La trilogia del capitano Shepard è giunta al termine, pronti a fronteggiare la minaccia dei Razziatori?

Data di uscita 9 Marzo 2012
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC –  Xbox 360 – PS3 – Wii U
Sviluppato da BioWare
Distribuito da Electronic Arts
Versione testata PC
cover

Mass Effect 3 è il terzo ed ultimo capitolo della trilogia a tinte sci-fi sviluppata dai ragazzi di BioWare, talentuoso team canadese padre di saghe come Dragon Age e Baldur’s Gate. Forti del successo di critica e pubblico dei primi due titoli, saranno riusciti a ripetere, o eventualmente migliorare, il successo dei precedenti capitoli o avranno fatto un ”passo falso” anche in vista delle critiche dell’utenza contro le derive action prese dal gioco a scapito delle meccaniche ruolistiche? Se sono riuscito a risvegliare la vostra curiosità continuate a leggere, altrimenti beh…fatelo lo stesso che male non vi fa.

Trama

Ci troviamo a Vancouver, in Canada, alcuni mesi dopo l’epilogo di mass Effect 2 (cercherò di non spoilerare la trama dei precedenti capitoli, ma sarà molto difficile), Shepard è sotto processo da parte dell’Alleanza che vede i Razziatori come un pericolo concreto. Nel bel mezzo del processo dei Razziatori fanno capolino sul nostro caro pianeta e cominciano a distruggere tutto quello che trovano sul loro cammino. Insieme con l’Ammiraglio Anderson, riusciremo a fuggire e a salire sulla nostra cara Normandy SR-2, lasciando quest’ultimo con la resistenza terrestre per rallentare l’avanzata delle macchine. Ben presto riformeremo una squadra integrando anche vecchie conoscenze e rincontreremo vecchi nemici. Nel terzo capitolo, come con il secondo, c’è la possibilità di utilizzare un salvataggio precedente, così facendo le decisioni prese precedentemente avranno ripercussioni anche sulla trama di ME 3. Io, pur avendo giocato i due titoli antecedenti, non possedevo salvataggi e così ho cominciato la partita da zero. Durante la creazione del personaggio vi verranno poste delle domande riguardanti il vostro passato che permetteranno di caratterizzare al meglio il vostro capitano spaziale, cosucce da poco: domande sui vostri genitori, la vostra infanzia, ecc. Prima che mi facciate la domanda ”posso giocare a Mass Effect 3 pur non avendo giocato i primi due?” rispondo con un ambiguo ”ni”. Se avete i vecchi salvataggi, quella di poterli riutilizzare è una feature di indiscutibile valore, che permette di dare continuità alla vostra avventura e di amplificare la soddisfazione nel giocare, se non avete i salvataggi ma siete al corrente dei fatti pre invasione terrestre, riuscirete a godervi il titolo appieno comunque, ma se siete estranei al mondo di Mass Effect arrancherete all’inizio, dove vi sara presentata una pletora di personaggi e avvenimenti che vi confonderanno non poco le idee (è presente anche un Codex all’interno del gioco che darà brevi spiegazioni, ma, per quanto sia utile, non compenserà le vostre lacune). Man mano che avanzerete comincerete ad ambientarvi, ma non godrete appieno della storia che è il punto forte del titolo in questione. Giocando, quello che ho detto in precedenza, può essere notato in maniera molto chiara, quasi tutti gli elementi del gioco sono subordinati alla trama (e non il contrario) e i dialoghi, di cui parleremo diffusamente dopo, sono senza ombra di dubbio il punto più interessante e non un semplice collante tra combattimenti. Il nostro scopo ultimo sarà quello di costituire la più grande flotta che lo spazio abbia mai visto e la creazione di un’arma di distruzione di massa, per annientare una volta per tutte i Razziatori e ogni missione che affronteremo nel gioco porterà avanti questo progetto cambiando gli esiti della battaglia finale. Parlando di finale, ho giocato il titolo con il DLC Extended Cut installato e, pur non avendolo apprezzato del tutto, l’ho trovato soddisfacente. La trama, invece, è un pochino sotto tono rispetto a quella dei primi due e si denota una mancanza di colpi di scena (tranne qualche piccolo caso) eclatanti o virtuosismi apprezzabili, ho trovato, invece, fastidiose alcune porzioni che parevano atte solo per allungare il brodo, apparendo piuttosto artificiose. Comunque sia la trama è sicuramente molto curata e di valore, tenendo conto anche delle scelte morali attuabili per cambiarne il corso, e non poteva che essere così visto il motto del team: « L’obiettivo di BioWare è di creare i migliori giochi del mondo basati sullo sviluppo di una storia ».

Recensione Mass Effect 3 1

Gameplay

Il gameplay è di sicuro la parte più controversa e difficile da valutare, se siete tra quelli che hanno odiato la deriva action presa da Mass Effect 2 e speravate in un ampliamento delle meccaniche RPG, sappiate che in Mass Effect 3 non solo non si sono fatti passi avanti (in realtà sarebbero indietro) da questo punto di vista, ma l’azione è stata ancora di più accentuata, complice anche l’introduzione dell’Omni Blade (lama corpo a corpo con la quale è possibile fare assalti alla ”Rambo”) e di una rinnovata agilità del personaggio (capriole, balzi, ecc.), ma partiamo dall’inizio. Per prima cosa dovremo creare il nostro capitano virtuale, sceglierne il sesso, un nome (si può lasciare anche quello di base ”John Shepard”), scegliere se modificare l’aspetto o usufruire di quello standard e, cosa più importante, la classe del nostro personaggio. Le classi sono: Adepto, Ingegnere, Soldato, Incursore, Sentinella e Ricognitore e ognuna differisce per abilità di combattimento, mentre l’Adepto è un esperto biotico, il Soldato si affida alla potenza di fuoco e così via. Le abilità di ogni classe possono essere potenziate dopo che si è saliti di livello e ad un certo punto è possibile specializzarsi in un determinato ramo dell’abilità, questo sarà così anche per i nostri compagni di squadra. La differenza tra classi cambierà il vostro approccio ai combattimenti, ma se siete dediti alla sana arte di versare piombo e niente più sugli avversari, non sentirete troppa differenza. La diversità tra due categorie può essere colmata anche dall’acquisto di speciali abilità, possibile nell’infermeria della Normandy, che sono estranee alla classe da noi scelta, ma che possono essere imparate dopo averle sbloccate (di solito colloquiando con i nostri commilitoni) versando crediti, ma solo per un massimo di una abilità extra. Durante le pugne possiamo controllare i nostri compagni, indicandogli la posizione che devono raggiungere, l’abilità che devono utilizzare o semplicemente il nemico a cui devono puntare. Questa meccanica, pur sembrando utile agli esordi, verrà lasciata in secondo piano, complici i comportamenti dell’IA nemica, che in alcuni frangenti vi strapperanno qualche sorriso, e la scarsa utilità dei nostri compari nelle situazioni più difficili. Tutte le meccaniche di assegnamento punti abilità e di controllo del party appaiono piuttosto semplicistiche e appena accennate (l’opzione avanzamento automatico nel menù di potenziamento personaggi è una prova dell’abbandono quasi totale delle meccaniche Rpg), lontane sì dalla macchinosità, ma anche da quella sensazione di profondità che invece ritroviamo in altri settori. Continuando a parlare dei menù di personalizzazione dei personaggi, vi parlo anche di quello della selezione dell’armamentario. Prima di ogni missione è presente un briefing nel quale poter selezionare il nostro party, potenziare abilità e selezionare il nostro armamentario e quello dei nostri compagni; potremo scegliere tra le più disparate bocche da fuoco dell’intera galassia a patto di averle o comprate o ritrovate sul campo, attenzione però, perchè non potremo caricarci come muli da soma, in primo luogo perchè è presente un peso massimo trasportabile, debitamente aumentabile con il salire di livello, in secondo poichè il peso influirà anche sulla ricarica delle nostre abilità, quindi occhio. Prima di iniziare la partita vera e propria vi verrà posta una scelta che farà riflettere molti di voi, anche se a me la risposta sembra lampante: quale stile di gioco adottare in Mass Effect 3. Le opzioni sono tre: Modalità Azione, i dialoghi sono predefiniti e il focus è dato ai combattimenti, Modalità Storia, molti dei combattimenti non saranno presenti e gli altri esemplificati per mettere in risalto i dialoghi e in ultimo la Modalità Rpg, una commistione tra i due. La modalità Rpg deve essere la vostra scelta se intendete godere appieno del gioco, assolutamente insensata la modalità Azione, persino dedicarsi per la maggior parte ai dialoghi è molto più appagante che sparacchiare per tutto il corso dell’avventura senza affrontare le scelte morali che trainano l’intero gioco, alla fine son gusti. Iniziamo ad analizzare i combattimenti per la felicità dei guerrafondai, il combat system è figlio di ME 2, ma reso generalmente più fluido: d’ora in avanti il nostro comandante si lancerà in capriole ed acrobazie ed inoltre disporrà di una lama per gli scontri ravvicinati. Le coperture non sono state abbandonate e ci si potrà riparare sparando ai nemici generalmente con più precisione, anche se essi cercheranno di stanarci facendo uso di granate e poteri. L’IA si comporta mediamente bene, ma procede in attacchi frontali e spesso privi di strategia, i nostri compagni fanno un pochino meglio, ma tendono a venir giù troppo facilmente nelle situazioni più concitate. Il combat system, che di Rpg oramai ha poco o nulla, si presenta come quello di un Tps qualsiasi, pur risultando inferiore a quasi tutti quelli presenti sulla piazza: il feeling delle armi, specialmente dei fucili di precisione, poteva essere migliorato e le mappe, enormi canaloni privi di strade alternative o arene, soffrono di una eccessiva linearità e di mancanza di spunti originali, inoltre capita di dover resistere ad ondate di nemici troppo numerose che fanno sovvenire noia e frustrazione, vista la piattezza del level design. Pur risultando mediamente godibili e funzionali, i combattimenti risultano piuttosto anonimi e privi di profondità. Ogni missione principale e secondaria ci farà guadagnare crediti, reputazione (analizzerò la questione in seguito) e forze da impiegare nella battaglia finale, purtroppo le missioni secondarie (specialmente quelle legate all’N7) sono abbastanza monotone, ma utili. Nel centro di comando della Normandy avremo un terminale nel quale ci saranno forniti dati riguardo alla nostra disponibilità di forze e alla reattività galattica (collegata al multiplayer). Man mano che faremo il nostro dovere le forze aumenteranno e andranno a influenzare quello che è il finale del gioco. Oltre a questo, la Normandy, ci sarà utile in molti altri modi, praticamente sarà il nostro QG semovente. Disporremo di una cabina privata personalizzabile con nuove specie di pesci da inserire nel nostro acquario personale e con modellini di astronavi, in essa potremo inoltre personalizzare la nostra corazza. Ci sono altre aree nelle quali sono presenti dei personaggi della ciurma spaziale con i quali possiamo dialogare e un Hangar dove possiamo acquistare oggetti e potenziare i nostri armamenti. Un’altra sorta di QG non meno importante è La Cittadella, i veterani di ME non possono non conoscerla, sarà un vero e proprio crocevia e sarà qui che otterremo la maggior parte degli incarichi secondari e incontreremo le personalità più illustri. Purtroppo, insieme alla nostra fregata, sarà l’unico luogo che potremo visitare al di fuori di una missione. Altra nota negativa è la diminuzione dei personaggi con i quali interagire, sono così pochi da essere indicati sulla mappa, molti di questi ci affideranno degli incarichi che consistono nella gran parte dei casi, nel recuperare un oggetto o gli schemi di esso. Alcuni di questi mission objects saranno reperibili, cercando attentamente, durante alcune delle tante missioni che ci ritroveremo ad affrontare, ma non preoccupatevi se non siete i novelli Sherlock Holmes, se saltate uno di questi oggetti lo ritroverete disponibile da acquistare nel terminale dell’ufficio del Dipartimento Spettri, nella Cittadella. Altri li potremo trovare esplorando i diversi sistemi disponibili nella mappa galattica. Il sistema di ricerca delle risorse di Mass Effect 2 è stato cambiato, ora all’interno dei sistemi potremo fare uso di un radar che evidenzierà dei punti prestabiliti nei quali possiamo trovare qualcosa di interessante, ad esempio depositi di carburante, che verrà utilizzato solo nel passaggio tra due sistemi diversi e non navigando all’interno di uno in cui ci si trova, oggetti missione, crediti o forze che andranno ad aggiungersi al conto delle unità disponibili nella battaglia finale. C’è da dire che, però, fare un uso spropositato del radar può essere deleterio, in quanto esso contribuirà ad aumentare l’allerta dei Razziatori in quel sistema e, una volta raggiunto l’apice, essi si riverseranno in quest’ultimo e voi dovrete cercare di scappare con una rocambolesca fuga per evitare l’obliterazione. La ricerca di materiali tramite l’esplorazione è un divertissement utile a completare incarichi opzionali e rimpolpare le casse dell’alleanza, ma consiste semplicemente in un costante raccogli e fuggi. Veniamo alla parte più interessante del gioco, i dialoghi e la reputazione, che è legata a doppio filo ai primi. In Mass Effect 3 parlare è la cosa più appagante che possiate fare, non solo perchè il gioco è avviluppato strettamente agli sviluppi della storia e all’arbitrarietà del giocatore, ma anche perchè i ragazzi di BioWare hanno fatto un ottimo lavoro di caratterizzazione dei personaggi. Nonostante il numero degli NPC con i quali è possibile interagire sia diminuito, i dialoghi non hanno perso la qualità simbolo della saga e, grazie anche a cambi di inquadratura piuttosto cinematografici, non annoiano mai intrattenendoci. Altra questione importante da analizzare è la reputazione, essa guiderà la storia sui binari da noi scelti e caratterizzerà il nostro alter ego virtuale. Durante i dialoghi potremo decidere se comportarci da ”Rinnegato” freddi e cinici, o da “Eroe“, magnanimi e altruisti, è possibile individuare la frase da rinnegato o da eroe anche semplicemente dalla posizione, spesso la risposta più crudele è in basso. Secondo come gestiremo i dialoghi andremo a guadagnare punti reputazione che andranno a riempire un’apposita barra. Oltre alla considerazione degli altri personaggi cambierà anche il nostro aspetto fisico, se siamo brutti e cattivi infatti il nostro eroe verrà piagato da cicatrici sul volto (neanche Scarface) che rinvigoriranno il nostro look da cattivone, mentre se facciamo i buoni e i giusti il nostro capitano manterrà il suo charme ed eleganza. Sempre durante i dialoghi possiamo scegliere di usare frasi sbloccabili avendo una alta reputazione da eroe o rinnegato e sono caratterizzate da un alone rosso o blu, possiamo inoltre interagire durante le sequenze ogni qualvolta ci comparirà a schermo un icona che rappresenta l’azione da eroe o da rinnegato di turno, inutile dirvi che questa funzione è molto più appagante e convincente di qualsivoglia frase da dittatore o da messia. Concludendo questo enorme punto qual’è la trattazione del gameplay, dico solo che ho trovato eccezionale la scrittura dei dialoghi e il carisma dei personaggi, soprattutto quello del protagonista, le azioni che andremo a perseguire andranno a cambiare il destino della Galassia, ma la nostra reputazione non determinerà il finale del gioco che è appannaggio delle nostre decisioni, questo è un bene, che evita che la trama sia troppo stereotipata.

Recensione Mass Effect 3 2

Tecnica

Croce e delizia di ogni videogame è il comparto grafico, da molti ritenuto secondario da molti come punto principale di un VG, sicuramente è il mezzo tramite il quale gli sviluppatori sfoggiano il loro lavoro e come tale va valutato. Mass Effect 3 eredita dal suo predecessore il comparto grafico, mosso dal logoro Unreal Engine 3, i miglioramenti non si denotano molto e in visione d’insieme il risultato è poco più che sufficiente. Partendo dal fatto che per la customizzazione grafica bisogna avviare uno scomodo launcher all’interno della cartella di gioco, che ho scoperto esistere solo in la con l’avventura, l’intero impianto visivo sembra un brutale trapianto da console. Se è buona la modellazione poligonale dei volti dei personaggi, le texture degli abiti appaiono in bassa risoluzione e durante i dialoghi sono davvero un pugno in un occhio. Il comparto animazioni soffre di un eccessiva legnosità, sempre durante i dialoghi Shepard assumerà alcune espressioni al limite del ridicolo e durante la fasi più action si noterà come le animazioni dei modelli 3D siano rimaste ferme al capitolo precedente. La fluidità è buona, non ho riscontrato cali e avevo attivato il V-Sync a causa del tearing, ma l’aliasing è troppo accentuato e la gestione delle ombre dinamiche spesso è sballata. Dove l’UE 3 mostra i muscoli è nel comparto luci molto convincente e ormai marchio distintivo del motore di Unreal, mentre i particellari non mi hanno convinto appieno. Nota dolente dell’impianto grafico di Mass Effect 3 sono i bug, anch’essi derivati dal predecessore. Troverete compenetrazioni poligonali a gogò e assisterete a strani fenomeni durante i dialoghi come la scomparsa di alcuni personaggi parlanti o persone che girano il collo a 360 gradi per osservare il loro beniamino, consegnare una pietra di Rannoch invisibile a Tali non è stato poi così male, su. La fisica è appena accennata e potremo vederla in azione lanciando contro i nostri nemici tutto il nostro arsenale biotico che abbiamo a disposizione, sbalzandoli a destra e a manca. Nel globale l’impianto visivo non convince appieno, sicuramente il lavoro poteva essere fatto di più e meglio e ciò è un peccato visti i panorami evocativi della Cittadella che avrebbero meritato di più. I bug sono un neo non indifferente del motore, vanno a rovinare le avvincenti scene di intermezzo, senza fortunatamente creare grossi problemi.

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Sonoro

Mass Effect 3 come i suoi precedenti si fregia di una soundtrack degna di questo nome, con musiche azzeccatissime che vanno ad enfatizzare i momenti action come quelli drammatici e questo agli audiofili come me fa sempre piacere. Forse la quantità di brani è minore rispetto al 2 ed è presente qualche tema riciclato, ma questo sicuramente non va ad influire sulla qualità (alta) del comparto musiche che spesso è tralasciato dai recensori. Altro discorso riguarda il doppiaggio italiano, ottimo, con Claudio Moneta nei panni di Shepard a farla da padrone, ma che soffre della mancata sincronia del labiale e di un taglio repentino di alcune frasi, vi capiterà spesso che una frase venga troncata troppo presto, fatta iniziare con ritardo o persino sovrapposta, questo vi costringerà a giocare con i sottotitoli o impostare il doppiaggio in inglese, che non soffre di questi problemi. Davvero un peccato. Poco c’è da dire sulla campionatura ambientale e delle armi, ci troviamo nella media senza eccessivi sbilanciamenti verso l’alto o verso il basso.

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Multiplayer

Eccoci nel punto nel quale analizzerò il contestato Multiplayer e il sistema di Reattività Galattica. Partiamo introducendo la modalità, avremo la possibilità di scegliere tra le medesime classi del Singleplayer, all’inizio avremo la possibilità di scegliere solo la razza umana (maschio e femmina), ma poi la schiera (infernale) di soldati aumenterà acquistando dei pacchetti nel negozio. Questo negozio è il luogo dove si potranno acquistare dei pacchetti, una sorta di contenitori di equipaggiamento random, che differiscono tra loro per possibilità di contenere oggetti o personaggi rari, ovviamente cambierà il prezzo (c’è anche la possibilità di pagare con soldi reali). Il tutto è dovuto al caso o alle capacità monetarie e questo può far storcere il naso a più di qualcuno, il problema, però, non è così rilevante poichè si tratta esclusivamente di un Multiplayer cooperativo e di competitivo c’è davvero poco. Il sistema di potenziamento abilità e selezione armamentario è tale e quale al singleplayer, una volta scelto un personaggio all’interno di una classe si potrà partecipare ad una partita in corso, creare una lobby o invitare amici per giocare insieme. E’ possibile impostare filtri che riguardano la fazione nemica da affrontare, la mappa nella quale combattere e la difficoltà di gioco (Bronzo, Argento, Oro, Platino di difficoltà crescente). Una partita consiste nel resistere a una serie di 11 ondate nemiche di difficoltà crescente, in alcune di queste ondate vi sarà dato un compito random da svolgere: la scorta di un drone, l’uccisione di bersagli prestabiliti, la disattivazione di determinati terminali, ecc. tutto in un tempo massimo nel cui completare la missione. E’ una trovata per aumentare la varietà delle ondate, ma che riesce solo a metà del suo compito vista la scarsa varietà delle missioni stesse. Comunque sia ho trovato divertente il comparto multigiocatore, forse un po’ troppo ripetitivo sulla lunga distanza, gode anche di un collegamento (piuttosto blando a dire il vero) con il singleplayer grazie al sistema di Reattività Galattica che andrà ad aumentare ogniqualvolta che supereremo le 11 ondate previste e dipenderà dalla mappa selezionata e dalla difficoltà con la quale l’avrete affrontata. Questo sistema può essere criticato o elogiato, chi cerca un’integrazione tra Single e Multiplayer sarà accontentato, ma chi ritiene che il Multi sia estraneo al titolo e decide di non degnarlo di una prova (che secondo me merita), può incurvare le sopracciglia. La Reattività Galattica andrà ad influire sulle forze da noi schierate nello scontro finale con i Razziatori e più è alta più andrà ad alzare il livello di forze disponibili. Sembra determinante per il finale del gioco, ma vi dico subito che non lo è, chi non gioca il multiplayer, ma si dedica attentamente alla raccolta di risorse di guerra in singleplayer non sentirà l’influenza di questo sistema, siate sereni quindi.

 

PRO
Dialoghi e trama ben scritti
Buona la longevità e rigiocabilità
Musiche azzeccatissime
Multiplayer divertente

CONTRO
Mappe troppo lineari
Meccaniche Rpg semplicistiche e solo accennate
Qualche bug di troppo
Errori di sincronia nel doppiaggio italiano

Commento

Mass Effect 3 è la degna conclusione di una delle saghe sci-fi più belle nel mondo dei videogame. Se si poteva curare di più il comparto grafico e risolvere i numerosi bug che affliggono il titolo, grande lavoro è stato fatto con la trama, i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi. Gode anche di un multiplayer divertente, con grande numero di mappe, ma forse ripetitivo sul lungo andare, peccato veniale comunque. La longevità si attesta su buoni livelli, ho speso 30 ore circa per terminare la campagna giocatore singolo, ma la rigiocabilità è un altro fattore importante da tenere in considerazione. Se siete amanti di fantascienza o semplicemente ai giochi che godono di una buona scrittura dei dialoghi e trama, non lasciatevelo scappare, se amate i giochi di ruolo dovete sapere che Mass Effect 3 è un ibrido tra Tps e Rpg senza però emergere in nessuno dei due generi, se amate l’azione Mass Effect 3 ve ne darà a bizzeffe, a patto di usufruire di un combat system migliorabile e che soffre di diversi problemi. Se amate i Videogame Mass Effect 3 dovrebbe entrare nella vostra collezione, per rendere onore al grande lavoro fatto da BioWare e per apprezzare gli indiscutibili pregi del titolo. Shepard vas Normandy chiudo.
8.5