalla massa.
Prima di parlare del gameplay, vorremmo soffermarci un pochino sul lato narrativo di questo Max Payne.
Le cut-scene sono veramente numerose e spezzano in diverse occasioni il ritmo del gioco, ma sono girate con una tale maestria registica da far impallidire anche i migliori registi presenti sulla faccia della terra.
Durante l’avventura sentiremo spesso i pensieri di Max, i quali sono ricchi di frasi memorabili e citazioni ottime.
Le inquadrature, lo stile, a metà tra la serie televisiva 24 e i vecchi capitoli, e i dialoghi magistralmente scritti, rendono Max Payne 3 uno dei migliori titoli di sempre sotto il punto di vista narrativo… e non solo sotto questo aspetto!
L’unico problema che si può incontrare nelle cut-scene sono i sottotitoli esageratamente piccoli che diventano pure grigi e quindi meno leggibili durante i costanti pensieri di Max.

Max Payne 3 Recensione 1

Slow-Motion is the Way!

Il gameplay di Max Payne 3 ripesca a piene mani le meccaniche dei capitoli precedenti.
Il titolo si presenta come uno shooter in terza persona che fa ampio uso delle coperture proposte dall’ambiente e che vanta una discreta distruttibilità ambientale.
Ma non si ferma semplicemente ad essere un semplice TPS, nel titolo faremo ampiamente uso del rallentatore temporale, infatti utilizzando i riflessi di Max, tramite la pressione di un tasto, vedremo il tutto in slow-motion e mentre il protagonista di esibisce in animazioni incredibilmente spettacolari e fluide, quali salti in avanti e schivate stile Matrix, noi continueremo a sparare e ad uccidere i nemici, unico neo qualche saltuario problema nel ragdoll, ma comunque di poco conto.
Attenzione però, questa non va presa come una grossa semplificazione, infatti saremo comunque vulnerabili e il più delle volte con l’utilizzo deisalti acrobatici per schivare le pallottole degli avversari, ci danneggeremo pure.
Le coperture sono comunque fondamentali ai livelli di difficoltà più elevati e sopratutto con la mira automatica disabilitata ci forniscono la possibilità di sparare alla cieca restando al coperto.
La salute, indicata tramite la sagoma di Max in basso a destra dello schermo, non si rigenererà automaticamente, o meglio ancora, manualmente in alcuni casi.
Infatti tramite degli antidolorifici, che ricalcano quanto Max sia sotto effetto di sostanze stupefacenti, potremo recuperare la salute tramite la pressione di un tasto, ma se noi abbiamo un antidolorifico disponibile e verremo colpiti a morte, entreremo in una sorta di ultima chance in cui tutto il tempo rallenta: Max cadendo al suolo ha la possibilità di sparare ai nemici, e se riusciremo ad ucciderne uno, Max tornerà magicamente al meglio, con salute rigenerata ed in forma smagliante, sdraiato sulla schiena e pronto a spargere altro dolore in giro per il Brasile.
Le armi sono diverse e diversificate tra loro e le utilizzeremo sostanzialmente tutte, questo grazie ad un bilanciamento certosino di ogni tipologia di bocca da fuoco.
Sono presenti anche fasi in cui un nostro alleato guida e noi tramite l’utilizzo di una torretta o di un’arma pesante dovremo proteggere il veicolo ed uccidere i nemici.
La difficoltà è ben bilanciata, a livelli alti il titolo è veramente ostico sopratutto su console con mira manuale attivata.
Probabilmente come accennavo alla fine del paragrafo precedente, gli amanti dell’azione verranno infastiditi dalla mole ingente di cut-scene, ma questo aiuta sicuramente ad aumentare il lato narrativo della storia.
Sono presenti diversi collezionabili sotto forma di pezzi di armi d’oro da raccogliere per San Paolo che aumentano la già ottima durata del titolo.

Max Payne 3 Recensione 5

Dolore collettivo

Una volta completata la campagna principale, Max Payne 3 offre una serie di modalità veramente interessanti per giocatore singolo, oltre che una modalità multiplayer di altissimo livello.
Potremo ripercorrere i livelli della campagna principale nelle modalità arcade, che consiste nel totalizzare tramite uccisioni il maggior numero di punti e la modalità sfida a tempo, nella quale dovremo percorrere le mappe nel minor tempo possibile, ovviamente sono presenti delle classifiche online.
Parliamo ora della modalità multigiocatore online, prima di addentrarci in una delle modalità messe a disposizione da Rockstar che spaziano dai classici deathmatch a squadre o tutti contro tutti fino ai cattura la bandiera, dovremo personalizzare il nostro avatar, anche se armi e skin si sbloccano mano a mano che si avanza di livello nel multigiocatore.
Il frame-rate è sicuramente meno ballerino rispetto al singleplayer, ma sicuramente non siamo ancorati ai 30 frame, minimo per rendere un titolo frenetico online giocabile.
Carino anche il fatto che si può utilizzare il bullet-time nel multiplayer, se non fosse che è quasi inutile dato che ovviamente il tempo rallenterà solo dal nostro punto di vista mentre gli altri giocatori percepiranno il normale scorrere del tempo e potranno ucciderci altrettanto velocemente.

Max Payne 3 Recensione 3

Wow!

Graficamente il titolo è eccezionale, le texture e i modelli poligonali sono trai i migliori disponibili su console, ma quello che impressiona, oltre alla cura certosina nei dettagli, non è solo questo.
Le animazioni di Max sono fenomenali, realistiche e fluide a livelli impressionanti, questo grazie sopratutto all’Euphoria, motore fisico ormai noto e sempre presente nei titoli Rockstar, ciò rende anche gli stessi scontri a fuoco estremamente flessibili e fluidi, aumentando ancor di più il livello generale di realismo.
Se corriamo Max suderà, se cadiamo nell’acqua si bagnerà e addirittura sì sporcherà con polvere e fango quando in alcuni scenari ci butteremo a terra.
Belli anche i buchi nel corpo di Max se non fosse che durante le cut-scene rimangono e a volte capita di vedere Max con un buco in fronte parlare come se nulla fosse.
Su PS3, versione da noi testata, il titolo soffre di mostruosi cali di frame-rate che vanno a inficiare di molto la giocabilità, ma il livello di dettaglio grafico generale giustifica questi cali, se non fosse che il titolo soffre pure di un forte aliasing.
Menzione d’onore per il comparto audio. Il doppiaggio, rigorosamente in lingua originale, è uno dei migliori di sempre, questo aumenta tantissimo al spettacolarità delle cut-scene, essendo pure in perfetta sincronia labiale con le ottime espressioni facciali.
La colonna sonora la reputiamo superlativa, con un brano che accompagnerà una scena drammatica nel finale di gioco, tra i migliori di sempre: Healt Tears.

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PRO
Trama strabiliante
Caratterizzazione dei personaggi incredibile
Graficamente eccezionale
Comparto audio sublime
Multiplayer divertente

CONTRO
Frame rate imbarazzante che va a inficiare sulla giocabilità
Problemi nella lettura dei sottotitoli

Commento

Max Payne 3 non solo riesce a tenere testa ai vecchi capitoli, ma riesce ad essere un titolo eccellente sotto ogni punto di vista, compreso il multigiocatore competitivo online, un vero capolavoro videoludico, un titolo che ogni amante dei videogiochi dovrebbe possedere sul proprio scaffale, un’avventura che porterete per sempre con voi.
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