In quattro in Egitto, in un’avventura insidiosa sotto tutti i punti di vista

Data di uscita 9 dicembre 2014
Genere Action
Modalità di gioco Singleplayer, Co-op (fino a 4 giocatori)
Piattaforme PC, Xbox One, PlayStation 4
Sviluppato da Crystal Dynamics
Distribuito da Square Enix
Versione testata PC
cover

La figura dell’archeologo è veramente affascinante, basti pensare alle avventure tra nazisti e reliquie bibliche di Indiana Jones oppure a Nathan Drake che, alla ricerca dei tesori più antichi e preziosi, finisce sempre per cacciarsi nei guai. Un posto d’onore lo merita, però, Lara Croft che, oltre ad essere la protagonista di questa recensione, è una delle donne virtuali più conosciute e amate dal pubblico maschile (e non vi sto a dire perché). Dopo un periodo buio per l’archeologa anglosassone, le sapienti mani di Crystal Dynamics hanno sfornato l’ottimo reboot nel 2012, trasformando Lara in una ragazzina indifesa e martoriata dalle avversità, mentre nel 2010 pubblicarono Lara Croft and the Guardian of Light, action isometrico ambientato tra i templi maya di cui Lara Croft and the Temple of Osiris è l’erede. Abbiamo spulciato a fondo il titolo e il risultato non ci ha convinto del tutto, se volete scoprire le motivazioni schivate qualche masso gigante, saltate qualche fila di spuntoni avvelenati e seguite la nostra recensione.

Lara Croft and the Temple of Osiris Recensione 1

Un dio a pezzi

Diciamolo da subito, la trama di Lara Croft and the Temple of Osiris è banale e funge solo da collante tra l’esplorazione di una tomba e l’altra, tuttavia non possiamo far pesare troppo questo aspetto in un gioco che punta più che altro su enigmi ambientali e combattimenti contro nemici incavolati. Sappiate solo che la bella archeologa e il suo rivale Carter sono alla ricerca di antichi splendori nei templi dell’antico Egitto, finché quest’ultimo ha la bella idea di toccare un bastone lucente sospeso in una sala ricca di geroglifici con su scritto, grande come una casa, “attenzione maledizione“. Ebbene la maledizione li colpisce veramente, non un malocchio qualsiasi, bensì quello di Seth, che aveva precedentemente fatto a pezzi suo fratello Osiride e lo aveva gettato nelle impetuose correnti del Nilo. Così Lara, invece di svuotare un caricatore della pistola sul grugno di Carter, decide di collaborare con lui insieme a versioni “umanizzate” di Iside e Horus per salvare Osiride e spezzare una volta per tutte la maledizione.

Lara Croft and the Temple of Osiris Recensione 2

Questa trama da cinepanettone riesce però a fornire un perché alle nostre esplorazioni delle tombe ancestrali che punteggiano la valle dei templi che funge da hub. Ogni sepolcro principale conterrà un frammento di Osiride, che si posizionerà su un piedistallo posto al centro del crocevia, il nostro scopo sarà recuperarli tutti, assieme ad alcuni vasi canopi ottenibili uccidendo alcuni boss. L’impresa non è improba e neanche lunga, completare la storia di Lara Croft and the Temple of Osiris richiede circa cinque ore, che incrementano se decidiamo di completare ogni sfida, raccogliere tutti i collezionabili e completare speciali challenge tombs. Anche portando a termine tutte queste attività sarà comunque difficile superare le dieci ore di gioco.

Lara Croft and the Temple of Osiris Recensione 3

B-Team

Il fulcro di Lara Croft and the Temple of Osiris è sicuramente la cooperativa, ora fino a quattro giocatori. Il team sarà composto dalla coppia di archeologi, Carter e Lara, e quella di dei, Iside e Horus; i primi disporranno di un rampino per superare pareti e una torcia utile per accendere bracieri e risolvere semplici enigmi, mentre i secondi useranno il potere dei loro bastoni per alzare pedane, attivare meccanismi o utilizzare uno scudo su cui si potrà salire per passare oltre alti muri. Più giocatori faranno parte del team e più gli enigmi diverranno complicati e richiederanno coordinazione, mostrando uno studio decisamente accurato e tarato sull’affiatamento del gruppo. I problemi, però, ci sono eccome. Partiamo dal sistema di controllo, su PC è quasi impossibile giocare con tastiera a meno di essere i figliastri del Doctor Octopus e, anche utilizzando un joypad, la situazione non migliora di molto a causa di una telecamera scomoda che costringe i giocatori a gestire al millimetro gli spazi e a rimanere sempre appiccicati come delle ventose. Sarebbe stato meglio introdurre una telecamera separata per ogni membro del gruppo, o rendere più flessibile quella attuale, facendola assomigliare meno a quella che caratterizza i giochi in cooperativa locale.

Lara Croft and the Temple of Osiris Recensione 4

Ma la generale scomodità nel giocare Lara Croft and the Temple of Osiris è solo la punta dell’iceberg di problemi che gravano sul titolo, nell’enorme massa ghiacciata buttiamoci pure la scarsa varietà degli enigmi che, dopo le prime tre o quattro tipologie, mischiano solamente le carte in tavola senza inserire qualcosa di veramente innovativo, rendendo buona parte della seconda metà dell’avventura noiosa. Qualche enigma che ti fa spremere duramente le meningi c’è, qualche trovata che ti fa esclamare “toh, non c’avevo pensato!” pure, ma generalmente i rompicapo includono sempre le stesse meccaniche e sono risolvibili con facilità, soprattutto se si gioca da soli, dove tutto l’impegno relativo a coordinazione e intesa si volatilizza. Ma forse il difetto più frustrante di Lara Croft and the Temple of Osiris, quello che fa rizzare i peli dalla paura e fa scappare i gatti con un sonoro “meow!“, sono i bug, o signore mio, i bug! Talmente tanti e talmente brutti da farvi rischiare una scomunica in più di un’occasione. Crash, personaggi bloccati, morti insensate e palle impossibili da spostare sono solo alcuni dei problemi che incontrerete nelle sessioni in cooperativa del gioco, tali, solo loro, da provocare la rimozione istantanea del gioco dall’hard disk in soggetti con scarsa capacità di autocontrollo. Noi di Gamesquare dobbiamo ringraziare i numi per la profusione di pacatezza nei nostri confronti, perché la tentazione di mandare tutto al diavolo c’è stata più di una volta, ma da bravi redattori siamo riusciti ad andare oltre, assaporando anche la bellezza che il titolo Crystal Dynamics ci offre.

Lara Croft and the Temple of Osiris Recensione 5

Ruba e spara

Oh, ma c’è qualcosa di bello in questo Lara Croft and the Temple of Osiris? Certo che c’è, come già accennato prima gli enigmi sono abbastanza divertenti da giocare in compagnia e il fatto che la loro impostazione si adatti al numero di giocatori è da encomiare, nonostante le meccaniche vengano a noia dopo un po’. Ma c’è un altro punto che ho sciolto dall’iceberg per piazzarlo qua, perché in fondo tanto male non è, nonostante non brilli di luce propria. Le fasi shooting che separano un enigma o una fase platform dall’altra fanno il loro sporco lavoro, anche se si ritagliano solo un angoletto secondario rispetto all’impostazione pendente più sul versante rompicapo. La godibilità è data non tanto dalla varietà dei nemici e del modo in cui ammazzarli, piuttosto bassine entrambe, quanto al numero decisamente generoso di armi. Che ne dite di un lanciafiamme? Oppure di un fucile di precisione? O ancora di un lanciagranate con cui fare secchi, oltre ai nemici, anche gli alleati (ogni riferimento è puramente casuale)? La spettacolarità delle armi esplosive, unita a quella di alcune boss fight, come quella in cui si combatte su un’enorme palla di sterco, rialzano un pochettino le sorti di Lara Croft and the Temple of Osiris.

Parlare di Lara Croft e tralasciare antichi cimeli e gemme preziose non è carino, dovete infatti sapere che la nostra cacciatrice di tesori preferita, insieme con gli altri membri del party ovviamente, può essere agghindata di tutto punto con anelli e amuleti. Questi gioielli dall’egiziaco splendore vanno ad incrementare alcune statistiche a discapito di altre, c’è, tuttavia, la possibilità di ritrovare anelli particolarmente rari o leggendari che vi forniranno solo bonus e nessun malus. Non si è mai sentito, però, che un’eroina del calibro della Croft semplicemente “trovi” un anello o un amuleto a terra, alla stregua di un Diablo, infatti l’equipaggiamento più potente potrà venire in nostro possesso solo tramite completamento di varie sfide o l’apertura di determinati forzieri, che generalmente si trovano alla fine di ogni tomba, pagando un determinato numero di gemme accumulabili nel corso dell’avventura. Una meccanica decisamente basilare e di scarsa utilità, che però permette di differenziare ogni personaggio dall’altro o semplicemente di vantarsi con gli amici perché abbiamo trovato il “gioiello dorato leggendario della zia di Tutankhamon“.

Lara Croft and the Temple of Osiris Recensione 6

Toda joia toda beleza

Tecnicamente Lara Croft and the Temple of Osiris si difende bene, il dettaglio è complessivamente buono e il design delle tombe è valido e moderatamente vario. La cosa che fa più rabbrividire è, però, l’ottimizzazione del titolo che anche su configurazioni medio-alte non si schiodava dalla soglia dei 30 frame con numerosi picchi in concomitanza di tombe particolari. Il look generale è bello, sì, ma il prezzo da pagare in termini di fluidità è veramente troppo alto e ci fa pensare ad un lavoro di rifinitura quasi assente.
La qualità delle voci italiane non è eccellente e in alcuni casi neanche lontana dall’inadeguato, globalmente, però, il livello è discreto, come quello delle musiche, le quali non ci hanno fatto impazzire rimanendo comunque valide per movimentare alcune sequenze.

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore 2.0 GHz high end Dual Core CPU
Scheda Video AMD Radeon HD 6000 series or better / NVidia GeForce 500 series or better
Memoria 4 GB
OS Windows 7, Windows Vista, Windows 8

PRO
Con qualche amico diverte
Enigmi che si adattano al numero dei giocatori
Le situazioni richiedono cooperazione per essere superate
Basso prezzo

CONTRO
Poco longevo
Limitata varietà di meccaniche
Prestazioni scarse, anche su macchine potenti
Con tanti giocatori è spesso confusionario
Sti ca…volo di bug!

Commento

Questa volta Lara ha messo un piede su del terreno friabile e ha rischiato di cadere nel baratro, fortunatamente il suo fido rampino l’ha salvata impedendole di cadere nel vuoto. Possiamo sintetizzare con quest’immagine Lara Croft and the Temple of Osiris, un titolo moderatamente divertente da giocare con gli amici, grazie a sparatorie piene di botti ed enigmi che richiedono collaborazione per essere risolti, ma profondamente segnato da tanti bug e da un gameplay che spesso si traduce in confusione ed insulti in preda al delirio. Un titolo breve e a basso costo che può essere adatto per sparute serate con amici, rigorosamente fidati. Se invece siete soli soletti e avete intenzione di vestire nuovamente gli isometrici panni di Lara, guardate altrove che è meglio.
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