Data di uscita 7 ottobre 2016
Genere TPS
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Hangar 13
Distribuito da 2K Games
Versione testata PC
Cover

Dall’annuncio fino a pochi giorni prima dell’uscita, Mafia III sembrava essere uno dei titoli più attesi del mese d’ottobre, i fantastici trailer e le notizie che affioravano facevano presagire un capitolo davvero interessante con una trama ed un ambientazione da capogiro. Hangar 13 da questo punto di vista non ha fallito, la storia criminale di Lincoln Clay è probabilmente una delle più belle e coinvolgenti mai scritte e New Bordeaux sembra riprodurre in modo molto fedele le tematiche sociali tipiche della fine degli anni sessanta, una su tutte il razzismo latente (con tanto di disclaimer all’inizio del gioco), ma texture sgranate, modelli poligonali che lasciano a desiderare, effetti di luce, riflessi ed illuminazione completamente da rivedere e se questo non bastasse un’ottimizzazione sul lato PC pessima, rischiano di far ricordare il titolo più per i problemi tecnici che per la narrazione travolgente. Lincoln Clay riesce fin da subito a trasmettere i propri sentimenti al giocatore, coinvolgendolo e facendogli assaporare poco a poco il sapore della vendetta, del sangue e del potere, merito anche di una regia e di una sceneggiatura da oscar, purtroppo tutto ciò è interrotto a tratti da missioni un po’ ripetitive che il giocatore è costretto a fare per poter vivere fino in fondo la storia del gangster di colore più temuto di New Bordeaux.

Mafia III 1

Non fraintendete la voglia di completare il titolo persiste durante tutte le ore di gioco, ma sembra essere dettata più dalla curiosità di sapere come sono andati i fatti che dal divertimento scaturito dal gameplay. Infatti se per quanto riguarda il sistema di comandi, il sistema di shooting (violento e ad effetto come piace a noi) e le coperture non c’è nulla da dire, solo note di merito, non si può dire lo stesso dell’IA dei nemici il cui cono visivo e la cui reattività sono a dir poco ridicoli. Difetti ancor più enfatizzati dalla possibilità di ripulire i covi senza lasciare traccia attraverso i ripari, le armi silenziate e le uccisioni letali. È fin troppo semplice liberarsi di decine e decine di malviventi trasformandosi in uno pseudo Agente 47 di colore (magari sarà il prossimo capitolo della famosa serie di Square Enix!). Mafia III sembra essere un titolo pieno di contraddizioni proprio come il suo protagonista, ma conosciamo meglio Lincoln…

“C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”

Lincoln Clay è un ragazzotto di colore che dopo aver combattuto in Vietnam torna a casa, l’Hollow, non lo aspettano il calore di una famiglia né le onorificenze del proprio paese, visto che è rimasto orfano da piccolo e l’unico motivo per cui è stato mandato in guerra è il colore della sua pelle. Il fenomeno del razzismo è fin da subito palese agli occhi del giocatore che si trova ad impersonare un omone che una volta tornato dal Vietnam non sente più sua quella città nella quale è cresciuto, provando un senso di smarrimento misto al disprezzo della gente (bianca) e del proprio paese. Lincoln però non è solo, a dargli il benvenuto c’è Sammy, boss della mafia nera del Sud, il quale capiamo essere per il protagonista quasi un padre. Anche se le aspirazioni di Lincoln, dopo aver visto gli orrori della guerra, sarebbero andare in California ed abbandonare tutti e tutto, Sammy si è indebitato molto con Sal Marcano, boss italiano che attraverso una serie di alleati gestisce tutta la malavita di New Bordeaux. Quindi Lincoln Clay per aiutare il suo padre adottivo è costretto a partecipare ad un grosso colpo organizzato proprio da Sal Marcano, con il quale ogni debito sarà saldato, guadagnandoci pure.

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Un colpo sicuro, facile e nel quale nulla può andare storto, se non fosse che “quei figli di puttana italiani vogliono fotterti”, infatti a Lincoln non finisce bene gli viene strappata quell’unica famiglia che gli rimaneva e viene quasi ucciso. Da lì ha inizio la storia del nostro protagonista scandita da colpi di scena, flashback e testimonianze che come in un documentario ci raccontano l’ascesa al potere di Lincoln Clay, mosso da un profondo senso di vendetta nei confronti di Sal Marcano e suo figlio Giorgi. Un sentimento che con non molta fatica diventerà il nostro, provando piacere nel conquistare sempre più potere e avvicinarsi sempre più al nostro obiettivo: strappare a Sal Marcano l’impero che ha costruito e vederlo bruciare insieme ai resti della sua famiglia. Ciò che rende coinvolgente tutta la vicenda sono i cambi di regia e di prospettiva continui, l’intreccio è narrato in modo maniacale attraverso deposizioni, testimonianze e filmati raccolti dai federali per far luce sui fatti accaduti a New Bordeaux nel ’68. Inoltre il racconto di tanto in tanto rompe la continuità narrativa presentandoci nuovi personaggi e così facendo dà modo al giocatore di non annoiarsi mai, ma lo incuriosisce sempre di più. Se la trama riesce a non annoiare mai, non si può dire lo stesso delle missioni, ma andiamo con calma e facciamo un giro per le strade di New Bordeaux con la nostra “De’Leo Traviata” rossa fiammante.

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Sesso, droga e armi ecco New Bordeaux

A fare da sfondo alle nostre corse in auto e alla nostra sete di vendetta ci sarà New Bordeaux, città ispirata alla reale New Orleans, divisa in dieci distretti ognuno dei quali è gestito da uno dei generali di Marcano. La mappa di gioco non è enorme, non aspettatevi l’immensità di un Grand Theft Auto né la stessa mole di attività, Mafia III potrebbe a prima vista apparire simile alla saga di Rockstar, ma in realtà vuole semplicemente narrare una storia che perderebbe tutta la propria densità se venisse annacquata con troppi contenuti. New Bordeaux riesce a trasmettere al giocatore tutte le problematiche di quei tempi e le spinte di cambiamento che vengono dal basso (ricordiamo che le vicende sono ambientate durante la rivoluzione culturale della fine degli anni sessanta), da un lato abbiamo una comunità nera che vuole riscattarsi con in bocca le parole “I have a dream”, dall’altro c’è la mafia che sente su di sé il cambiamento generazionale e culturale in atto (la gente comincia a parlare ed avere meno paura e le organizzazioni malavitose non sono più costituite solamente da italiani). Nulla si può dire sulla caratterizzazione dei vari distretti, passando dall’Hollow al French Ward attraversando Downtown si avrà la netta sensazione di trovarsi ogni volta in un luogo diverso, con gente diversa, con culture diverse.

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Il carattere di New Bordeaux è sicuramente uno dei punti di forza, insieme all’impeccabile colonna sonora che riesce a regalare momenti molto emozionanti, peccato che tutto questo non sia accompagnato da un comparto grafico all’altezza. Infatti il titolo da questo punto di vista non brilla, texture poco definite, una modellazione poligonale scarsa, scenari abbastanza piatti e un’illuminazione veramente pessima (i nostri protagonisti riflettono la luce in maniera innaturale, talvolta diventando color argento) rendono Mafia III poco presentabile ad un pubblico abituato al colpo d’occhio di un The Witcher 3 e persino dello stesso GTA V. Un vero peccato visto che l’ambientazione, se ben realizzata, poteva essere una delle migliori di questa generazione. Promossa a pieni voti invece la realizzazione dei volti che accompagnati da una recitazione digitale molto convincente riescono a trascinare il giocatore all’interno di questa storia. Anche il doppiaggio italiano è molto buono rendendo, per quanto riguarda i personaggi principali (non si può dire lo stesso per quelli secondari), ancor più realistica la recitazione. Altro neo del prodotto di Hangar 13 è l’ottimizzazione dedicata alla versione PC, infatti dopo aver lanciato il gioco con il blocco a 30 frame con la promessa di un’imminente patch per i 60 (ormai uno standard per i titoli PC) ci si è accorti subito che neanche le configurazioni più potenti riuscivano a cavarsela dignitosamente.

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Uccidiamoli tutti fino all’ultimo

Come abbiamo detto le missioni rischiano di annoiare il giocatore, distraendolo dalla trama, infatti dopo aver riconquistato i rispettivi distretti dei nostri tre alleati: Cassandra, Burk e Vito Scaletta l’andamento del gameplay sarà press’a poco identico a sé stesso. Ci verrà chiesto per conquistare ogni distretto di danneggiare il suo racket, fino a che non totalizzeremo un numero di danni preciso, distruggendo droga, pellicole porno, auto ecc…a quel punto il boss o i boss del distretto si faranno vivi e noi dovremmo semplicemente ucciderli, rivendicando come nostro quel territorio ed affidandolo ad uno dei nostri alleati. Carina la possibilità di gestire autonomamente il nostro impero assegnando come più ci aggrada le varie zone. Attenzione però affidare un distretto ad uno dei nostri generali piuttosto che ad un altro avrà delle ripercussioni sia sulla lealtà degli alleati sia sui benefici che questi ci daranno: armi rare, la possibilità di reclutare una squadra di sicari, di corrompere la polizia o di far cessare un inseguimento, inoltre potremmo farci recapitare un veicolo o far arrivare un furgoncino pieno di armi.

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Quello che più fa storcere il naso è però la ripetitività delle missioni di distruzione dei racket, anche se Hangar 13 ha provato a renderle più variegate dal punto di vista ambientale ciò non è bastato, rendendo l’incedere del gioco per certi versi frustrante per il giocatore che vede tra sé e la magnifica trama un’interminabile serie di missioni tutte uguali. Per fortuna non si può dire lo stesso per gli scontri con i luogotenenti di Sal Marcano, infatti questi riescono a dare un senso di sfida ed un maggiore coinvolgimento con vicende sempre diverse ed emozionanti, anche l’incontro finale con Sal è uno dei momenti migliori del titolo, nel quale odio, rispetto e vendetta si mischiano in un finale epico. Durante la nostra guerra potremmo anche curare gli affari dei nostri alleati, aumentando i loro introiti e di conseguenza anche i nostri, inoltre sarà possibile svolgere delle missioni secondarie che ci sveleranno il passato di Cassandra, Burk e Vito Scaletta, molto appassionanti quelle dell’ex protagonista di Mafia II che ci porteranno a scoprire che fine ha fatto Joe Barbaro.

Configurazione di prova

Processore AMD FX-8350 4Ghz
Scheda Video nVidia GTX 960
Memoria 16 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel I5-2500K, AMD FX-8120
Scheda Video 2GB of Video Memory & NVIDIA GeForce GTX 660, AMD Radeon HD7870
Memoria 6 GB
OS Windows 7 64-bit
PRO
Colonna sonora eccellente
Una delle migliori trame criminali mai scritte
Personaggi carismatici
CONTRO
Comparto grafico datato
Ottimizzazione carente
Illuminazione completamente da rivedere

Commento

Mafia III non fa del comparto grafico né del gameplay uno dei propri punti di forza, e questo basterebbe per stroncarlo sul nascere, però la cura che è stata dedicata per la trama lo rende un titolo comunque godibile che lascia tutto sommato qualcosa al giocatore. Dopo averlo finito si comprende quanto questo terzo capitolo poteva essere uno dei migliori free-roaming del 2016, visto che in pratica la sola trama è talmente forte da farlo uscire a testa alta, ma purtroppo è un’ulteriore occasione sprecata. Sicuramente consigliamo il titolo a chi cerca un intreccio denso, bello e coinvolgente che ti prende e non ti lascia andare fino alla fine; anche i fan della serie non rimarranno delusi visto che per certi versi Lincoln Clay riesce ad essere più carismatico dei protagonisti dei precedenti capitoli. In definitiva se riuscirete a grattare via la corteccia ruvida e grezza di Mafia III scoprirete una delle storie meglio scritte sul gangster di colore più temuto di New Bordeaux.
7.5