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    Recensione Horizon Zero Dawn

    Data di uscita 03 Marzo 2017
    Genere Action RPG
    Modalità di gioco Singleplayer
    Piattaforme PS4, PS4 Pro
    Sviluppato da Guerrilla Games
    Distribuito da Sony Interactive Entertainment
    Versione testata PS4
    Cover

    L’annuncio di una nuova IP è sempre interessante: spesso molte persone danno un giudizio dopo un trailer, alla ricerca di somiglianze con un prodotto già uscito sul mercato; altre volte ci si lascia trasportare da quel diavolo tentatore chiamato “hype”, e si corre al negozio più vicino per prenotare la copia di un titolo che uscirà dopo anni.

    Son passati quasi due anni da quella calda notte di luglio, eravamo davanti a PC e con il condizionatore a palla, stavamo seguendo con attenzione l’E3 2015 e, durante la conferenza Sony, restavamo folgorati da una tipa dai capelli rossi che affrontava dei minacciosi robot.

    Dopo molto tempo da quella torrida nottata abbiamo per le mani una copia di Horizon Zero Dawn, e siamo pronti a dirvi se l’hype che avete covato nel vostro petto troverà la soddisfazione che voleva.

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    AAAAAAZEWEIGNAAAAAAA

    In Horizon Zero Dawn vestiremo i panni dell’audace Aloy, una ragazza appartenente alla tribù dei Nora. Faremo la conoscenza della nostra eroina sin dai primi vagiti: un uomo, tale Rost, ci assegnerà il nostro nome, ma da subito capiremo che quella cerimonia non era benvoluta dal resto della tribù.

    Il perché è presto svelato (senza spoiler di trama tranquilli): Aloy è un’emarginata, è vittima di un triste destino per una decisione presa dai Nora. Chi si macchia di un crimine o, nel caso della pura bambina, nasce senza madre, viene escluso dalla tribù e disprezzato. Capiremo da subito che anche Rost è nella stessa situazione, e per tale motivo viene designato come nostro tutore dalle matriarche che governano la tribù.

    Tuttavia c’è ancora una speranza per la piccola Aloy, che nel frattempo cresce imparando con dolore quanto possa essere cattiva la gente; ella, essendo “nata emarginata”, può sostenere una prova che potrebbe riammetterla all’interno della tribù, ma fidatevi, siamo solo alla punta dell’iceberg di una trama che avrà molto da dire.

    A vedere i primi accenni della campagna potremmo pensare ad un’avventura dai sapori antichi e tribali, tuttavia il periodo in cui si svolgono gli eventi di Horizon Zero Dawn è un futuro post-apocalittico, oltre l’anno 3000. L’umanità è regredita in uno stato primitivo e sopravvive con strumenti rozzi, mentre il mondo che li circonda nasconde tecnologie misteriose ed incomprensibili. La minaccia più grande in questo ambiente selvaggio è costituita dalle Macchine, robot che hanno quasi sostituito totalmente la fauna esistente, ma con cui l’uomo ha imparato a convivere.

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    Terminiamo gli accenni alla trama principale, sia per evitarvi qualsiasi spoiler, ma soprattutto per non rovinarvi uno dei fiori all’occhiello del titolo di Guerrilla Games. La narrativa di Horizon Zero Dawn è ottima, senza fretta nelle prime battute, per poi evolversi in un crescendo ricco di colpi di scena. Il ritmo delle vicende resterà sempre qualitativamente alto, e vi accompagnerà perfettamente nelle 25-30 ore necessarie a completare la trama principale e le varie quest secondarie. Proprio quest’ultime sembrano aver preso ispirazione da titoli come The Witcher 3, ogni missione alternativa infatti sarà accompagnata da buoni dialoghi come nel titolo dei CD Projekt RED. Non mancano svariate attività secondarie e collezionabili in gran quantità, che portano la longevità di Horizon intorno alle 60 ore.

    Ai ragazzi di Guerrilla Games va riconosciuto un grande merito, aver dato vita ad un intero mondo narrativo che potrebbe essere oro colato per futuri capitoli a venire. Aloy è un personaggio ben strutturato che maturerà nel modo giusto man mano che gli eventi prenderanno corpo, entreremo in empatia con il suo coraggio, ma soprattutto con la sua curiosità. Lungo l’avventura troverete numerosi file che vi aiuteranno a ricostruire gli eventi accaduti un millennio prima e, ve lo assicuriamo, divorerete ogni documento o registrazione vocale.

    “Tutto questo un giorno sarà tuo”

    Horizon Zero Dawn è un open world che pesca a piene mani dal meglio che giochi con questa impostazione hanno potuto offrire fino ad oggi, miscelando il tutto con una narrativa accattivante, ma in particolare con il vero significato della parola “scoperta”.

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    Aloy affronterà un lungo viaggio e le ambientazioni saranno estremamente varie: conoscerete tribù completamente diverse dai retrogradi Nora, scalerete montagne innevate ed attraverserete aridi deserti, il tutto tenendo sempre d’occhio le macchine intorno a voi. L’attenzione non calerà mai in Horizon Zero Dawn: prendete sottogamba uno scontro e potreste trovarvi con le spalle al muro, anche un nemico “base” con un singolo attacco potrebbe dimezzarvi l’energia vitale. In vostro aiuto viene in soccorso un buon sistema stealth: potrete nascondervi nei cespugli, attirare le macchine in altre zone per aggirarle o distruggerle prima che venga lanciato l’attacco, a patto di sapere dove colpire.

    Arriviamo quindi alla seconda gioia che ci regala questo gioco: le macchine. Le amerete ed odierete contemporaneamente, ma possiamo dirvi con tutta sincerità che è davvero un piacere poter buttare giù colossi di metallo. I Guerrilla hanno fatto un ottimo lavoro nel creare decine di creature meccaniche, ognuna con i suoi punti di forza e debolezza, che imparerete presto a conoscere se vorrete sopravvivere nel duro mondo di Horizon Zero Dawn.

    A darvi una mano a sfracellare macchine assassine avrete un arsenale che definiremmo “discreto”: tre tipologie di archi, che variano in gittata e tipologia di frecce, un lancia trappole utile a piazzare, ad esempio, cavi esplosivi, un lancia-corde che vi permetterà di bloccare un nemico a terra, una fionda che infliggerà malus ai nemici, un’arma che ricorda vagamente un fucile automatico (caricato a dardi) ed infine la vostra fida lancia, unica arma per il combattimento corpo a corpo (l’ultima spiaggia contro bestioni che spesso sono grossi quanto un tir).

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    Nel gioco dovrete usare sapientemente tutto l’arsenale a vostra disposizione: studiare il territorio e i punti deboli di ogni nemico farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, e vi risparmierà un bel po’ di mazzate robotiche.

    Appena avrete accesso ai vari mercanti potrete acquistare e provare le varie tipologie di armi liberamente, anche se forse avremmo apprezzato una conoscenza dei vari strumenti con uno stampo “più classico”, dato che acquistato un nuovo strumento offensivo verrà aggiunta una nuova missione “tutorial” che vi spiegherà leggermente le funzioni di un’arma, ma starà a voi testarla ed utilizzarla al meglio.

    Ogni arma consuma diversi tipi di munizioni, ne potrete creare in continuazione a patto di avere le risorse. Queste ultime possono essere rinvenute in giro per il mondo, dai mercanti o dalle carcasse delle macchine.

    Infine, in Horizon Zero Dawn non affronterete solo macchine, ma anche nemici umani: le scaramucce con questi avversari risultano, però, inferiori rispetto agli scontri contro i corazzati robot, alla fine della fiera più interessanti nei pattern di attacco e nell’I.A.

    Nel complesso, il gameplay del gioco è impeccabile sotto diversi punti di vista, accessibile da subito ma profondo nel costringere il giocatore a sfruttare pattern e debolezze dei vari nemici. Non manca un ampio albero delle abilità da conquistare con punti guadagnati salendo di livello.

    Gli occhi dell’avventura

    Se c’è un aspetto in cui il gioco la fa da padrone è il comparto visivo, probabilmente il migliore traguardo tecnico raggiunto ad oggi nel parco titoli PlayStation 4, considerando soprattutto la mole di elementi presenti su schermo, la vastità della mappa e la sua varietà.

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    Abbiamo giocato la versione su PS4 standard e possiamo dirvi che non avete nulla da temere, i vostri occhi avranno di che goderne: vedere i componenti dei vari nemici metallici staccarsi, mentre scintille guizzano fuori dai corpi robotici vi farà avere un brivido lungo la schiena. Potrete godervi tramonti con viste mozzafiato e fermarvi a guardare il panorama dopo aver scalato un picco innevato, Horizon filerà sempre liscio come l’olio. Solo in rarissimi casi abbiamo notato qualche piccolo caricamento delle texture o un calo di frame rate, ma niente che rovinasse l’avventura.

    Il comparto sonoro è composto da musiche epiche che ben si sposano con l’epopea di Aloy, sul doppiaggio dobbiamo aprire una piccola parentesi: non manca la localizzazione completa in italiano, che risulta anche di sufficiente fattura, tuttavia abbiamo preferito la recitazione in lingua inglese, superiore qualitativamente. Tuttavia, se fate parte di quei giocatori che odiano star attenti ai sottotitoli non avrete di che pentirvi con la localizzazione completa in lingua nostrana.

    PRO
    Le macchine regalano scontri variegati e ricchi di adrenalina
    Un mondo da scoprire
    Graficamente eccelso
    CONTRO
    I nemici umani non rappresentano una sfida interessante

    Commento

    I ragazzi di Guerrilla Games hanno fatto centro, regalando a Sony un’opera di peso nel parco titoli delle sue esclusive. Horizon Zero Dawn è un titolo da giocare per svariati motivi, tutti validi: da un mondo completamente nuovo da scoprire e divorare, agli scontri soddisfacenti ed incalzanti. Abbiamo tra le mani un prodotto che è sommariamente impeccabile in tutti i punti chiave di un videogame. Ricordatevi questo nome amici miei, ne sentiremo parlare per molto tempo.
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    Gabriele Carollo
    Gabriele Carollo
    Nato videoludicamente con il Sega Mega Drive e le folli corse di Sonic, da quel momento è nato un amore spasmodico per i videogames, cresciuto provando quasi tutte le console esistenti. Tra parolacce inveite contro il televisore, ettolitri di birra e una folta barba cerca di unire l'amore per i videogiochi alla passione per la scrittura, il risultato è sotto i vostri occhi.