FAR: Lone Sails era in origine un progetto che il game designer Don Schmoker aveva realizzato per la sua tesi di laurea. Il gioco ha continuato ad accumulare sempre più interesse e, qualche anno fa, il giovane sviluppatore ha deciso di proseguire i lavori, pubblicando infine la sua creazione su Steam.

Spesso i titoli post-apocalittici basano molto la loro natura sulla sopravvivenza. Ottenere cibo, trovare acqua, procurarsi armi e affrontare varie minacce è ciò che la maggior parte dei giocatori si aspetta da questo genere. FAR: Lone Sails, tuttavia, sovverte questa aspettativa, dandovi semplicemente un obiettivo: entrare nel vostro veicolo e andare avanti.FAR: Lone Sails è un gioco che parla senza dire una parola, raccontando una storia senza mai avere una linea di dialogo. Grazie alla musica, al paesaggio e all’interazione con gli oggetti, il titolo riesce ad offrire uno dei migliori spettacoli di narrativa ambientale visti in un videogioco.

Naturalmente ci sono state innumerevoli avventure indie con protagonisti silenziosi, sfondi sconvolgenti e inquietanti come LIMBO, Journey o Inside. Ma FAR: Lone Sails ha una peculiarità unica: il nostro particolare “treno”, una macchina con vele che all’occorrenza può diventare una nave e anche un camper. Un ibrido che il team di sviluppo ha voluto chiamare Okomotive.

Recensione FAR Lone Sails

Lo spirito della macchina

La struttura del nostro treno steampunk è racchiusa attorno ad un enorme motore. Il suo funzionamento si concentra su tre aspetti fondamentali: riempire manualmente il serbatoio del carburante con detriti trovati lungo la strada, spingere il pulsante di accensione per avviarlo e far sfiatare il vapore per evitare danni e aumentare la velocità di movimento.

Recensione FAR Lone SailsCarburante, accensione e sfiato, carburante, accensione e sfiato: questa presto diventa una routine da gestire, che vi darà piena soddisfazione quando riuscirete a portare la Okomotive a piena velocità. Inoltre durante la breve avventura (circa 3 ore di gioco) nuovi componenti si aggiungeranno alla nostra nave, Recensione FAR Lone Sailscon ognuno di questi che avrà un ruolo importante sia nella sua manutenzione che nella risoluzione dei puzzle ambientali.

Il movimento del veicolo, oltre al motore principale, è gestito anche da vere e proprie vele da utilizzare solo quando le condizioni ambientali lo permettono ed in caso di aree completamente aperte. Si può dunque alternare la conduzione tra la forza propulsiva del motore e quella del vento, che spingerà la nave in avanti o indietro in base alla direzione delle raffiche. Queste sono le meccaniche di base di FAR: Lone Sails, con la gestione del carburante che diventa presto la cosa più importante del gioco. Le fonti di combustibile sono spesso poche e distanti tra loro, quindi è fondamentale risparmiarle il più possibile, ed in alcuni casi ingegnarsi nel trovare alternative, sacrificando oggetti preziosi. Ad esempio, durante l’avventura abbiamo trovato una radio che riproduceva una musica affascinante. Purtroppo siamo rimasti a secco di carburante, e abbiamo dovuto trasformarla in combustibile per ravvivare il motore: dopo quel momento il nostro viaggio è tornato silenzioso e solitario.

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Queste dinamiche da sole propongono già una divertente sfida strategica, ma il gioco ne propone di ulteriori. Le varie parti mobili del veicolo, ad esempio, possono incendiarsi o rompersi: questi problemi andranno risolti rispettivamente con l’utilizzo del tubo dell’acqua e la torcia di riparazione. Anche il tempo atmosferico può essere un fattore decisivo. La grandine o il fango generato dalle forti piogge possono danneggiare la Okomotive, il che significa che dobbiamo impegnarci nel gestire contemporaneamente sia la potenza del motore a scoppio che la forza del vento, per accelerare il più possibile trovando un riparo.

Infine, abbiamo affrontato situazioni in cui il veicolo si è bloccato: l’unico modo per proseguire è andando a piedi, scoprire quale sia il problema e risolverlo facendo, di solito, platforming su alcune strutture o risolvendo semplici rompicapo. Questo forse è l’unico aspetto sottotono della produzione, che offre puzzle ambientali banali e dal basso livello di sfida, in cui, spesso, basterà solamente premere dei bottoni rossi.

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Affascinante viaggio solitario

La direzione artistica di FAR: Lone Sails è incredibilmente intrigante: il gioco riesce a trasmettere alla perfezione quella sensazione di solitudine che si prova viaggiando in un mondo vuoto e desolato. È soprattutto il nostro veicolo a disporre di grande cura per i dettagli, di gran lunga superiore ad ogni altro elemento. Dettagliata con tocchi artistici e un design iconico, l’Okomotive spesso si fa carico di significati emotivi e spirituali, che collocano una creazione meccanica al centro della storia, come se fosse davvero lei la protagonista.

Recensione FAR Lone SailsIn molti altri giochi, i veicoli non sono altro che il modo più veloce o distruttivo per viaggiare da un punto A ad un punto B, ma l’Okomotrive riesce a farci percepire un legame col suo destino. Durante la traversata delle zone più tranquille un sorriso ci ha dipinto il viso, mentre l’ansia si è fatta largo ogni volta che subiva dei Recensione FAR Lone Sailsdanni.

Momenti in cui semplicemente si rimane seduti guardando la Okomotive viaggiare con uno sfondo maestoso che scorre in lontananza. Magari dopo una tempesta, quando, con un sospiro di sollievo, ci godiamo il placido panorama. Come precedentemente suggerito, la narrazione in FAR: Lone Sails viene vissuta attraverso il mondo che percorriamo. Ogni indizio o suggerimento su quello che è accaduto viene veicolato attraverso la qualità visiva dei fondali, spesso veri e propri capolavori in acquerello o carboncino. Ogni paesaggio è meticolosamente disegnato e raffigura un mondo triste e abbandonato. L’ambientazione di un mondo arido senza oceani si struttura mostrando luoghi a noi familiari, come porti abbandonati o sottomarini distrutti, marci, nei loro resti arrugginiti.

Recensione FAR Lone Sails

FAR: Lone Sails amalgama l’esplorazione sfruttando tre distinti intervalli visivi (gestiti dal giocatore), in cui è possibile visualizzare il gioco e i personaggi presenti in scena. La vista ravvicinata del personaggio permette di interpretare e risolvere meglio gli enigmi, la vista a medio raggio viene utilizzata quando viaggiamo con l’Okomotive, mentre la visione grandangolare permette di osservare il paesaggio nella sua maestosità, donando la giusta cornice alle sequenze più rilassanti.

L’immersività narrativa del gioco è favorita anche dalla colonna sonora, che ben si abbina a ciò che accade a schermo, accompagnandoci sia nei momenti più intensi che in quelli tristi.

PRO
Direzione artistica
Narrazione ambientale, quando il videogioco diventa arte
Musiche meravigliose
Gameplay soddisfacente e immediato
CONTRO
Enigmi semplici, basso livello di sfida
Poco longevo
Panoramica Recensione
Valutazione
8.5
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Gaetano Speranza
Vice direttore di Gamesquare.it, specializzato in giochi Stealth, Action e Shooting, odia con tutto se stesso i titoli Platform (per sua innata incapacità con questo genere). Si è avvicinato al medium videoludico durante la settima generazione di console, alternando momenti di gaming compulsivo a settimane di completo relax elettromagnetico. Pur avendo un altro lavoro, dedica gran parte del suo tempo libero allo sviluppo di questa piccola realtà online.