Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e a Gamesquare incatenarli

Data di uscita 30 settembre 2014 (digital), 3 ottobre 2014 (retail)
Genere Action/Adventure
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox 360, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Monolith Productions
Distribuito da Warner Bros. Interactive Entertainment
Versione testata PC
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La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor è uno di quei giochi che a prima vista ti lasciano l’amaro in bocca. Le animazioni di Assassin’s Creed, i combattimenti dei Batman: Arkham e La Terra di Mezzo, l’universo fantastico creato dal genio di J.R.R Tolkien, ci riportavano in quella dimensione di già visto non troppo cara a noi videogiocatori. Poi arriva la data di uscita e con essa tutte le ombre che gravano sul titolo si vanno a diradare e finalmente il vero titolo si mostra, non quella visione evanescente apparsa in una campagna pubblicitaria povera e che lasciava molto all’immaginazione. Ora posso finalmente dire che il gioco di Monolith è davvero un gran titolo e lo farò per mezzo di questa recensione.

La Terra di Mezzo L'Ombra di Mordor Recensione 1

Circondato dall’ombra

Per un fan di Tolkien giocare un titolo plasmato sull’universo fantasy creato dal professore britannico dev’essere stata fino ad oggi una vera impresa. Tra spin-off strategici e action di dubbio gusto, i sostenitori delle avventure di Frodo e compagnia bella potevano consolarsi solo con le trasposizioni della serie LEGO ambientate nella Terra di Mezzo. Finalmente, è proprio il caso di dirlo, il team Monolith ha confezionato un gioco basato sul mondo de Il Signore degli Anelli con una grande personalità e una qualità superiore alla media.

Il gioco, lo si deduce anche dal titolo, è uno spin-off che ha in comune con la trilogia di libri solo alcune vicende e personaggi. Cronologicamente è situato tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli e narra le avventure di Talion, un ramingo di Gondor a guardia del Nero Cancello. La vita all’avamposto con sua moglie e suo figlio andava a gonfie vele, quando un gruppo di Uruk comandato dai luogotenenti di Sauron attacca e fa strage di tutti i suoi occupanti. Sua moglie Ioreth e suo figlio Dirhael vengono uccisi davanti ai suoi occhi, poi la lama insozzata dal sangue dei suoi due amati, taglia la sua gola uccidendolo. Ma non è la morte che segnerà la fine della vendetta che l’animo del nostro Talion anela, uno spettro elfico, Celebrimbor, gli donerà infatti l’immortalità intrappolandolo in un limbo d’ombra e di sofferenza dove anch’egli risiede. Grazie all’elfo, il ramingo attingerà dal regno dell’ombra alcuni poteri molto utili in combattimento e potrà arrivare agli assassini della sua famiglia.

Monolith Productions

Monolith ProductionsSe siete tra quelli che leggendo il nome dello sviluppatore avete esclamato: “e chi è ‘sto Monolith?”, allora sedetevi e ascoltate un po’ di storia. La software house americana nacque nel 1993 e agli esordi (precisamente nel 1997 e 1998) realizzò Blood e Blood II: The Chosen, degli FPS molto simili a Doom noti per la loro enorme quantità di sangue e contenuti macabri. Dopo un periodo abbastanza piatto e dopo l’acquisizione del team da parte di Warner Bros, Monolith realizza i suoi migliori giochi con F.E.A.R. nel 2005 e F.E.A.R. 2: Project Origin nel 2009, mentre nel 2012 rilascia Gotham City Impostors, che si rivelerà un mezzo fallimento. Il team non si è cimentato per la prima volta nella realizzazione di un gioco dedicato a Il Signore degli Anelli, sempre nel 2012 ha infatti rilasciato Guardiani della Terra di Mezzo, un MOBA per PC e console che ha riscosso scarso successo.

Se le premesse ci fanno pensare ad una semplice storia di vendetta, ben presto i fatti che si susseguiranno nella non troppo lunga campagna principale accresceranno sempre più le responsabilità di Talion, che avrà in mano le sorti della Terra di Mezzo. Celebrimbor, invece, recupererà progressivamente la sua memoria perduta molto tempo fa e noi giocatori verremo a conoscenza dei legami che ha con il Signore Oscuro Sauron, con un azzardo narrativo che forse piacerà poco ai più intransigenti. Anche se con qualche “licenza poetica”, la trama non stravolge mai l’intreccio narrativo nei libri e scorre piacevolmente per le circa dieci ore necessarie a completare l’avventura principale.

Dolce vendetta

Le caratteristiche del gameplay de La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor sono molto affini a giochi come Assassin’s Creed e i Batman della Rocksteady. Dal primo i ragazzi di Monolith hanno preso le animazioni che muovono Talion sia durante la corsa che le arrampicate e qualche meccanica dello stealth, come ad esempio le macchie di vegetazione. Dai Batman è stato invece preso il sistema di combattimento, il Free Flow System, che ci permette di concatenare attacchi per fare salire il contatore delle combo in modo da poter utilizzare abilità ed esecuzioni truculente.

La Terra di Mezzo L'Ombra di Mordor Recensione 3

Nonostante da quanto detto si possa pensare ad una copia spudorata, posso assicurarvi che non è così, La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor prende spunto affinando e condendo il tutto, in questo modo in quasi tutti i casi si ha un miglioramento rispetto al modello originale. Dico quasi perché purtroppo alcune meccaniche non sono state rifinite abbastanza e risultano macchinose o peggiori di quelle originali. Mi riferisco soprattutto all’arrampicata, che non sporadicamente è legnosa e frutto di frustrazione, risultando non troppo reattiva in alcuni casi e in altri molto goffa, come quando per scendere da un luogo alto è necessario reiterare la pressione su un pulsante, un difetto che avevamo già visto negli Assassin’s Creed, ma che ne L’Ombra di Mordor è ancora più accentuato dato che ci è preclusa la possibilità di saltare via.

La Terra di Mezzo L'Ombra di Mordor Recensione 4

Il combattimento si comporta invece bene e, se volete, meglio di quanto visto nei diversi Batman a causa dei poteri di Celebrimbor misti ad una violenza più spinta, che in Batman è assente. L’elfo spiritico ci dà la possibilità di utilizzare il suo arco fantasma entrando in una sorta di modalità concentrazione, dove per un breve periodo, il tempo cesserà di scorrere concedendoci la facile opportunità di centrare il grugno dei nemici. Oltre all’arco avremo a disposizione una serie di abilità spiritiche che vanno dalla confusione ad uno scatto in grado di spezzare la guardia agli avversari più grossi e cattivi. A fianco delle abilità offensive disporremo degli occhi da elfo di Celebrimbor, che sembrano un misto tra Senso dell’Aquila e Modalità Detective di Batman, in grado di mostrarci i nemici da lontano e dietro alcune strutture, oppure punti chiave per l’interazione con l’ambiente.

Flora e Fauna a Mordor

Flora e Fauna a MordorMordor è una terra ostile ad ogni forma di vita, eppure molte piante ed animali crescono e scorrazzano per le sue lande. Il team di Monolith è rimasto molto fedele agli scritti del professore e le erbe che coglieremo, oltre a curare la nostra salute, faranno la felicità di chi vive a pane e Tolkien. Raccogliere l’erba pipa pensando al fumo che fuoriesce dalle bocche degli hobbit tra una risata e l’altra è veramente appagante. Anche la fauna è molto curata, anche se annovera meno varietà tra le sue fila. Tra le belve principali troviamo i Caragor, bestioni simili ad un gatto troppo cresciuto, i Ghoul e i Graug, enormi mostri dalla potenza impressionante che, assieme ai Caragor, saranno gli unici cavalcabili da Talion. Legate alla flora e alla fauna ci saranno missioni rispettivamente di sopravvivenza e caccia, che vi chiederanno di cogliere determinate erbe o uccidere un certo numero di bestie.

Ma sicuramente la parte del leone la fa il Nemesis System, la caratteristica più incisiva e originale del gioco, nonché caratteristica gradita a tutti i cultori del tatticismo o semplicemente a coloro che volevano solo una ventata d’aria fresca nel genere degli action adventure. Questo Nemesis System si basa su una gerarchia orchesca e si occupa di renderla verosimile randomizzando la promozione di determinati capitani o facendo sì che due di questi ultimi si scontrino. Il bello è che noi potremo creare zizzania tra i ranghi del Signore Oscuro acquisendo informazioni da sfruttare per approcciare tatticamente i comandanti e ucciderli sfruttando le loro debolezze. Alcuni saranno vulnerabili ai colpi furtivi, altri a sciami di mosche che è possibile fargli piombare in testa, oppure ancora esplosioni o enormi Caragor affamati, che potremo anche cavalcare. Ogni volta che un capitano ci rimetterà la pelle rilascerà una runa che ci permetterà di potenziare una delle tre armi disponibili nel gioco: l’arco di Celebrimbor per il combattimento a distanza, una spada spezzata che funge da pugnale per gli attacchi furtivi e la spada per le pugne più toste.

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Nella prima metà dell’avventura ci troveremo semplicemente a collezionare le teste dei capitani per indebolire l’esercito di Sauron, ma più avanti nell’avventura otterremo il potere di “marchiare” e controllare i nemici, in grado di rimescolare le carte in tavola. Se all’inizio l’opzione più ragionevole era raggiungere un capitano orco e ammazzarlo, ora tenderemo ad usare il potere di Celebrimbor per piegarlo ai nostri ordini, intimandogli di attaccare un altro capitano o di tradire il suo comandante. I comandanti possono essere spodestati partecipando a particolari eventi, tuttavia non bisognerà togliere di mezzo solo lui, ma anche eventuali guardie del corpo che saranno d’intralcio. Se lo scontro risulterà troppo difficile ci basterà assumere il controllo di alcuni soldati e poi attivarli al momento giusto per gustare una lotta fratricida veramente appagante.

Potrà capitare di rimanere uccisi durante lo scontro con un capitano, oppure che uno dei capitani morti si scontri nuovamente con voi. Nel primo caso l’orco designato aumenterà la sua forza e, quando vi rincontrerete, si farà vanto delle sue abilità; nel secondo caso invece si ricorderà del destino capitatogli e ne sarà segnato anche fisicamente (indossando delle maschere ad esempio). Lo strato tattico di cui è permeato L’Ombra di Mordor vi spingerà anche a calcolare bene le situazioni, per scampare ad una morte certa oppure andarsela a cercare volontariamente. Siamo un Senzamorte e quindi ci è impedito morire definitivamente, ma una volta morti il Nemesis System compirà il suo lavoro facendo sì che gli orchi capi si uccidano, completino eventi o vengano promossi, questo potrebbe inficiare i piani di qualcuno, ma anche semplificarglieli facendo salire il livello di Potere di un orco per poi assoggettarlo.

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Mordor è una terra selvaggia e piena di cose da fare e se la storia principale e i giochi di potere vi verranno a noia, vi aspetteranno una serie di missioni secondarie studiate per accrescere i poteri del ramingo di cui viviamo le sorti. L’enorme varietà di approcci del gioco si condenserà in alcune missioni che vi imporranno un certo stile di gameplay, partendo da uno più furtivo, passando per uno in cui dovrete combattere a distanza e terminando con uno più “caciarone”. Le missioni che richiedono un approccio meno discreto funzionano bene grazie al collaudato sistema di combattimento di cui ho già parlato, mentre quelle furtive risultano meno riuscite a causa di un’intelligenza artificiale non proprio reattiva e furba. Certo si tratta di orchi, emblema di rozzezza e stupidità, ma dopo esser riusciti a massacrarne un gruppo stando nascosti all’interno del cespuglio vi renderete conto che sono davvero troppo stupidi. Inoltre dopo aver sbloccato l’abilità “Violenza” e aver selezionato le giuste rune, sarà possibile risolvere in quattro e quattr’otto gli scontri spaventando gli avversari alla visione di un compagno trucidato brutalmente. È un peccato che questo livello di difficoltà non troppo elevato faccia propendere per un attacco più diretto e meno dedito all’utilizzo tattico di armi ed ambiente.

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La Terra di Mezzo come non l’avete mai vista

Da un punto di vista visivo, La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor si ispira chiaramente all’iconografia fantasy che abbiamo apprezzato nella trilogia di film diretti da Peter Jackson. La somiglianza degli Uruk nel gioco con quelli di celluloide è impressionante e i ragazzi di Monolith hanno lavorato molto per differenziare i nemici in maniera quasi maniacale, tant’è che in un combattimento sarà difficile incontrare due nemici identici. Lavoro eccellente anche per i capitani orchi, che presenteranno differenze fisiche e relative al vestiario, a volte propendendo per uno stile più macabro, altre volte più grottesco.

Oggetti d’antiquariato

Oggetti d'antiquariatoSparsi per le terre di gioco ci saranno un discreto numero di collezionabili, come manufatti e frammenti di Ithildin. Alcuni oggetti andranno esaminati per trovare dei frammenti di memoria dai quali Celebrimbor è in grado di estrapolare dei ricordi perduti che alimenteranno l’alone di mistero intorno ai personaggi o eventi e, a volte, si collegheranno all’intreccio narrativo dei libri. Altri, come i frammenti di Ithildin, comporranno man mano un’immagine significativa per Celebrimbor, molto somigliante a quella che impediva il passaggio della Compagnia dell’Anello a Moria.

Per quanto riguarda le ambientazioni, invece, dobbiamo dire che lo stacco tra i film e il videogioco è più netto, facendoci vedere una Mordor più viva e verdeggiante, rispetto alla distesa cinerea e brulla che abbiamo apprezzato sul grande schermo. La variazione è senz’altro gradita, ma alcune ripetizioni di elementi architettonici e ambientali ci fanno provare una sensazione di già visto che incide sulla personalità dei luoghi nei quali è ambientata la nostra avventura.

Il gioco gode in generale di buone texture, con alcuni bassi soprattutto per quanto riguarda quelle ambientali, mentre quelle dei personaggi, soprattutto del nostro Talion, sono di ottima fattura. Buona la gestione delle fonti luminose, con un tramonto davvero sublime. Il tutto gira fluidamente su una configurazione medio-alta impostato quasi tutto al massimo e singhiozza un po’ solo in scene particolarmente concitate e ricche di particellari. Gli sviluppatori hanno curato in maniera certosina anche il doppiaggio e le musiche, regalandoci un sonoro davvero godibile ed immersivo.

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-750, 2.67 GHz | AMD Phenom II X4 965, 3.4 GHz
Scheda Video NVIDIA GeForce GTX 560 | AMD Radeon HD 6950
Memoria 4 GB
OS 64-bit: Vista, Win 7, Win 8

PRO
Tattica e varietà negli scontri
Il Nemesis System funziona bene
Varietà nei modelli dei nemici
Buono il comparto sonoro

CONTRO
Intelligenza Artificiale poco reattiva
Sulla lunga distanza c’è l’ombra della ripetitività
L’arrampicata è a volte macchinosa
Campagna principale non particolarmente lunga

Commento

La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor, al contrario di come ci era apparso prima di toccarlo con mano, si è rivelato un gioco davvero ottimo. I ragazzi di Monolith sono stati capaci di partire da basi trite e ritrite riuscendo a trarre un’innovazione veramente convincente, minata solo da piccole magagne relative soprattutto all’intelligenza artificiale. Talion è riuscito a farsi strada nei cuori degli appassionati de Il Signore degli Anelli e ora si erge vittorioso sulla cima del Monte Fato, in attesa che qualche sfidante bruci il suo anello del potere.
8.5