I creatori di Limbo ci regalano un’altra piccola perla, modesta e silenziosa, ma potente come non mai

Data di uscita 28 giugno 2016 (Xbox One)/7 luglio (PC)
Genere Puzzle, Platform
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, Xbox One
Sviluppato da Playdead
Distribuito da Playdead (PC), Microsoft (Xbox One)
Versione testata PC
Cover

Recensire Inside è molto complicato e forse non è nemmeno il modo più adatto per esaltare le qualità del gioco di Playdead, già creatori dell’ottimo Limbo. Tuttavia visto che ci troviamo in un sito di videogiochi e che i lettori si aspettano quantomeno un’analisi esaustiva sul prodotto, bisogna adeguarsi alla situazione. Tenete sempre a mente, però, che Inside è un titolo che tocca con forza le corde della soggettività e della sensibilità di ognuno di noi, ciò significa che potrebbe conquistarvi e risucchiarvi in un vortice di domande senza risposta oppure potrebbe scivolarvi sopra senza lasciar nessun segno. Tenetelo bene a mente ed eviterete qualsiasi tipo di incomprensione.

Inside Review (2)

 

Infanzia distopica

Come per Limbo gli sviluppatori hanno scelto un bambino per svolgere il ruolo di protagonista, una scelta aperta a numerose interpretazioni che tuttavia non approfondiremo, anche perché preferiamo astenerci dal dare una nostra visione dell’esperienza vissuta. Ci sarà tempo e spazio altrove per questo genere di analisi, che potrebbero essere davvero interessanti da scrivere. Il ragazzo da noi interpretato si muove in un mondo misterioso, ermetico, che si lascia strappare con avarizia i suoi segreti. Inizialmente avanzeremo a tentoni in un bosco, cullati dal fruscio degli alberi e accompagnati da foglie secche che ci svolazzano attorno. Una pesante variazione stilistica rispetto a Limbo, caratterizzato esclusivamente da tonalità di grigio. Il secondo gioco di Playdead punta invece su atmosfere sempre cupe ed opprimenti (sono pochi i colori sgargianti), ma con tonalità di colori più varie e realistiche. Anche dal punto di vista delle animazioni ci sono state delle evoluzioni: gli scenari sono in movimento e il protagonista adatta le sue movenze in base al contesto, si appoggia su una superficie quando ci si avvicina, muove con naturalezza gli oggetti che è possibile spostare e ha animazioni divertenti e varie per la morte (vi consigliamo di morire ogni volta che è possibile). Non bisogna farsi ingannare e pensare che tutte le variazioni apportate abbiano l’obiettivo di trasformare Inside in un’avventura più estroversa ed esplicita del precedente Limbo. No, qui si rimane sempre sul filo della “Suspension of disbelief” (sospensione dell’incredulità), che non viene mai a mancare nonostante i fatti a schermo non solo siano stravaganti, ma addirittura poco chiari e a volte incomprensibili. Per quanto riguarda lo stile e la narrazione siamo rimasti quindi sulla stessa strada di Limbo, anche se Inside abbandona le terre dell’onirico e le sostituisce con una distopica realtà.

Inside Review (3)

Nel corso delle circa quattro ore necessarie per portare a termine il gioco si assisterà ad una vera e propria escalation di crudeltà umana, dai boschi battuti da crudeli mastini, che non esiteranno a sbranarci se non corriamo abbastanza in fretta, si passerà ad una città di orwelliana memoria, fino ad arrivare a laboratori in cui si svolgono atroci esperimenti. Il tutto percepibile sotto una potente impronta antiutopica resa in maniera magistrale dal team di sviluppo.
Non scordiamoci, però, che si tratta pur sempre di un videogioco, nello specifico di un puzzle game con spruzzate di platform, e il forte rischio di corrompere un così precario equilibrio è dietro l’angolo. Il team di sviluppo ha fatto del suo meglio per cavarsi da questa spinosa situazione, e ci è riuscito alla grande. La componente enigmistica non risulta minimamente forzata e anzi è fusa alla perfezione con il contesto di gioco, rappresentando anche la crescita e l’evoluzione nelle “abilità” del personaggio. I puzzle sono quasi sempre risolvibili con l’utilizzo della fisica e un pizzico di ingegno, ma non mancheranno situazioni particolari, soprattutto verso il termine dell’avventura. Continuando a fare confronti con la precedente creazione del team danese possiamo dire che rispetto a Limbo il focus sugli enigmi si è molto allentato e che ora questi ultimi sono di più facile risoluzione. Per quanto questo non sia per noi un vero e proprio difetto, potrebbe esserlo per qualcun altro, che di fianco ad ottime atmosfere vorrebbe anche una componente di gameplay più incisiva ed impegnativa. A questo “problema”, se proprio vogliamo chiamarlo così, sarebbe stato difficile trovare una risoluzione visto il fragile equilibrio che caratterizza l’opera, facile da infrangere non dosando nella maniera corretta ogni componente.
Nell’armonioso coro angelico vanno inseriti di diritto anche i “collezionabili”, un elemento secondario che in Inside è stato dotato di un potere assolutamente prorompente. Pur rimanendo in secondo piano, nascosti per le ambientazioni di gioco si troveranno dei misteriosi dispositivi che è possibile disattivare. Mettendoli tutti fuori uso si potrà accedere ad un passaggio segreto che, secondo alcuni, nasconde il vero finale di gioco. Non ci troviamo così d’accordo, anche perché parlare di “vero” o “falso” in un gioco come Inside è fine a se stesso, inoltre quello che vedremo nella zona segreta è, secondo il nostro punto di vista, un grandissimo spunto di riflessione lanciato da Playdead nei nostri confronti. E penso che se ne parlerà parecchio sui forum e sugli altri canali non ufficiali.
Non c’è molto altro da dire sul gioco, se non ripetere che si tratta in primis di un’esperienza emotiva e coinvolgente, in grado di mandare un messaggio diverso ad ognuno di noi, dipendente dalla nostra sensibilità e dalle nostre esperienze. Non dannatevi nel cercare di esplorare la sua complessa e insondabile identità, perdereste molto del suo fascino. Lasciatevi trasportare e fate cavalcare la vostra immaginazione, solo così Inside vi colpirà con il massimo della sua forza espressiva.

Inside Review (1)

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core 2 Quad Q6600 2.4 GHz, AMD FX 8120 3.1 GHz
Scheda Video NVIDIA GT 630/650m, AMD Radeon HD6570
Memoria 4 GB
OS Windows 7, 8, 10 64-bit
PRO
Un’esperienza sensoriale ed intellettuale quasi irrinunciabile
Atmosfera grandiosa
Equilibrato, in ogni sua componente
CONTRO
Dura quanto un sospiro
Alcuni potrebbero non gradire la semplicità degli enigmi

Commento

Inside è un titolo molto particolare, piccino piccino, come il suo protagonista, ma caratterizzato da un immane vigore espressivo. Non ha bisogno di nient’altro che se stesso per farsi amare, non si piega a nessuna volontà e si muove sulle sue gambe fino alla fine, senza mai inciampare in nulla. È un’esperienza che difficilmente sarà indolore, anche perché la vostra immaginazione sarà stuzzicata così tanto spesso che sarebbe possibile giocarlo decine di volte vivendo un’avventura sempre diversa. Dal nostro punto di vista è ciò a cui il videogioco dovrebbe tendere, a diventare più silenzioso ma più potente. Così tanto da scuotere le fondamenta del mondo.
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