La guerra non si può fermare, travolge tutto come uno tsunami di sangue e violenza, coinvolgendo civili e vittime innocenti. Anche un luogo fatato come la Terra di Mezzo può trasformarsi in una terra arida ed inospitale:  se al tempo de L’Ombra di Mordor nel nostro cuore albergava soltanto vendetta, questa volta la situazione è ben più complicata. Siamo in guerra, affilate le spade.

Dark VS Light

Talion e Celebrimbor sono riusciti a creare un nuovo anello per contrastare il ritorno di Sauron, l’Oscuro Signore è estremamente potente, ma altri personaggi cercano di smuovere il sottile equilibrio su cui viaggiano le due fazioni. Tra questi l’ammaliante Shelob, che si presenta a Talion sotto forma umana, rubando con l’inganno l’anello. E’ da questo momento che le vicende dell’Ombra della Guerra avranno inizio.

Ombra della Guerra

La storia si dipana attraverso sei campagne differenti, in cui il Ramingo è chiamato a collaborare o scontrarsi con diversi personaggi presi di peso dal mondo creato da Tolkien. Possiamo dirlo con certezza: il comparto narrativo di questo secondo episodio è coinvolgente, spettacolare e ricco di pathos. Da lotte contro entità non morte alla difesa degli ultimi umani presenti a Mordor, ce n’è per tutti i gusti, posizionando l’Ombra della Guerra diverse spanne sopra il precedente capitolo.

E’ percepibile inoltre una presenza molto più “ingombrante” dell’Oscuro Signore: dai Nazgûl al persistente occhio infuocato nel cielo, Sauron vi osserverà sempre. Non si parla più della sola vendetta dei due protagonisti, stavolta in gioco c’è la salvezza di tutta la Terra di Mezzo. In particolare abbiamo molto apprezzato il personaggio di Carnan, che con la sua campagna vi farà vivere momenti di pura adrenalina, non aggiungiamo altro per non rovinarvi la sorpresa, ma le migliorie non terminano qui.

A far da cornice al comparto narrativo troviamo il leitmotiv di tutto Shadow of War: Il Nemesis System. Ogni partita genera randomicamente gli eserciti di orchi con cui il Ramingo ed il Lucente Signore avranno a che fare. Come in un sadico Yahtzee verranno mescolati abilità e punti deboli dei capitani nemici, generando proceduralmente le difese delle varie regioni. Al giocatore la scelta se massacrare o assoggettare i capitani, ed una volta accorpate forze sufficienti, scagliarsi contro la fortezza nemica.

E’ in questo momento che la guerra da “ombra” diventa una cruda realtà: a destra e a manca orchi vengono trucidati, bruciati e avvelenati. Talion è un uomo solo, e nonostante le sue straordinarie capacità ha bisogno di alleati all’altezza, e di indebolire l’orchesca fortezza eliminando i suoi comandanti prima dell’assalto finale.

Ombra della Guerra

Questi assalti sono davvero una goduria da vedere, e fortunatamente gli sviluppatori hanno deciso di non abusarne nella campagna, dato che già dopo un paio di regioni conquistate sarà evidente una certa ripetitività di fondo. Si tratta di conquistare diverse zone del forte, accompagnati dai propri capitani, per poi lanciarsi allo scontro finale contro il reggente del castello. Per completare la trama principale non è però necessario conquistare tutte le regioni. La situazione cambia nella fase “endgame”.

Le virgolette sono volute, dato che il “reale” finale di Shadow of War sarà ottenibile soltanto dopo svariati scontri per difendere le fortezze conquistate, in un crescendo di difficoltà molto ripido. Come detto in precedenza la crescita di Talion è costante, ma non quella degli orchi conquistati, potenziabili svolgendo una serie di missioni piuttosto piatte (dato che nella maggior parte dei casi scadono in semplici scazzottate). Ecco quindi arrivare in soccorso del giocatore “svogliato” le microtransazioni con cui ottenere orchi potenti da inserire nel proprio esercito, valuta in game non premium e diversi oggettucoli utili allo scopo finale. Non entriamo nel merito della questione, ma possiamo dirvi che il gioco è tranquillamente completabile senza spendere un euro in più, anzi, alcuni forzieri base sono acquistabili con la valuta non premium. Con la giusta dose di pazienza e abilità riuscirete a concludere degnamente Shadow of War.

Conquistare e difendere le fortezze quindi è divertente? Si lo è. Tuttavia passare ore e ore negli scontri potrebbe risultare estremamente ripetitivo, specie se vi siete letteralmente “bevuti” tutte le campagne e siete rimasti unicamente con questo compito da svolgere. Se al contrario amate questi momenti ricchi di scontri, eserciti orcheschi inferociti e perfidi capitani da sgominare, complimenti. Siete arrivati nel vostro Nirvana.

Ombra della Guerra

Tuttavia l’Ombra della Guerra non si poggia soltanto su accattivanti sottotrame e guerre senza quartiere, a completare il pacchetto troviamo diversi collezionabili, missioni online per conquistare o vendicare altri giocatori e i ricordi di Celebrimbor. Tali ricordi rappresentano un sistema di sfide a trofei con cui ottenere nuovi oggetti o abilità per potenziare Talion, anche senza aumentare di livello il personaggio.

Il Ramingo

Anche il Senza Morte più celebre della Terra di Mezzo ha subito diverse migliorie in questo episodio, a partire da un albero delle abilità estremamente vasto. Ad ogni punto in più da poter spendere in questo enorme menu potremo acquisire nuove skill e sotto-abilità per Talion. Questo permette di costruire un personaggio compatibile con l’approccio del giocatore: potreste preferire metodologie più stealth oppure migliorare la potenza delle vostre cavalcature, o addirittura puntare tutto sugli scontri all’arma bianca. Le possibilità sono tante, e queste aiutano a diversificare un gameplay che si basa sull’arcinoto Free Flow System.

Il sistema di combattimento visto in svariati titoli non cambia di una virgola in Shadow of War, ed è forse questa la pecca più grande di un progetto potenziato sotto tutti i punti di vista. Se da un lato non è difficile prendere dimestichezza con il sistema di comandi, dall’altro, dopo ore e ore di botte date e ricevute potreste stancarvi. Ecco quindi che il nuovo albero delle abilità di cui abbiamo parlato prima arriva a salvare capra e cavoli, non variando il gameplay alla sua base, ma offrendo diversi approcci agli scontri. Il tutto poi si sposa alla meraviglia con il già citato Nemesis System, che “costringe” ad affrontare i nemici in modi diversi. Unica pecca nel sistema randomico è la tendenza a realizzare orchi molto simili nelle loro abilità: spesso infatti abbiamo affrontato capitani immuni alla maggior parte degli attacchi, e per alcune sottotrame potrebbero capitarvi in team tutti insieme. Il risultato è un’impennata del livello di difficoltà ed una leggera frustrazione di fondo.

Ombra della Guerra

Fortunatamente avrete a disposizione un nuovo sistema di equipaggiamenti per migliorare costantemente il vostro personaggio: armi, armature e anelli divisi per gradi (fino al livello leggendario), con sfide per migliorarli ulteriormente. Ad ogni strumento è possibile inoltre fondere delle gemme raccoglibili da nemici o statue, anch’esse suddivise in diversi livelli, per migliorare l’attacco, l’energia vitale o il loot.

Il risultato finale è sicuramente un prodotto godibile sia dai neofiti della serie che dagli appassionati delle vicende di Talion e Celebrimbor, anche se il tutto si poggia su un sistema di combattimento che sembra ormai aver fatto il suo corso.

Lucidare il Lucente Signore

Le migliorie chiaramente sono state apportate anche al comparto tecnico: se l’Ombra di Mordor soffriva di una certa mancanza di elementi e cura a causa della sua natura “cross gen”, l’Ombra della Guerra riesce ad ergersi a dichiarazione spontanea d’amore per le ambientazioni create da Tolkien. Ovunque Orchi bivaccano attorno ai fuochi da campo, ceneri fumanti dai detriti delle costruzioni fumano colorando il cielo di nero, bestie e ghoul si cibano dei cadaveri. Questo secondo capitolo riesce in tutto e per tutto a dare uno spaccato di una guerra imperante e diffusa, che si abbatte sui pochi superstiti con estrema ferocia.

Peccato che ci sia in parte una certa “ferocia” anche nella stabilità generale del gioco, che nella versione PC sembra soffrire di un equilibrio precario, a cui fortunatamente le community hanno trovato soluzione prima delle solite patch correttive. Se acquistando il gioco su Steam subirete crash improvvisi e ripetuti vi consigliamo di cercare online, esistono diverse soluzioni che sacrificano leggermente il frame rate a favore della stabilità generale.

Nonostante questi intoppi gli squarci visivi restano incantevoli, e alcuni personaggi sono realizzati magistralmente, accompagnati inoltre da un buon doppiaggio in italiano, capace di rendere al meglio la carica emotiva della drammatica situazione. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora realizzata da un’intera orchestra che sostiene il ritmo serrato degli scontri, si ammutolisce alla presenza dei tenebrosi Nazgûl e trionfa alla conquista delle fortezze.

Ombra della Guerra

PRO
Non è necessario aver giocato il primo capitolo per apprezzarlo
Ogni campagna è degna di essere goduta
Migliorato sotto (quasi) tutti gli aspetti
CONTRO
Il Free Flow sta iniziando a stancare
Problemi piuttosto gravi sulla stabilità generale
Panoramica Recensione
Valutazione
8.5
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Gabriele Carollo
Nato videoludicamente con il Sega Mega Drive e le folli corse di Sonic, da quel momento è nato un amore spasmodico per i videogames, cresciuto provando quasi tutte le console esistenti. Tra parolacce inveite contro il televisore, ettolitri di birra e una folta barba cerca di unire l'amore per i videogiochi alla passione per la scrittura, il risultato è sotto i vostri occhi.