Codemasters ha sfornato il nuovo capitolo di GRID, vediamo insieme di che pasta è fatto

Data di uscita 27 Giugno 2014
Genere Simulatore di guida, Arcade
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, PS3, Xbox 360
Sviluppato da Codemasters
Distribuito da Codemasters
Versione testata PC
Cover

Il genere dei racing game negli anni ha perso un po’ di appeal, ma ad oggi è uno dei settori più in salute ed apprezzati. Tant’è che in quest’ultimo semestre dell’anno dovranno uscire, o sono già in commercio, nuovi ed interessanti titoli, come ad esempio Project Cars, The Crew, DriveClub e Forza Horizon 2.
Forte dell’esperienza maturata negli anni e degli assets, tra la serie di titoli TOCA e GRID, Codemasters ha sviluppato questo nuovo capitolo in un breve arco di tempo, annunciandolo all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, durante il Level Up 2014 di Berlino.
Codemasters ha voluto fare le cose in grande con GRID Autosport; un titolo che presenta il doppio delle piste e delle ambientazioni rispetto al suo predecessore GRID 2. Un nuovo sistema di guida, affiancato da auto di tutti i generi (derapata, pista, prototipi, supercar, hypercar, Super UTES e molte altre), per soddisfare anche i piloti più smaliziati. Il tutto coronato da un’ampia scelta di impostazioni della difficoltà, come l’ABS, il TCS e l’ESP.
La software house ha ammesso di aver sbagliato con il secondo capitolo, un titolo di guida decisamente tendente all’arcade; fu un titolo molto apprezzato dalla critica mondiale, ma che non riuscì invece a convincere i giocatori. In un mercato spietato come l’industria videoludica è sempre un piacere trovare delle aziende che si rendono conto dei propri sbagli e che cercano di rimediare, dando credito al parere di chi fruisce dei suoi prodotti. Questo è quanto abbiamo da dire noi a riguardo.

Tra divertimento e frustrazione

GRID Autosport è un titolo in grado di regalare delle lunghe sessioni cariche di adrenalina e divertimento, a tratti anche un po’ di frustrazione, come ogni buon gioco di questo genere. Nella modalità campagna non sarà possibile scegliere, letteralmente, la vettura in uso dal proprio team, in quanto saranno gli sponsor ad offrirci l’utilizzo di una determinata vettura per ogni categoria presente nel torneo di una data disciplina; per implementare un maggior range di possibilità, sarà possibile scegliere ad ogni torneo lo sponsor al quale appoggiarci.

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Il sistema di guida è stato completamente rivisitato a seguito della tiepida accoglienza del gameplay puramente arcade di GRID 2, in modo da realizzarne uno che si trovi nel mezzo tra arcade e simulativo, senza renderlo dichiaratamente né l’uno e né l’altro.

Numeri per gli appassionati

All’interno del gioco sono presenti ben 45 diverse offerte di sponsor, nove per disciplina.
La durata media della carriera è stimata intorno alle 30 ore di gioco – in questa stima non sono contemplate le ripetizioni di una stessa gara per più volte. In GRID Autosport ci sono circa 82 autovetture differenti e 22 circuiti percorribili sia di giorno che di notte, con svariate condizioni atmosferiche e che riproducono in tutto e per tutto quelli realmente esistenti.

Il gioco presenta dei tornei suddivisi in molteplici discipline, che a loro volta sono suddivise in diverse categorie:
Touring, dove avremo la possibilità di guidare delle vetture da turismo e in cui i differenti approcci del pilota possono cambiare il corso della gara. Le gare si dividono in due metà, con la griglia di partenza che dipende dalle qualifiche svolte precedentemente alla prima manche, mentre nella seconda il posizionamento alla partenza è invertito rispetto alla posizione finale assunta nella prima manche. La seconda disciplina, Endurance, è composta da tornei basati sulla resistenza nel tempo, nella quale la capacità di controllo è la chiave della vittoria. La vera sfida è riuscire a mantenere le gomme e l’auto in buone condizioni, tanto da rimanere nella propria posizione per tutti i minuti della gara.
La modalità Open Wheel ci mette alla guida di vetture appartenenti alla categoria Formula e Light Weight: l’accelerazione e la velocità aumentano – specialmente nelle curve – ed è indispensabile evitare qualsiasi contatto con altre vetture. La tendenza alla trazione posteriore e la grande quantità di cavalli delle auto rendono complicato tenere sotto controllo la vettura. Nella tipologia Tuner sono presenti più categorie di automobili ed eventi – una mescolanza tra prove a tempo e gare di drifting – che spinge il giocatore a cambiare spesso lo stile di guida. Si dovrà guidare sapientemente per districarsi nelle gare a tempo, che si sono rivelate essere gli eventi più complicati di GRID Autosport.
Infine c’è la classe Street: sette circuiti cittadini completamente dedicati a questa disciplina, ricchi di curve a 90 gradi e con scarse possibilità di sorpasso per i concorrenti. Le vetture variano dalle Hypercar, come la Bugatti Veyròn, alle Performance, come la BMW M3 Coupe, che sono perfette per questo genere di gare.

Ogni disciplina ha una serie di tornei, alcuni sbloccabili salendo di livello in quella classe, e una serie di sponsor.
Ogni sponsor si differenzia dall’altro dal genere di obiettivi che si devono portare a termine, dall’automobile che ci viene offerta – specialmente nelle categorie più ampie, che comprendono diverse marche e modelli di vettura – e dal proprio compagno di squadra, guidato dalla IA. In base al livello si possono sbloccare nuovi contenuti: nuove auto, nuovi circuiti e nuovi tornei.

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Un’intelligenza sfuggente

Insomma, il gioco è abbastanza ricco di features, ora vediamole nel dettaglio.
Il sistema di guida cambia per ognuna delle cinque discipline nel gioco, ma si può notare una leggera differenza anche tra le categorie della medesima disciplina – tutto ciò ci ha piacevolmente colpito.
Nonostante si tratti di un titolo chiaramente old-gen, è in grado di regalare momenti di stupore, per le piccole perle in esso contenute:
l’approccio dell’intelligenza artificiale cambia ad ogni circuito, specialmente tra le diverse categorie presenti nel gioco.
Già a livello intermedio è in grado di mettere in difficoltà il giocatore, con mosse strategiche e false opportunità.
Un’altra importante variabile di gameplay è data dalle impostazioni della difficoltà di gioco, con le quali si può passare facilmente da un sistema di guida più arcade ad uno decisamente più simulativo, tanto da richiedere l’utilizzo di periferiche più adeguate – per intenderci: sterzo, cambio, pedaliere e freno a mano.
Codemasters ha svolto un buon lavoro con l’IA, ha saputo renderla piuttosto realistica – anche se con qualche alto e basso – e variabile, diventando aggressiva nelle gare di Touring e cauta e calcolatrice nella classe Open Wheel. In questo modo, per ogni disciplina presente nel gioco, il giocatore dovrà adattarsi e reagire di conseguenza.
In GRID Autosport le qualifiche hanno un senso tutto loro, è necessario piazzarsi bene per ambire alle posizioni più alte nella classifica – anche se nelle gare a doppia manche sembra essere pressoché inutile, dato che in almeno una delle gare si partirà per forza di cose dall’ultima posizione. Inoltre la nostra auto non è praticamente mai avvantaggiata rispetto a quelle degli altri concorrenti guidati dalla IA, anzi talvolta si ha l’impressione di essere proprio noi quelli messi in posizione di svantaggio rispetto a loro.
Tutto è coronato da un’ottima guidabilità delle automobili – escludendo la disciplina Endurance, che non reputiamo all’altezza delle altre – che riconferma la bravura di Codemasters nei racing game.
Come già detto, GRID Autosport non è un titolo puramente simulativo, ma può risultare ugualmente appagante anche per chi cerca livelli di sfida elevati.

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Collisioni, che divertimento!

Le collisioni fra i veicoli sono piuttosto ben realizzate ed influiscono pesantemente sul gameplay. Sebbene sotto questo aspetto il titolo sia piuttosto permissivo, le collisioni svolgono un ruolo di primaria importanza nel gioco, dando la possibilità ai giocatori di sfruttare i momenti più concitati e ravvicinati per sorpassare i rivali, senza elargire alcuna penalità. Anche le gomme non sono esenti da semplice usura o incidenti, difatti rappresentano la maggior preoccupazione nelle gare di resistenza, dove una collisione o derapata di troppo possono incidere profondamente sul risultato finale.
Tra i danni più influenti vi è anche quello sterzo, basta qualche leggera collisione per far tendere la macchina verso destra o sinistra, obbligandoci a controsterzare di continuo per mantenere la traiettoria, compromettendo seriamente il sistema di guida.

In GRID Autosport sono state apportate delle migliorie anche nella gestione della regolarità di gara: tagliare le curve non comporta più un malus sul tempo del giro, bensì una penalità sull’acceleratore, limitando la velocità massima in base a dove è stata effettuata la violazione, che avrà una durata direttamente proporzionata al livello di infrazione – un sistema che speriamo venga introdotto in tutti i giochi di questo genere, apportando giusto qualche modifica che ne rifinisca il sistema di rilevazione.

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Hop-hop-gadget!

Il menu di gioco è stato veramente ridimensionato rispetto a quello che era stato ideato ed utilizzato per GRID 2, rendendolo molto basilare, al limite della sufficienza.

Nella modalità carriera non è presente alcun tutorial e nessuna gara introduttiva, il gioco ci getta nelle braccia dei tornei già appena entrati, senza avere la minima idea di cosa contengano le discipline presenti in essa. Inoltre non è stato inserito nemmeno uno stralcio di trama a mo’ di gadget, per “giustificare” i tornei o semplicemente per dare una identità all’anonimo pilota presente nella nostra vettura.

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Multigiocatore confusionario

La versione che abbiamo avuto modo di provare, per un totale di circa 26 ore di gioco, è quella su piattaforma PC. Il titolo dispone di una modalità multigiocatore online, che al suo interno ospita alcune feature interessanti, ma che per qualche ragione sono state male implementate.
Il matchmaking, cioè il sistema incaricato di trovare dei giocatori che siano più o meno del nostro stesso livello, trova quasi esclusivamente gare già iniziate e con giocatori di livello alto, facendoci entrare nella lobby ad osservare il panorama grigio/nero del menu pre-partita. In se non sarebbe un difetto, se non per il fatto che non è in alcun modo possibile osservare la gara in corso come spettatore. Questo induce i giocatori ad uscire e non rientrare più dalla modalità online.
Quando si ha la fortuna di trovare, nel giro di 10 minuti, una gara ancora non iniziata, ci imbattiamo in un altro sistema poco chiaro: se non si possiede una vettura adatta alla disciplina o alla categoria assegnata per la gara, sarà il gioco a fornirci un tot di auto adatte, su cui è possibile modificarne la livrea.
Torniamo indietro per comprendere il motivo di tale stranezza: appena entrati nella modalità online, ci si imbatte in una voce che dice “Mie Vetture”, dove all’interno abbiamo un’auto base – la Volkswagen Golf R – con scritto “Condizione 100%” e la possibilità di accedere ad un menù contestuale per: aggiornarla, ripararla e personalizzarla esteticamente mediante le livree degli sponsor o personalizzate.
Quindi si presume che le vetture le si debba acquistare, partecipando prima a delle gare adatte all’auto che possiedo, per poi acquistarne delle altre – è possibile sia acquistare macchine nuove o usate, che vendere quelle di cui siamo in possesso oppure ripararle spendendo soldi virtuali – da personalizzare per accedere alle altre discipline e categorie. Invece il sistema non necessita obbligatoriamente dell’acquisizione delle automobili per accedere alle gare più avanzate, bensì si può partire subito dalle hypercar anche se non se ne possiede una nostra, proprio perché sarà il gioco stesso a fornircene una.
Queste cose ci hanno fatto un po’ storcere il naso, oltre che farci rimanere un po’ perplessi: l’unico motivo per acquistare una vettura è per poterla personalizzare e migliorarne le prestazioni, tramite gli aggiornamenti dei componenti. Purtroppo la stragrande maggioranza dei giocatori presenti nell’online utilizza le vetture standard fornite dal gioco.

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Vecchia generazione, ma non c’è male

La scelta di Codemasters di sviluppare un videogioco interamente dedicato alla old-gen – Xbox 360 e PlayStation 3 – li ha indotti a scendere a compromessi anche sulla versione PC. GRID Autosport non è un gioco graficamente brutto, ma non brilla sotto nessun aspetto. Su PC, dove la grafica migliora sensibilmente rispetto a quella console e dove viene tolto il fastidioso blocco a 30 FPS, il gioco non riesce a raggiungere un livello d’eccellenza. Siamo stati sgradevolmente colpiti dalla pessima qualità dei modelli del pubblico: è stimolante avere tanta gente che fa il tifo, ma non se questa sembra avere le sembianze dei pupazzetti di Minecraft. Segnaliamo anche un eccessivo aliasing presente nei modelli, specialmente negli stemmi, nei cerchioni e nelle ombre.

High Res Pack

Nella versione PC c’è la possibilità di utilizzare un pacchetto di texture in alta definizione. Questo pack non influisce in maniera decisiva sulla grafica e sulle performance, ma porta quel poco in più di dettaglio che differenzia ulteriormente il titolo tra PC e console. È possibile scaricarlo da Steam come un qualsiasi altro DLC gratuito.

L’illuminazione, invece, è l’unica componente grafica che spicca, anche se purtroppo questo vale solo per le fasi diurne, mentre nelle notturne non si fa ben apprezzare.
Come detto anche nel video di gameplay, a grande richiesta è stata si reintrodotta la visuale degli interni, ma di qualità veramente infima, nella quale non è possibile vedere praticamente nulla ed il tachimetro, come anche il contachilometri e il contagiri, sono praticamente inesistenti, sia su PC che su Console – dove ovviamente la grafica è inferiore rispetto a PC.
Il reparto sonoro è buono ed offre un ottimo mixing e selezione di musiche azzeccate ed un suono delle auto ben realizzato, con begli effetti.

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i7 4770 3.4Ghz
Scheda Video AMD HD 7950 3GB
Memoria 8GB DDR3
OS Windows 8.1 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core 2 Duo 2.4Ghz o AMD Athlon X2
Scheda Video AMD HD2000, NVIDIA Geforce 8000
Memoria 2 GB
OS Windows Vista/ 7 / 8

PRO
È possibile mettere a punto l’auto in base al circuito
Gran quantità di discipline e tipologie di vetture
Circuiti ben riprodotti
Buono il sistema delle penalità…

CONTRO
IA troppo avvantaggiata
Tecnicamente Old-Gen e quasi ingiocabile senza un pad
Tedioso il funzionamento del lato online
…con qualche imprecisione nel rilevamento

Commento

GRID Autosport è senz’altro un titolo apprezzabile per chi ama queste “vie di mezzo” nello stile di gioco. Ammetto che ho cambiato spesso idea sul titolo, dato che ho giocato ben 10 ore usando la tastiera ed avevo iniziato a maledire Codemasters per il sistema di guida – per fortuna ho acquistato il joypad che mi ha permesso di provarlo per intero. La componente online è quella che mi ha fatto rimanere veramente allibito, in quanto è veramente confusionaria e non permette di giocare in pace con altri giocatori del proprio livello. È un gioco non privo di alti e bassi, ma che gli amanti della serie e del genere non devono farsi assolutamente scappare.
7.5