Data di uscita 29 Settembre 2017
Genere Simulatore calcistico
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PlayStation 4, PC, Xbox One, PlayStation 3, Xbox 360, Nintendo Switch
Sviluppato da EA Sports
Distribuito da Electronic Arts
Versione testata PS4
fifa 18 1

Ottobre è ormai arrivato e insieme ad esso anche tutte le grandi uscite dell’anno. Come di consueto, infatti, il periodo autunnale e invernale si rivela ricco di grandissimi titoli, tra nuove IP, ritorni in pompa magna e i classici titoli a cadenza annuale. Tra questi, inutile dirlo, c’è ovviamente FIFA, simulatore calcistico sviluppato da EA Sports e che da sempre riscuote un grandissimo successo in tutto il mondo, soprattutto in Italia, dove la tradizione calcistica è ben radicata. Non a caso, nella prima settimana di vendite, il titolo ha occupato con prepotenza le prime posizioni di tutte le classifiche europee, come accade ormai da qualche anno a questa parte. Ma come si comporta la nuova creazione di Electronic Arts? Gli sviluppatori saranno riusciti a sanare le lacune che minavano i titoli degli anni scorsi? Scopriamolo in questa nuova recensione.

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Un nuovo calcio d’inizio

Pronti e via: nell’attesa dell’installazione completa del titolo, avremo subito un assaggio di calcio giocato con Manchester United-Chelsea, classica partita di prova giocabile anche in multiplayer per ingannare l’attesa. Una volta completato il tutto, ci troveremo di fronte la panoramica completa di tutto ciò che il titolo ci propone quest’anno: dalla modalità Il Viaggio, introdotta lo scorso anno, al Calcio d’Inizio, dall’Ultimate Team alla modalità Allenamento.

Nonostante la grande varietà di modalità tra singleplayer e multiplayer, appare chiaro fin da subito come Electronic Arts quest’anno abbia voluto puntare con forza sulla modalità Il Viaggio, durante la quale affronteremo tutti i passi necessari che un giocatore deve compiere per giungere tra le fila del calcio che conta. Il Viaggio di FIFA 18 sarà ancora incentrato su Alex Hunter, talentuoso calciatore della Premier League interpretato dall’attore Adetomiwa Edun. Dopo aver vinto la Premier League nella stagione precedente con un grandissimo contributo, Alex Hunter ha attirato su di sé le mire dei più grandi club europei. Non tutto andrà tuttavia per il verso giusto e nel giro di poco tempo ci ritroveremo con la necessità di riconquistare la fiducia della squadra e dei tifosi.

Esattamente come su FIFA 17, dovremo imporci a suon di gol, assist e valutazioni positive, per incrementare i bonus di ingaggio settimanale e per guadagnarci fin da subito un posto da titolare nella squadra. Il progressivo allenamento e la pratica fatta nelle varie partite spingerà Hunter a un netto miglioramento all’inizio dell’avventura: passeremo infatti dal controllare un giocatore più impacciato e impreciso a un piccolo campione, più veloce, più forte fisicamente, più preciso ma soprattutto più decisivo sotto porta, contando che il nostro ruolo sarà costantemente quello di prima punta. Inoltre, nelle fasi più avanzate della nostra avventura, il club ci metterà a disposizione la possibilità di scegliere un giocatore da acquistare nel corso della sessione di calciomercato, in modo da creare una forte intesa e spingere la squadra alla vittoria e al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Muller, Griezmann, Alli: sono questi alcuni tra i nomi più altisonanti che ci verranno proposti per migliorare le prestazioni nostre e della squadra. Nonostante possa sembrare un’aggiunta prettamente secondaria, il giocatore dovrà comunque prestare particolare attenzione anche alla prestazione del nostro “gregario”: infatti, più riusciremo a fornire assist e a segnare gol con il nostro nuovo compagno, più bonus stagionali riusciremo ad ottenere e più obiettivi riusciremo a sbloccare alla fine di ogni capitolo (che sono 6 in totale).

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Non è tutto oro, però, quel che luccica: Il Viaggio appare ancora una modalità acerba dal punto di vista della trama. Non fraintendete: non ci si aspetta certamente spunti narrativi a livelli di titoli ben più blasonati sotto questo punto di vista, tuttavia, in alcuni frammenti di gioco, i dialoghi e i rapporti tra i personaggi appaiono fin troppo banali e infantili, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con i personaggi secondari più importanti come la madre, il nonno Jim e il padre. Nonostante ciò, potremo contare anche su “eventi” secondari, come feste e allenamenti particolari che serviranno a introdurre gli incontri con alcuni tra i più grandi giocatori dell’attuale panorama calcistico (come Dele Alli, Antoine Griezmann e Thomas Muller) e non, come Thierry Henry, tutti presentati con il loro doppiaggio originale, a differenza di tutti gli altri personaggi presenti nel titolo. Oltre al calcio vero e proprio, avremo quindi vari retroscena che mettono perfettamente in luce quella che può essere la vita di un calciatore particolarmente famoso, comprese le interviste pre e post-partita e le discussioni con l’allenatore: in base alle risposte che daremo, il nostro temperamento potrà essere Pacato, Equilibrato o Impulsivo. La pacatezza spingerà ad avere un miglior rapporto con l’allenatore ma accumuleremo meno fan sui social, mentre l’essere impulsivi porterà un maggior numero di tifosi ma rapporti più complessi con la squadra. Inoltre, per non farci mancare nulla, potremo modificare anche l’estetica del personaggio, dall’acconciatura ai vestiti quotidiani, dagli scarpini al tipo di divisa da indossare, con moltissimi accessori, tatuaggi e kit sbloccabili raggiungendo alcuni obiettivi.

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In generale, si può parlare di una modalità rinvigorita rispetto a quanto visto in FIFA 17, con molte aggiunte e migliorie. Si poteva fare sicuramente di più dal punto di vista dei rapporti tra personaggi e dei dialoghi, nonostante questo difetto si senta molto meno in un titolo del genere.

Le altre modalità del singleplayer, ovvero il Calcio d’Inizio e la Carriera, seguono in linea generale quanto già visto nel precedente capitolo, con qualche modifica un po’ più sostanziale nella Carriera. Come sempre, potremo giocare sia impersonando un giocatore sia un allenatore. In entrambi i casi, tale modalità rasenta ormai la perfezione, grazie all’aggiunta di nuove abilità con cui arricchire il nostro giocatore o la presenza delle trattative in tempo reale. Potremo proporre o ricevere varie offerte, con controfferte e possibili scambi con altri giocatori, il tutto è spesso arricchito da cutscene per rendere più cinematografici questi passaggi.

Un passo alla volta

FIFA 18 appartiene un genere che per forza di cose non ha mai registrato vere e proprie rivoluzioni dal punto di vista del gameplay, ma solo continue e costanti aggiunte e miglioramenti, in modo da avvicinarsi maggiormente alla simulazione ed alla realisticità. Partiamo dal presupposto quindi che il gioco prosegue con la già ottima linea tracciata da FIFA 17, che presentava comunque varie magagne e lacune ormai insite nella serie da qualche anno. Possiamo dire quindi che la struttura generale del gameplay è rimasta sostanzialmente la stessa: sono rimasti inalterati infatti i calci piazzati, come le punizioni corte, i rigori, i falli laterali e i rinvii del portiere. Nonostante ciò, appare chiaro fin da subito come il titolo Electronic Arts sia maggiormente curato dal punto di vista della mobilità dei giocatori e delle animazioni di gioco: la cura dedicata a questo aspetto è stata tale da permettere una fluidità di gioco generale che rende il gioco una gioia per gli occhi e per i pollici. Nonostante tale caratteristica possa sembrare un semplice aspetto tecnico, sarà chiaro fin da subito quanto esso sia così influente sul sistema di gioco: i movimenti appaiono infatti più lenti, compresi i contatti tra i giocatori, il possesso palla e i dribbling, rendendo quindi il gioco molto più ragionato e meno “impulsivo” rispetto a quanto visto nella versione dell’anno precedente. Il tatticismo apparirà quindi fin da subito lo stile di gioco più sensato ed appagante.

In generale, ci troveremo di fronte a match molto più bilanciati e diversificati: ognuno potrà utilizzare le proprie tecniche per avere la meglio sull’avversario. A prescindere dalla squadra, dal singolo calciatore e dai punti deboli, apparirà fin da subito necessario scendere in campo con un gioco più pensato rispetto a FIFA 17: dimenticate, per esempio, i contropiedi ad ampie falcate con le ali d’attacco, in quanto i difensori qui saranno molto più reattivi e decisivi nell’intervento, permettendo quindi di sventare molto più facilmente il tentativo a rete, soprattutto ai più alti livelli di difficoltà, dove non basteranno i dribbling e giocatori fuoriclasse per avere la meglio sull’avversario. Diverso invece il discorso legato all’intelligenza artificiale dei portieri, sia della propria squadra sia avversario: in varie occasioni (anche banali), gli estremi difensori hanno dato qualche segno di incertezza, complicandosi la vita anche su palle semplici e tiri deboli. La situazione rimane comunque nella norma, ma avremmo preferito sicuramente anche per loro la stessa cura riservata agli attaccanti e ai difensori.

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Ottimo anche il lavoro svolto sull’intelligenza artificiale della CPU, che appare più viva e dinamica anche ai livelli più bassi di difficoltà. Tale caratteristica si nota in particolare con le squadre più importanti dei vari campionati come Real Madrid, Juventus, Bayern Monaco e PSG che, oltre a presentare una maggiore qualità di gioco generale dovuta al lavoro svolto sui movimenti di alcuni giocatori (di cui parleremo più tardi), godono di uno stile di gioco più vicino al gioco reale degli undici schierati. Nonostante tale caratteristica non sia stata (ovviamente) implementata per tutte le squadre di tutte le leghe, anche i giocatori di tutte le altre squadre presenteranno un maggiore agonismo e un’aggressività generale più duratura ed evidente rispetto a quanto visto in passato.

Pochi passi in avanti per quanto riguarda invece i punti più secondari del gioco, ovvero l’operato dell’arbitro e l’incisività delle condizioni meteorologiche sul campo e sui giocatori. Mentre appare molto più sensata la gestione e l’assegnazione dei cartellini, in particolare quelli rossi, l’arbitro tenderà spesso a fischiare falli piuttosto lievi, lasciando correre invece su contrasti ben più duri. Lo stesso discorso vale anche per la gestione del vantaggio dopo un fallo, che spesso non viene assegnato in situazioni eclatanti, che potrebbero far infuriare soprattutto nelle partite in modalità multiplayer (Ultimate Team sopra tutti). Discorso simile per quanto riguarda le condizioni del campo e l’impatto che esse hanno effettivamente sul gioco: la differenza tra campo asciutto e bagnato o innevato sarà davvero impercettibile, rendendo il tutto davvero poco realistico. È molto probabile che EA Sports non possa rendere completamente differenti le condizioni in caso di neve o di pioggia, che in alcuni casi renderebbero le cose davvero impossibili, tuttavia, si poteva certamente fare qualcosa di più rispetto a quanto realmente presente allo stato attuale delle cose.

Voglia di online

Appare chiaro fin da subito come gli sviluppatori abbiano voluto puntare fortemente anche quest’anno sulle modalità multiplayer online, in particolare per quanto riguarda l’Ultimate Team, che è praticamente divenuto in gioco a sé stante. Come negli anni precedenti, lo scopo dell’Ultimate Team sarà quello di costruire la squadra più forte possibile, combinando i giocatori delle squadre dei vari campionati, rappresentati sotto forma di “carta”, con delle caratteristiche specifiche: Velocità, Tiro, Passaggio, Dribbling, Difesa e Fisico per i giocatori in mezzo al campo; Tuffo, Precisione, Rinvio, Riflessi, Velocità e Piazzamento, invece, per quanto riguarda gli estremi difensori.

A differenza di quanto avveniva precedentemente, dove all’inizio del gioco veniva generata una squadra attuale con giocatori di diverse qualità (tra Bronzo, Argento e Oro), quest’anno sarà possibile costruire fin da subito il proprio team secondo le proprie esigenze: se vorremo costruire infatti una squadra basata sui giocatori della Serie A, potremo scegliere all’inizio una squadra di default dedicata alla Serie A, permettendo quindi di avere fin da subito un undici titolare discretamente competitivo, in grado di gestire adeguatamente il pallone grazie all’alto livello di Intesa. La stessa Intesa quest’anno è stata resa più determinante per l’esito di ogni partita: schierare undici giocatori fuori ruolo, di nazionalità differenti o provenienti da vari campionati rappresenterà fin da subito un handicap non indifferente, forzando maggiormente quindi su una costruzione più ragionata della nostra squadra.

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Per spingere il giocatore a curare nel minimo dettaglio la gestione del proprio team, Electronic Arts ha deciso quindi di inserire degli obiettivi, che si dividono in Giornalieri, Settimanali e Iniziali: migliorare l’intesa della propria squadra, acquistare nuovi giocatori e applicare consumabili come forme fisiche, contratti e allenamenti permetterà di ottenere dei premi, come crediti extra, pacchetti Bronzo, Argento e Oro e giocatori in prestito. Inoltre, potremo misurare il nostro valore nelle Squad Battles, ovvero partite in singolo giocatore contro squadre costruire dalla community: tali partite potranno essere giocate ad ogni difficoltà, permettendoci di guadagnare un po’ di punti (e crediti) a fine partita, a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta. Tale punteggio permetterà di ottenere un rango settimanale, che va da Bronzo 3 a Oro 1: maggiore sarà il nostro punteggio, migliore sarà il nostro rango e migliori saranno di conseguenza le ricompense ottenibili, tra cui grandi quantità di crediti e pacchetti Giocatori. Tale aggiunta è forse il vero fiore all’occhiello dell’Ultimate Team di quest’anno, grazie anche alle scelte attuate da Electronic Arts per gestirla: le ricompense legate al piazzamento verranno rilasciate ogni fine settimana e le squadre costruite dalla community cambieranno ogni giorno, permettendo quindi di provare continuamente nuove sfide. Presenti anche quest’anno ovviamente le sfide Creazione Rosa, che permettono di ottenere giocatori importanti costruendo squadre con determinati criteri, e il Draft, che aveva riscosso un grandissimo successo nell’edizione precedente.

Da segnalare, inoltre, la presenza delle Icone (esclusive della versione PS4), che corrispondono alle Leggende presenti l’anno scorso in esclusiva su Xbox One: si tratta delle versione FUT di alcuni dei giocatori più importanti della storia, ognuno presente in tre differenti forme in ordine di “forza”: per esempio, troveremo tre diverse versioni di Ronaldo con tre overall differenti: una da 90, legata al periodo della gioventù, una da 94 e una da 96, che rappresenta il periodo di massimo rilievo del giocatore nel panorama calcistico mondiale.

Le partite online hanno ereditato tuttavia qualche magagna dai titoli precedenti: esattamente come l’anno scorso, alcuni giocatori rappresentano dei veri e propri grattacapi anche per i giocatori più esperti, a causa di statistiche eccezionali e che spesso non rappresentano al meglio le caratteristiche reali del giocatore, spingendo spesso al ragequit. Come l’anno scorso, si spera che tali situazioni vengano pian piano eliminate tramite aggiornamenti.

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Realismo di nome e di fatto

Nonostante rappresenti il normale decorso di questo genere di titoli, che non possono registrare cambiamenti particolarmente significativi di anno in anno, la cura dedicata da Electronic Arts al lato tecnico di FIFA 18 ha portato al titolo calcistico più realistico di sempre. Come detto in precedenza, la fluidità generale dei movimenti dei giocatori e della palla rende il tutto estremamente realistico, con miglioramenti significativi rispetto al passato: più di una volta infatti vi soffermerete sulla bellezza della parabola assunta da uno dei vostri cross sulla fascia o di un passaggio alto eseguito da centrocampo.

Tuttavia, sono tanti i piccoli dettagli a cui EA ha lavorato quest’anno: le pieghe e il movimento delle maglie e dei pantaloncini, i leggerissimi movimenti dei cameraman e degli stewards fuori dal campo e la dinamicità generale dello stadio al momento del gol: avvicinandosi, per esempio, con il giocatore alla curva, vedremo chiaramente come la piccola folla di tifosi più vicina al campo si muova in maniera distinta e con più foga rispetto a tutti gli spettatori circostanti.

Notevole il lavoro svolto sui “fuoriclasse”, ovvero sui giocatori più famosi, per molti dei quali son stati registrati tutti i movimenti tramite una nuova tecnica di motion capture, il Real Player Motion Technology, che ha permesso di imitare al dettaglio ogni dribbling. Anche il lavoro eseguito sui volti dei calciatori appare decisamente migliore rispetto al passato, nonostante in alcuni casi si sarebbe potuto fare di meglio.

Per quanto riguarda il reparto sonoro, la telecronaca effettuata da Pierluigi Pardo e Stefano Nava rientra nella media, con una buona varietà di frasi e situazioni, condite da varie “perle di saggezza” sulla storia del calcio e degli impianti sportivi in cui giocheremo.

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PRO
Modalità Il Viaggio e Carriera rinvigorite…
Ultimate Team incredibilmente ricco di contenuti
Tecnicamente sublime
Sistema di gioco più fluido e realistico
CONTRO
…nonostante la prima cada spesso nella banalità
Il “Momentum” nell’Online è percepibile
Qualche glitch e bug grafico

Commento

FIFA 18 rappresenta ciò che i tifosi volevano da un simulatore calcistico. Il titolo apporta miglioramenti sotto quasi tutti gli aspetti rispetto all’edizione passata, come la fluidità generale del gioco, meno impulsivo e più ragionato rispetto al passato. Il gioco gode di tantissimi alti, sia in singleplayer sia in multiplayer, dove spicca in particolare la ricchezza in contenuti dell’Ultimate Team, che attualmente costituisce quasi un gioco a parte. Nonostante si tratti di un titolo in continuo sviluppo e tutt’altro che perfetto, costituisce attualmente il titolo che meglio impersona la vivacità e lo spirito dello sport più amato al mondo.

8.5