Halo è tornato e ha portato con sé tante novità, scoprite insieme a noi se sono gradite o meno

Data di uscita 27 ottobre 2015
Genere FPS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme Xbox One
Sviluppato da 343 Industries
Distribuito da Microsoft
Versione testata Xbox One

Che il mondo dei videogiochi sia cambiato progressivamente nel tempo non è un mistero, ciò che tuttavia si spera non cambi mai sono le sensazioni che le saghe, ormai divenute storiche, riescono a dare ai videogiocatori. La storia della saga di Halo tuttavia ci insegna che tale speranza può risultare, almeno in parte, mal riposta. Dopo il rilascio del quarto episodio, titolo apprezzato dalla critica, ma al contempo poco coraggioso e poco lodato dalla parte più dura della community del gioco, 343 Industries ha deciso di rimboccarsi le maniche e di cimentarsi in un progetto tanto ambizioso quanto importante, ovvero Halo 5: Guardians. Saranno riusciti gli sviluppatori nel loro intento di regalare ai giocatori qualcosa di nuovo, ma comunque capace di entusiasmare i fan più ostici? Scopriamolo…

I believe in completing my mission

Da sempre Halo è riuscito a regalare lunghe e variegate sessioni di gioco, accompagnate da elementi di trama ben rifiniti e personaggi caratterizzati in maniera ottima. Ammettiamo dunque di esserci trovati un po’ spaesati dopo aver completato la prima run in circa sette ore, o per meglio dire dentro di noi risuonava la domanda “ma come? tutto qui?”, ma andiamo con ordine.
Iniziamo dicendo che la campagna si concentra inizialmentesulla caccia all’uomo svolta dalla squadra Osiris, capitanata dallo spartan Locke, nei confronti della squadra Blu, alla cui testa c’è invece Master Chief, che a sua volta è sulle tracce di Cortana e sembra intenzionata ad andare fino in fondo con o senza il supporto dell’ UNSC. Fin qui tutto bene, se non fosse che tale incipit narrativo è stato sviluppato in un modo che non si confà ai canoni della saga, perché nonostante tutte le premesse e promesse la fantomatica “caccia” a Master Chief risulta piuttosto frettolosa e poco avvincente, lo stesso vale anche per i risvolti successivi, di cui preferiamo non parlare per evitare spoiler.
Purtroppo a uno sviluppo poco coraggioso della trama si è affiancata anche una magra e deludente caratterizzazione dei personaggi, ad esempio per chi non ha almeno letto “Halo: La caduta di Reach” (libro di Eric Nylund che narra le origini degli Spartan II) i personaggi della squadra Blu appariranno semplicemente vuoti. Discorso simile va fatto per la squadra Osiris dove un tentativo di caratterizzazione c’è ma è talmente piatto da non fare affezionare a nessun personaggio, ad eccezione di Buck, che risulta più carismatico dei suoi compagni grazie al fatto che questa non è l’unica iterazione della serie ad avere qualche sua battuta.

Halo 5 Guadians Recensione 01
L’incedere piatto del corso degli eventi è reso tale anche dal fatto che molti spunti interessanti potevano essere sfruttati decisamente meglio, oltretutto il fatto che il titolo si concentri quasi unicamente sulle vicende della squadra Osiris (quattro quinti della campagna verranno giocati nei loro panni) non è decisamente d’aiuto, considerando che la durata della campagna sarebbe praticamente raddoppiata se fossero state dedicate più missioni anche alla squadra di Master Chief, in più la trama sarebbe apparsa meno frettolosa e avrebbe sicuramente intrattenuto di più e meglio.
Non fraintendeteci però, i momenti di qualità non mancano assolutamente e qualche scena ci ha intrigato o sorpreso.
Se dal punto di vista narrativo la storia di Halo 5: Guardians non è riuscita a convincerci pienamente, ci è sicuramente riuscita dal punto di vista tecnico e del gameplay.
Tecnicamente il gioco gira a 60 fps stabili e riesce a regalare scorci magnifici, il tutto assistito da una cura per i dettagli lodevole, nonostante rimangano alcune piccole sbavature qua e là insieme a qualche piccolo glitch, come quello che ogni tanto porterà il vostro personaggio a “svolazzare” nel caso in cui venga abbattuto in combattimento e necessiti di una rianimazione, oppure come qualche classico cadavere incastrato nei muri.

Halo 5 Guadians Recensione 02
Altri elogi vanno fatti per l’IA, sia questa alleata o nemica: ora i compagni di squadra sono capaci di sfruttare bene gli spazi e rispettano diligentemente gli ordini che il giocatore può dar loro, a tal punto da correre in mezzo alla battaglia pur di rispettare il comando di rianimare voi o qualche altro alleato. I nemici invece si avvalgono di un eccellente sfruttamento delle forze in campo, ora più numerose che mai, e sono capaci di regalare qualche sfida in più, specie alle difficoltà più elevate. Menzione di merito va fatta anche per il modo in cui si è deciso di sviluppare le zone di scontro coi nemici, le quali si avvalgono di un ottimo sviluppo verticale e orizzontale che spesso risulta ottimo da sfruttare per aggirare gli avversari. Ad esempio siamo riusciti ad eludere due torrette prendendo una strada laterale e sfondando una parete rocciosa con una spallata caricata, per poi porre fine alla vita di qualche Covenant a suon di granate.
Spendiamo le ultime parole per parlare dei diversi collezionabili, che sono rappresentati dalle tantissime intel raccoglibili che ci permetteranno di scoprire qualche retroscena, inoltre sono tornati i tradizionali “Teschi” che ora possono vantare qualche modificatore nuovo, come quello che vi impedisce di essere rianimati.

La nuova vita degli Spartan

Abbiamo deciso di dedicare un paragrafo alle novità relative agli Spartan e alle altre aggiunte, così da dar loro lo spazio che meritano senza permettere che si confondano all’interno degli altri paragrafi. Cominciamo col dire che “sì” dovete dimenticare il passato e che “no” questo non è affatto un male, perché? Ebbene perché i nuovi Spartan ora rappresentano sempre più l’ideale del super soldato e perché le loro nuove abilità integrate (quindi addio ad abilità da selezionare in un menu di customizzazione) sono ben congegnate e bilanciate. Escluso lo sprint, già presente di per sé in Halo 4, ora i giocatori potranno contare su un booster che permette loro di spostarsi in direzioni diverse, a patto di aspettare un po’ prima di poterlo riutilizzare, ma che risulta utile per guadagnare qualche secondo per raggiungere un’arma o per fuggire da morte certa.
Subito dopo troviamo la spallata caricata, utile nella campagna per aprire qualche varco particolarmente sensibile, ma soprattutto nel multiplayer, letale colpendo alle spalle un nemico, in grado di abbatterne lo scudo se utilizzata frontalmente. Tuttavia a voi servirà qualche prezioso millesimo di secondo per poter sfoderare l’arma e sparare al nemico indebolito, che comunque potrà rispondere alla vostra spallata con un comodo colpo in corpo a corpo seguito da una raffica di proiettili.
Ultimo, ma non per importanza, un utilissimo schianto sul terreno che potrete utilizzare per uccidere qualche ignaro bersaglio sotto di voi; questo potente colpo, infatti, se ben caricato e calcolato può risultare letale, ma la sua carica vi lascerà scoperti, oltretutto il bersaglio andrà colpito in pieno per essere ucciso, altrimenti ne uscirà privo dello scudo, ma comunque salvo.
Se ciò che avete letto qui sopra non dovesse bastare per garantirvi il corretto bilanciamento delle abilità, sappiate che mentre una di queste sarà in fase di carica o attivazione la ricarica dello scudo sarà disabilitata, quindi l’uso delle tecniche ci esporrà ad un rischio, pertanto andranno gestite tenendo conto dei pro e dei contro.

Halo 5 Guadians Recensione 04
Altra novità che i cosiddetti “puristi” potrebbero non apprezzare è l’introduzione del sistema dei pacchetti e dei punti REQ (PR), abbreviazione di “requisizione”, ovvero l’aggiunta di pacchetti di carte virtuali che possono essere oggetti da usare nella modalità Warzone, bonus per ottenere più punti esperienza o punti REQ al termine di una partita oppure oggetti per la customizzazione (della quale parleremo a breve). Le carte hanno diversi valori di rarità e vanno da comuni a leggendarie, mentre i pacchetti possono avere qualità bronzo, argento o oro, rispettivamente del costo di 1250, 5000 e 10000 PR. Nonostante questa aggiunta possa spaventare parecchio, specie considerando che i pacchetti Oro e Argento possono essere acquistati con delle microtransazioni, sappiate che è stata resa il più corretta e meno invasiva possibile. Innanzitutto va considerato che ottenere PR non è affatto difficile e al termine di ogni partita si riesce a portare a casa un migliaio di punti circa, oltretutto è possibile ottenere Requisition Points scartando le carte che pensate non vi servano (ad esempio alcune armi che non sapete o non volete utilizzare per la modalità Warzone). E’ possibile ottenere pacchetti anche salendo di livello o completando gli encomi.

Come già detto sopra passiamo alla customizzazione del personaggio, che ora è più ricca che mai considerando l’ammontare di armature ottenibili. E’ possibile personalizzare lo spartan scegliendo il casco, la corazza, il colore del visore, l’animazione dell’assassinio, la posizione da assumere nel menu, le skin delle armi ed infine l’emblema; anche questi elementi (come tutti quelli del sistema REQ) sono organizzati per rarità, ma ciò non influenza in alcun modo il gameplay.

Red VS Blue

E’ finalmente giunto il momento di parlare del multiplayer di Halo 5: Guardians e fidatevi se diciamo che da solo fa recuperare i punti che 343 Industries ha perso con la campagna. La componente del multiplayer competitivo si divide in due macrocategorie, ovvero Arena e Warzone. Nella categoria Arena si trovano le modalità classificate e predisposte per un massimo di otto giocatori: Arena a squadre, Massacro a squadre, Massacro tutti contro tutti, Fuga e SWAT. L’unica vera aggiunta è “Fuga”, dove i giocatori di entrambe le squadre si scontrano in mappe create appositamente per la modalità e giocano sotto alcune condizioni e regole; prima di tutto sono assenti lo scudo e il match è diviso in round, in secondo luogo una volta morti non è possibile rientrare fino alla fine del round, la squadra che ne vince di più si assicura la vittoria della partita, eliminando tutti i nemici o portando la bandiera posta al centro della mappa fino alla base nemica.
Sicuramente qualche occhio di falco si sarà accorto dell’assenza dall’elenco di diverse modalità storiche di Halo, diverse di queste sono state integrate nella playlist Arena a squadre, che contiene al suo interno anche Fuga e Massacro a squadre, certamente dispiace non poter avere la possibilità di giocare unicamente a modalità come “Cattura la bandiera” senza incappare forzatamente in un massacro a squadre subito dopo.

Halo 5 Guadians Recensione 03
Altra novità importante per il multiplayer di Halo è il nuovo sistema di ranking, questi è organizzato in modo che dopo aver completato le prime dieci partite in uno dei match della categoria Arena, si ottenga una classificazione in base alle capacità in quella specifica modalità. La classificazione non si traduce in altro che nell’inserimento in categorie che vanno da bronzo fino a diamante, per arrivare poi a onice e champion, in modo praticamente identico agli altri giochi che utilizzano il sistema di ranking basato sui metalli e, sempre come questi, si azzera al termine di ogni stagione. Va detto che questo sistema ci sembra si adatti a meraviglia al mondo di Halo e senza dubbio rende questo gioco sempre più vicino al panorama degli esports.
Le uniche note che stonano nelle partite Arena sono relative ai punti di generazione delle armi, dato che le più potenti disponibili nella mappa verranno segnalate in maniera fin troppo evidente, soprattutto considerando che gli spawn sono facilmente memorizzabili, specie da parte dei giocatori più accaniti. Altra critica va fatta nei confronti del posizionamento di qualche bocca da fuoco, che, alle volte, tende ad avvantaggiare una squadra piuttosto che un’altra, essendo esso vicino al punto di inizio partita di uno dei due team. In ogni caso nulla che tenda a minare eccessivamente il divertimento della partita.
In definitiva abbiamo anche potuto dire addio ai problemi del matchmaking di Halo: The Master Chief Collection, ora è possibile trovare le partite in modo rapido e queste, durante le nostre prove, si sono dimostrate stabili fino alla fine.

Halo Wars

Parliamo ora della nuovissima aggiunta al multiplayer competitivo di Halo 5: Guardians, ovvero Warzone, la seconda grande categoria del multiplayer del titolo che si divide nella sua versione standard e nella variante Assalto Warzone. Prima di analizzare singolarmente le due varianti è lecito parlare dei punti che hanno in comune, Warzone è una tipologia di gioco che prevede scontri su larga scala tra due team da dodici giocatori ciascuno. In ogni partita è possibile utilizzare le carte ottenute dai pacchetti al fine di ottenere armi, veicoli o potenziamenti, per fare ciò si dovranno utilizzare specifiche postazioni oppure il menu disponibile prima di ogni rientro subito dopo essere morti in battaglia. Tuttavia non è possibile utilizzare tutte le carte sin dall’inizio di una partita, le più forti di queste infatti necessitano un particolare punteggio requisizione per essere sbloccate. Una volta scelto un oggetto da sbloccare il punteggio si azzererà e andrà riempito nuovamente per ottenere di nuovo l’oggetto, che comunque sarà disponibile solo fino alla sua distruzione (nel caso di un veicolo) o fino alla morte del giocatore. Scegliere di utilizzare un equipaggiamento farà si che questi venga rimosso dalla vostra scorta, che potrà essere rimpinguata acquistando pacchetti di carte dallo store.

Halo 5 Guadians Recensione 05
La versione standard di Warzone prevede che i due team si affrontino fino al raggiungimento di un punteggio pari a mille punti, conseguibile conquistando le tre basi neutrali tramite l’uccisione dei membri della squadra oppure quella dei vari NPC che spawnano all’interno della mappa, è comunque possibile vincere la partita conquistando tutte le basi neutrali per poi distruggere il nucleo nemico.
In Assalto Warzone, invece, un team si troverà a difendere dapprima due basi, una di seguito all’altra, per poi difendere il nucleo nel caso di fallimento dei precedenti step; la squadra avversaria invece dovrà conquistare una dopo l’altra le basi ed infine distruggere il nucleo.
Entrambe le varianti si sono rivelate caotiche, bilanciate e divertenti, riuscendo a regalare momenti di qualità specie se giocate in compagnia di qualche amico. Questa modalità di gioco inoltre si presenta come la migliore scelta per ottenere PR, dato che in media concede più punti dei vari tipi di partita Arena.

PRO
Ottimi spunti della campagna…
Tecnicamente eccellentemente curato e solido
Multiplayer bilanciato, divertente e vario
Il nuovo sistema di ranking si adatta alla perfezione al titolo
Warzone si rivela enorme e divertente
Il sistema dei pacchetti è ben congegnato e poco invasivo
CONTRO
…purtroppo sfruttati in modo sbagliato, facendola risultare piatta e breve
Qualche piccolo glitch e sbavatura nella campagna
Non sarebbe dispiaciuto vedere qualche contenuto in più per il multiplayer già dal lancio

Commento

Halo 5: Guardians è senza dubbio un ottimo titolo, ma non l’Halo definitivo, non quel capitolo che rappresenta l’apice delle potenzialità della saga, capace di risultare fantastico sotto ogni aspetto principale. La campagna ha ottimi spunti sia dal lato narrativo che da quello del gameplay, tuttavia questi risultano mal sfruttati e fanno sì che al completamento della storia si rimanga con un certo senso di vuoto, peccato perché le potenzialità c’erano davvero tutte. Nonostante ciò Halo 5: Guardians rimane un’esperienza godibile, specie se giocata alla massima difficoltà, che consigliamo fortemente come punto di inizio per i giocatori più esperti
Il rinnovamento degli Spartan è invece notevole e nemmeno per un istante abbiamo pensato che qualcosa fosse fuori posto, anche considerando l’enorme quantitativo di oggetti disponibili per la personalizzazione. Il sistema dei pacchetti REQ inoltre si è rivelato davvero poco invasivo e assolutamente lontano dall’obbligare il giocatore a pagare con del vero denaro, anzi abbiamo trovato abbastanza semplice ottenere i punti necessari senza spendere un centesimo.
La vera ciliegina sulla torta rimane comunque il comparto multiplayer che riesce a portare Halo ad un livello superiore, rivelandosi eccellente sia per chi ricerca sfide competitive e punta a diventare il migliore, che per i giocatori in cerca solo di puro divertimento. Warzone invece si è dimostrata un’ottima alternativa ai match più piccoli, brevi e serrati, offrendo grandi mappe e scontri su larga scala dove far bella mostra di tutta la vostra potenza di fuoco. Dispiace senza dubbio l’assenza (almeno temporanea) di alcune modalità competitive storiche e il fatto di dover attendere ancora un po’ prima di poter provare con mano la Fucina, che promette di essere più grande che mai.
Le uniche cose che non rendono questo Halo il migliore di sempre sono il poco coraggio dimostrato nello sviluppo della campagna, accompagnato da un attuale ammontare di contenuti per il multiplayer che secondo noi poteva essere superiore, ma almeno a quest’ultimo punto si può ovviare con il supporto degli sviluppatori, che promette di durare per molto tempo.
8.5