Monolith manca di nuovo il bersaglio con un DLC dedicato a Celebrimbor non proprio esaltante

Data di uscita 24 febbraio 2015
Genere Action/Adventure
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox 360, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Monolith Productions
Distribuito da Warner Bros. Interactive Entertainment
Versione testata PC
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Quando La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor uscì sorprese un po’ tutti, dagli scettici fino a coloro che, pur essendo appassionati del mondo di J.R.R. Tolkien, non vedevano un grande potenziale nella creatura di Monolith. Eppure da un connubio di meccaniche già affermate e anche un tantino sovrasfruttate è uscito fuori un gioco validissimo e persino originale nella sapiente mistura di noto e di nuovo. A quasi cinque mesi dall’uscita e dopo un primo deludente DLC dedicato alle bestie della Terra di Mezzo, Monolith prova ad aggiustare la mira con un contenuto scaricabile dedicato all’elfo Celebrimbor, colui che ha forgiato gli Anelli del Potere nonché compagno spiritico di Talion. I ragazzi di Monolith, però, non devono essere dei cecchini, perché il bersaglio l’hanno mancato di nuovo, e non di poco.

La Terra di Mezzo l'Ombra di Mordor Il Lucente Signore Recensione 1

Lotta di potere

Come per Il Signore della Caccia possiamo lanciare i nuovi contenuti direttamente dal menù di gioco, una pratica che ci aveva fatto storcere il naso nel primo caso, ma che ora è giustificata dall’imbocco di un ramo narrativo molto distante dalle vicende di Talion. Avviato il DLC si viene colpiti dal primo macigno: la mappa di gioco è stata spudoratamente e brutalmente riciclata, nulla ci fa pensare ad una ambientazione risalente a millenni prima, tutto è stato ripreso dalla prima zona visitabile nel gioco base. Dopo questa prima botta che improvvisamente fa crollare le seppur minime speranze di riscatto riposte in questo secondo contenuto scaricabile, ne arriva un’altra: tutte le premesse narrative si infrangono in una organizzazione del plot assolutamente inadatta e superficiale, che dipinge la lotta tra Sauron e Celebrimbor alla stregua di una disputa tra ragazzini per controllare più territori, senza la solennità e un minimo di introspettività richieste nel raccontare storie come questa. Dopotutto stiamo parlando di Tolkien.

Il contenuto non si risolleva molto sul versante del gameplay, che poggia le sue bassi su quello, già solidissimo, del gioco principale. Celebrimbor non è un semplice Talion “reskinnato“, ha dalla sua diversi poteri unici e soprattutto è in possesso dell’Unico Anello il quale gli garantisce l’utilizzo di un’abilità che rallenta il tempo e fornisce colpi critici, più potenti di quelli che normalmente si sbloccano con una combo, per tutta la durata dell’effetto. Per ricaricare il gioiello il nostro eroe dovrà marchiare quanti più nemici possibile, avendo a disposizione anche una funzione per richiamare un drappello di bruti convertiti per supportarlo durante gli scontri più affollati. Tutto questo, unito al fatto che Talion è fragilino e utilizza l’arco senza rallentare il tempo, ci porterà a cambiare tattica negli scontri, evitando gli attacchi a viso aperto contro le orde di Sauron e facendo fare il lavoro sporco ai nostri Uruk, convertendo rapidamente qualche pelleverde per ricaricare l’Anello. Non vi nascondo che all’inizio sono morto diverse volte a causa di orchi ancora più cattivi e numerosi e capitani tenaci, ma inteso che tutto il combattimento deve puntare alla ricarica del potere dell’Unico, sono riuscito rapidamente a volgere a mio favore anche gli scontri apparentemente impossibili. Dispiace che i combattimenti siano stati ridotti ad un monotono utilizzo di medesime abilità per sbloccare quella finale “super potente, come dispiace che questa discutibile innovazione apportata al gameplay sia applicata a missioni generalmente piatte e senza mordente, fatto salvo per lo scontro finale che, seppur semplice, riesce a tenervi sulle spine rimediando a quell’atrocità a base di QTE presente nel gioco base.

La Terra di Mezzo l'Ombra di Mordor Il Lucente Signore Recensione 2

La nemesi che non c’è

Occhio alla testa che Wile E. Coyote vi sta colpendo con un terzo macigno, e voi non siete Beep Beep. Se, come penso io, il buon canide dei deserti ha fatto centro e vi ha colpito in pieno sappiate che Monolith nella creazione de Il Lucente Signore ha castrato una delle cose riuscite meglio ne La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor: il Nemesis System. Non fate quelle facce, non l’ha eliminato del tutto, le schiere di comandanti e capitani ci sono ancora, come sono ancora presenti le informazioni sulle tattiche da utilizzare per strappare la testa dal collo a quei brutali mostriciattoli, è stato “solamente” tolto il controllo al giocatore, che ora non può più creare lotte intestine o far rivoltare i servitori contro i loro padroni. È che a me piaceva proprio tanto.

Tra braccia, teste e gambe mozzate ho passato sulle battutissime terre di Mordor poco meno di tre ore, completando tutte le missioni principali (10 in tutto), quelle secondarie per potenziare l’Unico Anello e raccogliendo i sei collezionabili che arricchiscono le conoscenze sul background narrativo. Una volta terminata l’avventura non potremo continuare a giocare per riprendere ciò che abbiamo perso, tuttavia avremo l’opportunità di metterci in ballo nelle classifiche online completando gli obiettivi della Prova dell’Anello, nella quale possiamo reperire anche rune di livello 30.

La Terra di Mezzo l'Ombra di Mordor Il Lucente Signore Recensione 3

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-750, 2.67 GHz | AMD Phenom II X4 965, 3.4 GHz
Scheda Video NVIDIA GeForce GTX 560 | AMD Radeon HD 6950
Memoria 4 GB
OS 64-bit: Vista, Win 7, Win 8

PRO
Chi non è sazio ha un motivo per tornare a decapitare orchi

CONTRO
Nemesis System castrato
Mappa brutalmente riciclata
Innovazioni discutibili

Commento

Se ne Il Signore della Caccia Monolith era rimasta statica sulle scelte di gameplay dell’Ombra di Mordor, con Il Lucente Signore prova a cambiare le cose con un pezzo da novanta come Celebrimbor ed il Signore Oscuro per eccellenza Sauron, inserendo in questa sfilata di celebrità anche uno degli oggetti più temuti e bramati della storia del fantasy. Peccato che se le premesse facevano pensare a qualcosa di solenne e piacevolissimo, alla prova dei fatti si sono infrante in una realizzazione mediocre: un Nemesys Sistem a metà, un gameplay meno godibile di quello originale ed un adattamento della trama da dimenticare. Se volete spendere dei soldi fatelo altrove, a meno che non vogliate spasmodicamente ampliare la già ottima esperienza de La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor.
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