Data di uscita 11 ottobre 2016
Genere TPS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, Xbox One
Sviluppato da The Coalition
Distribuito da Microsoft
Versione testata Xbox One

Dopo anni di pace per noi e per Sera, pensavamo di poter riporre il nostro Lancer, poiché le locuste erano state sterminate e le loro luride buche chiuse. In Microsoft, invece, han deciso di annunciare il ritorno di Gears of War, riaprendo così le buche di vermi e riaccendendo i cuori dei videogiocatori. Noi non abbiamo resistito alla chiamata alle armi e, dopo aver rispolverato il nostro arsenale, ci siamo gettati nella mischia per narrarvi di Gears of War 4.
Sarà riuscita The Coalition nell’intento di riaprire una delle saghe più iconiche ed amate del panorama videoludico? Scopritelo con questa nuova recensione.

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Tra Lancer, problemi di famiglia, robot e vermi schifosi

Sono passati ormai venticinque anni dalla vittoria degli umani sulle locuste e la situazione sembra essere migliorata per l’umanità, la cui popolazione è comunque diminuita a tal punto da spingere il COG a costruire insediamenti circondati da alte mura da cui è vietato uscire. A tale visione si oppongono gli “Outsiders”, una fazione di umani che si rifiutano di vivere segregati. In questo nuovo contesto veniamo messi nei panni di James Dominic Fenix, figlio del ben noto Marcus Fenix, che ha da poco disertato il COG insieme all’amico Del per unirsi agli Outsiders. Come se le attuali lotte interne agli umani non fossero abbastanza, qualcosa di terribile sembra rapire e massacrare le persone, indipendentemente dall’affiliazione, le locuste sono tornate.

gears-of-war-4-horde-14E’ con questo incipit che si apre la campagna di Gears of War 4, che con le sue circa otto ore di gioco è riuscita a regalarci momenti carichi di sangue e sparatorie, oltre a qualche piacevole sorpresa.
Durante la storia abbiamo potuto fare la conoscenza di aree mai viste nella serie che ci hanno sorpreso in maniera positiva. Allo stesso modo il nuovo roster di nemici è riuscito a colpirci grazie ad aggiunte come i robot DeeBee e le nuove tipologie di locuste, che riescono a portare sul campo di battaglia un pizzico di innovazione di cui Gears of War non può fare a meno. Parlando di novità ed aggiunte, non possiamo non parlare del “Fabbricatore” e delle “Eruzioni di Vento”, due nuovi elementi che in più occasioni si presentano nello svolgimento della storia.
Il Fabbricatore è un oggetto che viene reso disponibile in alcune sezioni della campagna, attraverso esso è possibile costruire difese, torrette, armi ed altro. Sulle sezioni che ne prevedono l’uso vogliamo evitare di fare spoiler, ci limitiamo dunque a dire che le abbiamo trovate piuttosto ripetitive, oltre che evitabili considerando che queste ricordavano la ben più nota modalità Orda (della quale parleremo dopo), senza però uguagliarne tutte le qualità.
Altro discorso va fatto per le Eruzioni di Vento, delle potentissime tempeste che colgono i protagonisti in alcuni momenti della storia. Durante questi eventi la velocità di movimento è fortemente penalizzata e colpire i bersagli, usando granate o Boomshot, diventa più difficile a causa di raffiche di vento. A ciò si aggiungono anche le potenti e letali scariche elettriche che in alcune occasioni raggiungono il suolo. Come se non bastasse il gameplay è ulteriormente impreziosito dalle nuove bocche da fuoco e dalla possibilità di compiere nuove azioni letali, come tirare a sé i nemici dietro un riparo e finirli grazie al coltello.
Nella campagna, inoltre, non mancano sezioni sui veicoli e momenti più diversificati, i quali completano un pacchetto che rende giustizia ai canoni della serie e, insieme ai nuovi personaggi e alla trama, riesce nel tentativo di aprire una nuova saga, nonostante ci aspettassimo qualche innovazione in più.

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Un’Orda di divertimento

Con Gears of War 4 anche una delle modalità più amate della serie fa il suo ritorno, stiamo parlando di Orda. Questa modalità permette a cinque giocatori di affrontare ben cinquanta ondate di nemici via via più temibili, fin qui nulla di nuovo eppure The Coalition ha introdotto qualche piccola novità di cui ora vi parleremo.
Cominciamo dicendo che, similmente alla modalità OverRun di Gears of War: Judgement, nell’Orda 3.0 è possibile selezionare la propria classe tra le cinque disponibili, ognuna caratterizzata da specifiche abilità ed equipaggiamenti iniziali. Parlando delle abilità, queste rappresentano appunto un’altra aggiunta e donano ai giocatori specifici bonus, come un aumento delle granate trasportabili o uno sconto sulle fortificazioni fabbricabili.
Anche nell’Orda, esattamente come nella storia, è presente un Fabbricatore che è possibile spostare in una zona qualsiasi della mappa, in base a dove si preferisce allestire le difese. Per costruire qest’ultime è necessario interagire con il Fabbricatore e spendere dei crediti, ottenibili dai nemici abbattuti. Costruire armi, torrette ed altri oggetti farà salire il livello del Fabbricatore, così da poter realizzare attrezzature sempre migliori e facilitare la carneficina di Locuste e DeeBee.
Fatta eccezione per queste novità, il gameplay della modalità è rimasto invariato rispetto a quello che avevamo conosciuto in Gears of War 3 e che continua a funzionare davvero bene, soprattutto quando si decide di far squadra con amici piuttosto che affidarsi al matchmaking.
Le uniche pecche che abbiamo notato sono relative a dei tempi di caricamento abbastanza lunghi, specie nelle partite pubbliche, a cui si aggiunge l’assenza di un sistema di penalità per chi abbandona la partita, fattore che in più occasioni ha portato allo svuotamento della lobby e conseguente sconfitta.

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Batti terra!

E’ ora giunto il momento di parlare di un altro degli elementi fondamentali di Gears of War, così come di praticamente ogni sparatutto moderno, il multiplayer competitivo.
Ebbene, questi è ritornato in Gears of War 4 in tutta la sua “gloria”, ma anche con diverse criticità che un nuovo capitolo della saga avrebbe potuto risolvere, visto che si tratta di fattori che già da molto tempo avrebbero potuto trovare soluzione. Prima però di gettarci nell’amara critica a questo aspetto del gioco ci teniamo a sottolineare quanto di positivo ha a nostro parere.
Cominciamo col dire che l’introduzione di un sistema di classificazione dei giocatori in base alle abilità è sicuramente una gradevole aggiunta che, almeno sulla carta, dovrebbe favorire un maggior bilanciamento delle partite. Gears of War 4 offre anche una vasta gamma di modalità, ben diversificate e tutte abbastanza divertenti, accompagnate anche da un comparto di mappe molto ispirate, artisticamente parlando. Il multiplayer presenta anche una buona stabilità generale dei match, anche se in un paio di occasioni siamo stati disconnessi dalla partita.

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Ottima anche la scelta di introdurre un sistema di “sfide”, ottenibili attraverso l’acquisto di pacchetti con la valuta del gioco, da completare per ottenere esperienza o crediti (Ndr. Il sistema delle sfide è presente anche per la modalità Orda). Nota d’apprezzamento a parte va fatta anche per il semplice sistema di crafting, attraverso il quale creare skin per armi e personaggi oltre alle già citate sfide, nel caso non ci si voglia affidare alla fortuna e sperare di trovare ciò che si desidera nei pacchetti.
Tuttavia, come annunciato poco sopra, il multiplayer competitivo di Gears of War 4 è purtroppo afflitto da una serie di problemi, riconducibili tutti ad un’unica fonte: la poca innovazione, o ancor meglio il timore di innovare. Se nella campagna abbiamo trovato “giustificabile” la scelta di non uscire troppo dai canoni della serie, nel PvP non siamo riusciti a tollerare la scelta di mantenere immutati determinati aspetti.
Dal punto di vista del gameplay abbiamo notato la continua superiorità dello Gnasher, il fucile a pompa, rispetto al resto dell’arsenale a disposizione dei giocatori. Ciò si riflette sulla persistente scelta di un’unica modalità di gioco da parte dei giocatori, che se da un lato non agevola i novizi, dall’altro mostra una mancata iniziativa nel game design. A tale mancanza di alternative si unisce anche una risicata scelta nella strutturazione delle mappe, le quali seguono in generale due pattern abbastanza prevedibili e ripetitivi. Sinceramente, dopo tutto questo tempo e l’enfasi posta sul concetto di “aprire una nuova saga” ci aspettavamo un maggiore innovazione, almeno dal comparto multiplayer.

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Sbudellamenti fluidi e di qualità

Decidiamo di dedicare quest’ultimo paragrafo all’aspetto tecnico del titolo, che è stato capace di colpirci positivamente in ogni momento della nostra lunga prova. The Coalition è riuscita a mettere sul mercato un prodotto con una grafica davvero stupefacente, specie considerando le possibilità offerte dalla Xbox One, che nonostante l’elevato quantitativo di dettagli riesce comunque a mantenere un frame rate granitico sia nel singleplayer, dove si mantengono sempre i 30 fps, che nel multiplayer, dove i 60 fps sono la norma.
Ci siamo rallegrati nel non notare bug di sorta o, soprattutto, fastidiosi caricamenti di texture nella campagna, che però è intaccata da qualche problema con l’intelligenza artificiale, specie quella alleata. Stessa cosa non si può dire per il comparto multiplayer e del menu di personalizzazione dove in più di qualche occasione abbiamo notato alcuni ritardi nel caricamento di texture specifiche, anche se i tempi sono davvero risicati. Nel complesso, inoltre, abbiamo notato un’ottima cura nella realizzazione di personaggi ed ambientazioni, anche se alcune texture ed alcuni modelli avrebbero meritato più cura.
L’ottimo comparto grafico ed il frame rate del titolo, tuttavia, non sono stati ottenuti senza qualche sacrificio. Gears of War 4 ha, ad esempio, molti problemi con la resa dei particellari o dei corpi mutilati, che ci sono sembrati meno dettagliati rispetto al passato.

PRO
Campagna divertente e capace di regalare qualche sorpresa
I nuovi sistemi di classificazione dei giocatori, crafting e sfide sono una gradevole aggiunta
L’Orda è tornata più in forma che mai
Tecnicamente ottimo anche su console…
Tante modalità per il PvP ed una buona stabilità delle partite
CONTRO
Nel complesso il titolo manca molto di innovazione
Struttura delle mappe multiplayer molto ripetitiva
Il PvP è sbilanciato e favorisce davvero pochi approcci
…Anche se non mancano i problemi

Commento

Gears of War 4 è un Gears of War in tutto e per tutto, nel bene e nel male. Il titolo riesce nel tentativo di aprire una nuova saga ricca di tamarraggine e violenza, il tutto accompagnato da dei nuovi personaggi che ben si integrano nella storia.
Il ritorno dell’Orda è certamente gradito e le novità apportate migliorano l’esperienza complessiva, che comunque mantiene inalterato lo spirito e rimane sempre divertente da completare. Da questo nuovo capitolo della serie, tuttavia, ci saremmo aspettati molta più innovazione e la paura degli sviluppatori di mettere qualcosa di loro in più in Gears of War si fa sentire soprattutto nel comparto competitivo, il quale rimane ancorato ad un sistema che non favorisce molti stili di gioco, al contrario li scoraggia.
L’intero pacchetto è anche assistito da un comparto tecnico quasi ineccepibile, minato solo in parte da qualche lieve sbavatura.
Gears of War 4 farà certamente la felicità dei fan della serie ed è un ottimo punto di partenza per qualcosa di davvero grande, speriamo solo che gli sviluppatori prendano coraggio e decidano di innovare di più la formula e limare i piccoli difetti del comparto grafico.
7.5