Abbiamo messo le mani sul terzo capitolo della saga più fuori di testa di sempre, dove il cazzeggio è sempre al primo posto.

Data di uscita 01 dicembre 2015
Genere Strategico in tempo reale
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox One, PlayStation 4
Sviluppato da Avalanche Studios
Distribuito da Square Enix
Versione testata PC
Cover

Avalanche Studios, dopo aver rilasciato Mad Max, torna a far parlare di se con Just Cause 3. Rico Rodriguez lascia i Servizi per ritornare nella sua terra natale, l’arcipelago mediterraneo di Medici, in cui un uomo scriteriato ha instaurato un governo dittatoriale con l’ambizione di tenere l’intero mondo sotto il suo controllo. I presupposti per l’ennesima avventura dedita al cazzeggio ci sono tutti, ma come vedremo è sotto altri aspetti che il gioco pecca molto. Presumibilmente il team svedese era provato dal lungo ed impegnativo sviluppo di Mad Max, l’open world ambientato nel pazzo universo dell’omonima pellicola cinematografica. Muniamoci di rampino e paracadute e gettiamoci insieme nelle accoglienti isole di Medici popolate da schizzati.

Just Cause 3 Recensione-06

Ti piace il mio rampino di Bavarium?

Just Cause 2 non era caratterizzato da un sistema di combattimento molto vario, almeno non tale da permetterci di affrontare i nemici in molteplici modi differenti. In quest’ultimo capitolo è invece possibile evitare in molti casi di sparare anche un solo proiettile: tutto ciò grazie al caro vecchio rampino, che per l’occasione è stato ulteriormente modificato. Se avete intenzione di abbattere una enorme cisterna oppure di bloccare o distruggere svariati carri armati o ancora degli elicotteri da guerra, poco importa, perché il rampino è in grado di affrontare qualsivoglia genere di avversario. Se, come noi, in Just Cause 2 vi divertivate ad attaccare sul posteriore della vostra vettura i malcapitati passanti o qualunque altra cosa vi capitasse a tiro, sappiate che in quest’ultimo capitolo il rampino vi permetterà di fare miracoli: appendere sull’orlo di un precipizio fino a sei carri armati e di far schiantare uno dietro l’altro tutti gli elicotteri, anche quelli più agguerriti, che vi verranno a rompere le scatole dall’alto. Insomma, se non sapete come affrontare una situazione, potete contare sul vostro “bracciale tuttofare”. D’altro canto però le sparatorie sono diventate sterili ed esageratamente semplici, tanto che se si gioca con mouse e tastiera si possono fare delle vere e proprie stragi con una semplice pistola. Certo, i nemici presenti nelle zone più avanzate sono più resistenti, ma niente che il nostro bel rampino e un mitra non possano gestire senza troppi problemi.

Just Cause 3 Recensione-03

La mia è più grossa!

Gli sviluppatori di Just Cause 3 hanno creato un sistema di territori che spinge il giocatore a dover conquistare una, dieci, cento basi militari e paeselli sparsi per tutta la mappa, uno identico all’altro, con la sola differenza sta nel numero delle cose da distruggere o conquistare per poter liberare l’area dall’influenza dell’esercito del generale.
Ma non preoccupatevi, se tutto ciò non vi è bastato la prima volta, alla fine del gioco potrete anche ripristinare l’influenza di ogni singolo avamposto, per affrontare nuovamente la straordinaria esperienza di conquistarlo per la millesima volta, senza alcun aumento della difficoltà di gioco, con i soliti quattro megafoni da distruggere e i cartelloni propagandistici di Di Ravello belli visibili all’ingresso dell’area con su scritto “Dai, muoviti a farmi saltare in aria”. Tutto ciò diventa veramente deleterio a lungo andare, anche perché, come già precedentemente accennato, tutte le zone da conquistare sono sempre simili l’una all’altra, quindi tutto il divertimento iniziale andrà letteralmente a farsi benedire già dopo aver liberato le prime aree della mappa.

Just Cause 3 Recensione-02

Purtroppo negli ultimi tempi sta passando sempre più spesso il preconcetto che, se la mappa è grande allora sarà sicuramente bella e variegata, ciò non potrebbe essere più sbagliato. Si è avuto più e più volte la prova che i titoli dotati di una mappa più piccola, spesso e volentieri, non hanno solo una qualità delle ore di gioco nettamente migliore, ma anche delle attività decisamente più variegate e alla lunga meno stancanti e ripetitive.
Nel caso di Just Cause 3 sono state inserite delle attività piuttosto divertenti, stiamo parlando delle sfide sparse per la mappa e diversificate tra loro: sfide con le armi al poligono di tiro, sfide a tempo con l’aereo o l’elicottero, altre con la tuta alare o altre ancora dedicate al raccoglimento del bavarium e via dicendo. Insomma, le attività ci sono, il problema si palesa dopo qualche ora di gioco, nel corso delle quali continuiamo ad imbatterci nelle stesse identiche sfide, con la sola variante della “difficoltà”. Purtroppo, anche in questo caso, si perde l’interesse a completarle già verso la fine del gioco, quindi perché continuare una volta terminata la campagna?

Just Cause 3 Recensione-01
Avalanche Studios ha pensato bene di inserire dei premi al termine delle prove sopracitate, chiamati semplicemente Ingranaggi. Questi servono per sbloccare i potenziamenti del nostro protagonista, ogni genere di attività ci fornirà gli ingranaggi solamente per quella categoria di mod: Distruzione, Esplosivi, Veicoli, Velivoli, Barche, Armi, Rampino e Paracadute/Tuta Alare. Alcuni di questi potenziamenti sono superflui o di poco conto, mentre altri cambiano letteralmente il modo di spostarsi nella mappa e come affrontare i nemici nelle situazioni più disparate, ad esempio è presente la mod che permette di aumentare il numero di ganci che si possono fare con il rampino, fino a raggiungere ben 6 elementi attaccati l’un l’altro. Gli sviluppatori hanno anche reso possibile lo spostamento “a piedi” all’interno della mappa, mi spiego: grazie al paracadute, combinato con il rampino, è possibile spostarsi per tutto il territorio senza dover utilizzare obbligatoriamente i veicoli, mentre più avanti nel gioco si potrà utilizzare la tuta alare all’infinito, permettendoci di scalare addirittura le montagne.

All’insegna del cazzeggio

Just Cause 3 non è di certo quel tipo di gioco che viene acquistato per via della trama o della storia di qualità, anzi sotto questo aspetto il titolo si mostra banale e scialbo. Rico Rodriguez fa ritorno in patria, nell’arcipelago di Medici, dove il Generale Di Ravello ha instaurato un regime dittatoriale, con l’obiettivo di costruire delle super-armi per sconfiggere in campo ogni altra forza del pianeta e sottomettere tutti gli altri paesi sotto il suo controllo. Nel nostro viaggio saremo affiancati da personaggi più o meno importanti, come l’amico d’infanzia Mario Frigo e la sua amica, nonché scienziata, Dimah. Le missioni della campagna non sono dotate di grande appeal, le si porta a termine più per sbloccare gli armamenti e altri elementi del gioco che per la storia in se. Abbiamo però apprezzato il lato umoristico e fuori di testa dei dialoghi presenti nel corso delle nostre peripezie in giro per Medici, elemento che fa trasparire ancora più chiaramente lo scopo del gioco: il cazzeggio puro e semplice.

Just Cause 3 Recensione-05
Se come noi vi divertite ad appendere auto, carri armati e persone agli elicotteri con il prodigioso rampino, sappiate che questo è esattamente il gioco che fa per voi. Tra continue esplosioni, discorsi allucinanti ed esilaranti, lanci di corpi e torture medievali, il divertimento è assicurato! Attenzione però, Avalanche Studios ha inserito una nuova ed utile funzione, il Lancio Ribelle: questo serve a far arrivare con corriere espresso un enorme container che può contenere armi, veicoli, barche, elicotteri, aerei e quant’altro, a nostra scelta e nel luogo che vogliamo, basta solo un localizzatore ed il gioco è fatto. Quest’ultimo lo si può trovare presso le stazioni di benzina o alcune basi munite del deposito dedicato. Ma c’è una nota dolente in tutto ciò, in assoluto contrasto con l’ambiente di gioco, gli sviluppatori hanno inserito un fastidioso tempo di ricarica per ogni veicolo/velivolo o armamento che richiediamo, di solito di 30-40 minuti reali.

Just Cause 3 Recensione-07

L’arcipelago dei triangoli

La saga creata dai ragazzi di Stoccolma non si è mai contraddistinta per un comparto tecnico d’eccellenza, nonostante in passato quest’ultimo abbia svolto adeguatamente il suo lavoro senza infamia né gloria. Questa volta invece sembra proprio che ce l’abbiano messa tutta per creare un prodotto che sa di vecchio, con tanto di un sistema di guida decisamente scadente. Il primo giorno di Just Cause 3 versione PC è stato scandito da un bug non di poco conto, moltissimi utenti, specialmente quelli dotati di schede video AMD, si sono lamentati di una errata renderizzazione: in pratica tutta la mappa era formata da triangoli di texture in bassa risoluzione. Fortunatamente il problema è stato poi risolto in serata, permettendo così a tutti di fruire del prodotto acquistato senza troppi problemi, anche se non si può di certo gridare al miracolo. L’ottimizzazione generale è appena sufficiente a far girare il gioco intorno ai 60 FPS con i settaggi impostati quasi al massimo, ma con periodici cali di anche 10-15 frame per secondo.

Just Cause 3

 

Il titolo, come molti altri di questi tempi, è diventato finalmente pienamente giocabile con l’arrivo dell’aggiornamento successivo, che ha portato la quiete dopo una tempesta durata svariati giorni. Nonostante le rifiniture arrivate con le patch post-lancio, Just Cause 3 non è di certo migliorato molto dal punto di vista visivo, infatti ci è sembrato particolarmente strano che Mad Max, un titolo uscito pochi mesi prima e prodotto sempre dallo stesso team di sviluppo (Recensione Mad Max), sia ben più di qualche spanna sopra dal punto di vista grafico e non solo. Se l’impianto visivo ci ha lasciato con un leggero amaro in bocca, è stata la guidabilità dei veicoli e velivoli che ha ci ha fatto sentire il sapore del ferro: con le classiche periferiche PC le vetture sono quasi impossibili da maneggiare con precisione, tra il ritardo di risposta dei veicoli e la più che scarsa precisione nei movimenti, era più il tempo che finivamo fuori strada che quello che passavamo con le ruote a mordere l’asfalto bollente dell’estate. Quando pensavamo di aver già visto uno dei modelli di guida peggiori mai visti in un titolo tripla A, ecco che si palesa davanti ai nostri occhi, ormai allucinati, una moto bella fiammante. Se avete già in mente il significato di “inguidabile”, state certi che non avete idea di cosa significhi guidare una moto in Just Cause 3, è più facile completare Dark Souls 2 con un lettore floppy come periferica. Tutto è notevolmente migliorato subito dopo aver impugnato il joypad di Microsoft, anche se continuavamo ad evitare le moto come se fossero dei cadaveri infettati in putrefazione.

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i7 4770 3.9Ghz
Scheda Video AMD R9 380 4GB
Memoria 8GB DDR3
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core 2 Duo oppure AMD Athlon 64 X2
Scheda Video Nvidia 7600 GT oppure AMD Radeon™ HD 2600 XT
Memoria 2 GB
OS Windows XP o superiore
PRO
Divertimento assicurato
Il rampino è un’arma degli dei
Dialoghi spassosi e assurdi
CONTRO
Tecnicamente arretrato
Disastroso il lancio su PC
Sistema di guida allucinogeno

Commento

Just Cause 3 ci ha deluso dal punto di vista tecnico, ma non ci aspettavamo niente di meglio dal punto di vista del divertimento. Se siete alla ricerca di un gioco con cui spassarvela per tutto il tempo e dove potrete anche sfidare la fisica a suon di paracadute e rampino, questo è decisamente il gioco che stavate cercando. Altrimenti, se siete amanti delle storie strappalacrime o ben costruite, girate i tacchi e cercate altrove. Questo terzo capitolo è tutto fuorché perfetto, ma come divertimento è difficile trovare di meglio, considerando anche l’imminente arrivo della mod multigiocatore che permetterà di spassarvela ancora di più sfidando i vostri amici a raffiche di cavi al bavarium.
6.5