Il picchiaduro con i nostri eroi manga preferiti irrompe sulle console Sony occidentali!

Data di uscita 25 Giugno 2015
Genere Action, RPG
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme Playstation 4, Playstation 3, Playstation Vita
Sviluppato da Spike Chunsoft
Distribuito da Bandai Namco
Versione testata PlayStation 4
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Si sa che in Giappone il manga è indissolubilmente legato alla cultura del paese come il calcio e il motomondiale lo sono per l’Italia e se qui abbiamo il Corriere dello Sport e Motosprint lì hanno il settimanale Weekly Shōnen Jump, o più semplicemente Jump, a cui fa riferimento la “J” del titolo. Come suggerisce il nome si tratta di una rivista per ragazzi (shōnen: ragazzo) e su di essa sono stati pubblicati alcuni dei fumetti giapponesi più famosi al mondo, tra cui Dragon Ball, Bleach e One Piece, con una tiratura media che supera i tre milioni di copie vendute, tanto per darvi un’idea delle dimensioni del fenomeno. Non è la prima volta che i protagonisti di quelle pagine si vedono presi di peso e proiettati in una rissa videoludica, Gambarion ha già battuto quella strada (l’ultima volta nel 2006) proponendoci la semi-dimenticabile serie Jump Stars per Nintendo DS che vedeva i suddetti protagonisti, in veste bidimensionale, darsele di santa ragione in match a squadre su ring a più piani, in stile Smash Bros.
Un anno fa però, a cavallo fra il tramonto di una generazione di console e l’alba di una nuova, in occasione del 45° anniversario della rivista, si è deciso di dare una svolta alle cose portando il tutto alla terza dimensione e di questo compito se ne è fatta carico Spike, già famosa per diversi titoli sviluppati su piattaforme portatili.
Dopo l’uscita nipponica del titolo su PS Vita e PlayStation 3 e il “no comment” del developer su una possibile release nel resto del mondo, per più di sei mesi le speranze sono sembrate vane fino all’annuncio a sorpresa di Bandai Namco, la quale affermò di voler portare il titolo su next gen e distribuirlo anche in America ed Europa.
Quindi ora eccoci qui, blu-ray alla mano, per vedere se scatenare i 100 Colpi Distruttivi di Hokuto sul muso di Naruto è davvero divertente come ce lo aspettavamo.

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Ka-me-ha-me-Wow!

Senza nulla togliere al ninja di Konoha iniziamo subito col dire che se siete in cerca di un picchiaduro impegnativo, dove sfoggiare le vostre tecniche apprese dopo esservi consumati i pollici per ore e ore, dovrete cercare altrove. Il gameplay di J-Stars Victory Vs è molto semplicistico, simile a quello della serie Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi, con i tasti quadrato e triangolo adibiti alle combo (da due a un massimo di quattro, a seconda del personaggio), cerchio per l’attacco speciale, X per il salto, R2 per lo scatto e L2 per chiamare supporto. Per vivacizzare un po’ le cose interviene il tasto R1, di default usato da solo o con l’analogico sinistro per parare e schivare, ma in combinazione con i “tasti dell’apocalisse” permette di caricare velocemente la barra dello spirito, spezzare la parata avversaria ed eseguire un attacco d’area o uno speciale secondario. Vi sembra un gran casino? Tranquilli, bastano un paio d’ore di gioco per venire a capo del combat system, a quel punto non resta che scegliere il proprio eroe (o antieroe) preferito e provarne le mosse per scoprirne gli effetti e i relativi vantaggi e svantaggi.
Gli incontri sono strutturati in tag team, con quattro personaggi su schermo in contemporanea, più due di supporto, il vincitore è quello che per primo riesce a riempire la propria Barra Vittoria (che avrà tanti slot quanti sono i componenti di una singola squadra) mettendo knockout gli avversari, i quali continueranno a rinascere fin quando questa condizione non verrà soddisfatta.
In ultimo abbiamo la barra Volt, una sorta di Turbo, che si riempie a seconda del team che sta prendendo il sopravvento sull’altro (in pratica quale squadra sta dando più mazzate) e che, una volta piena, permette di liberare il vero potere dei nostri lottatori, attivando la modalità Furia V con la pressione dell’analogico destro. Una volta fatto questo potremo, con una seconda pressione del tasto, vedere il nostro guerriero assumere la sua forma potenziata (a seconda del fatto se ne possiede una o meno) e scatenare la sua finisher premendo nuovamente R3. Non ci avete capito nulla? Eccovi un paio di esempi: una volta caricata la barra Volt attiviamo la Furia V con una prima pressione della levetta; premendola una seconda volta, usando Naruto, questi entrerà in modalità Kyuubi mentre con Seiya (o Pegasus, per noi italici) vedremo giungere in nostro soccorso l’armatura d’oro del Sagittario. Una volta che saremo in quello stato potremo combattere con il moveset potenziato fino all’esaurimento dell’indicatore Volt oppure, premendo di nuovo R3, lanciare rispettivamente una potente bijuu dama o una letale freccia d’oro benedetta da Atena.

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“Tutti all’arrembaggio!”

Ma dove trova giustificazione tutto questo? O meglio, perché i nostri beniamini dovrebbero prendersi a ceffoni e sciabolate invece di battersi per il destino dell’universo con le rispettive nemesi? È presto detto: Karin-sama (meglio conosciuto da noi come Balzàr, l’immortale gatto spacciatore di fagioli di Dragon Ball) ha organizzato un torneo per scoprire chi sono i combattenti più forti del mondo con un più o meno oscuro secondo fine. Niente di nuovo sotto il sole quindi, ma la trama non è mai stata una componente fondamentale dei picchiaduro e non ci si poteva aspettare niente di diverso da un gioco che riunisce tanti franchise, alcuni di generi totalmente slegati tra loro o dall’universo delle arti marziali.

Per misurarci in questa tenzone non dovremo far altro che accedere alla modalità principale Avventura J, che è forse la parte meno riuscita del titolo. Potremo infatti affrontarla soltanto con quattro protagonisti principali, Luffy (Rubber), Naruto, Toriko e Ichigo Kurosaki, ognuno con due personaggi, giocabili anch’essi, con il ruolo di “spalla”. Una volta effettuata la nostra scelta partirà una breve introduzione e il primo “dialogo” realizzato come tutti quelli presenti nella storia in forma di fumetto con i disegni dei partecipanti che, di tanto in tanto, cambiano espressione. Finito lo scambio di battute veniamo proiettati nel mondo di gioco che si presenta come una mappa 3D (a telecamera fissa) con all’interno varie località, anch’esse provenienti dai vari universi Jump e raggiungibili a bordo del nostro fidato veliero. In questi luoghi potremo accettare una serie lunghissima di missioni ma il tutto, comunque, risulterà abbastanza noioso già a metà della prima run in quanto non faremo altro che andare avanti e indietro da un posto all’altro, in caccia dell’ennesimo potenziamento della nave (obbligatorio per proseguire nella storia) o al massimo di personaggi da reclutare per la nostra squadra, oppure di carte personalizzazione per aumentarne le statistiche, magari anche senza affrontare un solo combattimento per un’intera missione. A questo bisogna aggiungere che la storia non varia minimamente a seconda del protagonista che scegliamo ad eccezione di poche battute, il che non aiuta per niente la rigiocabilità del titolo.

Fortunatamente oltre ad Avventura J sono presenti altre quattro modalità: Battaglia Libera, Battaglia Online, Verso la Vittoria e Arcade. Le prime due hanno bisogno di poche presentazioni, si tratta solamente di scegliere i componenti della nostra squadra e riempire di mazzate gli avversari in singolo oppure in multiplayer locale e online, insieme o contro altri giocatori. In Verso la Vittoria passeremo tra le varie arene presenti nel gioco all’interno delle quali dovremo sconfiggere nemici di difficoltà crescente e, a volte, a determinate condizioni, come scagliare l’avversario in aria un certo numero di volte, concludere lo scontro con una finisher e senza mai parare. La modalità Arcade è invece un’esclusiva della versione PS4 e ci vede impegnati in vari “tornei” da sei incontri ciascuno in cui, non solo dovremo spuntarla contro una CPU più che mai aggressiva, ma anche contro un timer che ci sfida a completare il tutto nel minor tempo possibile.

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Parola d’ordine: fanservice

Ora, se siete arrivati a leggere fin qui, vuol dire che come il sottoscritto siete dei fan sfegatati di manga e anime, quindi è il caso di parlare di quello che ci interessa di più: le “Stars” presenti nel titolo. 32 sono le serie coinvolte tra cui, oltre a quelle citate precedentemente, Kenshin: Samurai Vagabondo, Gintama, Dr. Slump e Arale, Le Bizzarre Avventure di Jo Jo, Hunter X Hunter e tante altre meno conosciute nel Belpaese. Il roster ammonta a ben 52 “stelle” di cui 39 giocabili e 13 solo di supporto, tutte splendidamente disegnate, dall’abbigliamento alle espressioni che le contraddistinguono fino a quello che è di gran lunga il “piatto forte” del lavoro Spike: i moveset.
Sotto questo punto di vista nulla è stato lasciato al caso, tutte le mosse distintive di ogni singolo personaggio sono state perfettamente trasposte dalla carta (o pellicola) al gioco e, complice l’intuitivo combat system, basterà davvero poco per realizzarle. La lista dei comandi è infatti facilmente richiamabile dal menu opzioni durante gli scontri e, nel giro di pochi secondi, ci si ritrova ad eseguire perfettamente tutte le tecniche dei nostri amati eroi, dal Big Bang Attack di Vegeta al Getsuga Tensho di Ichigo. Per il primo lottatore ci basterà caricare la barra dello spirito oltre il suo limite per vederlo trasformarsi in Super Saiyan mentre facendolo con il sostituto shinigami lo vedremo indossare la sua temuta maschera da hollow. Potrei continuare per pagine e pagine ad elencare tutto quello che è possibile fare con i vari personaggi con dei comandi così semplici, ma basti sapere che il lavoro fatto da Spike per rappresentare i vari stili degli eroi Jump è stato nientemeno che esemplare. Tutto questo, poi, senza intaccare minimamente il gameplay, infatti, sebbene alcuni personaggi risultino avvantaggiati dalla loro versatilità, ognuno di questi è diversamente specializzato, ad esempio nel combattimento ravvicinato, in quello a distanza, oppure nel debilitare l’avversario e nel piazzare trappole. In ogni caso i nostri lottatori non saranno tutti disponibili da subito ma andranno acquistati nell’apposito negozio ingame spendendo i Punti J guadagnati nelle varie modalità di gioco, cosa che, per fortuna (o sfortuna) richiede relativamente poco tempo.

Lo stesso discorso vale per le 12 arene disponibili, realizzate nei minimi dettagli e quasi interamente distruttibili, forse anche troppo. Sebbene da una parte sia fantastico vedere cose come una gigantesca sfera del drago sul fondo del mare di Namecc, le palme di Alabasta e gli edifici della Soul Society crollare sotto i nostri calci e la verdura del Cielo Vegetale affettata dai nostri colpi, dall’altra questi campi di battaglia risultano i più caotici. Ad esempio nel primo, per via della conformazione irregolare del terreno, capita di vedere il proprio avversario sparire sotto di noi nel bel mezzo di una combo o che lo stesso rimanga “intrappolato” nel bacino acquatico. Idem per gli altri stage dove, in aggiunta, sono presenti elementi non distruttibili che occludono la visuale e che spesso ci si parano davanti impedendo di mandare a segno un colpo fatale. Questo difetto può risultare piuttosto fastidioso ma sacrificando un po’ di frenesia in favore di un approccio più tattico potremo aggirare il problema.

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“Gochiso sama deshita!”

Ad ogni modo è davvero il caso di ringraziare Bandai Namco per averci reso partecipi del “pasto” che, in quanto a contenuti e adattamento, raggiunge le proporzioni di un vero e proprio banchetto.
La stragrande maggioranza degli estimatori del fumetto giapponese troverà qui pane per i propri denti e ore di divertimento in compagnia dei loro eroi preferiti, tutti perfettamente riprodotti, dalle loro mosse più famose alle loro tipiche battute, con tanto di doppiatori giapponesi originali.
Tuttavia un piccolo appunto riguarda proprio il doppiaggio, disponibile solamente in giapponese, quando per la maggior parte dei titoli di importazione nipponica si offre anche l’opzione dell’inglese, ma in ogni caso per i veri fan del genere la cosa è di scarso interesse, visto l’eccellente comparto audio.
Per quanto riguarda la grafica non c’è bene e non c’è male, sia gli ambienti che i protagonisti sono molto colorati e curatissimi ma il cell shading utilizzato è molto blando, forse per meglio amalgamare i diversi stili di disegno presenti in questo minestrone “mangaludico”.
Un’altra piccola critica riguarda il sottotitolaggio, sempre presente e molto curato tranne che durante i combattimenti dove brilla per la sua totale assenza e nelle sequenze in CGI, come quelle delle mosse finali, la cosa può infastidire abbastanza, se non masticate l’orientale idioma.
In ultima analisi da un porting su next gen mi sarei aspettato qualcosa di più di una semplice modalità, peraltro abbastanza scontata. Mi sarebbe piaciuto vedere qualche personaggio bonus o perlomeno qualche skin sostituibile o che l’aspetto dei lottatori mostrasse i danni subiti negli scontri, insomma, qualcosa di “plus”!

PRO
Cast stellare
Perfetta trasposizione dagli anime al gioco
Ottimo comparto audio
Longevità superiore rispetto alla media del genere
Il semplice combat system permette a chiunque di usufruire del titolo…
CONTRO
…ma può far allontanare i fanatici del picchiaduro
Qualche problema di level design
Dov’è il “+”?

Commento

J-Stars Victory Vs+ era qualcosa che mancava. E’ un prodotto fortemente indirizzato tutti i possessori di Playstation con una forte passione per il fumetto giapponese, più che ai puristi del picchiaduro e ogni vero “otaku” dovrebbe averlo nella propria collezione.
Piccoli difetti ci sono e la sensazione di un porting riuscito a metà un po’ si sente ma il mio voto finale vuole essere un incoraggiamento per i publisher a continuare a importare titoli del genere con la speranza che questi “nei” scompaiano, in un più che auspicabile J-Stars Victory Vs2.
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